venerdì 30 novembre 2012

Liàn, la Sirenetta intrappolata

Salve! Scrivo di nuovo alla fine della settimana. Sono davvero distrutta.
Ieri ho fatto una visita in catacomba, la prima dall'anno scorso. Devo dire che mi mancava il mondo sotterraneo. No, non sono matta, sono solo innamorata della materia che studio, tutto qui.
E sono anche tornata in un luogo che non vedevo da luglio. Sotto la pioggia, con un vento gelido e tanta umidità era certamente diverso a come lo avevo osservato e vissuto l'ultima volta. Allora facevano 40° all'ombra, avevo il gesso alla mano sinistra, mi sedevo sull'erba e pranzavo lì. Vi sono legati svariati ricordi e di alcuni provo una vaga nostalgia.
Oggi invece ho avuto la visita a una collezione epigrafica e devo dire che questa branca dell'archeologia inizia veramente a interessarmi, nonostante non sia una cima nella lingue antiche.

Tralasciando la mia vita, mi trasferisco di nuovo a Sàkomar. Avevo terminato la scorsa volta parlando di Sholena. Descriverò dunque la cuginetta, Liàn. E' anche lei una Sirena, più piccola della vice Guardiana dell'Oceano. Liàn ha più o meno 11 anni, infatti a Christine ricorda molto sua sorella minore Valenthine.
Ha lunghi capelli biondi, una corporatura mingherlina, profondi occhi verdi e una cicatrice che le attraversa il viso.Quest'ultima caratteristica ha una storia particolare alle spalle, una storia di un tradimento fraterno.



Lùs infatti, il Tritone figlio di Poseidone, quindi fratello di Ray e Liàn, era stato sottomesso dal Cavaliere in un modo non ancora specificato. La magia del Cavaliere ha fatto sì che si amplificasse il suo velato desiderio di succedere al trono di Altamarea quando suo padre regnava lì come reggente temporaneo e di comandare Nessie.
Il Cavaliere, invece, aveva solamente insediato una spia potentissima all'interno dell'Oceano, punto di forza del Regno dell'Acqua. Agli occhi di Liàn, suo fratello compì un gesto spregevole nei suoi confronti pur di avere dei poteri, invece il povero Lùs era soltanto stato incantato e sottomesso (tant'è che porta al collo il famoso ciondolo).
Il Tritone quindi fece catturare sua sorella dai Goblin. Il Cavaliere propose a Poseidone uno scambio, ovvero sua figlia in cambio del trono. Il Re del mare non accettò con la disperazione nel cuore e Liàn venne affidata appunto ai Goblin che le sfregiarono il viso per divertimento. Dopodichè, il Cavaliere creò il Vortice Oltremare in cui Liàn venne gettata e da cui non sarebbe mai potuta uscire a meno che qualche creatura, con poteri superiori, non fosse arrivata a salvarla.
Liàn crebbe sola, circondata da pareti d'acqua rotanti, con poco cibo, destinata a nuotare sul fondale marino.
Christine, essendo succeduta a Eleonore, o meglio, a Poseidone che era reggente temporaneo, era sicuramente l'unica ad avere abbastanza poteri da riuscire ad invertire il corso del Vortice per liberare la Sirenetta.
Christine riporta quindi Liàn da Poseidone che, in cambio della sua prova di lealtà e coraggio, le consegna le scimitarre e il ciondolo per il comando di Nessie... e le permette anche di cambiare il Patto Acquatico.
Ecco come una piccola creatura come Liàn, personaggio della storia, se vogliamo dire secondario, finisce per essere un perno fondamentale per lo svolgimento della narrazione stessa.
Ora vi lascio... forse dopo questo vi metterete a cantare "In fondo al mar". A me è venuta una voglia matta di farlo! Andrò immediatamente su Youtube e mi sentirò per la milionesima volta quella fantastica canzone del famoso cartone Disney, insieme a "Parte del tuo mondo" che mi fa sempre sognare. Buona serata!

domenica 25 novembre 2012

I commenti della community al mio libro :)


Oggi vorrei dedicare questo post al mio libro. Certo, tutti sono dedicati a ciò che ho scritto ovviamente, ma stamattina condividerò i commenti che sono stati posti dagli utenti di ilmiolibro.kataweb.it
A un autore fa sempre piacere ricevere un giudizio sulla propria opera, nella quale ha inserito il proprio cuore, le proprie emozioni e la propria fantasia.
Riporterò il nickname e le stelline di votazione scelte da ogni lettore (il massimo è 5 stelline).
Ecco dunque ciò che le persone pensano a proposito delle pagine che possono leggere in anteprima:

Maria Cristina F., voto: 5 stelline
Puoi tranquillamente smettere di sognare di diventare una scrittrice: lo sei già e molto brava, anche... Complimenti!

Lino, voto: 5 stelline
Pagine colorate "toccate dall’acqua" in una dolce immersione (battesimo). Brava!

Giuseppe Calcerano, voto: 4 stelline
Una bella ....favola per grandi...tra fantascienza e favola. (Peccato scritta in caratteri piccolissimi...per me).

Antropoetico, voto: 4 stelline
Con questo racconto l’autrice ci indirizza tutti alla ricerca dentro il nostro cuore della parte migliore di noi. Lo spunto è la fiaba ma nella realtà il viaggio proposto è utile al bambino che rimane nel profondo dell’io, alla fantasia e alla gioia di vivere che rallenta con l’età e le preoccupazioni da cui siamo bombardati ogni giorno. La fiaba diventa così un inno alla vita e ci invoglia a sperare sempre nel lieto fine. Una lettura piacevole e scorrevole adatta ai sognatori.

Simone Ceccarelli, voto:5 stelline
Annovererei questo bel libro nelle narrative, mistiche, per ragazzi. In questo testo scorgiamo una storia fantastica e soprattutto colma di ricca fantasia. Vengo colpito inizialmente proprio all’avvio di questa novella dove l’autrice pone ai lettori e lettrici alcune questioni e domande importanti. Domanda: chi nell’età della fanciullezza non ha mai sognato di essere un principe o una principessa, di non aver abitato in qualche castello? Questa domanda mi porta a ripensare e ad indagare nel mio passato di infanzia. Comunque questa storia si rivela narrata molto bene e misteriosa; a mio giudizio vale davvero la pena leggerla. Complimenti all’autrice!!

Gicielle
Sicura di aver voluto scrivere un libro per bambini ? Dall’incipit non mi pare ! Ma apprezzo molto la fantasia, la forza e .. il coraggio . Proverò a leggerlo tutto ..

Antonello Pellegrino, voto: 5 stelline
Un libro apparentemente per ragazzi, ma non solo, credo la sua lettura vada bene per tutti. Immergendosi fra le pagine si assiste ad una esplosione di fantasia, di creatività e di grande capacità narrativa. Il Lettore viene attratto e coinvolto dal modo speciale con cui l’autrice riesce a narrare la sua storia. Molto brava!

Lorenzo Fiore, voto: 5 stelline
Finalmente una narrativa mistica, a tratti esoterica, ricca, impregnata di un sapore orientaleggiante, bizantino. Rileggendo le pagine ci si accorge dell’ autoproiezione dell’autrice nella storia; ella si sente vittima e parte di quella magia, che aleggiando nella sua mente, si riflette sulla carta e, tramite una storia dal ritmo incalzante, riesce a stregare. Bello.

Roberto Federici
No. L’ho trovato una lettura pesante. Forse nel proseguo migliora, ma non sono riuscito ad arrivare al proseguo. Non c’è ritmo, il che fa faticare il lettore.

Hoenir, voto: 4 stelline
Adoro il fantasy, adoro i nuovi talenti !!! Continua così... faccio il tifo per te !!!

Artemisia Birch, voto: 4 stelline
Un’anteprima davvero affascinante, morbida ed evocativa, soglia di un mondo ricco di sorprese. Lo stile è piacevole, delicato e pregnante allo stesso tempo. Mi riservo senz’altro di leggerlo per intero.

Vincenzo Tramuta, voto: 4 stelline
è un libro strano. leggi il titolo e ti aspetti uno scritto ambientato in altri tempi e in altri mondi. invece è una favola a portata di mano, dove il ’paranormale’ si può prendere in mano come l’acqua del ruscelletto del primo ’fenomeno’ registrato dalla protagonista. non c’è una preparazione con grandissime e drammatiche situazioni premonitorie; il lettore non entra in giri vorticosi e cupi prima di assistere all’evento che cambia la storia. vi assiste tranquillamente, con una emozione normale. mi sembra di aver colto nella scrittura una grande semplicità d’animo, una limpidezza di sentimenti, una ingenuità dolce nel fare queste pagine, che mi incanta. soprattutto questo mi è piaciuto. buone prospettive

Nadia Bertolani, voto: 4 stelline
E' una favola a tutti gli effetti: nella dichiarazione di intenti, nella trama, nei personaggi, ma soprattutto in quel modo speciale di raccontare che hanno tutti gli incantatori.

Mara Giglio, voto: 4 stelline
Copertina accattivante, quella di "I Quattro Principi di Sàkomar", per un’anteprima coinvolgente e ben costruita. Complimenti!

*Stefano*, voto: 5 stelline
Bella copertina pertinente ai contenuti del libro. Una storia di fantasia del tipo che mi piace; scritta bene, coinvolgente, originale. Un libro adatto ai ragazzi, ma non solo perchè un bicchiere di fantasia prima e dopo i pasti fa bene a chiunque.

Darkangel, voto: 5 stelline
Dal tuo profilo ho visto che abbiamo diverse cose in comune, anch’io adoro il fantasy, disegnare e mi sarebbe piaciuto tantissimo fare archeologia. L’idea del libro è davvero interessante e terminare tutti e tre i libri non credo ti sarà difficile se a te, come capita a me, le idee vengono scrivendo :) Continua così!

Paolo Malaman, voto: 5 stelline
Ecco come si cattura il lettore e lo si tiene stretto, lo si conduce, ci si impossessa di lui. Il lettore, da parte sua, dimentica la realtà che lo circonda e divora le pagine. Coinvolgente.

Antonio Marcello, voto: 5 stelline
Interessante ed avvincente libro fantasy che trascina come un fiume in piena il lettore tra le pagine del libro. Personaggi ed una trama davvero ben articolati e descritti che costringono il lettore a divorare le pagine, l’una dopo l’altra, per scoprire l’evoluzione della storia. Complimenti!!

Mario Batignani, voto: 5 stelline
una storia avvincente fa parte di queste trame tra fenomeni paranormali e situazioni avventuriere, il libro scorre via che e’ una bellezza, molto ben scritto e raccontato da Cristina prende il lettore e lo trascina nelle sue fantasie con forti emozioni... Bravissima!

Agores, voto: 4 stelline
Complimenti! Ago

Antonella
Non amo il genere fantasy, lo ammetto, ma in queste pagine c’è una freschezza narrativa che invoglia alla lettura, brava!

Ginestra_03
E’ una storia avvincente, un racconto che prende il lettore e non lo lascia fino alla fine della vicenda. Ben scritto, piacevolissimo da leggere, si riesce a entrare in quel magico mondo e non se ne vorrebbe uscire. Brava!

Paolo Ferrara, voto: 5 stelline
Per essere la prima volta che non scrive un tema scolastico, l’autrice dimostra di avere talento. Per gli amanti del genere: troverete tra queste pagine una storia intrigante e narrata egregiamente. Molto particolare. Bravissima.

Giacomo, voto: 5 stelline
bello il libro, bella la copertina....brava hai colpito nel segno!!!

Salvatore Cumbo, voto: 5 stelline (anche il mio papà se l'è letto, e fidatevi se vi dico che se non gli fosse piaciuto me lo avrebbe detto e ripetuto)
Fin dalle prime righe appare chiaro che la realtà in cui ci immerge questo libro è avvincente, scorrevole e magica. Penso che sia un libro che, una volta letto, ti induca anche, prima o poi, a rileggerlo, tanto risulta gradevole l’atmosfera in cui ti avvolge.

Baltimoramoon, voto: 4 stelline
Molto bella la copertina che apre su un romanzo che a me sembra un riuscito fantasy. Scorrevole la scrittura con quel giusto pathos che attira il lettore.

Ecco dunque tutti i 26 commenti degli utenti, direi molto positivi (eccetto uno che, mi dispiace dirlo, ma a giudicare dai commenti che scrive alla maggior parte degli altri libri della community, non gliene piace mezzo e arriva sempre al solito inizio noioso).
Come inizio è buono... speriamo solo di continuare sulla giusta via. Per ora è stata autopubblicazione... forse un autore più grande che avrà la correttezza almeno di leggere ciò che uno invia con tante speranze ci sarà da qualche parte e che non richieda contributi (cosa veramente molto triste).
Buona domenica e, ricordiamoci, oggi è la giornata dedicata alla NON VIOLENZA CONTRO LE DONNE. Combattiamo questo schifo primordiale che continua ad esistere nella nostra società.




sabato 24 novembre 2012

Sholena, la Sirena vice Guardiana dell'Oceano

Com'era prevedibile, il tempo scarseggia. Vorrei davvero che fosse come a Sàkomar in cui questa entità non ha importanza e scorre lentamente. Mi servirebbero giornate più lunghe specialmente in questo periodo. Alla fine succede che la mattina ho lezione, torno a casa e pranzo, mi metto a studiare, ed è già il momento di andare a dormire (anche perchè il mio cervello reclama e desidera ardentemente il riposo).
Per fortuna che oggi è sabato e ho dormito troppo... fino alle 11:30! Guai a chi mi dice che sono una pigrona. E' che ogni tanto serve riprendersi, accoccolati tra le coperte provando a sognare. In realtà stanotte ho fatto certi sogni stranissimi che avevano più l'aria di essere degli incubi. Il peggiore credo sia stato quello in cui stavo parlando con una persona (non ricordo chi). Mi sento pungere il braccio destro e d'istinto schiaccio l'insetto malefico che, al tatto, era un po' rotondo con una corazza abbastanza dura.
Passa un po' di tempo, mi tiro su la manica della maglietta e vedo che il braccio mi si è ricoperto di bubboni violacei distribuiti in grappoli, sulla mano, sul polso per poi avvolgersi fino al gomito. Che schifo!
Ovviamente mi sono svegliata terrorizzata. Nemmeno avessi letto libri strani o visto qualche film dell'orrore... ieri sera sono crollata leggendomi solo poche pagine di un fumetto sdolcinato.
Chissà che cosa succede nella nostra mente per creare mondi ed eventi così assurdi durante il sonno.

Dopo questa breve introduzione sugli eventi inquietanti che colpiscono la vostra autrice (ovvero me), vi parlerò di Sholena, la vice Guardiana delle profondità oceaniche, nipote di Poseidone, cugina di Ray, Lùs e Liàn.
Sholena è una sirena, particolarmente bella. Ha lunghi capelli dorati e ondulati, occhi grandi e verdi e una pinna sfumata dal profondo blu al verde acqua. Come ogni Sirena e Tritone, all'altezza del collo, Sholena ha tre tagli che si aprono spasmodicamente. Ecco, gli abitanti delle profondità marine sono dotate di branchie, esattamente come i pesci, che entrano in funzione solo quando sono sott'acqua. Quando invece salgono in superficie, si attiva nel loro corpo un sistema di respirazione alternativo. Sirene e Tritoni del mio libro sono provvisti sia di branchie che di polmoni. E' pura fantasia, ma sarebbe comodo possederli entrambi.
Sholena, così come i suoi colleghi marini, ha la capacità di ipnotizzare con lo sguardo e di comandare a piacimento la sua vittima. Christine testerà in prima persona questa abilità.




Oltretutto, Sholena ha una voce melodiosa. Come tutte le Sirene, il suo canto è divino, utile per incantare. La  voce della vice Guardiana è anche molto acuta... quando si irrita può ledere gravemente i timpani di chi la sta a sentire (conosco persone anche nel nostro mondo che possiedono questa abilità... ma sono tutt'altro che Sirene!).
Sholena si rivelerà essere un personaggio abbastanza lunatico. Sulle prime è molto diffidente verso la Principessa, sembra quasi ostile. Successivamente, sarà una delle sue più grandi ammiratrici. Christine non si fida completamente di lei proprio a causa di questa sua volubilità e infatti non le affiderà il comando di nessuna componente dell'esercito. In ogni caso, Sholena rimarrà con lo zio a difesa del Regno durante l'assenza della Principessa.
E' lei ad accompagnare Christine da Poseidone ed è sempre lei a salvarla da Lùs che opererà un imbroglio ai danni della sovrana.
Ho preferito che le mitologiche abitanti dei mondi sottomarini fossero nella forma classica e ormai diffusa, simile alla Sirenetta Disney per eccellenza, Ariel.
La differenza tra le Sirene della mitologia Greca è abissale. Sono creature veramente mostruose quelle che si vedono rappresentate. Omero non le descrive, ma lo fanno altri autori che non starò qui ad elencare ed esaminare. Le vediamo in scultura e pittura e non sono di certo belle: hanno il busto umano, ma zampe e artigli come un uccello, a volte anche delle ali.



Sembra che le Sirene fossero originariamente totalmente umane e che poi, per vari eventi essenzialmente legati a vendette e maledizioni tra dèi (si stavano sempre a fare dispetti sull'Olimpo e dintorni) vennero trasformate in questi essere mostruosi.
Per una favola in ogni caso non andavano bene, visto che di creature terrificanti ce ne sono già.
Bene, dopo questo, vado a pranzo e a presto!




martedì 20 novembre 2012

Poseidone/Nettuno, il Guardiano dell'Oceano

Buon pomeriggio a todos! Come va? Ho appena acceso il pc, per studiare in realtà, ma uno spazietto di tempo lo ritaglio per il blog altrimenti finisce che lo trascuro e non va bene.

La descrizione di oggi sarà dedicata a Poseidone. Nel mio libro è chiamato "Guardiano delle profondità oceaniche". Ebbene sì, torna un elemento fondamentale: le creature mitologiche a Sàkomar sono mortali, con poteri speciali. Gli antichi dèi calcano attualmente o hanno calcato il suolo di questa dimensione e sono esseri viventi, esattamente come gli Umani. Tutta la mitologia e le fantasticherie dell'antichità vengono a sgretolarsi.
Poseidone ne è l'esempio. Lui è il re dei mari, chiamato anche Nettuno, fratello di Zeus/Giove e Ade.
E' un Tritone, con la lunga barba bianca, la corona di coralli, il tridente tipico e dorato, la pinna poderosa e blu, il corpo muscoloso da vero combattente. E' una creatura secolare e ha tre figli, Lùs, Liàn e Ray. Sua nipote, Sholena, è la vice Guardiana e conduce Christine al cospetto di Poseidone che risiede nel vecchio castello sottomarino di Altamarea.
Poseidone precedette al trono Eleonore, per poi sostituirla quando la Principessa venne esiliata e condotta nuovamente nella dimensione Umana.
E' un vecchio sovrano, ma è anche molto potente, tant'è che la Principessa Christine dovrà compiere delle difficili imprese per farsi accettare come sovrana. Tutti infatti nel Regno dell'Acqua e in particolare nell'Oceano considerano come regnante ancora Poseidone.
Poseidone è inoltre l'unico capace di comunicare con Nessie, il potentissimo e leggendario serpente marino che, come ben sappiamo, compare di tanto in tanto nel lago di Loch Ness secondo la tradizione.
Il Tritone porta al collo un ciondolo a forma di serpente marino per l'appunto, che affiderà poi a Christine dopo una serie di vicende.



Oltretutto è lui che consegna le armi alla Principessa. Le scimitarre infatti verranno forgiate appositamente dai fabbri oceanici.
Poseidone fa parte del Consiglio Acquatico insieme a Cleo, Glalèn e Stephenyl. Successivamente alla nomina dei comandanti da parte della Principessa, il Tritone continuerà a farne parte e si prenderà l'impegno di proteggere i confini marini del Regno dell'Acqua durante l'assenza di Christine.
Poseidone è l'unico a conoscere il luogo in cui è custodito il famoso Patto Acquatico. E' lui che accompagnerà Christine a modificarlo. Egli non era certamente d'accordo quando questo venne scritto ai tempi di Eleonore, ma non potè opporsi al potere delle Ninfe che abitavano il Regno.
Questo essere mitologico è molto duro all'inizio. Non riteneva Christine ancora pronta per prendere le sue armi. Toccherà alla Principessa riuscire a convincerlo con una prova di coraggio e a rivelare in realtà il suo animo buono.
L'idea di inserire anche lui nel mio libro da dove proviene? Beh, ero in vacanza quando scrissi il primo volume della trilogia e mi trovai a passeggiare per la carinissima cittadina di Nettuno, vicino Anzio (in realtà il confine tra le due l'ho sempre trovato molto relativo). In ogni caso, la piazza principale di questa cittadina di mare, con il suo bel porto illuminato dai negozi, il suo borghetto medievale e il suo palazzo del municipio, ospita la statua del dio marino che emerga da una conchiglia tra ippocampi.



Mi è sempre piaciuta tanto e poi di sera, con le luci che lanciano riflessi e ombre, è ancora più bella, quasi magica. La fantasia si sa prende spunto da un qualsiasi elemento e questa statua ha contribuito alla creazione di questo importante personaggio che somiglia incredibilmente al re Tritone del noto cartone Disney "La Sirenetta" (il quale è evidentemente ispirato a sua volta al dio del mare).
Ecco quindi che in un mondo buio e blu, ricco di ombre ma anche di colori dati dagli anemoni e dalle pinne di pesci, Sirene e Tritoni, si colloca Poseidone, l'ex sovrano del Regno dell'Acqua, sovrano provvisorio, nonchè attuale Guardiano.

Anche per oggi, vi saluto cari lettori e alla prossima!

sabato 17 novembre 2012

Minhalconian, l'Elfo, ex capitano dell'esercito


Buonasera! Eccomi qui, come promesso! Dopo essermi fatta una bella studiata di cimiteri cristiani antichi (sì, lo so che così non sembra un argomento allegro, ma a me piace tantissimo la struttura delle catacombe), un attimo di pausa e poi a cena in un ristorante giapponese. Sushiiiiiii! Che buonooo! Io lo adoro, anche se solitamente non mangio solo quello. Assaggio un po' di tutto. E poi viene mio padre che, da bravo medico, ti porta davanti una rivista di medicina e ti fa leggere quanti bei rischi si corrono a mangiare pesce crudo se non è conservato bene e quanti bei vermetti puoi ospitare nel tuo corpo, ignaro di avere altri esseri viventi al suo interno. Sì, fa schifo e tanto pure. Stasera sono andata lo stesso, nonostante il terrorismo, anche se il pensiero mi è venuto.

Dato che siamo in tema di cucina, introduco Minhalconian, l'Elfo di corte.
A lui dedico un capitolo intero e un intero allenamento. Poverino... deve fare da valvola di sfogo per la Principessa quando il suo Stephenyl la fa infuriare.
Minhalconian è un Elfo, dai gesti e dai tratti molto aggraziati, dai lunghi capelli corvini raccolti in una coda. Ha un carattere molto tranquillo, disciplinato, forse dovuto al suo passato militare. Era infatti capitano nell'esercito della Principessa Eleonore, la madre di Stephenyl. A causa di alcuni problemi con una gamba, venne congedato e continuò a svolgere il suo servizio a palazzo. Con il tempo, Minhalconian guarì, ma Eleonore venne inviata nella dimensione Umana e i componenti dell'esercito del Principe provvisorio (il vecchio Poseidone) cambiarono e lui rimase come Elfo di corte.
Il bastone che porta sempre con sè è in realtà una spada dall'elsa dorata, molto affilata e simile a un fioretto.
Me lo sono sempre immaginato combattere in modalità moschettiere, elegante, con tanto di guanti.
Minhalconian si occupa anche delle cucine. I servitori rispondono solo a lui. Come ogni Elfo, è abile nell'uso della magia che è ausiliaria all'arte del combattimento.



Ovviamente anche lui diventa uno dei comandanti nell'esercito di Christine. La Principessa infatti realizza il suo sogno, ovvero quello di tornare ad essere un valoroso soldato.
Viene nominato comandante dell truppe elfiche di terra, ovvero dei fanti e dei cavalieri.
Con Stephenyl sono buoni amici, così come con Lyzàn e Orchidea.
E' uno degli Elfi di cui Christine ci fida ciecamente.
Durante la Notte Lucente è proprio Minhalconian, avvolto in un lungo mantello blu, a risvegliare i ricordi dei predecessori di Christine provando a far ballare la Principessa prima dell'arrivo di Stephenyl. La Principessa è impedita (io sono impedita... detesto ballare. Lo faccio in modalità orso al circo, perciò è meglio non avere scene pietose davanti agli occhi), ma Minhalconian le dice tranquillamente di non preoccuparsi, che non c'è alcun problema, che qualcuno prima di lei aveva imparato e che quindi la sua sapienza le verrà trasmessa.
Minhalconian è quindi una delle colonne portanti del Regno dell'Acqua.
Dopo questo, vi auguro una buona notte e sognate, sognate, sognate!

venerdì 16 novembre 2012

Lyzàn, la guerriera pacifica...

Mi sono svegliata stamattina con un sonno assurdo e quello stesso sonno mi ha fatto compagnia per tutta la giornata. Oggi sono davvero stanchissima. La mattina l'ho trascorsa tra i resti archeologici dell'area del Laterano. Fantastici davvero. Il mondo sotterraneo mi ha sempre affascinata. Avevo solo 6 anni quando entrai per la prima volta nelle viscere del sottosuolo. Fu la mia prima visita in catacomba, precisamente in quella di S. Pancrazio e mi innamorai di questo mondo. L'archeologia è il mio unico grande amore che non tradirò mai. La mia è una strada difficile in un paese che dovrebbe invece portare alta la bandiera della tutela del patrimonio artistico e che invece la lascia come fanalino di coda. Le cose devono cambiare per forza.
In ogni caso, io sono innamorata del mio lavoro, con tutti i suoi pro e i contro. Forse qualcuno di voi mi obietterà che non bisogna sposarsi con il proprio lavoro. Al contrario dirò che seguire il proprio sogno è una soddisfazione, soprattutto provare a realizzarlo con tutte le proprie forze anche quando ogni cosa e ogni persona ti remano contro. Per ora posso amare l'archeologia. L'amore vero è un'altra cosa e lo aspetterò se ci sarà.

Tornando nel mondo parallelo, a Sàkomar è il turno della descrizione di Lyzàn.
Ha dei lunghi capelli biondi, che ho sempre immaginato raccolti in una coda a zampillo. Le sue sembianze sono feline, un po' come quelle di Minhalconian, con i tipici tratti delicati e affilati degli Elfi.
Christine, osservandola, la ricollega alle statue e alle pitture etrusche. E con questo si capisce che a Sàkomar, coloro che gli Umani, in questo caso specifico gli Etruschi, hanno creduto degli dèi erano in realtà Elfi. Sì, è strano e contorto, ma ho voluto incastrare storia, mitologia, archeologia e fantasia tra loro. Chissà se sono riuscita nel mio intento... ma questo potranno dirmelo solo i lettori.
Lyzàn è un'Elfa che lavora a corte. Il suo passato non viene narrato, così come nemmeno le sue azioni.
E' una creatura molto schiva. Si occupa del giardino del Castello. Un po' strano per un'Elfa che ha il fisico di una guerriera, vero? Narrerò qualcosa di più dettagliato sul suo conto nel terzo libro, quando Christine ritornerà per andare a combattere nel Regno del Magma con il suo esercito.



Lyzàn viene nominata comandante delle truppe, nello specifico degli arcieri su Grifoni e Leogrifi. A lei viene assegnata una spada dall'elsa argentata. Lyzàn si rivelerà un'ottima combattente, ma questo appunto si vedrà.
Nel giardino del Castello di Floryen, l'Elfa si prende cura di cespugli di rose profumatissime di ogni colore, lavanda, gigli e fiordalisi. Il giardino, dal manto verde e vellutato, è reso magico da enormi fontane con alti zampilli, ricche di pesci rossi e statue mitologiche, tra cui Amore e Psiche. Sul retro del castello, c'è un laghetto circondato da un canneto, con cigni e anatre.
Lyzàn è quindi la più pacifica all'interno del Castello, ma non è detto che dietro il suo ruolo si nasconda un carattere altrettanto tranquillo. A volte le persone che sembrano le più calme, sono in realtà dei fiumi in piena, delle furie pronte a scatenarsi appena ne hanno l'occasione.
Infine l'Elfa è molto abile nelle arti magiche e questa sua capacità si manifesta soprattutto durante la Notte Lucente in cui Christine la nota fare incantesimi con le Ninfe dei fiori.
Riconosco di non aver scritto molto stasera, ma non posso anticipare le trame dei libri successivi e soprattutto le sorprese che questi riservano.
Vi auguro un buon week-end cari lettori! Spero di riuscire ad aggiornare il blog tra sabato e domenica, altrimenti ci si "rilegge" lunedì!




mercoledì 14 novembre 2012

Orchidea, la Ninfa dei fiori

Chiedo umilmente perdono se ho tralasciato la scrittura del blog per qualche giorno, ma sono ricominciate le lezioni a pieno ritmo, il lavoro che porto avanti mi assorbe parecchio tempo, esco anche oltre a stare seduta qui in camera a studiare e quindi queste pagine sono rimaste bianche per un po'.
Nel frattempo ho notato tanti bei commenti al mio libro (http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/885265/#!) e ne sono davvero contentissima. Sto provando a far esaminare per l'ennesima volta il mio manoscritto a editori affermati. Spero vivamente che almeno provino a leggerlo e non mi mandino quelle fastidiose lettere con scritto su "Tutto molto bello, ma non rientra nei nostri programmi editoriali"... quando sai benissimo che il genere fantasy è super trattato da loro. In ogni caso, non voglio fare polemica. Lo sappiamo tutti come funziona. Spero di avere più fortuna.

Il personaggio di cui parlerò oggi è Orchidea. Lei è la Ninfa dei fiori al servizio di Christine nel Regno dell'Acqua. La sua funzione è più o meno quella di una dama di compagnia, ma per la Principessa diventerà un'amica di cui potersi fidare.
Orchidea ha la pelle di un verde chiaro, in contrasto con i suoi capelli di un verde scuro che si muovono, come fossero vivi e fioriscono a seconda del suo umore. La sua veste fa la stessa cosa: è punteggiata di fiori coloratissimi e profumati ed è viva. Le Ninfe dei fiori sono creature molto particolari. Sono parte della natura. Sono quasi piante se vogliamo, con le sembianze umane. 
Orchidea ha un viso molto simpatico, e ho sempre immaginato le sue guance picchiettate di lentiggini, i suoi occhi color verde smeraldo, con un sorriso pronto a risollevare l'animo delle persone con cui interagisce.
E' una servitrice a corte con Minhalconian e Lyzan, i due Elfi, dai tempi di Eleonore.
Il suo aspetto è molto giovanile, ma in realtà, come quasi tutti le creature di Sàkomar, ha qualche centinaio di anni come minimo. Ed è molto curiosa!! Chiede infatti a Christine informazioni sul suo mondo di provenienza, sperando un giorno di poterlo visitare.
Il suo nome deriva dalla sua nascita: la Ninfa infatti nacque proprio da un fiore di orchidea.
Ma perchè le Ninfe dei fiori come Orchidea si trovano nel Regno dell'Acqua?
Christine specifica, verso la fine del libro durante la discussione con Glalèn, che esse erano provenienti dal Regno della Terra e delle Rocce. Le Ninfe dei fiori sono emigrate fino al Regno dell'Acqua secoli prima e ormai si sono stanziate insieme alle loro "cugine" Ninfe dell'Acqua. Il perchè sia successo questo non viene ancora detto e non lo anticiperò per il momento.



Orchidea è una driade, esattamente come Dafne nel mio libro. L'amore di quest'ultima per Apollo viene rivisitato in chiave di volta per lo svolgimento della storia... ma ai lettori lascio il piacere della scoperta.
Orchidea viene nominata comandante e rimane alla difesa di Floryen e del Regno dell'Acqua quando la Principessa parte con il suo esercito. Christine si fida ciecamente della simpatica Ninfa dei fiori che l'ha sempre sostenuta.
E' proprio Orchidea inoltre ad organizzare la Notte Lucente con le altre Ninfe e ad assecondare i piani romantici di Stephenyl per quella sera. Orchidea è un'amica preziosa su cui la Principessa potrà sempre fare affidamento.
Devo dire che è un personaggio che amo particolarmente. In lei si riflettono tutte coloro che sono state mie amiche, le più fidate, anche se a volte i rapporti si sono guastati e i legami si sono andati sciogliendo.

Bene, per stasera è tutto. A presto!!!

sabato 10 novembre 2012

Frutto di un amore proibito: Stephenyl...

E' sabato finalmente! Un po' di meritato riposo ci voleva! Posso dedicarmi a quello che più mi piace, anche se alla fine riuscirò a fare solo la metà di ciò che ho in mente.
Bene, il post di oggi riguarderà Stephenyl Karyl Akyonol, il Portavoce del Regno dell'Acqua, ritenuto un Elfo con qualche malformazione per gran parte del primo volume.
Stephenyl è il secondo personaggio che i quattro Principi conoscono, durante quella sera, nel bosco vicino casa. E' probabilmente la chiave di volta di tutta la storia, anche se inizialmente sembra soltanto l'addestratore di Christine.
Dietro di lui, si nascondono verità che hanno condotto alla guerra che sconvolge l'intera Sàkomar.
Stephenyl si presenta come un ragazzo di bellissimo aspetto, con i capelli corti e ramati, gli occhi di un azzurro mare, alto, muscoloso e agile. Ha le orecchie leggermente appuntite e a sinistra porta un orecchino a cerchietto.
Christine è immediatamente colpita da lui, ma prova a non cedere a quel sentimento che cresce ogni giorno di più durante la sua presenza a Sàkomar. Stephenyl prova le stesse identiche sensazioni nei confronti della Principessa, ma conosce le regole interne al Regno. Per tale motivo, il Portavoce risulterà tanto dolce, quanto scontroso nei confronti di Christine.
I due si erano già incontrati quando la ragazza era piccolissima ed era insieme al gemello, Alessandro, il giorno del rapimento da parte del Goblin.
Stephenyl sa leggere il pensiero, come tutti gli Elfi e gran parte delle creature di Sàkomar.
E' un ottimo spadaccino, ma un ancor migliore arciere.



E' il frutto di un amore proibito, ma non anticiperò di chi, perchè sono punti fondamentali del mio romanzo.
Caratterialmente Stephenyl è leale, fedele, buono d'animo, molto paziente con la testarda Christine, un vero e proprio principe delle favole. A volte un po' lunatico, ma essenzialmente a causa delle limitazioni e della necessità di proteggere la sua amata Principessa. Fisicamente, l'ho scritto già e lo ripeto, somiglia molto a Chris Evans. Mi ha fornito semplicemente l'ispirazione.


  


In lui chi è riflesso? Tante, troppe persone cui ho voluto davvero molto bene nell'arco della mia vita. Stephenyl riunisce forse tutti i loro aspetti positivi e anche qualcuno negativo.
Sono quasi convinta, romanticamente, di una cosa: la persona che amiamo, quella giusta, riunirà tutti gli aspetti che abbiamo adorato di quelle precedenti, possiede l'insieme delle qualità che ci hanno fatto innamorare dei predecessori. Per questo sarà quella giusta, quella di cui non si capirebbe mai il motivo della nostra attrazione. Come disse saggiamente Aquila di Autozam a Luce, nel cartone Una porta socchiusa ai confini del sole (Magic Knight Rayearth), "Se tu riuscissi a capire perché ti sei innamorata di qualcuno, allora vorrebbe dire che non è vero amore".

mercoledì 7 novembre 2012

Il calore del Fuoco...

Buonasera cari Umani! Mi dedico un po' al mio blog prima di andare a dormire. Domani mi aspetta un'alzataccia per un'altra giornata intensa di lezioni con ricerca (stavolta mini) in biblioteca annessa.

Bene, si torna a Sàkomar. Il prossimo personaggio che mi ci accingo a presentare è Valenthine, la Principessa del Regno del Fuoco.
Inizio sempre dalla descrizione fisica: occhi grandi color marrone scuro in contrasto con i capelli castano chiaro, viso simpatico e dolce, corporatura normale, alta per i suoi 11 anni di età (e questo mi fa ricordare quanto tempo sia trascorso dalla prima stesura del romanzo). E' quindi la fotocopia della mia sorellina più piccola, Valentina Angela, che attualmente ha 16 anni.
Caratterialmente posso descriverla con una sola parola: tranquilla e dolcissima. Valenthine è la più sensibile tra tutti e quattro, capace di amare anche il nemico e di vedere il lato positivo in ognuno. Forse è proprio il suo essere ancora una bambina ad influire sul suo approccio con il prossimo. E' Valenthine a convincere i fratelli più grandi a fidarsi e a credere nell'Elfo e nella Fata che li vengono a trovare nel bosco. La fantasia che i più piccoli hanno permette loro di credere in altri mondi. E' una speranza che purtroppo crescendo si perde... io stessa, sognatrice fino in fondo alla mia età, ne ho persa un po', ma credo sia normale.
La mia vera sorella non è da meno. E' davvero tanto dolce... ed è anche la più coccolata essendo la più piccola, da me in primis. Non riesce a stare arrabbiata per più di 10 secondi e solitamente non litiga con nessuno. Certo, la sua dolcezza che poteva avere a 11 anni anche verso il prossimo, ha imparato a non averla verso tutti. Normale, con la gente che gira al giorno d'oggi. Si impara già con i compagni di scuola, figuriamoci con il resto...
La Principessa Valenthine è la detentrice del potere del Fuoco, un Elemento pericoloso perchè fornisce calore, ma anche distruzione. E' per questo che serviva una persona assennata e saggia per controllarlo. Non Roby, troppo impulsiva, non Christine, troppo volubile, non Fabio, troppo testardo. Valenthine era perfetta. Ovviamente c'è stata la discussione tra Roberta e Valentina quando dovevo assegnare gli Elementi. La prima voleva il Fuoco... e io le ho assegnato l'Aria.
Il rubino era la pietra adatta per contenere il riflesso scarlatto del Fuoco e su un vestito di piume di Fenice, che i Folletti cuciranno appositamente per la Principessa, stava stupendamente.
Ecco che avevo creato la Principessa del Regno del Fuoco.
Valenthine ha anche un altro potere importante: il teletrasporto in un vortice incandescente e in maniera precisa. Quando è alle prime armi, Valenthine non riesce a controllare perfettamente il calore sprigionato dal suo "guscio" di fuoco durante il teletrasporto, ma nel secondo libro vederemo in lei una netta evoluzione.
Valenthine è anche molto portata per le arti magiche... e sarà depositaria di una conoscenza che si rivelerà vitale. Ma non posso anticipare null'altro. Lo saprete se continuerete a seguirmi.
Infine, l'arma in possesso di Valenthine è l'arco. Mi serviva qualcuno che ci vedesse egregiamente... e in famiglia mia Valentina è sicuramente quella che ci vede meglio.
Il suo arco è intagliato a forma di Fenice e le frecce hanno una piuma di Fenice in modo che, una volta scagliate, prendano fuoco e diventino dardi incandescenti.
Valenthine cavalcherà Iris, la Fenice Reale e gigante. Anche di lei sarà narrato nel secondo libro e in ogni caso redigerò un post prossimamente dedicato a lei e ai Draghi degli altri Principi.



Inizialmente Valenthine appare anche un po' piagnucolona. Ecco, dovevo inserire questo elemento nel suo carattere. Avendo 11 anni è normale che una ragazzina sia spaventata da quel che l'attende. Successivamente però, come ho già detto prima, lei diventerà davvero molto matura.
Valenthine è la Principessa di un Regno molto caldo, infernale lo definisco spesso, al cui centro l'Etves, un vulcano enorme, è in continua eruzione, ragion per cui i laghi sono composti di lava e quest'ultima sgorga dalle fontane. Le colate di lava solidificatesi hanno dato origine al Regno del Magma dove si recherà Christine.
Bene, direi che ora posso andare a dormire. Ho un sonno... avrei voluto dormire oggi pomeriggio, ma ho poi ho preferito mettermi sotto a studiare. A presto e buona notte!

martedì 6 novembre 2012

La furia dell'Aria

Le lezioni sono ricominciate e il mio tempo libero torna a scarseggiare. Nonostante tutto ho preso degli impegni e intendo portarli avanti. Oggi, prima di tornare a casa, sono passata in una libreria. Cosa molto molto sbagliata per una come me. Quando entro, non esco prima di un'ora almeno. Mi metto a guardare i libri, a osservarne le copertine, a leggere la trama, e poi magari non compro nulla, ma lo faccio per il semplice piacere di conoscere mondi di altri autori di qualsiasi genere.
Oggi ad esempio sono passata dal genere fantasy (che casualità eh!), alla fantascienza, proseguendo con i thriller, infine arrivando al carattere storico e approdando al mitologico. Ed è qui che mi sono fermata. All'occhio mi è andata subito la copertina di un libro in cui campeggiava un titolo sulla mitologia celtica. Che faccio, lo prendo o non lo prendo? Lo compro la prossima volta magari... e se poi non mi ricordassi? Alla fine, ho gironzolato per altri dieci minuti nella libreria per dirigermi alla cassa e acquistare il libro che mi ha tanto attratta. Per il momento mi limiterò quindi a sognare leggendo tra quelle righe di mondi passati, credenze forse fantastiche e magie, preparandomi al mio futuro (anno imprecisato) viaggio in Scozia o in Irlanda.

Tornando al tema proprio di questo blog, sono arrivata al terzo personaggio, la Principessa Roby del Regno dell'Aria. Ragazzina vivace, non è vero? Troppo a volte. Fisicamente è come mia sorella, capelli color castano chiaro, occhi vispi color nocciola, mingherlina, sul metro e 65 di altezza.
La scelta di attribuire a lei l'Elemento dell'Aria è stata un po' azzardata. Ero in forse sull'affibbiarle quello del Fuoco. Ho esaminato le varie caratteristiche dei due Elementi, ma l'aria così vivace, giocosa, a volte soave, tiepida o fredda, irruente mi ha fatto capire che era quella giusta per Roby.
Mia sorella è così: non sta ferma un attimo, ha una parlantina assurda, scherza sempre, può essere talvolta glaciale quando si arrabbia e provare un senso vendicativo molto forte, ma sa anche essere dolce con le persone cui vuole bene.
Come per Fabio e Valenthine, la descrizione più dettagliata è sicuramente presente nel secondo libro della trilogia. Nel primo volume troviamo una Roby che si vanta di saper giocare a pallavolo meglio della sorella maggiore Christine, quando sa perfettamente di aver avuto un colpo di fortuna, o meglio, un colpo magico.
Roby è vanitosa... e un pochetto lo è anche la mia vera sorella.
Ha la fissa dei capelli arruffati o fuori posto. Eh sì, questa è una caratteristica che ho DOVUTO inserire. Mia sorella mi odierà per questo, ma era troppo divertente. La Principessa dell'Aria che prima sente insopportabile il vento e improvvisamente inizia ad adorarlo "quando le accarezza i capelli".
La scelta dell'arma non è stata semplice. Mia sorella voleva che le dessi soltanto gli shuriken... in guerra non si può andare solamente a combattere con quelli. Gli shuriken sono, per così dire, di supporto. Serviva un'arma più seria che si addicesse a lei. Una spada sarebbe stata troppo pesante per una mingherlina come lei, l'arco lo aveva Valenthine, la mazza ferrata... beh, è anche più pesante della spada. Optai allora per una bacchetta con due pomi alle terminazioni, dai quali escono due lame lunghe e affilate, da usare quindi come una specie di lancia o un bastone. Per quanto riguarda gli shuriken, data l'insistenza di mia sorella, feci in modo che li avesse comunque e che fossero un regalo del Reggente del Regno del Ghiaccio.



Roby, oltre ad essere così tanto scalmanata, è anche dolce. Questo suo lato si vedrà soprattutto nel secondo libro, quando una creatura speciale farà breccia nel suo cuore.
Sicuramente i suoi battibecchi con Fabio sono molto divertenti invece. Loro due sono i più simpatici, mentre Christine la più romantica e inizialmente fifona e Valenthine la più sensibile.
La scelta della pietra è stata invece più semplice del previsto. Per Fabio avevo scelto lo smeraldo, la prima pietra verdissima che mi venne in mente, per Valenthine il rubino, che ha quel colore rosso fuoco così bello, per Christine l'acquamarina, non solo per il colore celeste ma anche per il nome che richiamava l'acqua.
A Roby venne assegnato il diamante, per la sua lucentezza e trasparenza. Un diamante è brillante e visto che luccica tutto nel Regno dell'Aria, quello fatato per eccellenza, avrebbe fatto pendant.
Roby è anche la più razionale dei quattro. Quando il tempo si ferma è lei che fornisce la spiegazione più sensata; quando Christine elenca i suoi poteri è sempre lei che riesce a capire che ogni fratello ha una caratteristica fisica e una magica in più oltre al comando dell'Elemento. Mia sorella è in effetti la più razionale, pianifica, cerca spiegazioni. Ha una mente matematica... altrimenti non avrebbe di certo studiato ingegneria, tutta il contrario di sua sorella maggiore!
Per oggi vi saluto. Torno ai miei studi, lontani dalla fantasia. Devo rimanere con i piedi per terra per portarli avanti e a volte risulta difficile. Buona serata!

domenica 4 novembre 2012

Il Principe del Regno della Terra e delle Rocce...

Sono di ritorno dall'Abruzzo. Faceva un freddo incredibile, tanto che una volta a Roma sentivo addirittura caldo. I colori che si vedono in questa stagione in tale regione sono fenomenali però: il rosso e l'arancione, misto al verde scuro e al giallo delle foglie, con spruzzate di bianco sulle cime delle montagne e del Gran Sasso in particolare. Quanto amo l'Abruzzo.

Tornando nuovamente nel mondo fantastico creato da me, oggi procedo con ordine e fornisco una descrizione del Principe Fabio.
Fisicamente è identico al mio vero fratello: alto, moro, carnagione olivastra come la mia, occhi neri, barba corta e baffi, robusto.
Fabio di Sàkomar è ironico, sempre pronto a scherzare su qualsiasi cosa, a prendere in giro Roby.
Mio fratello invece com'è? Un simpaticone. Somiglia molto al personaggio del mio libro, ma prende le cose più seriamente. Oddio... non so come reagirebbe davanti a un Elfo o una Fata, ma la possibilità di saperlo non c'è.
Nel secondo libro della trilogia si parla più ampiamente del Principe della Terra e delle Rocce, quindi non voglio anticipare nulla per il momento.
Ho deciso di assegnare a lui tale Regno perchè popolato di creature potenti fisicamente e robuste. Quando mio fratello mi abbraccia, ho l'impressione che possa spezzarmi le ossa da un momento all'altro, quindi c'è stata una certa assonanza con determinate caratteristiche. Idem per i poteri speciali che gli affida l'Oracolo, in primis la forza equivalente a quella di 100.000 Centauri. L'altro dono è quello di poter prevedere il futuro degli altri, non quello suo. E' una caratteristica particolare. Che gusto ci sarebbe se ognuno di noi potesse prevedere il proprio futuro e basare le proprie azioni sui fatti che avverranno? Fabio deve poter decidere secondo ciò che la sua testa pensa. Ho fatto in modo che, per una serie di ragioni che sono narrate nel secondo libro, potesse prevedere solo il destino altrui tramite il vecchio bastone dell'Oracolo.



Fabio è molto testardo. Ha la testa dura come una roccia (non per niente è Principe di un Regno simile). Molto spesso si scontrerà infatti con Mador e gli altri personaggi presenti nel suo Regno tra i monti Durem.
Fabio è il sovrano di Gnomi, lavoratori delle miniere, Centauri, guerrieri a metà tra gli Umani e i cavalli che vivono nelle foreste, e dei Giganti, creature altissime e molto potenti, ma anche un po' stupide.
La sua terra è rigogliosa in alcune zone, verdissima e ricoperta di boschi, alternata con siti montuosi e rocciosi, in cui le caverne naturali sono affiancate alle miniere. La costa è rocciosa. Non vi è sabbia, ma sassi. Il Regno della Terra e delle Rocce si trova all'estremo Nord - Est di Sàkomar.
Stephenyl è la persona che risulta più insopportabile per il Principe. Fabio si è infatti accorto sin dal primo momento degli sguardi tra sua sorella e l'Elfo. E ancora il Principe è inizialmente un po' geloso del nuovo fratello, Alessandro. Credo che sia un sentimento normale i primi tempi.
Tutti lo siamo quando nascono altri fratellini o sorelline, pensando che le attenzioni dei genitori non ci vengano più riservate. In questo caso, Fabio era l'unico maschio tra tutti e l'arrivo di un nuovo fratello maggiore lo spaventa. Ma è appunto qualcosa di iniziale... la storia deve ancora evolversi.
La sua arma è la mazza ferrata. L'arco a mia sorella piccola, l'asta - bastone con shuriken a mia sorella Roby, a me le scimitarre, ad Alessandro Excalibur... e a Fabio dovevo assegnare un'arma che solo qualcuno con una forza sovrumana potesse maneggiare facilmente e che allo stesso tempo potesse essere letale, strappando i brandelli di carne nemica. Mi sembra che fu proprio Fabio mio fratello a scegliere l'arma... sì, feci un piccolo sondaggio sulle armi che ci piacevano e, in suo perfetto stile, scelse qualcosa di assurdo.
In ogni caso, la mazza ferrata gli si addice proprio secondo me.
Il suo Drago è Attila (anche questo nome se l'è scelto mio fratello perchè lo ritiene un "nome forte"). E' un Drago di terra, massiccio e nero... ovviamente nero. Mio fratello adora i colori scuri. Attila è un compagno fedele e fisicamente è il più potente dei Draghi assegnati ai Principi.
Non so se mio fratello a questo punto si ritrovi completamente nel personaggio che porta il suo stesso nome presente nel mio libro. Ancora non ha letto le pagine del mio scritto. In questo momento il mio romanzo è sotto analisi della mia sorellina più piccola, Valentina Angela. Vediamo cosa ne penserà lei quando l'avrà terminato, anche se è appunto il secondo volume ad essere completamente dedicato a Fabio, Roby e Valenthine. Starò a vedere cosa mi attende, quali giudizi. Nel frattempo provo a darmi da fare per promuovere il mio romanzo. E' una strada difficile, ma voglio riuscirci a tutti i costi.
Vi lascio ora! Buon pranzo!

venerdì 2 novembre 2012

2 novembre...




Oggi è 2 novembre, giorno in cui si ricordano le persone che non sono più fisicamente con noi.
Fisicamente, perchè mi piace credere che loro ci siano e che ci accompagnino o che veglino in qualche modo. L'amore è l'unica forza che rimane e continua anche dopo la morte. I sentimenti così importanti sono immortali. Ne sono certa. Forse sarà la forza della fede che mi fa scrivere certe cose... non lo so, però sono sicura che anche chi non crede in un Dio o in un al di là sia d'accordo nel pensare che i ricordi e i sentimenti rimangono per sempre nel cuore delle persone che rimangono qui.
Non credo che oggi presenterò qualche personaggio, ma affronterò proprio l'argomento della morte a Sàkomar. Non guardate questa parola con una sorta di paura... Va bene, è normale averla perchè c'è essenzialmente incertezza riguardo ciò che si troverà dall'altra parte o ciò che invece non ci sarà, ma è un evento con cui tutti dobbiamo confrontarci il più tardi possibile.
Nel primo volume vengono nominati gli angeli. Christine si mette a fare gli angeli sulla neve fresca, quando viene sorpresa da Stephenyl che, essendo un Elfo, proveniente da un'altra dimensione, non ha mai visto simili figure, tanto meno ha mai fatto simili giochi.
Christine si vergogna, ma alla fine prova a fornire una spiegazione di cosa siano gli angeli in versione semplificata, così come si farebbe se un bambino lo chiedesse: esseri buoni che ci proteggono e ci stanno accanto, con l'aureola sul capo e le ali piumate (adesso torno archeologa per un attimo: gli angeli "mettono le ali" soltanto verso l'inizio del V secolo. Precedentemente gli angeli sono raffigurati apteri... ma questo non potevo scriverlo nel libro!).
Come Christine, mi piace credere che gli angeli ci siano. Non so se sia vero o meno, ma credere in qualcosa è sempre bello. Ricordo esattamente quando al liceo durante l'ora di religione se ne parlò. Un ragazzo disse che lui non ci credeva più, che era una cosa da bambini. Non protestai, non mi andava di mettermi a discutere. Quando uno pensa una cosa, difficilmente poi cambia idea e non è nemmeno giusto che la cambi se crede davvero in ciò che dice.
Io credo agli angeli sin da quando avevo più o meno 9 anni, sin da quando persi il mio adorato nonno cui vorrò bene per sempre. Ricordo quel che mi disse mia zia mentre piangevo a dirotto dopo che mia madre era venuta a prendermi a scuola in anticipo: <<Non devi piangere, altrimenti anche nonno lassù è triste. Ridi e anche lui sarà felice.>> E io presi queste parole alla lettera. Ero piccola, ma lui mi mancava tanto.
Tornando a Sàkomar, Stephenyl ha perso la madre, Eleonore, la Principessa del Regno dell'Acqua precedente a Christine, dimenticata da tutti per essersi sposata con Feshyl, la creatura mezzo Elfo e mezza Ninfa e quindi per aver infangato le regole di purezza del Regno.



Stephenyl non ha mai conosciuto sua madre, ma ha sempre avvertito un vuoto. Più in là con la storia riuscirà almeno a vederne il volto... ma non posso svelare troppi dettagli.
Feshyl ha perso la sua amata e questo lo ha reso pazzo, tanto da dichiarare una guerra all'intera Sàkomar che vuole sottomettere. Nonostante il rancore e la rabbia tingano di nero il cuore di Feshyl, l'amore verso Eleonore è sempre presente. Lui la ricorderà eternamente e forse sarà proprio questo elemento a salvarlo.
L'amore vero può battere la morte, può sconfiggere ogni cosa ed esser eterno.
Spero di riuscire ad inviare anche questo messaggio tra le righe del mio romanzo.
Attuali lettori e futuri vi saluto per oggi. Vi auguro una buona giornata.

giovedì 1 novembre 2012

La differenza tra me e lei: Cristina e Christine a confronto

Buongiorno di nuovo e buona festa di Ogni Santi!
Titolo del post indicativo sul personaggio del mio libro che andrò ad esaminare: la Principessa Christine del Regno dell'Acqua.
Com'è Christine? Fisicamente è abbastanza alta, mora, con capelli lunghi e lisci, occhi marroni, carnagione mediterranea. Di costituzione normale, nel senso che non è troppo magra, nè troppo cicciottella. E fin qui ci somigliamo parecchio.



Cosa studia? Christine studia archeologia. Anche questa è una cosa in comune, ma lei è classicista, io sono archeologa cristiana, tardoantichista. Si tratta di una bella differenza per chi è del settore.
Perchè ho voluto che studiasse archeologia? Avrei potuto anche farle studiare economia, lettere moderne o matematica (no forse matematica no per il mio spiccato odio per la materia, con tutto il rispetto per chi la studia ovviamente!). Mi serviva però un/una protagonista che desse una spiegazione storica e mitologica ai personaggi che popolano Sàkomar. Senza qualcuno che facesse dei paragoni tra Elfi ed Etruschi, oppure che conoscesse Poseidone, Zeus e la mitologia Greco - Romana, non sarebbe stata la stessa cosa. Tutta la magia conferita da queste, se mi passate la definizione, "antiche favole", non ci sarebbe stata.
Christine è la prima di quattro fratelli (o almeno si credeva fossero quattro... fino all'arrivo a Sàkomar).
Lei come me è la maggiore, ma rimando al secondo post in questo blog per ulteriori informazioni per non rischiare di essere ripetitiva.
Passiamo al carattere. A volte ci somigliamo e a volte per niente.
Christine è dolce, sensibile, un po' fifona all'inizio, ma grazie a Stephenyl e Cleo riesce a tirare fuori tutto il suo coraggio. Io vorrei essere dolce, dico davvero, solo che non ci riesco più. Il mio mondo, quello reale, mi ha spinto ad essere diffidente e automaticamente a possedere un cuore ricoperto di ghiaccio. Fatico a socializzare con tutti, indistintamente, ma le persone che non si sono arrese riescono ad apprezzarmi e sanno che anche io, sotto quello strato freddo, sono una persona simpatica, sognatrice, un po' pazzoide, con spiccato senso dell'umorismo.
Christine inoltre è molto sensibile e talvolta ingenua, ma è proprio questo suo carattere che riuscirà a farle dichiarare l'amore per Stephenyl con cui c'è stata "alchimia" sin dal primo sguardo.
Non voglio prendere l'argomento sentimentale. Sono molto riservata, però posso dire che non mi dichiarerei mai a un ragazzo. Forse sbaglio, ma i tipi come Stephenyl non esistono. Lui è appunto inventato.
Christine trova in Stephenyl un ragazzo adorabile, ma anche il migliore amico e alleato. Personalmente ritengo che prima di tutto il proprio compagno/a dovrebbe essere anche il proprio migliore amico, di cui fidarsi completamente, ed è così che ho voluto "dipingere" il Mezz'Elfo.
La Principessa del Regno dell'Acqua non hai mai avuto molti amici. Amicizia, concetto dimenticato da molti, quasi da tutti. Cosa nascondiamo solitamente dietro questa parola? Amicizia di convenienza, conoscenza, amore. Tutto, tranne ciò che si dovrebbe intendere. Christine prova rabbia verso il suo passato perché avrebbe voluto che fosse stato diverso. Lei sta male ogni volta che prova a pensarci. Forse sono stata un po' perfida come autrice, ma ho voluto lasciarle il carico della mia sofferenza, condividendolo con lei. All'università per me è cambiato tutto, ma degli anni precedenti non ne parlo mai perché detesto ricordarli.
Stephenyl comprende pienamente Christine. Essendo stato escluso da tutti anche lui, riesce a starle accanto, a supportarla e a sopportarla.



Christine soffre di vertigini e questo inizialmente costituisce un grosso problema: ha paura quando sale sulla casa sull'albero, ma soprattutto quando cavalca Rainbow, l'Ippogrifo. Con l'aiuto di Stephenyl però anche questo passerà. Per quanto mi riguarda, soffro di vertigini. Ne sono diventata consapevole qualche anno fa. Al momento non riesco a superare questa paura. Sono più calma quando mi trovo insieme a qualcun altro, ma da sola è una situazione critica. Poi dell'aereo non ne parliamo! Quest'anno per la prima volta ho preso un volo diretto verso la Bulgaria. Esperienza traumatica. Quando sono scesa a terra ci è mancato poco che mi mettessi a baciare l'asfalto!
Christine non sa nuotare. Lei vive nell'entroterra Scozzese e il gelido mare lo ha visto da lontano. Lei adora cavalcare e perdersi nei campi, fantasticando avventure. Curioso come sia diventata Principessa di un regno acquatico. Eppure, lei impara a nuotare grazie ad espedienti magici.
Io non so nuotare, al massimo sguazzo come una paperetta! Non mi è mai stato insegnato, però il mare mi piace tanto. Chissà forse un giorno mi deciderò ad iscrivermi seriamente a un corso di nuoto.
Christine gioca a pallavolo da molto tempo. Io ci giocai un anno soltanto, ma quell'anno mi bastò per divertirmi tantissimo e amare questo sport. Purtroppo, non per mia volontà, non sono mai stata molto sportiva. In Italia, a causa di un'organizzazione scolastica pessima, spesso si sacrifica lo sport per lo studio, o viceversa. Le due cose difficilmente sono conciliabili.
A me piaceva tantissimo la pallavolo, così come le arti marziali, la danza e il calcio. Frequentai due anni di danza classica all'età di 4 e 5 anni, e pallavolo all'età di 20. E poi giocavo a calcio con i ragazzi ogni volta che ne avevo occasione. Non fu una scelta spontanea. Riportai una brutta frattura al braccio destro che per molto tempo rimase debole. Provai così a giocare a calcio e mi innamorai letteralmente di questo gioco. Adoravo correre e combattere, ed ero anche brava. I ragazzi mi volevano in squadra con loro. L'amore per il calcio non mi è mai passato, anche se adesso con la storia delle scommesse e di tutti questi giri milionari non mi piace più guardarlo. Un tempo non mi perdevo una partita, collezionavo figurine, leggevo riviste calcistiche...
Anyway, divenni ambidestra perché, tra le tanti passioni, c'è anche quella del disegno e stare un mese ferma senza toccare una matita per me era una tortura. Così iniziai ad usare la mano sinistra. Christine perciò è anche ambidestra, ma per un motivo particolare: in battaglia userà due scimitarre che si fondono con il suo corpo.
Tirando le somme, direi che con Christine abbiamo qualcosa in comune. Forse in lei ho voluto riflettere i miei lati positivi, molti dei quali appartenevano a una me del passato che ormai vive solo nei miei ricordi. Soprattutto lei riesce a migliorarsi conoscendo l'amicizia, l'amore e soprattutto il coraggio.
Chissà se la Principessa dell'Acqua cambierà con il passare del tempo e con gli eventi che si succedono? Per saperlo, dovrete leggere tutti e tre i romanzi!
Vi saluto adesso e buon pranzo! Ho una fame...