lunedì 14 maggio 2018

Recensione di "Vorrei incontrarti ancora una volta" di Kate Eberlen

<<Ripensai ai grandi amori della letteratura. Gli innamorati s'incontravano perché erano fatti l'uno per l'altra o semplicemente perché vivevano vicini? Cathy e Heathcliff abitavano nella stessa casa, Romeo e Giulietta erano entrambi di Verona. L'anima gemella dipende dal destino o dal sentimento d'amore che provi in quel momento e che ti porta a dire che è quella l'unica persona al mondo giusta per te?>>

Ho riflettuto spesso sulla questione: vicinanza o destino? "Forse entrambe" è stata la mia risposta. La vicinanza aumenta le probabilità, ma è anche vero che se due persone non sono destinate a stare insieme potranno incontrarsi anche tutti i giorni senza che scatti qualcosa di importante tra di loro.
Tanti fattori ruotano intorno all'amore, ragion per cui non è una cosa semplice innamorarsi davvero.
E se capita sul serio non sai fornire motivazioni sul perché ti piaccia quell'individuo che non è particolarmente bello, ma che trovi comunque affascinante; quello che non è socievole, eppure a te piace il suo sorriso dolce abbinato al suo sguardo profondo; non ha la voce da attore, però in fondo se non possedesse il tono che riconosci tra mille altri, non sarebbe lui. Si ama quando i difetti diventano pregi agli occhi dell'altro, quando il battito cardiaco oscilla e le gambe vacillano... quando improvvisamente diventiamo stupidi, ridicoli persino, davanti all'altra persona e quella stessa ci trova adorabili. Ma osserviamo la copertina e leggiamo la trama di "Vorrei incontrarti ancora una volta" di Kate Eberlen.


Trama: Mai vicini abbastanza per sfiorarsi davvero. Dicono che il destino, come un abile prestigiatore, decida chi entrerà nella nostra vita. E per Tess e Gus, due diciottenni desiderosi di cogliere tutto quello che il futuro ha da offrire, il destino si presenta sotto forma di un incontro tanto casuale da essere indimenticabile. In una calda mattina estiva, nella basilica di San Miniato al Monte a Firenze, i loro sguardi si incrociano per la prima volta. È questione di un attimo fugace. Qualche parola sussurrata nel silenzio. Un sorriso rubato, forse promessa di un domani insieme.
Ma le loro strade si dividono con la stessa fugacità con cui si erano sfiorate. Tess è costretta a crescere prima del previsto: abbandona il suo sogno di diventare una scrittrice per prendersi cura della sorellina. Gus finisce intrappolato in una vita che non gli appartiene rinunciando all’arte che ama tanto. Entrambi sono andati avanti e sembrano essersi lasciati alle spalle quell’estate toscana. Eppure, il destino nel corso del tempo li fa incontrare di nuovo. Sempre per brevi istanti di silenziosa perfezione dove tutto torna a essere possibile. Poi, li allontana di nuovo.
Fino a quando, un giorno di molti anni dopo, sono di nuovo là dove tutto è cominciato. Oggi come allora, a separarli qualche metro di distanza. Una distanza che forse non è più incolmabile. Perché le loro sono due vite parallele con un unico destino: incontrarsi per sempre.
Un romanzo che segna l’esordio prorompente di Kate Eberlen sulla scena letteraria internazionale. A pochi giorni dalla pubblicazione, venduto in oltre 25 paesi, ha subito scalato le classifiche, affascinando migliaia di lettori e innescando un passaparola senza precedenti. Una storia dolce e delicata. Un monito a non lasciarci ingannare e a non pensare che nella vita tutto sia già scritto. Anche quando crediamo che nulla possa più cambiare, il destino è sempre dietro l’angolo, pronto a stupirci con effetti speciali.

Si diceva, innamorarsi non è facile, nemmeno per Tess e Gus che, per anni, proseguono a incontrarsi senza che le loro vite si leghino davvero. Tess incontra Gus durante una giornata a Firenze: lei è in viaggio con la sua migliore amica, sta per iscriversi all'università e la vita sembra così piena di aspettative; Gus è lì con i suoi genitori, chiuso in una sua dimensione post traumatica. Eppure tra i due sembra scoccata una scintilla, destinata però ad essere sorpassata in quanto la vita ha in serbo ben altro.


L'esistenza di Tess verrà sconvolta, quando si ritrova a fare da mamma alla sua sorellina, Hope, dovendo di conseguenza abbandonare il suo sogno e l'università. Gus, invece, convive difficilmente con il fantasma del fratello maggiore, morto in un incidente sciistico, e l'università gli appare come una liberazione. Si iscrive a medicina, più per una convinzione del padre che per sua passione. Gus, infatti, amava l'arte, ma è costretto a vederla solo come un hobby, non come qualcosa cui dedicare la propria vita.
Trascorrono gli anni, Gus si crea una famiglia, mentre Tess, la cui strada è cosparsa di delusioni amorose, è stata sempre accanto a Hope proprio quando la piccola ne aveva tanto bisogno.
I due si incrociano spesso durante gli stessi eventi, ma il destino gioca, intreccia i fili, mischia le carte... ed erano le persone giuste al momento sbagliato.
Non tutto però è perduto: l'amore è in agguato e sa aspettare proprio quando noi, ormai, non ci speriamo più. Le esperienze ti segnano, cambiandoti, trasformandoti in quella persona giusta che capita al momento perfetto. Forse per Tess e Gus, destinati a incrociarsi per anni senza incontrarsi più, una sola piccola speranza c'è ed è proprio quest'ultima che tiene il lettore con gli occhi fissi sulle pagine, desiderando che i fili del destino, a un certo punto, siano legati insieme.
Allo stesso tempo si avverte una nota di malinconia: se Tess e Gus si fossero incontrati prima e fossero rimasti insieme stabilmente, cosa sarebbe accaduto? Sarebbero stati felici? Oppure il loro sentimento sarebbe stato temporaneo?


In questo romanzo aleggia l'aura delle possibilità, dei "se" rimasti sospesi in futuri alternativi.

"Vorrei incontrarti ancora una volta" è un romanzo che genera molte riflessioni sulla vita e sulle sue possibilità, sugli infiniti futuri alternativi che una singola azione, d'un tratto, può far trasformare nel nostro presente.
Tuttavia, non nego di essere rimasta un po' delusa. Mi sarei aspettata qualcosa di diverso, forse romantico in maniera differente o, magari, che i due protagonisti che non si fossero scordati l'uno dell'altra per così tanti anni.
Non posso dire oltre perché cadrei nello spoiler. Il romanzo è bello ma, ripeto, avevo altre aspettative.

Vi lascio con alcune frasi e pensieri tratti dal romanzo. Tess ha vissuto momenti che mi hanno ricordato la me stessa di qualche anno fa... quando ero - e in realtà sono rimasta - una ragazza timida, a volte troppo alta e considerata una persona che si dava le arie; quella ragazza che viaggiava, solo con la fantasia perché, all'epoca, non aveva mai nemmeno preso un aereo; quella ragazza che sognava l'amore vero da parte di un ragazzo gentile che la rispettasse. Ero uno sognatrice e lo sono ancora; forse la mia testa non è più così tra le nuvole perché sono cresciuta e ho imparato, ma mi manca quell'ebrezza dell'incoscienza, quel senso del rischio, dell'imprevidibilità che solo durante l'adolescenza si possiede.

<<Alle feste non me la sono mai cavata bene. Se sei timida, essere alta è uno svantaggio, perché per qualche strana ragione la gente dà per scontato che tu sia disinvolta, e quando vede che parli poco pensa che ti stai dando delle arie>>.


<<"Io leggo. In un certo senso anche questo è un modo per uscire di casa"
"Libri di viaggio, cose così?" chiese.
"Soprattutto romanzi", risposi.
Il momento della giornata che preferivo era quello in cui potevo chiudere la porta della mia stanza dopo aver messo a letto Hope e la casa era immersa nel silenzio, per essere trasportata nella Londra vittoriana, o nel Wessex di Thomas Hardy oppure nell'Irlanda degli anni Sessanta>>.


<<La sua imprevedibilità era eccitante. Mi sembrava di camminare costantemente sul filo, in bilico tra l'adorazione e il disprezzo più assoluto, ma ero sempre stata convinta che il vero amore fosse un dolce e terrificante precipizio. Tutte le più grandi storie d'amore, dal Dottor Zivago al Paziente inglese, non erano forse attimi rubati di estasi tormentosa? La parola "passione" non esprimeva forse una sofferenza?>>

<<"Ho trovato un uomo gentile, mamma, un uomo che sa capire chi sono davvero", le dico in silenzio [...]>>.