domenica 31 maggio 2015

Trattamento dei dati personali e Cookie Policy su "I Quattro Principi di Sàkomar - Tra due mondi paralleli"

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giovedì 21 maggio 2015

Recensione di "La nuova dinastia" di Silvana De Mari

Buonasera, sono di nuovo a scrivere qui dopo una giornata davvero faticosa. Trovo tempo solo ora di occuparmi del blog... meglio tardi che mai, giusto?
Dunque, vorrei proseguire con la recensione di uno dei volumetti facenti parte della collana "Scrittori di classe" promossa dalla catena di supermercati Conad. Si tratta di "La nuova dinastia" di Silvana De Mari, ispirata a una storia inventata dalla Classe 2C della Scuola secondaria di I grado Luigi Varoli di Cotignola (RA).



Trama: Solo i Divinatori possono vedere i folletti e ascoltare le loro funeste previsioni sul futuro, accolte con odio dalla gente di Kaan. Quando Artrid scopre di avere lo stesso dono del padre e sceglie di dar fuoco al ponte della città per salvare i suoi abitanti da un’epidemia, viene perciò additato come un bandito e costretto a nascondersi nei Boschi della Luna. Dopo quattro anni di duro addestramento tornerà a Kaan, deciso a sconfiggere l’Ombra, a salvare sua madre e ricongiungersi con la principessa, destinata a diventare la sua sposa. Ma la battaglia non sarà facile…

Il fantasy sembra aver colpito nel segno con una storia che ha ancora per protagonista un bambino, Artrid, costretto a crescere troppo presto a causa della morte del padre e di un'importante eredità che grava sulle sue giovani spalle: quella di vedere i Folletti, ovvero di essere un Divinatore.
Chi sono questi Folletti? Sono spiriti dell'aria e solo chi possiede una particolare capacità può vederli, sentirli e parlarci. I Folletti possono rivelare il futuro... e come sempre, in ogni storia che si rispetti, quando qualcuno prova a far ragionare la massa viene preso per pazzo, talvolta giustiziato. E' quello che capita al padre di Artrid, il quale aveva tentato di avvertire la popolazione delle disgrazie che sarebbero avvenute di lì a breve, ma i cittadini erano troppo ciechi e sordi alle sue parole, per questo lo uccisero.



Stessa sorte sarebbe toccata al ragazzino il quale, prevedendo l'entrata della peste nella sua cittadella, pensa di infiammare il ponte e tagliare i contatti con il villaggio con il quale si intrattenevano commerci e che sicuramente avrebbe condotto il contagio.
Un classico: Artrid scappa. E' un fuorilegge e non rimane che nascondersi nel bosco, dove verrà allenato da una vecchia coppia per tornare vincitore e riprendersi il suo destino.



Non posso svelare null'altro. Questa storia mi è piaciuta molto. Ho un debole per i fantasy, ma in particolare per i racconti di questo tipo.
Intorno alla figura dei Folletti ruotano tanti messaggi e significati. In primis viene effettuata una distinzione: i Folletti "anziani" e quelli "bambini". I primi conoscono il futuro, hanno un certo grado di saggezza e imparano è vero, ma solo dopo "essersi convinti", un po' come a voler rappresentare l'animo degli adulti, così forgiato dall'esperienza passata da essere talvolta cieco, prima di apprendere.
I Folletti bambini sono curiosi, un po' incoscienti, ma ereditano il sapere dei Folletti adulti e imparano molto presto. Sono anime nuove, da forgiare, da plasmare verso la giusta direzione.



Artrid è il tipico eroe che incarna la crescita di un bambino il quale si trova a dover fronteggiare un lutto importante, a prendersi le sue responsabilità, ad imparare con umiltà e infine a mettere in pratica quanto appreso con saggezza e intelligenza affrontando le proprie paure. Artrid combatte prevalentemente con ciò che gli dona la foresta, ovvero i ricci delle castagne, e impara a vivere armoniosamente con essa tanto da scoprire le proprietà di alcune piante e bacche che gli saranno utili.
Artrid è l'eroe bambino, un po' mago e un po' guerriero, che siamo stati abituati a conoscere sin da quando sognavamo con Bastian o Atreyu in groppa a Falcor per salvare Fantasia dal Nulla nel celebre romanzo di M. Ende "La storia infinita".



E poi... ho avuto un debole per la provenienza dei Folletti. Mi hanno ricordato così tanto i miei Elgwish e la mia cara e tanto vicina Sàkomar che non posso fare a meno di inserire una citazione:

<<"Nulla nasce dal nulla, giovane Divinatore!" risposero le piccole voci. "Ogni cosa ha un'origine e una creazione. Siamo nuovi a questo mondo, veniamo da altri.">> 

Infine un'altra citazione che mi è piaciuta particolarmente perché, come insegnano i film Disney, l'amore è la più grande forma di magia e, come disse Megara nel film d'animazione "Hercules" <<Le persone fanno sempre cose pazze quando sono innamorate>>... come rischiare la vita per salvare quella della persona amata:



<<Io amo è la chiave che fa aprire la porta. Noi dobbiamo amare la vita, amare noi stessi, amare il mondo perché amiamo chi lo ha creato. A volte dobbiamo anche prendere le armi e combattere, perché quando il mondo scivola verso la barbarie e la giustizia viene calpestata può essere necessario, ma anche se combatteremo lo faremo con la luce nel cuore. Quindi io amo è la formula magica, il più potente degli incantesimi. E il secondo incantesimo è batterti per coloro che ami, per coloro che non vuoi che muoiano. Io ti amo vuol dire semplicemente non voglio che tu muoia. Il secondo incantesimo, quindi, è rischiare la tua vita, versare il tuo sangue per coloro che ami. (...)>>



Come ogni fiaba che si rispetti, anche Artrid trova l'amore... eh già, era scritto nel suo destino.
Buona notte e sognate sulle ali della fantasia. Fa bene... anche a voi "grandi"!

martedì 12 maggio 2015

Recensione di "Il mistero dipinto" di Vanna Cercenà

Buonasera amici! Prosegue la mia lettura della collana "Scrittori di classe" promossa da Conad. Stavolta mi sono concentrata su "Il mistero dipinto" di Vanna Cercenà ispirato a una storia creata dalla classe 5C della Scuola Primaria di Villanova sull'Arda.



Trama: Uno strano ometto ha affittato la casa dove si dice vaghi il fantasma di una spia, proprio accanto a quella di Fiamma e Martino. I due amici con la passione per le indagini scoprono presto che si tratta in realtà di un pittore che esce raramente e solo per dipingere sempre lo stesso paesaggio nel bosco. Un giorno, l'uomo viene trovato morto per il malfunzionamento della caldaia, ma c'è qualcosa che non torna. I due ragazzi non sono convinti che si tratti di una disgrazia e decidono di investigare per scoprire la verità...

Come tutti i piccoli libri facenti parte della collana, il racconto qui narrato è molto breve. Fiamma e Martino, due amici molto legati tra loro, si ritrovano a indagare su un misterioso personaggio che credevano essere un fantasma.



In realtà si tratta di un semplice pittore che, poco dopo averli conosciuti, viene ritrovato morto. Strani eventi si erano però succeduti: un uomo che picchia il pittore, un altro che viene a fare la manutenzione della caldaia che sarà proprio la causa della morte del pittore, luci che si accendono dentro la casa durante improbabili orari.



Martino e Fiamma, animati dalla vivace curiosità tipica dei bambini, si improvvisano detective, venendo a scoprire un importante intrigo che coinvolge il commercio d'opere d'arte false.



Nel racconto è anche accennato il particolare rapporto tra i due: una bella amicizia è vero, che probabilmente sfocerà in amore quando i due cresceranno (a me piace pensarla così).
Inoltre Martino è vittima di bullismo, tema a me particolarmente caro, e riesce ad andare avanti fino a vincere le proprie paure legate alla pressione degli altri compagni solo con l'aiuto della forte amicizia e del supporto di Fiamma.



Da archeologa ho apprezzato molto il tentativo di sensibilizzazione verso l'arte e la cultura, in un periodo in cui purtroppo noi del settore veniamo sempre più spesso umiliati con richiesta di prestazioni lavorative a titolo gratuito. Soprattutto è apprezzabile il messaggio che viene lanciato alla fascia d'età più giovane, destinataria del libro: la cultura ha un valore immenso. Fiamma lo sa bene... ed è proprio grazie al suo amore per l'arte e in particolare per Van Gogh che riuscirà a trovare uno degli indizi fondamentali per risolvere il mistero dell'omicidio del povero pittore.



Con immenso piacere all'interno della storia compare anche il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale che svolgerà, ovviamente, la sua missione di recupero e di indagine mirata.
Infine le illustrazioni non svolgono un ruolo secondario, anzi, servono proprio a ricordare di quali dipinti si stia parlando. Tra questi vi è il famoso autoritratto di Vincent Van Gogh.



Bene, sono sicura che anche gli altri piccoli volumi riserveranno delle piacevoli sorprese. Proseguo la lettura di questa raccolta iniziata per caso andando a fare la spesa e consiglio, a chi avesse dei bambini, di spendere qualche punto per inserirli nella propria libreria domestica. Queste sono iniziative a mio avviso costruttive e poi un buon libro è sempre un regalo gradito.

sabato 2 maggio 2015

Recensione di "La probabilità statistica dell'amore a prima vista" di Jennifer E. Smith

Buongiorno amici, come state? Avete qualche bella lettura in cantiere?
Io sono di nuovo sommersa di romanzi da leggere e, tanto per cambiare, ho poco tempo per dedicarmici. Nonostante ciò, come dicono le signore di una certa età, "si va avanti"!
Ieri sera ho terminato di leggere un romanzo che avevo acquistato un po' per caso, soprattutto perché il titolo mi faceva ridere e mi appariva troppo lungo: "La probabilità statistica dell'amore a prima vista" di Jennifer E. Smith.


Trama: New York, aeroporto JFK. Basta una serie di minuscole coincidenze perché Hadley perda l'aereo che dovrebbe portarla a Londa, al matrimonio di suo padre. Non che le dispiaccia più di tanto visto che lei, a quel matrimonio, nemmeno ci voleva andare. E ora eccola lì, davanti a un check-in deserto, con la valigia in mano e un groppo in gola. L'aereo è decollato da soli quattro minuti e Hadley non può far altro che aspettare il volo successivo. Ma proprio in quel momento i suoi occhi si incontrano in quelli di Oliver, il ragazzo più carino che abbia mai visto. Un sorriso, qualche battuta e Hadley e Oliver si ritrovano seduti vicini, a chiacchierare come se si conoscessero da sempre. Quando il volo atterra, i due si scambiano un bacio appassionato prima di perdersi nella folla del ritiro bagagli. Sembra la fine di un idillio destinato a durare solo poche ore... e invece Hadley e Oliver si ritrovano. Nel posto più inaspettato di tutti, perché l'amore è sempre inaspettato. Un romanzo straordinariamente romantico, un caso editoriale internazionale da cui verrà tratto un film.

Romantico, non c'è che dire. E dolce, come solo l'amore adolescenziale può essere, nonostante l'età dei protagonisti sia di 19-20 anni. 
Un abito da provare, un libro da prendere, una discussione con la propria madre, un aereo che infine decolla... tutti fatti incidentali, con un certo gradiente di fastidio, che non se non fossero accaduti non avrebbero fatto incontrare Hadley e Oliver. Quando si dice il destino...
Oliver è il tipico ragazzo misterioso e affascinante, spiritoso, che nasconde qualcosa di triste dietro quella sua vena ironica. Hadley è una ragazza come tante, che sotto sotto sogna l'amore romantico.
E infatti viene subito sorpresa dall'atto cavalleresco di Oliver che le porta la valigia e passa del tempo con lei, prima e durante il volo. C'è complicità tra i due, sin dal primo scambio di battute e una percepibile vicinanza dei loro cuori. 



Hadley riesce a non avere paura dell'aereo (come la capisco!) e persino a ridere mentre si avvia verso quella che sarà una delle più brutte giornate di sempre: il secondo matrimonio di suo padre, con Charlotte, una tipa che non conosce e che l'ha tempestata di messaggi per far sì che fosse presente.
Di Oliver si conoscerà qualcosa solo dopo l'arrivo nella piovosa Londra, ma non voglio anticipare nulla. Dico solo che, dietro la sua ironia, nasconde appunto una nota di tristezza per un passato e un presente che non sono proprio il massimo per un ragazzo. Sia quella di Hadley che quella di Oliver sono storie legate alla famiglia e in particolare alla figura del padre che, per motivi diversi, viene disprezzata dai propri figli. Hadley lo perdonerà... per Oliver sarà un po' più difficile.
Ad unirli sarà anche un libro speciale di Charles Dickens, " Il nostro comune amico", la cui trama (sono andata a leggerla) rivelerà un piccolo dettaglio sulla vita di Oliver. E secondo me l'autrice non ha scelto il nome del nostro co-protagonista maschile a caso, ma si è ispirata proprio al piccolo Oliver Twist, protagonista di uno dei più famosi romanzi di Dickens.



E' affrontato soprattutto un tema: quello della separazione "forzata" tra figli e genitori. Nella società odierna i divorzi sono all'ordine del giorno purtroppo. E l'amore che fine fa? Finisce tutto? Un figlio non è forse frutto di quell'amore che c'è stato tra due persone? Ma soprattutto, dal "colpo di fulmine" o amore a prima vista può nascere una vera e propria storia destinata a durare?
Da quello che l'autrice fa intendere la scintilla in aeroporto tra Hadley e Oliver sarà proprio l'inizio di un rapporto speciale.
Consiglio questo libro. E' molto carino e scorrevole, con note dolci, a tratti malinconiche, adatto a chi ha voglia di sognare.
Unico aspetto che non mi è piaciuto è il tempo della narrazione. L'autrice usa il presente che a me non soddisfa appieno. 
Per il resto, direi di provare a prendere un aereo per Londra e attendere il proprio vicino di posto. Potrebbe essere proprio l'anima gemella. In fondo: <<Le probabilità che due persone si innamorino a prima vista sono del settantadue per cento superiori in un aeroporto che in qualsiasi altro posto>>.