sabato 19 gennaio 2013

Furia, Fulmine e Lady...

Salve amici! Non sono scomparsa, sono solo tanto impegnata.
Lo studio mi porta via parecchio tempo e questa settimana a casa ci sono stata poco e niente, tra conferenze, visite nell'oltretomba e in qualche chiesa. Mettiamoci pure il fatto che provi ad avere una vita normale (la mia non lo è, questo è appurato) e che nel frattempo provi anche a trovare qualche istante per riposarmi.
Domani avevo previsto una mezza visita archeologica con la mia sorellina, ma ho dovuto declinare. Sinceramente non ce la faccio. Se non mi butto sul letto e non ci rimango per un po' più di cinque ore e mezza, credo che sverrò addormentata in qualsiasi luogo mi trovi. Che poi non è che stia sveglia fino a tardi perchè vado a ballare o esco la sera (va bene quest'ultima capita, ma non tutti i giorni). Principalmente rimango a fare altro, a scrivere, a creare, a leggere. Prendo il via e non mi fermo. Mi passa persino il sonno... che torna a farmi compagnia durante l'arco di tutta la mattinata.
Anyway, questo weekend ci voleva proprio! Adoro il sabato e la domenica.

Per quanto riguarda Sàkomar, credo di aver descritto quasi ogni personaggio principale. Di alcuni dei secondari nel primo libro non posso parlarne troppo perchè diventeranno i principali a loro volta nel secondo volume che ormai ho terminato (e che mi piace più del secondo. Sì, anche io da autrice ho le mie preferenze sui miei stessi lavori!).
Stasera parlerò brevemente di due fugaci figure che sono Furia e Fulmine.
Furia è il frisone della Principessa Christine. Quando la Principessa vuole passeggiare in pace nel mondo degli Elfi, salta in sella al suo magnifico cavallo nero.



Il frisone è una razza stupenda: ha la lunga criniera folta e nera, corporatura massiccia ma allo stesso tempo elegante. Il manto è scuro come la notte più profonda.
Ricordo che ne vidi uno a un circhetto al mare quando ero più piccola. Era davvero maestoso e me ne innamorai ovviamente. Avevo sempre avuto una propensione per i cavalli neri. Quelli bianchi non mi piacevano, erano troppo comuni, rappresentavano il bene per eccellenza, quelli cavalcati dal principe.
Il mio lo sognavo su un cavallo nero invece e ogni volta che andavo sulla giostra dei cavalli al LunEur di Roma sceglievo appositamente quello scuro, con la testa un po' rivolta all'indietro e sognavo di correre libera per distese d'erba verdissima.
Ovviamente il nome Furia non è nuovo. Lo avrete sentito e risentito e il merito è del telefilm. Lo guardavo quand'ero piccina e ancora ricordo delle parti che mi rimasero impresse. Se avessi avuto un cavallo (ed era solo un sogno, a meno che non avessi posseduto una mega villa o una casa in campagna), lo avrei chiamato in quel modo. A Sàkomar tutte le fantasie prendono vita e anche questa con le altre.

Fulmine invece è un cavallo bianco, la tipica cavalcatura dei principi azzurri. Come dice la canzone di Max Pezzali "Ci sarò": <<Su un cavallo bianco arriva un principe che porta la bella al castello, si sposano e sarà amore per l'eternità>>. Ecco, Fulmine è il cavallo con il manto color della neve fresca, dalla criniera setosa e lucente. Ed appartiene a Stephenyl, classico principe. D'accordo ho detto che quand'ero piccina immaginavo il principe su un cavallo nero... le cose sono cambiate. Più che altro non credo più nel principe azzurro, però Stephenyl è tutt'altra cosa. Lui è appunto fatato e un pizzico di classicismo dovevo pur lasciarcelo in questa fiaba!



Il nome Fulmine ha una curiosa origine. Quand'eravamo piccoli, io e mio fratello ci vedevamo i cartoni il pomeriggio. Trasmettevano Zorro su Italia1. Lo adoravamo semplicemente. Il suo cavallo, rigorosamente bianco, si chiamava Turbine, ma Fabio capì sempre Fulmine e ogni volta che vedeva un cavallo uguale lo rinominava così.

Infine c'è Lady, non meno importante. Lady è una giumenta, ormai vecchiotta, che si trova nella stalla vicino la casa terrestre dei quattro Principi. Christine se ne prende cura. Lei è quella che ha più confidenza con gli animali. Ogni tanto prova a farsi una passeggiata a cavallo, lentamente, nella brughiera, con Diana al suo fianco. Lady è un cavallo da traino scozzese, uno Shire, bianco e nero, massiccio e robusto.



Il suo nome ha anche delle radici che affondano nella verità. Nel posto in cui andavo in vacanza al mare, ormai quasi 15 anni fa, c'era un terreno in cui vi era un edificio in costruzione. Il proprietario aveva fermato i lavori e qui vi aveva messo la stalla con due cavalli, entrambi marroni (non so dire la razza, ma erano molto comuni), che si distinguevano per i finimenti: uno li aveva azzurri e l'altro gialli. Il primo era Lady, la mia preferita, l'altra era Frida, preferita di mio fratello.
Quel signore mi promise che quando fossi stata più grande mi avrebbe fatto fare un giro su Lady, cui ogni volta portavo qualche filo d'erba. Purtroppo poi Lady non la vidi più. Rimase solo Frida, finchè la costruzione non riprese e anche lei venne portata in qualche altro posto. I cavalli mi sono sempre piaciuti però. Quando potevo, vicino alle giostre o anche al Gianicolo, andavo sempre sui pony. Un giorno riuscii persino a cavalcarlo da sola, senza che il proprietario mi aiutasse.

Sono solo ricordi, eppure è nella realtà che la fantasia prende spunto. E sono proprio questi elementi veritieri a rendere la fantasia tanto interessante.
Buona notte!

lunedì 7 gennaio 2013

Compagni a quattro zampe nel mio fantasy...

La pagina bianca del mio blog mi accoglie in questo pomeriggio inoltrato del 2013. Oggi è ricominciato tutto, scuole, università, esami, lavoro e ho sentito qualcuno invocare altre vacanze per riprendersi da quelle trascorse. Che gente tragica c'è in giro...
Stamattina mi sono di nuovo mescolata al traffico, alle persone, a quella vita brulicante e ansiosa della Capitale che si è risvegliata dopo il periodo passato quasi sotto una sfera di vetro magica, che è tutta luccichii,  regali e dimostrazioni d'affetto che caratterizzano un Natale sempre meno sentito, nel vero senso del termine, dalla maggioranza della gente.
In un attimo di pausa, durante il mio studio matto e disperatissimo (e questa volta non c'è aggettivo più adatto!), ho deciso di scrivere qui, di riconnettermi alla dimensione parallela creata da me, provando ancora a credere nel sogno di diventare una scrittrice, oltre che un'archeologa dato che sono due passioni conciliabili tra loro.

Bene, i personaggi principali sono stati descritti. Qualcuno è più avvolto in un'aura di mistero, qualcun altro invece è stato presentato più chiaramente.
Nel mio romanzo ho inserito altre 4 importanti presenze: i cani dei quattro Principi.
Probabilmente molti di voi non li troveranno fondamentali e penseranno persino a una cosa abbastanza stupida. Se uno si reca in un regno magico, che necessità ha di portare il proprio animale domestico?
Ecco, semplicemente non l'ho vista così. Premetto di non aver mai avuto un cane. Mi sarebbe piaciuto tantissimo, ma in famiglia siamo tanti e poi c'è qualcuno che ne ha davvero molta paura, quindi l'ho sempre sognato e mai avuto con me. Abbiamo tenuto con noi tre canarini parecchi anni fa... diciamo due, visto che una si è suicidata dopo due giorni strozzandosi, intenta a costruire una specie di nido. E poi ho salvato un passerotto che sarebbe vissuto più di 15 giorni se una vespa non l'avesse punto. Per lui ho versato tantissime lacrime. Un altro ho provato a salvarlo ma un gatto randagio l'ha ferito mortalmente. Trovai un micio quando avevo una decina di anni. Lo chiamai Formica per quanto era piccino, ma mia mamma non lo volle tenere e lo prese una signora che conoscevamo.
Non ho mai avuto un animale domestico più grande di un canarino quindi, ma non è questa la ragione per cui ho inserito Diana, Lupo, Darren e Lilly nel mio romanzo. Si dice che il cane sia il migliore amico dell'uomo e ne sono profondamente convinta. Certo, quello canino non è un amore paragonabile a quello umano. E' diverso, e nella sua diversità più intenso, colmo di gratitudine per esserti preso cura di lui. L'affetto che lega un uomo al proprio cane fa sì che quest'ultimo diventi parte integrante della vita di un individuo, elemento fondamentale, quasi che sia un'altra parte dell'individuo stesso.
Ecco spiegato il motivo dell'inserimento di questi quattro fantastici esseri scodinzolanti che nel romanzo quasi si trasformano nella coscienza dei Principi, in quel Grillo Parlante che fornisce suggerimenti, o nell'inconscio che viene fuori nei momenti meno opportuni.
Il cane di Christine, Diana, è metà lupo cecoslovacco e metà husky. Ho sempre adorato la seconda razza sin dai tempi di Jenna, la compagna di Balto nel cartone, mentre il primo l'ho conosciuto non tantissimi anni fa ma me ne sono perdutamente innamorata. E' così simile a un lupo e così ribelle (si dice) che lo adoro anche solo per questo. Inizialmente si chiamava Luna, ma per una serie di motivi legati a un altro romanzo che ho scritto (e inedito per il momento, bensì precedente alla stesura di Sàkomar), ho preferito chiamarla Diana. In fondo, quest'ultima è la dea della luna, quindi non c'è molta differenza.
Diana è molto guardinga, non si fida facilmente ed è curiosa, estremamente curiosa. Il suo fiuto è eccezionale e in parte è anche merito suo se Christine scopre di avere dei poteri. E' identica a un lupo cecoslovacco, solo che la sua coda è più arricciata e ha gli occhi azzurrisimi. Si rivelerà fondamentale durante lo svolgimento della storia. Soprattutto, da quando Stephenyl porta Diana a Sàkomar, Christine si sente meno sola, forse un pizzico più coraggiosa sostenuta da qualcuno che ha sempre avuto accanto a sè.



C'è poi Lupo, il cane di Fabio. A mio fratello sono sempre piaciuti i pastori tedeschi. Certo, devo dire che lui non brilla in fantasia in quanto nomi da dare a un cane. Ricordo che sentì questo nome in Abruzzo, quando un allevatore vicino casa richiamò il suo cane, un pastore tedesco per l'appunto.



Darren è il cane di Roby, un pastore svizzero, un lupotto tutto bianco, vivace come lei. Non so dove lo abbia visto per la prima volta... ricordo che un tempo il suo cane preferito era il beagle, poi passò al pastore svizzero. Ultimamente ha persino espresso apprezzamenti per l'alano con il desiderio di averne uno in futuro... diciamo che sarebbe semplicemente più alto di lei.



Infine Valenthine ha con sè un labrador bianco, Lilly, cane coccolone, tranquillo e affettuoso Si addice al carattere di mia sorella minore e poi lei continua ad adorarlo. Ogni volta che ne vede uno, le diventano gli occhi a cuore.



Certamente non potrò narrare degli ultimi tre esseri canini in maniera più dettagliata per il momento. E' tutto raccontato nel secondo volume.

Per me però è ora di tornare al dovere archeologico. Vi saluto e alla prossima! Buona serata!

p.s. Sto leggendo il secondo libro della Saga di Nashira di Licia Troisi, "Le spade dei ribelli". Sono arrivata all'inizio della terza parte. Sarà che io la seguo sin dai tempi di Nihal, ma la narrazione di Licia riesce a immergermi in un altro mondo. Talitha mi piace tantissimo come personaggio, ho un debole per Melkise con il suo carattere e adoro Saiph, amico e compagno fedele. Divorerò anche le pagine rimanenti.