domenica 29 settembre 2013

La Leggendaria Guerriera - Rinascita di una dea

Buona domenica! E' stata una settimana parecchio intensa, tra il congresso, consegna del diploma di laurea magistrale e altri vari impegni.
Ora sto studiando, tanto per fare una cosa nuova, ma mi soffermo a scrivere sul mio blog per presentare una giovane autrice che tenta di farsi strada, come la sottoscritta, nel difficile mondo dell'editoria Italiana.
Parlo di Aurora Ballarin, autrice di "La Leggendaria Guerriera - Rinascita di una dea".



Chi è amante del fantasy, sicuramente potrà apprezzare il lavoro di questa ragazza che uscirà a novembre 2013 nei migliori bookstore e nelle librerie.
L'anteprima è scaricabile gratuitamente: http://www.scribd.com/doc/170561247/La-Leggendaria-Guerriera-I-Rinascita-di-una-dea
Di seguito inserirò dei link utili per conoscere meglio il primo libro di questa saga.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/occhiodelladeadeglielfi?hc_location=stream


Ecco anche il booktrailer: 



In bocca al lupo ad Aurora! Se non ci aiutiamo tra di noi, chi dovrebbe farlo? Forza autori esordienti senza editore! Ce la faremo! I sogni sono il motore di questo mondo!

domenica 22 settembre 2013

Mitologia o verità?

Buonasera, o meglio, buongiorno! E' mezzanotte passata e in teoria è già il 22, anche se convenzionalmente è la notte del 21. Ok, la smetto con la mia relatività!
Ho ripreso a scrivere e la mia vena creativa è anche buona, solo che giunge in notturna e dopo un po' mi coglie il sonno. Ahhh non ho più i miei 20 anni... i 26 si fanno sentire.
La smetto anche di parlare come una vecchia decrepita, d'accordo, però farò una delle mie solite riflessioni pseudo colte e pseudo filosofiche.
Stavo studiando etruscologia oggi pomeriggio, dopo essermi "deliziata" con protostoria e con ogni metodo per ricordarmi le varie suddivisioni temporali. Dunque, gli Etruschi. Leggevo su di loro notizie sull'economia, sui loro prodotti, sulla loro società, sulle città e mi facevo domande. Non è la prima volta che studio la materia. Venni a conoscenza di questo popolo che mi fece parecchia simpatia già in terza elementare e rimasi folgorata dal Museo di Villa Giulia e dalla visita a Tarquinia e Cerveteri (eh sì, ero pazza sin da piccola per l'archeologia. Avrebbero dovuto fermarmi prima... ormai è troppo tardi).
Riflettevo sui loro commerci e mi dicevo "erano evoluti"; osservavo le loro case e dicevo "erano evoluti"; leggevo a proposito della loro società e della posizione della donna e dicevo "erano molto evoluti". Poi arrivò Roma e pose fine a tutto questo, assorbendone la civiltà, facendo propria la loro cultura, soppiantandoli, facendoli divenire leggenda. Ecco, i Romani fanno la parte dei barbari (lo so che qualcuno non sarà d'accordo, ma leggete la storia. Di fatto è così). Sempre a zonzo a fare guerre e ad ammazzarsi, a conquistare. Gli Etruschi erano molto più pacifici per quanto ne sappiamo, la loro arte era a dir poco meravigliosa, la loro concezione della vita e della morte molto positiva. Non che gli Etruschi non abbiano combattuto battaglie, ma certamente non erano i Romani. Ok, non so se questo è solo un delirio serale post studio moooolto intensivo, però queste sono state le mie impressioni.
E vi dirò, non sono terminate qui. Passiamo alla mitologia che era di fatto la loro religione. Gli dèi si chiamavano in modo diverso, ma erano gli stessi dei Greci e dei Romani. Ecco, mi sono domandata quanta verità ci sia dietro a questi che noi chiamiamo "miti".
Non vorrei essere scomunicata per quanto sto per scrivere, ma poniamoci nell'ottica futura. Io sono un'umana che ritrova la Bibbia. Per qualche motivo catastrofico (incendio, terremoto, alluvione, perdita di banche dati in generale) i dati archeologici sugli scavi e le indagini che in passato furono effettuati sono andati persi. Io quindi non ho nulla di concreto davanti a me a parte quel libro, di cui so che era sacro per i fedeli delle religioni monoteistiche più importanti, Ebraismo e Cristianesimo, e qualche resto archeologico di cui non so dare interpretazioni affidabili.
Poniamo che per qualche assurdo motivo anche di sacerdoti non ve ne siano più molti e che questi non abbiano più le solide basi che invece avevano milioni di anni fa. Come leggerò, io umana del futuro, un libro come la Bibbia? Conosco alcune storie, ma non ho prove, non ho scritti a parte quello che tengo tra le mani e che ha avuto peraltro molte revisioni, traduzioni, etc. Mi sembrerà tutto molto strano e mitologico a volte. Mi viene in mente Balaam perchè su di lui ho fatto diversi studi, tra cui la tesi di laurea magistrale. Nel Vecchio Testamento (nel libro di Numeri per la precisione) è un profeta maledetto. Già al nostro tempo si crede comunemente che tale Balaam non sia realmente una figura storica, ma un personaggio inserito per dare un anticipo di ciò che sarà, dell'avvento del Signore. E tutto questo sarebbe vero e sarebbe una credenza comune se non fosse per l'esistenza di un'epigrafe in un luogo sperduto nella Trans Giordania, Deir Alla, che lo nomina. L'epigrafe parla di argomenti che addirittura precedono la religione Ebraica, il cui ceppo originario era nientedimeno che politeistico, ma non starò qui a rivoluzionarvi la vita, che già io sono tanto "sconvolta" di mio. Per dire che senza una minima testimonianza scritta e certa, ogni cosa diventerebbe leggenda (e anche lì, bisognerebbe porre attenzione alle falsificazioni e ad ogni genere di inganno). Magari tra un miliardo di anni, quando di Balaam rimarrà solo il suo nome nella Bibbia e l'epigrafe sarà scomparsa, così come gli studi ad essa relativi, il profeta diventerà un qualche strano dio capace di prevedere il futuro.
Intendiamoci, io sono una credente, ma mi sto solo ponendo nell'ottica della studiosa e a volte conciliare fede e ricerca è davvero complesso perchè si rischia di passare per atei.
Tornando al mio ragionamento, faccio un passo ora nel passato. Sono sempre un'umana, una Romana di epoca augustea (ammesso che sapessi leggere e che lo potessi fare... essendo una donna la vedo difficile, ma comunque tralasciamo il particolare), che ha davanti a sè le Tavole di Pyrgi, o un qualsiasi altro testo etrusco, in cui si parla di rituali, spiritualità, etc., in cui vengono nominati questi dèi, stranamente simili ai miei.
Della loro casta sacerdotale sono rimasti pochi elementi che si trovano a corte per interpretare segni nelle viscere di animali o nel volo di uccelli, o ancora nei fulmini. Le rare persone che hanno una minima conoscenza degli Etruschi, perchè magari sono loro lontani discendenti, si ricordano poche nozioni, imprecise, che si avvolgono tra loro fantasie e realtà, creando una sorta di leggenda e di mitologia.
Tutto ciò per dire cosa? Possiamo stabilire con sicurezza che Fufluns e Timnia non siano veramente esistiti? Su quale base stabiliamo che essi fossero solo dèi, esseri sovrannaturali confinati chissà dove, cui gli Etruschi avevano attribuito svariati poteri e caratteristiche?



Voglio dire, in assenza di prove concrete scritte, la tradizione orale può aver tramandato ciò che vuole, modificando a piacimento del soggetto che riceve e comunica, aggiungendo o sottraendo elementi importanti, magari storici. Potrebbe essere benissimo possibile che Timnia, dio del fulmine, corrispondente con Zeus/Giove, sempre rappresentato seduto su un trono, con barba fluente e fulmine in mano, fosse in realtà un potente sovrano (e il suo fulmine fosse uno scettro), cui la tradizione ha affibbiato poteri sovrannaturali e discendenze a volte assurde (perchè forse si era perso il filo).
Dietro quella che noi chiamiamo "mitologia" potrebbe esserci della storia che la mente umana ha offuscato con le sue fantasie primitive e con quelle tipiche di "chi racconta una storia dell'orrore intorno a un falò sulla spiaggia".
Così, darò i nomi comuni Greci e Romani per intenderci meglio, Nettuno/Poseidone potrebbe essere il sovrano di qualche paese circondato dal mare, con una flotta abile nella navigazione, per tale motivi chiamato "Re dei sette mari". Efesto poteva essere uno dei migliori fabbricanti di armi, un fabbro; Diana una semplice cacciatrice, molto abile, abitante di una foresta; Ares/Marte, il famoso dio della guerra, avrebbe potuto essere un temibile comandante di un esercito, e così via. Su di loro si sono tramandate storie, vicende, che poi con il tramandarsi della tradizione orale sono divenute leggende e addirittura religione.



E' ovvio che quanto sto dicendo potrebbe corrispondere al vero, ma nessuno potrà mai dimostrarlo. Le fonti che abbiamo già rivelano questi personaggi come dèi, perchè la tradizione era ormai stata assimilata dai popoli maggiori, però vorrei far riflettere... se questi "dèi" fossero davvero esistiti (ragionando come un Greco o un Romano o un Etrusco), con tutte le vicende sulla creazioni, anche gli uomini protostorici avrebbero dovuto perlomeno rappresentarli. Certamente uomini così speciali avrebbero dovuto essere ritratti al posto di cavalli, buoi, animali da caccia, etc. Invece non ci sono. Beh, a meno che la loro esistenza non sia di transizione tra l'epoca protostorica e l'apparizione della prima traccia di scrittura che dà il via convenzionale alla storia, questi dèi potrebbero essere solo alcuni dei primi uomini veramente speciali, con doti che gli altri non avevano o non erano ancora riusciti ad apprendere e per questo considerati magici.
Ho delirato abbastanza, ma spero il mio ragionamento abbia avuto un filo logico.
Bene, dopo questo poema che di per sè costituisce altre pagine di mitologia contemporanea, vi auguro buona notte!

martedì 17 settembre 2013

Opinioni su "Il marchio del diavolo" di Glenn Cooper e altre riflessioni...

Buonasera amici! Stasera, come promesso, il post riguarderà le opinioni sul libro di Glenn Cooper, "Il marchio del diavolo".
Avevo sentito parlare di questo libro, da una persona interna all'istituto che frequento.
Mi era stato detto "Il palazzo di via Napoleone III è stato inserito in un libro, così come la PCAS (Pontificia Commissione di Archeologia Sacra che ha sempre la sua sede nello stesso palazzo)".



Lì per lì ho risposto vagamente. No, non ne avevo sentito parlare. Di Glenn Cooper non ho letto nulla. I libri li ho in casa ma è mio fratello quello che se li "ciba". Io sono più tendente al fantasy, al romantico, all'avventuroso alla Clive Cussler, ai romanzi storici totalmente senza alcun fondamento reale. Ultimamente cerco di stare alla larga da libri avventurosi pseudo archeologici. Tutti quanti iniziano con qualche archeologo che trova un manoscritto e in questo documento c'è qualcosa che non avrebbe dovuto leggere. Il protagonista si ritrova quindi senza vita, oppure la continua con mille difficoltà, ricercando inevitabilmente il Graal, l'Arca dell'Alleanza e altri manufatti alla Indiana Jones. Ecco, perciò li evito. La vita dell'archeologo descritta da questi autori creativi è sempre tanto avventurosa e finta che mi ha leggermente stufata.
Tornando al libro di Cooper. Ero in un autogrill, con mio padre, di ritorno da qualche giorno di vacanza. Ci prendiamo un caffè, sosta gratta e vinci per tentare la fortuna (che non c'è!) e passaggio in cassa. Solitamente i libri sono posizionati vicino all'uscita, nel corridoio. Mio padre, che stava curiosando tra le copertine di vari libri (mentre io curiosavo tra i cioccolatini!), mi chiama e mi fa leggere qualche riga. Vedo "via Napoleone III", "Catacombe di San Callisto", "Pontificia Commissione" e la mia mente ha fatto un salto a qualche mese prima quando mi era stata data lo notizia. Ho quindi voluto acquistarlo per curiosità, perchè erano coinvolti luoghi che conosco bene, alcuni dei quali li frequento quasi tutti i giorni da più o meno tre anni (ovvero da quando iniziai la tesi di laurea magistrale).



Per quanto riguarda la narrazione, nulla da dire. Molto scorrevole, con quel tanto che basta di mistero.
Sono coinvolti il Vaticano, vari Cardinali, una studentessa della Sapienza collaboratrice della Pontificia Commissione che, a causa di un lutto molto grave, si farà suora (eh sì, apparentemente con vocazione, ma solo lei sa perchè abbia preso il velo), il suo professore, De Stefano, membro della Commissione. I luoghi sono l'edificio di via Napoleone III, il convento di suore a Piazza Mastai e il comprensorio di San Callisto che racchiude un quesito: al limite della zona catacombale, c'è un colombario (quindi sepolture pagane) in cui strani scheletri, con caratteristiche ossee molto speciali (non anticiperò nulla, non mi va di spoilerare) sono ammucchiati l'uno sull'altro. La camera era sigillata e un affresco, con i segni zodiacali, faceva la sua bella mostra al di fuori.
Ripeto, scorrevole, ti tiene incollato alle pagine per sapere come vada a finire, ma... io qualche risata me la sono fatta, soprattutto quando alcuni personaggi storici noti per il loro animo spietato (vedi Nerone) avevano le stesse assurde caratteristiche fisiche dei tipi sepolti a San Callisto.
Certo, io sono archeologa e il mio ramo è quello cristiano, quindi è ovvio che alcune fantasticherie abbiano suscitato la mia ironia, ma agli occhi di un comune lettore (che con il mio lavoro non ha nulla a che vedere, per sua fortuna) appare come un libro abbastanza carino.
Unica pecca è che, dopo Dan Brown, ora va di moda questa distruzione globale della Chiesa, distruzioni di luoghi storici (qui, devo anticiparlo, esplode la Cappella Sistina!). Diciamo, tutto un po' scontato. Mancava soltanto che la suora protagonista avesse qualche legame con Maria Maddalena.
Terminando: lettura piacevole per lo stile e l'invenzione, ma troppo sulla scia comune di archeologi invischiati in questioni ecclesiastiche misteriose (che poi... ultimamente ma quanti libri sul Vaticano e vari misteri stanno uscendo fuori??? Io ho pure perso il conto e, francamente, sono tutti parecchio simili. Ormai mi limito solo a osservare la copertina e a leggere le prime righe della trama. Se vedo "uno storico/archeologo/archivista/etc. era tranquillamente seduto nell'Archivio Segreto Vaticano a studiare quando un manoscritto di importanza mondiale gli capita tra le mani e potrebbe rivoluzionare la storia, chiudo il libro e lo rimetto al proprio posto, passando oltre). 
Se devo dare un voto, punto sull'8,75/10.
Da quel che si capisce, sembra che Glenn Cooper abbia progettato una continuazione. Che dire? Forse la leggerò per vedere come va a finire con i Lemuri, gli omini con la coda che sono il grande nemico mondiale. Eh sì, non ce l'ho fatta a tenermelo per me!

Bene, con questo vi auguro una buona serata! Anzi no, ultimissima riflessione: ho seguito la vicenda della Costa Concordia. Le immagini sono spaventose e solo a guardarle mi sembra di vedere le persone che fuggono terrorizzate in quella trappola mortale. Sicuramente davanti agli occhi di ognuno si è materializzato il Titanic, o l'Andrea Doria (per citare due dei più famosi naufragi). Spaventoso è dir poco... il mare a volte è crudele. Volevo però dire una cosa, nonostante sia già stata criticata da persone che hanno solo delle prese di posizione: ritengo che l'opera d'ingegneria che è stata portata avanti per raddrizzarla è stata veramente meritevole. Dei cervelli italiani, diretti da un sudafricano, sono stati all'opera. L'Italia, sempre tanto criticata, è stata sotto le telecamere mondiali. Un ottimo lavoro. E pensiamo che tanti di noi, che hanno un cervello così (ingegneri, medici, biologi, etc.) sono costretti ad andarsene perchè qui non c'è lavoro. E' la chiara dimostrazione che l'Italia dovrebbe puntare su di noi, giovani, che possiamo risollevare questo paese. Letteralmente.

sabato 14 settembre 2013

L'amore, in qualsiasi sua forma, non può essere cancellato...

Buonasera amici!
Dopo una giornata trascorsa a passeggiare tra le vie di Roma, immergendomi anche nel mondo fuori dal tempo reale nel fantastico negozio di Storia e Magia, stavo riflettendo. Beh, non è che queste riflessioni siano spuntate fuori dal nulla. Mi sono capitate davanti alcune foto di persone del mio passato remoto e di quello più recente, persone cui ho voluto bene, per cui ho provato stima e rispetto, per cui ho provato una forte amicizia. Ebbene, con alcune di loro il rapporto che c'era è terminato. Vari motivi hanno fatto sì che si sia sfilacciato, fino a rompersi. Molto spesso la causa di tutto sono state parole, taglienti come lame, scagliate come coltelli dietro la schiena inaspettatamente, armi lanciate a causa di maldicenze anche.
In un primo momento monta la rabbia. Non dico l'odio. In vita mia ho odiato solo poche persone e queste ultime sono vili vermi che ancora strisciano nel loro humus. Per queste persone di cui sopra ho provato rabbia e basta, perchè mi chiedevo come mai ci fossimo ridotti così. Sentimenti bellissimi sono stati minati e sono stati sopraffatti. E per alcune ancora non riesco a darmi pace.
Guardavo le foto dunque, osservavo le loro espressioni, i loro occhi, il mio sorriso e penso che, almeno da parte mia, nonostante le cose non possano più tornare come prima, il bene che ho voluto loro rimane indelebile nella mia anima. Il bene non si può cancellare. Una volta che lo si prova, rimane e l'odio o tutti quei sentimenti negativi che appaiono come un invincibile mare in tempesta all'inizio, sono solo offuscamento di qualcosa di forte e radicato. Lo si capisce quando iniziano a sfocare grazie all'intervento del tempo.



L'amore, in qualsiasi sua forma, non può essere cancellato. Può nascondersi, ma nessuno è così bravo da sopprimerlo.
Perciò, dopo questo post filosofeggiante, si sarà capito che anche la dura Cristina un cuore ce l'ha, e batte molto forte. Chiunque sia passato nella mia vita, anche solo di sfuggita, ha lasciato un segno. Io non vi dimenticherò mai.

venerdì 13 settembre 2013

Un libro è un'opera d'arte; un autore è un artista

Buongiorno amici! Girando per Facebook e imbattendomi in gruppi e pagine per provare a promuovere il mio libro, facendomi pubblicità (attività stancante e noiosa per chi legge sempre le stesse cose, ma ahimè questo è il danno del self - publishing), notavo quante persone scrivano libri di ogni genere, dalla narrativa, al fatnasy, ai romanzi rosa, ai gialli, ai racconti, alle poesie, e così via.
Mi chiedevo dunque cosa spinge tutte queste persone, me compresa, a voler scrivere un libro. 
Perchè ci ritroviamo con una penna in mano o con la tastiera davanti a voler mettere per iscritto le nostre parole? 
Faccio un'autoanalisi e provo a rispondermi, cercando una risposta anche per le esigenze altrui.
Dunque... ricordo che per la prima volta scrissi il mio romanzo urban fantasy inedito, non fu Sàkomar. 
Iniziò solo come un concorso di 15 pagine, per cui ciò che mi spinse a prendere in mano la penna e qualche foglio fu quello di mettermi alla prova, di vedere se per caso fossi riuscita a vincere il premio in palio.
Con Sàkomar fu diverso. L'avrò detto mille volte, ma nacque tutto da alcuni disegni, proprio come i cartoni della Disney (non mi voglio mettere assolutamente al pari del grande Walt. Le sue creazioni sono eccezionali in confronto alle mie). Volli dar vita a un'idea, volli farle prendere consistenza, comunicarla, far sì che non vivesse solo nella mia mente, ma anche in quella altrui. Era volontà di condividere una fantasia, di trasmettere attraverso dei semplici personaggi delle opinioni, dei concetti. 
Credo sia la stessa cosa di dipingere un quadro. All'interno si pongono mille e più sentimenti, pensieri, immagini che sono metafore. Quando lo si espone e l'opera d'arte viene a contatto con il pubblico, quest'ultimo, oltre a scorgerne la bellezza, lo stile, etc., si chiederà quali sensazioni avrà mai provato l'autore, talvolta capendole, talvolta intuendole, provandole.



Un libro è perciò una vera e propria opera d'arte, esattamente come una scultura, un dipinto, una foto, un componimento musicale.
Ognuno di questi autori è artista e come tale va rispettato. C'è chi scrive un'opera più frivola, chi una più impegnativa, chi non è bravo, chi lo è di più, ma tutti fanno arte. 
Forse è anche in ciò che è nascosto il motivo per cui un libro non si dovrebbe mai iniziare e lasciare a metà, bensì bisognerebbe finirlo per poi trarne le proprie opinioni. Un quadro lo si guarda tutto e si fornisce poi una propria opinione, non lo si guarda a metà. 
Tutta questa riflessione filosofica dove mi conduce? Torno un attimo su per vedere da dove avevo iniziato... sono troppo sbadata! Ah ecco sì, cosa ci spinge a scrivere. Direi che sia la volontà di far conoscere una parte di noi agli altri, di trasmettere ciò che pensiamo e che proviamo, di rendere partecipi altre persone dei nostri sentimenti.



Bene, dopo questo post, vi saluto e tornerò nei prossimi giorni scrivendo le mie opinioni su un libro che ho letto recentemente dell'autore Glenn Cooper, che sicuramente molti di voi conoscono.
Buona giornata!

domenica 8 settembre 2013

Pagina Facebook di Sàkomar, Twitter e Book Trailer!!!

Buona domenica amici! Direi che in questi giorni, data la mia temporanea libertà da altri impegni, mi sto dedicando tantissimo al mio libro. E' anche ora di dargli più visibilità e, seguendo parecchi consigli, ho deciso di incrementare i mezzi informatici attraverso cui conoscere il fantastico mondo di Sàkomar.



Ancora sono gli inizi, spero che poi andrà meglio. Ripeto, un autore che sceglie la temporanea (mi auguro) via dell'autopubblicazione deve pensare a tutto da sè. Perchè compriamo un libro? Perchè le grandi case editrici fanno pubblicità, perchè ci sono molto copie in libreria, perchè la copertina è bella a vedersi, etc.
Diciamo che con Sàkomar il problema della copertina non c'è. Me la sono disegnata da sola ed essendo discretamente brava ho anche ricevuto molti complimenti.
Con Sàkomar il problema è la poca visibilità. Si trova solo sul sito ilmiolibro, grazie al quale l'ho stampato, ma di pubblicità non ne viene fatta. Potrei incrementare (e l'idea l'avevo avuta) acquistando il servizio di distribuzione Feltrinelli. Tuttavia mi chiedo se sia giusto o no. Mi spiego, perchè devo pagare io per la mia opera con il guadagno misero che un autore riceve? Ah ecco, spieghiamo questo: dei 18.00 euro di copertina, io ne guadagno 4.00 più o meno... quindi pensate che non diventerò di certo una riccona, a meno che di non sfondare e mutare nella nuova J. K. Rowling Italiana. Nel pagare questi servizi non vedo quindi una grossa differenza con l'andare a pagare una piccola casa editrice che ti richiede i contributi. Mah...
Quindi, dopo tutto questo preambolo, ho deciso temporaneamente di:
- inviare ancora una volta il manoscritto ad altre case editrici. La fortuna potrebbe girare dalla mia parte e provare non costa nulla.
- aprire una pagina Facebook. Ci vuole costanza ad aggiornarla e a trovare fan. Molti di coloro che conosco fanno gli gnorry ed evitano accuratamente, ma per fortuna Facebook è grande e già sono a 40 fan in un giorno e mezzo.
- modificare l'account Twitter che era prevalentemente riservato a sfoghi di ogni genere e privato ovviamente, rendendolo pubblico e dedicato a Sàkomar.
- inserire i disegni che hanno dato vita alla storia in rete. Li ho inseriti tutti su Google + e sulla pagina Facebook.
- perdere i miei rimanenti gradi di vista per creare un video che sia degno del mio libro. Ho usato immagini reperite in rete di cui non intendo appropriarmi, infatti il Copyright rimane ai legittimi autori, così come la musica (so suonare ma non compongo!) che appartiene al legittimo proprietario che si merita tutta la mia stima.
- riprendere l'uso del canale Youtube che avevo aperto per partecipare a un concorso video dedicato ai libri di Licia Troisi.

Ricapitolando inserirò i diretti link a quanto detto prima:

Pagina Facebook di Sàkomar: https://www.facebook.com/principi.sakomar

Google +: https://plus.google.com/u/0/101378902275826990347/posts

Twitter: https://twitter.com/CrisCroft7 (cercatemi come CrisCroft7 o con il mio nome completo)

Canale Youtube: http://www.youtube.com/user/CRISCRI87





venerdì 6 settembre 2013

Una delle mie letture estive: Dryadem di Marie Albes

Salve a tutti amici! In questa afosa giornata romana, vi voglio narrare le mie impressioni su un libro che mi è particolarmente piaciuto sin da quando lessi la sua anteprima sul sito ilmiolibro. Si tratta di "Dryadem" dell'autrice Marie Albes.



Le scrissi immediatamente nel commento che per me avrebbe potuto affermarsi come la nuova Melissa Marr, autrice della saga di Wicked Lovely - Incantevole e pericoloso, urban fantasy che mescola Fate e Mitologia.
Ecco, con Dryadm ci troviamo di fronte alla storia di una ragazza, Ayres den Adel (nome molto musicale tra l'altro), con un caratteraccio che nasconde un animo fragile. Ayres non ha molti amici, ha deciso di andare a vivere da sola, di lavorare part time e di non innamorarsi. Non c'è nessuno di interessante in giro eccetto gli stupidi, perciò meglio stare da soli. Pensava questo fino al giorno del suo diciannovesimo compleanno quando alcuni strani segnali iniziano a manifestarsi: un bellissimo tatuaggio con una luna e una rosa trafitta da un pugnale (tra l'altro, se non avessi così paura degli aghi e delle varie malattie, me ne farei uno identico!), la rosa regalatele dalla sua migliore amica appassisce come se Ayres ne avesse risucchiato la linfa, il proprietario della libreria dove lavora le regala tre libri singolari, di cui uno intitolato "La Driade".
Faccio una piccola parentesi per chi non sapesse cos'è una Driade: è una Ninfa arborea. Ovviamente fa parte della mitologia e anche a Sàkomar ce ne sono di simili che vagano per il Bosco del Regno dell'Acqua.
Tornando a Dryadem, è la sera di quel compleanno che però accade un fatto singolare: mentre Ayres serve come barista in un chioschetto sulla spiaggia, sembra emergere dalle onde un ragazzo dall'aspetto misterioso, ovviamente bellissimo (ne sono segretamente innamorata come lettrice!), con occhi grigi, capelli neri e una treccina con perline (un po' alla Jack Sparrow). Il ragazzo, di nome James Armstrong, sembra conoscere già Ayres, la quale avverte strani segnali all'altezza del cuore, i primi di un amore che la travolgerà. I due si incontreranno in un altro luogo per parlare. Ayres viene a conoscenza del motivo di quegli strani fatti che le stanno accadendo e si ritrova ad aiutare James, vittima di una maledizione.
James e Ayres partono per un viaggio che li porterà sino in Alaska, passando attraverso le foreste del Canada e incontrando i Celti che Marie Albes presenta come una popolazione di Elfi, Folletti e classici personaggi fantasy. Durante il viaggio (a cavallo... meraviglioso), Ayres imparerà a conoscere James dal carattere molto simile al suo e la loro storia strettamente collegata sin dall'infanzia. Quando si dice che dal destino non si può fuggire...
Ayres verrà addestrata da James a combattere con arco e spada e ovviamente la Natura sarà la sua più grande alleata, soprattutto durante la battaglia contro la perfida strega che, a causa di un amore non corrisposto, ha lanciato la maledizione sul ragazzo.
Non voglio anticipare di più perchè il libro merita di essere letto. L'autrice è stata abile nel mescolare fantasy classico e urban, paradossi temporali, latino, greco (!), magia e amore.
Di seguito inserisco l'indirizzo del suo sito:


Attualmente è uscito il video trailer del secondo volume che attendo con ansia di leggere per scoprire la mia "amica" Ayres cos'altro combinerà.



A Marie faccio un grande in bocca al lupo e, da collega scrittrice, continuerò a sostenerla.

giovedì 5 settembre 2013

Ritorno dalle vacanze...

Settembre: tutto ricomincia, ognuno ritorna nostalgico dalla propria vacanza, i ritmi riprendono freneticamente. Ci sono mille cose da fare, poco tempo per occuparsene, progetti in atto, scocciature, etc.
E' settembre. Punto. Dovrebbe essere solo un mese, ma almeno i suoi primi giorni sono motivo di seccatura per la totalità delle persone.
Con il resto del mondo, anche io sono tornata ai miei posti di combattimento, più stanca di prima, ma più agguerrita credo. Ho talmente tante di quelle cose da fare che avrei bisogno della giratempo di Hermione, oppure di qualche potere magico per far sì di essere in più posti contemporaneamente.
Bene, dunque, classica domanda di rito: come e dove ho trascorso le vacanze?
Per quanto mi riguarda, sono stata per un po' di giorni in montagna, al fresco, nel bel mezzo della natura, a girovagare per le campagne, fare foto a insetti e animali, piante e fiori, ritrovandomi a pensare che forse avrei dovuto prendere biologia e non archeologia;



continuando, mi sono poi trasferita al mare, abbrustolendomi per bene al sole, facendomi cullare dalle onde, con l'odore di salsedine e il vento tra i capelli;



per terminare sono tornata a Milano, la città di Ambrogio che mi provoca un pizzico di nostalgia, visitando con più calma i monumenti che già l'anno scorso avevo visto con la mia ex università, e osservando anche qualcosa di nuovo, spostandomi in treno e divertendomi come una matta nonostante la stanchezza che smaltirò prossimamente.



Rimangono tante foto, bei ricordi, la pelle dorata, i capelli indomabili (ebbene sì... è difficile tenerli a bada dopo che la salsedine e l'umidità hanno agito per bene -.-), speranze, un po' di amarezza per le "ferite di guerra riportate"... e belle letture! Di quest'ultima cosa mi compiaccio. Finalmente, dopo aver trascorso vacanze in cui leggevo solo ed esclusivamente libri di archeologia per prepararmi a varie prove (che solo a pensarci mi viene da ridere e non penso rifarei lo stesso errore se potessi tornare indietro nel tempo), ho letto i libri che piacciono a me e che avevo accumulato sul comodino. Di alcuni di essi, scriverò la recensione nei prossimi giorni così potrete farvi una vostra opinione e, se vi va, confrontarla con le mie.
Sono poi riuscita ad andare un po' avanti con il terzo libro. Ammetto che, provando a riposare la testa (ero decisamente esaurita), non ho avuto tempo di scrivere pagine su pagine, ma recupererò. In compenso, ho disegnato la copertina del secondo libro. Questo è un piccolo anticipo...



Credi di aver perso quasi tutti i gradi di vista rimanenti per disegnare con l'effetto vetrata! Però sono soddisfatta del risultato. Attenderò ancora un po', per vedere se la fortuna mi assiste e qualche casa editrice mi contatterà, altrimenti pubblicherò la continuazione di Sàkomar in proprio, come ho fatto per il primo volume. Purtroppo sono procedimenti lunghi quelli di valutazione delle case editrici e serve tanta pazienza...
Bene, si riprende e vediamo cosa mi riserva il destino.

p.s. Vi piace la mia foto illusiva? Sembra che mi esca acqua dalla mano eh?