lunedì 20 gennaio 2014

Frozen: il Regno del Ghiaccio... classico Disney da dieci e lode!

Buongiorno gente! In realtà mi verrebbe quasi da dire "buona notte" visto che sto già a quest'ora con la luce accesa in camera. Bruttissimo tempo su Roma. Ieri ci ha travolti una violentissima grandine.
E visto che parliamo di ghiaccio (e anche a Sàkomar c'è un regno completamente dominato da questo elemento), annuncio che finalmente ho visto "Frozen - Il Regno del Ghiaccio", ultimo capolavoro della Disney.



Lo attendevo da tanto, sin da quando hanno cominciato a circolare notizie su questo film in internet e poi, per una cosa o per un'altra, non ero riuscita a trovare un'oretta e poco più di tempo per andarmi a gustare questa bella storia.
La Disney, con Ribelle e con Rapunzel, aveva già sperimentato altri due tipi di sentimenti: Merida e la regina Elinor dimostrano quanto grande possa essere l'affetto tra madre e figlia; Rapunzel invece sa nel suo cuore che i suoi genitori l'attendono, che il loro affetto non smetterà mai di esserci, che quello pseudo sentimento ossessivo della strega che la rapisce non è l'amore di una madre, e che esiste anche (come sempre nei Disney) il vero amore, che tutto fa accadere (persino resuscitare il bel Flynn).
Con Frozen, si assiste invece all'affetto e all'amicizia tra sorelle, Elsa, la maggiore, e Anna, la più piccola e molto scalmanata.



Elsa però comanda l'elemento del ghiaccio e non riesce a controllarlo perchè lo teme, soprattutto da quando capita un incidente che fa quasi morire sua sorella minore. Altri tre tipi di sentimenti analizza la Disney in questo bellissimo cartone, dominato da canzoni ed effetti grafici mozzafiato (io ADORO il vestito e il palazzo di Elsa!):




l'amore effimero, quello tra Anna e il principe Hans, di interesse per l'uno, semplice cotta e curiosità per l'altra;



l'amore vero, quello tra Anna e Kristoff, che deve maturare, diventare più solido, che ha bisogno di esperienza insieme;



l'affetto e l'amicizia tra due sorelle, Elsa e Anna, che nonostante le difficoltà ci saranno sempre l'una per l'altra... e se necessario ci saranno sacrifici molto grandi.



Non voglio anticipare altro a chi ancora non lo ha visto perchè il film d'animazione della Disney merita davvero e, come ogni classico creato da questa fantastica casa cinematografica, contiene messaggi che devono essere assimilati e compresi più dagli adulti che dai bambini.
In questa storia commovente, si inserisce perfettamente l'ironia di Olaf, il pupazzo di neve "che ama i caldi abbracci" e adora l'estate. Un fantastico Enrico Brignano doppia per la versione italiana.



La scenografia è semplicemente magica: gli ambienti del castello, il ghiaccio modellato in magistrali sculture, il vestito di Elsa che scintilla ai raggi del sole dai colori sfumati, la cittadella di Arendelle con le atmosfere dell'Europa del Nord... bello bello bello.





E io ho sempre più voglia di mettermi a disegnare! Credo proprio che prossimamente Elsa sarà tra i miei nuovi disegni, ovviamente sempre ispirati alla mitica Walt Disney Company che ringrazio per far sempre sognare grandi e piccini.
Termino con una replica alle critiche che sono state fatte, soprattutto per quanto riguarda la somiglianza con Rapunzel. E' vero, Anna e Rapunzel si somigliano molto a prima vista, ma in fondo anche in altri cartoni ci sono personaggi che sono quasi identici tra loro (Mowgli e Semola per esempio). Non vuol dire che non sia un cartone fatto bene. Ai bambini (il pubblico di riferimento è specialmente questo) piace trovare degli elementi che comunque siano loro familiari.
Se vogliamo dirla tutta, ci sono anche altri riferimenti a classici passati: Olaf quando balla con il gabbiano è vestito come Bert in Mary Poppins (forse una strategia disneyana per suggerire l'anticipo di "Saving Mr. Banks"?); oppure il medaglione messo al collo di Sven la renna, che ha come simbolo il fiocco di neve, in contrapposizione (secondo me) allo stemma con il fiore solare di Rapunzel che indossa Maximus; e ancora il balletto di Anna e Hans propone la stessa "mossa robotica" effettuata dalla Principessa Mia Thermopilis e dal suo ragazzo Michael (film "Pretty Princess"); ancora Anna e Hans quando si mettono seduti sul tetto del castello e vedono passare una stella cadente... parallelismo con Aladdin e Jasmine, e poi le porte che apre Anna sono identiche a quelle che Aurora (all'epoca Rosaspina) apre nella casetta delle Fate (La Bella Addormentata nel Bosco), la cascata sembra quella di Merida...
Ecco, non c'è bisogno di fare tutte quelle critiche. La Disney è così, e anche per questo la amiamo tanto.

mercoledì 8 gennaio 2014

Recensione di "Ladra di sangue" e qualche altro piccolo... appunto

Ok, sono imperdonabile per non dire vergognosa. Tengo un blog ed è da Natale che non lo aggiorno, ma capitemi, le feste sono giorni di riposo e il pc avrei tanto voluto non usarlo affatto. Nella pratica poi ho avuto più da fare durante il periodo natalizio che durante il resto dell'anno, tanto che non sono nemmeno riuscita a vedermi "Frozen" (argh!) ma questi sono dettagli.

Nel frattempo ho terminato di leggere "Ladra di sangue" di Cherie Priest che dovrebbe essere il primo di una serie urban fantasy (sicuramente c'è il secondo volume, ma non so se ci sarà ancora un seguito).



Le mie impressioni? Allora, gli urban fantasy mi piacciono. Credo che siano libri appartenenti a un genere particolare, che mescola perfettamente una realtà contemporanea con la fantasia uscita dalla mente dell'autore. Forse si potrebbero definire "fantasy contemporanei".
"Ladra di sangue" ha uno stile molto scorrevole, come attualmente si usa. La protagonista narra in prima persona le sue avventure e le sue sensazioni. Nota a sfavore: non mi scandalizzo di certo per il loro uso, ma le parolacce nei libri non le tollero. E qui di espressioni, talvolta colorite, ce ne sono.
Almeno nei libri, vi prego, usate una lingua decente! Ci sono così tante sfumature da poter rendere anche senza le parole volgari.
Per quanto riguarda la storia, è un po' diversa da quelle dei soliti vampiri belloni, su modello Twilight, che si innamorano dell'umana/umano di turno il quale si ritrova a sua volta a dover venire a conoscenza di segreti che potrebbero sconvolgere l'intero universo.
"Ladra di sangue" è più un thriller, con lo scorrimento veloce di un film d'azione alla "Mission Impossible" per intenderci, con il solo fatto che qui le vittime del misfatto (non dirò quale altrimenti svelo la trama) sono i vampiri e che Raylene è essa stessa una vampira, indipendente, un po' lupo solitario se vogliamo, senza vincoli di alcun genere. Nonostante voglia fare comunque la dura, alla fine un briciolo d'amore nel suo cuore c'è e infatti sogna in un futuro di poter vivere con i due piccoletti orfanelli che ospita nel magazzino in disuso e con il vampiro Ian, suo cliente nel commissionarle una missione di fondamentale importanza.
I colpi di scena si susseguono e più volte mi è sembrato di trovarmi in uno dei migliori videogiochi alla Splinter Cell, con sparatorie, missioni segrete, e inseguimenti.
Di certo non è un libro per coloro che vanno cercando fantasy a sfondo vampiresco con quel tocco di erotico che ultimamente va tanto di moda. "Ladra di sangue" è un film d'azione messo per iscritto. Non è un genere che tutti adorano.
Pur essendo più una lettrice di fantasy classico, devo dire che è un libro che mi ha presa, soprattutto passati i primi capitoli che sono comunque d'ambientazione.
Questa è la mia recensione.

Per il resto, diciamo che ora sono sommersa di manga che avevo lasciato in sospeso da tempo quindi terminerò quelli e... inizierò "Orgoglio e pregiudizio" di cui avevo solo guardato il film con la Knightley (nota a mio sfavore adesso, ma l'importante è recuperare), per preparare la base e affrontare "Il diario di Mr. Darcy". Eh lo so, che volete farci? Anche io, come Raylene, ho l'animo romantico dietro questa bella corazza che mi nasconde.



Bene, buon anno nuovo e speriamo che questo 2014 si distingua per qualcosa di particolare in più rispetto al suo precedessore.