martedì 23 luglio 2019

Recensione di "Detective dell'arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura" di Roberto Riccardi

Buongiorno a tutti amici! In un ritaglio di tempo volevo condividere con voi la mia recensione di "Detective dell'arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura" di Roberto Riccardi.


Trama: Un film nel 2014 li ha resi famosi. Erano i Monuments Men, 350 uomini di tredici Paesi che salvarono i capolavori dell'arte dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale. Di militare avevano ben poco, erano in prevalenza esperti di arti figurative, archivisti e restauratori. Nello stesso periodo Rodolfo Siviero, agente segreto e critico d'arte, riportava in Italia con operazioni degne di un romanzo d'avventura i capolavori sottratti dal "Kunstschutz" voluto da Hermann Göring. Era figlio di un carabiniere. Prima di lui c'era stato lo scultore Antonio Canova, nominato ambasciatore dal papa per recuperare le opere portate via da Napoleone in forza del trattato di Tolentino. Nel 1969 l'Arma dei Carabinieri ha creato una struttura dedicata alla salvaguardia dell'arte, composta da squadre abituate a lavorare sui grandi scenari internazionali utilizzando tecniche professionali e innovative. È il nucleo (ora comando) Tutela patrimonio culturale. I suoi uomini hanno rimesso al loro posto La Muta di Raffaello, Il giardiniere di Van Gogh, il Cratere di Eufronio, la Triade capitolina. I risultati vanno ben al di là delle cronache giudiziarie: viaggiano fra il passato e l'eterno. Nel cinquantenario della fondazione del Tpc, a cui sono dedicati eventi e mostre in tutto il mondo, questo libro racconta le indagini, i successi e i casi su cui non è stata ancora scritta la parola fine. Dalla riapertura delle domus di Pompei al giallo del Caravaggio rubato e ai falsi Modigliani, dal salvataggio delle opere d'arte dopo il terremoto in Umbria del 2016 all'impegno in Iraq per la protezione e il recupero dei beni archeologici dopo la Seconda guerra del Golfo, è una carrellata di storie avvincenti e colpi di scena. Che non solo svelano il mondo sommerso dei tombaroli, dei furti su commissione e dei falsari di mestiere, ma rivelano anche le emozioni, i ricordi, gli aneddoti dei detective dell'arte, che hanno fatto del loro lavoro una passione senza confini.

Piove a Palermo. E' una notte di ottobre del 1969. Il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri è stato fondato da solo qualche mese e già un caso importante si presenta davanti ai suoi occhi: dall'Oratorio di San Lorenzo è scomparsa "La Natività" del Caravaggio. Ancora oggi quel dipinto è nella lista delle opere d'arte più ricercate di tutti i tempi, il simbolo del traffico d'arte internazionale.


E' così che il Gen. Roberto Riccardi, attualmente Capo Ufficio Stampa dell'Arma dei Carabinieri, comincia la sua narrazione, illustrando in modo scorrevole e a volte "poetico" il mestiere dei Detective dell'arte, degli 007 Italiani che si occupano di recuperare le opere illecitamente sottratte, di restituirle, ma anche e soprattutto di contrastare ogni azione criminale rivolta verso il patrimonio culturale e paesaggistico.


Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha compiuto 50 anni il 3 maggio scorso ed è proprio grazie a questo reparto speciale dell'Arma, fiore all'occhiello tutto Italiano, che l'umanità è in grado di recuperare frammenti della propria storia.
E' quando i tombaroli si aggirano furtivamente nelle campagne che i Carabinieri del TPC indagano e contrastano i trafficanti d'arte internazionali. La Triade Capitolina, magnifico gruppo scultoreo, è stata recuperata così.


E' quando i ladri, frequentemente aiutati da una talpa interna, decidono di recarsi a un museo per rubare opere importanti, magari su commissione, che i Carabinieri del TPC devono essere immediatamente reperibili e correre sul luogo del "delitto" per raccogliere le prove e iniziare le indagini. "Il giardiniere" di Van Gogh, o i dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio a Verona hanno richiesto complesse operazioni investigative prima di portare a casa un risultato positivo, restituendo alla collettività le opere d'arte. 


Ma tutto ciò non riguarda esclusivamente le opere già note: tra i "ricercati" dai Carabinieri vi sono anche manufatti di arte sacra, piccoli oggetti, quadri di artisti sconosciuti che avevano un valore affettivo, sacro, religioso "bisognosi" di essere recuperati per colmare un vuoto tangibile nelle comunità.
Poi ci sono i falsari, sempre pronti a immettere sul mercato manufatti contemporanei spacciati per originali, uomini senza scrupoli che, pur di guadagnare sulla buona fede degli acquirenti, sarebbero disposti a qualsiasi cosa. E' così che sorgono casi come quello dei falsi Modigliani per citarne solo uno dei più famosi.
Infine ci sono le missioni "speciali": i Caschi Blu della Cultura, Unite4Heritage, sono in prima linea quando si tratta di dare man forte in situazioni tragiche, quali calamità naturali (terremoti, alluvioni, incendi, etc.) e guerre, che minacciano il patrimonio culturale.


Tutto questo riguarda le attività del Comando Carabinieri TPC, che può fare costante affidamento sulla "Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti", il più grande e completo database al mondo contenente informazioni e fotografie relative alle opere d'arte trafugate.


Roberto Riccardi, oltre a narrare le imprese, nomina anche le persone che indossano quella divisa: donne e uomini impegnati costantemente per far sì che la memoria e la storia, nazionale e internazionale, non si disperda, ma continui a raccontare dettagli di un passato tremendamente attuale. Donne e uomini infaticabili, che sacrificano spesso gli affetti per adempiere al proprio dovere e rimanere al servizio di ogni cittadino.
I Monuments Men hanno indubbiamente scritto una pagina importante di storia; i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale camminano accanto al cittadino ormai da 50 anni, senza mai lasciarlo solo, impedendo prima di ogni altra cosa che la deliquenza possa in qualche modo compromettere la memoria di ognuno di noi. 


E' ormai dal 2013 che ho personalmente iniziato il cammino della tutela del patrimonio, studiando i casi specifici, occupandomi della comunicazione e informando ogni cittadino degli eventi "delittuosi" riguardanti i beni culturali. E' solo puntando sulla consapevolezza del singolo che si potrà (forse) educare al rispetto verso la storia e le testimonianze di un passato collettivo.