mercoledì 13 ottobre 2021

Recensione di "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcìa Márquez

Buonasera lettori, anche quest'oggi intendo trascinarvi all'interno di una lettura particolare, forse dai più conosciuta: "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcìa Márquez.
Giravo intorno a questo libro da un'eternità, osservandone la copertina dell'edizione Mondadori, sempre con il desiderio di sfogliarne le pagine, finché un giorno di settembre un mio caro amico non me lo regalò. Ovviamente non potei resistere e lo iniziai immediatamente.


Trama: Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d'amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un'epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.


Una volta lessi che se una persona ti ama davvero ti aspetta. Sono sempre stata convinta che si possa aspettare per un po', ma poi ci si debba far avanti, rischiando anche il rifiuto. Aspettare per una vita intera non ha senso se il tempo passa senza la persona che, potenzialmente, avrebbe potuto ricambiare il sentimento. Florentino Ariza, invece, non la pensa come me. Lui è stato in grado di attendere la sua Fermina Daza per tutta la propria esistenza.
Florentino incrocia lo sguardo di Fermina quando entrambi erano poco più che bambini e fu subito amore a prima vista. Florentino, da sempre un poeta mancato, inizia una corrispondenza epistolare con Fermina, che in qualche modo la celava al padre.
Il loro è un amore molto platonico, eppure intriso di tenerezza e innocenza, di sogni che solo da adolescenti si possono fare ad occhi aperti. In seguito, però, all'allontanamento di Fermina dalla cittadina, il sentimento entra in una fase di pericolo. Scoperta la storia d'amore, ovviamente non accettata, dal padre di Fermina, la ragazza si ritrova a vivere per un periodo con alcuni parenti, crescendo e diventando una donna. Quando torna al paese, l'incontro con Florentino - sempre a distanza - non è come se lo sarebbe aspettato: forse per autoconvinzione, o forse proprio perché si erano visti molto poco, Fermina disprezza il ragazzo, considerandolo brutto, e interrompe bruscamente il loro fidanzamento. 
Florentino ha il cuore a pezzi, ma non può far altro che accettare la decisione. Di lì a pochi anni Fermina si sposerà con il noto medico Juvenal Urbino, benvoluto da tutti, anche dal padre della ragazza. A quel punto Florentino si promette che avrebbe atteso tutta la vita, finché il dottore non fosse morto, per riprendersi l'amore perduto e che avrebbe mantenuto la verginità per la sua Fermina.
Intanto gli anni trascorrono inesorabilmente. I due proseguono a incrociarsi durante gli eventi pubblici, in strada, a messa, ma conducono la propria vita. Florentino riesce ad affermarsi nel mondo del lavoro, finendo per dirigere una compagnia di battelli, mentre Fermina diventa la compagna del ricco medico, che può permettersi un'esistenza agiata e lussuosa.
Fermina non ama Juvenal e nemmeno lui la ama veramente, ma è stato un matrimonio conveniente per entrambe le parti. I due vivranno uno accanto all'altro sopportandosi e rispettandosi con affetto, ma mai animati dal vero amore e dalla passione.
Dall'altra parte, Florentino non riesce a dimenticare Fermina. Non si arrende al fatto che il destino abbia giocato contro di lui. Tentando probabilmente di dimenticarla e di sopire il dolore che lo pervade, affoga i propri dispiaceri nel sesso sfrenato e in deboli amori con le vedove, con le giovani donne, con le prostitute, con qualsiasi donna sia compiacente, persino con una quattordicenne quando lui era ormai settantenne.


Mai, però, riuscirà a far entrare nel proprio cuore un'altra donna oltre Fermina Daza. Quando Juvenal Urbino, in tarda età, muore per un incidente alquanto ridicolo - sottolineato da Márquez con amara ironia, caratteristica che impregna un po' tutto il romanzo - Florentino non ha ancora perso la speranza. Lascia la sua vita da settantenne playboy e si dedica alla riconquista di Fermina, ormai anziana, ma sempre orgogliosa.
L'uomo non ha perso il romanticismo, quindi con pazienza e con tutto l'amore che aveva messo da parte per lei, si impegna per far sì che Fermina finalmente lo veda come la persona che è sempre stata ad attendere di poterla amare.
La nota aspra del racconto riguarda proprio quell'amore che è stato ad aspettare così tanto tempo: quando i cuori sono pronti, il corpo invece è ormai vecchio e cadente, quasi incapace di reagire.
Riusciranno i due a ritrovarsi nonostante il destino avverso li abbia separati e riuniti molto tardi?

Tutto il romanzo è impregnato di ironia a volte tragica, a volte quasi comica, utilizzata per descrivere la società dell'epoca e gli eventi che coinvolgono i nostri protagonisti.
Il lettore non potrà far altro che provare un certo senso di pena per Florentino, abbandonato e rimasto in attesa, con quella scintilla di speranza sempre accesa. Fermina, d'altro canto, si adatta e a un certo punto sembra talmente abituata alla sua vita monotona con il medico al fianco e alle agiatezze prive di emozione, che il ritorno di Florentino e di un amore vero la spiazza, provocando in lei un reale shock emotivo.
Il paesaggio estremamente colorato, il verde che circonda la cittadina, il fiume e i battelli, lo stesso colera fanno da contorno agli episodi di questo romanzo.

Cosa ne penso? Che sia un libro da leggere indipendentemente dall'essere romantici o meno. Cercate una storia d'amore classica? Lasciate stare che non fa per voi. Cercate, invece, la storia struggente, avversata dall'uomo e dal destino? Mettetevi comodi e iniziate la lettura.

Vi lascio con alcune frasi piuttosto famose tratte dal libro. 

«Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati».

«Con lei Florentino Ariza aveva imparato quello che aveva già provato più volte senza saperlo: che si può essere innamorati di diverse persone al contempo, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna. Solitario tra la folla del molo, si era detto in un accesso di rabbia: «Il cuore ha più stanze di un casino». Stava versando lacrime per il dolore degli addii. Tuttavia, non appena scomparsa la nave sulla linea dell'orizzonte, il ricordo di Fermina Daza era già tornato a occupare il suo spazio totale».

«Si lasciò trasportare dalla convinzione che gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sé».

«Quello sguardo casuale fu l'origine di un cataclisma d'amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato».

«Passò un colpo di spugna senza lacrime sul ricordo di Florentino Ariza, lo cancellò del tutto, e nello spazio che occupava nella sua memoria lasciò che fiorisse un prato di papaveri».

«Non ebbe mai la pretesa di amare né di essere amata, pur avendo sempre la speranza di trovare qualcosa che fosse come l’amore, ma senza i problemi dell’amore».

domenica 26 settembre 2021

Recensione di "Il momento giusto" di Danielle Steel

Buona domenica, amici! Siamo entrati nella stagione autunnale e io proseguirò ad avere nostalgia del caldo estivo. Sono un'inguaribile romantica, innamorata dei tramonti infuocati sul mare, delle letture in spiaggia, del sole sulla pelle, dell'abbronzatura dorata.
Per qualche minuto, quindi, vi riporto indietro di circa un mese, ad agosto, quando ho terminato la lettura di "Il momento giusto" di Danielle Steel.



Trama: Abbandonata dalla madre quando aveva appena sette anni, Alexandre Winslow cresce con l'adorato padre Eric, che infonde in lei un grandissimo amore per la lettura. Le sere passate a leggere insieme libri gialli portano Alex a cimentarsi nella scrittura, ed è già dai primi racconti che la ragazza dimostra di avere un talento innato. Eric, il suo primo sostenitore, la incoraggia a seguire la sua dote, mettendola però in guardia: pochi crederebbero che una giovane donna possa essere l'autrice di storie tanto terrificanti, e molti uomini ne sarebbero invidiosi. Per questo, se in futuro vorrà continuare a scrivere, le suggerisce di usare uno pseudonimo maschile. Nel tempo, Alex non abbandona mai la sua passione, e anche il dolore per la morte del padre trova sfogo sul foglio di carta. La ragazza scrive in ogni momento libero, dando vita a trame, temi e personaggi che popolano la sua mente. Così, a metà college finisce il suo primo romanzo, che incontra subito l'interesse di un editore. Ricordando il monito del padre, la ragazza sceglie di pubblicare sotto lo pseudonimo di Alexander Green, e il suo libro diventa subito un bestseller. Ma la fama attira anche le invidie di molti, e ogni uomo che Alex prova a fare entrare nella sua vita si rivela essere geloso del successo di Alexander. Troverà mai qualcuno a cui poter confidare la sua vera identità? La persona giusta arriverà al momento giusto, e sarà nel più inaspettato dei modi.

C'è un momento giusto per ogni cosa: per i propri sogni, per innamorarsi, per crescere. Questo Alex non lo sa ancora quando viene abbandonata dalla madre scapestrata e quando suo padre muore lasciandola sola al mondo. A farle compagnia c'erano unicamente i libri gialli che leggeva con il papà e la passione irrefrenabile per la scrittura. La vita ha in serbo per lei tante sorprese e un grande successo. Quella giovane ragazzina sfortunata, grazie a un avvocato e a un gruppo di suore, riuscirà a coronare il proprio sogno diventando un'affermata scrittrice di thriller.
La strada è soddisfacente, ma costellata di insidie, soprattutto a livello sentimentale. Gli uomini che Alex conosce sono invidiosi e soffrono di sindromi di inferiorità, lasciandola ogni volta ferita. La scrittura è la sua unica ragione di vita e, proprio quando non se lo aspettava, ecco giungere l'uomo giusto, quello capace di riattivare il cuore e rendere tutto più bello.


Danielle Steel "gioca" in casa: la protagonista vuole essere una scrittrice e ci riuscirà nonostante tutto; l'autrice, con ogni probabilità, inserisce elementi tratti dall'esperienza personale. Quello della scrittura è un mondo ambizioso, fatto di pregiudizi (le donne sono meno brave degli uomini a scrivere gialli) e di apparenze (ne è dimostrazione lo pseudonimo maschile adottato da Alex), però terribilmente affascinante.
Attraverso l'inchiostro prendono vita personaggi, storie, sentimenti che esistono solo nella mente dell'autore, condivisi poi con ogni lettore.
"Il momento giusto" è un romanzo dedicato a chi ha un sogno e farebbe di tutto pur di realizzarlo; a chi non si arrende mai, a chi spera sempre che domani sarà un giorno migliore.

sabato 18 settembre 2021

Recensione di "That guy" di Kim Jones

Buonasera amici, eccomi di nuovo qui a raccontarvi qualche dettaglio dei romanzi divorati durante lo scorso mese, agosto, chiamato comunemente "estate". Eh sì, anche se l'estate ha ufficialmente inizio il 21 giugno e termina verso il 22 o 23 settembre, per molti "estate" corrisponde al mese in cui possono ritagliarsi qualche giorno di vacanza, solitamente al mare.

Arriviamo al dunque e quindi al romanzo di Kim Jones che costituisce la mia quarta lettura "estiva".


Trama: "Avete presente quel tipo di ragazzo? Il frutto delle vostre fantasie più romantiche, il classico protagonista dei libri. E ricco, potente e, ovviamente, sexy. Vive in un appartamento stupendo, sa essere irritante ma di solito ha una buona ragione, ben nascosta nel suo passato, per giustificare il suo carattere. Ero convinta anche io che non esistesse. E invece ho conosciuto Jake. Mi chiamo Penelope e sono una scrittrice. Ho trascorso anni alla disperata ricerca di un uomo che fosse all'altezza dei miei protagonisti e, adesso che so che esiste, ho una missione: farlo innamorare perdutamente di me. Non dovrebbe essere un'impresa troppo difficile. C'è solo un problema: ho fatto una stupidaggine e adesso Jake mi odia. Ma sfortunatamente per lui... ho deciso che è quello giusto per me. E in un modo o nell'altro riuscirò a conquistarlo."

Tutto nasce da una vendetta e da un grosso equivoco: Penelope deve fargliela pagare all'ex ragazzo della sua migliore amica nonché coinquilina, incendiando una sacchetto di escrementi di cane; per fuggire dopo il furto di tale sacchetto, la stessa protagonista entra in una limousine fingendo di essere la donna che l'autista stava aspettando. Risultato? Penelope, giovane autrice in via di successo, si ritrova in un lussuoso palazzo appartenente al ricco imprenditore Jake Swagger, scambiata per la escort che avrebbe dovuto accompagnarlo a un importante evento. Chiarito l'errore, la nostra protagonista rimane comunque "incastrata" nelle dinamiche che Jake Swagger ha già deciso. E si dà il caso che lui sia, oltre che spaventosamente ricco, anche molto sexy, in grado di risvegliare ogni fantasia.


Come ho trovato questo romanzo? Sicuramente ho apprezzato l'ironia di Penelope, che non manca mai, anche se costellata di espressioni "scurrili" che non amo particolarmente nei libri. Per il resto è la solita storia che echeggia le "Cinquanta Sfumature": lui bello, ricco, potente e dannato con sfrenate pulsioni sessuali; lei, sprovveduta, che rimane intrappolata nella "rete del ragno", diventando improvvisamente lussuriosa. Si narra di avventure sessuali che sfiorano la fantascienza, di donne estremamente vogliose e di uomini che le trattano come un oggetto del piacere in un primo momento, per poi redimersi facendo emergere un barlume di dolcezza e facendo così scattare un innamoramento che sarebbe eufemistico definire "strano". Abbiamo sempre e comunque una donna in posizione inferiore, considerata per le prestazioni che può offrire, rapportata con un uomo superiore, ovviamente intelligente, che la domina.
Francamente non mi piace questa concezione della donna e dei rapporti sentimentali (che implicano altro, oltre il sesso e l'attrazione ovviamente) che vengono, a mio avviso, sminuiti. Ma del resto sembra che la linea pornografica letteraria mascherata sotto la categoria "romance" o "young adult" vada di moda e che le autrici possano trovare affermazione. In sintesi si tratta di una lettura leggera che non avrei scelto se non mi avessero regalato questo libro ormai molto tempo fa.

venerdì 10 settembre 2021

Recensione di "Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas

Al calar della notte, quando i rumori iniziano a rallentare sopraffatti dal silenzio, anche in questa sovraffollata Roma, io sono qui, davanti a uno spazio bianco pronta a condividere con voi la recensione di un altro romanzo molto particolare.



Trama: Il locale è affollato e rumoroso. L'uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l'imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall'ultima volta che l'ha vista, il giorno in cui l'ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n'è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l'uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l'inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l'amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com'era l'amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L'emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

È complicato scrivere la recensione dell'opera di Freitas, innanzitutto perché non si tratta di un romanzo benché sia definito tale. È più propriamente una raccolta di brevi e numerosi racconti, a tratti poetici, e di riflessioni in prosa sugli avvenimenti della vita legati tra loro da alcuni macroargomenti, primo fra tutti l'amore, la caducità dell'esistenza umana, lo scorrere del tempo, le scelte, le passioni.
C'è la coppia di innamorati che ha deciso di vivere ognuno la propria vita, finché non si reincontrano, come se non fosse trascorso tanto tempo; c'è il clochard che cerca la sua amata perduta anni prima; c'è l'innamorato segreto che non trova il coraggio di rivelarsi; il figlio che ha un sogno diverso dal futuro che i genitori si auguravano per lui; ci sono gli amanti, che spendono tutto negli istanti di passione; ci sono un uomo e una donna che si amano e farebbero di tutto l'uno per l'altra.
Sono storie di donne e uomini che rispecchiano aspetti della vita di ognuno di noi, esseri imperfetti, tendenti verso la perfezione offerta dalla felicità e dall'amore.


L'opera di Freitas, per tale motivo, non può essere definita strettamente un romanzo, non ha una trama, un inizio, una fine e un protagonista preciso.
Sono contenta di averla potuta leggere in un periodo di (relativo) relax poiché richiede riflessione e un'analisi lenta. Non può essere letta in modo spedito, ma intervallata da pause, in modo che non si trasformi in un impegno gravoso.
Libro consigliato ai sensibili, ai romantici, agli appassionati e a chiunque abbia voglia di un libro un po' diverso dal solito.

«Lo vedeva per la prima volta e già lo amava da sempre. L'amore è molto facile quando nessuno lo complica».

«L'amore può anche essere soltanto qualcuno che ci chiede di lasciarci proteggere, e ci protegge davvero».

«"Prometto di sbagliare". Fu l'unica promessa che le fece, tutta una filosofia in tre parole. Non credeva nella possibilità della perfezione, e neppure faceva nulla per raggiungerla, perché se non esiste a che serve cercarla? E si lasciava vivere per quello che aveva davanti, tutte le possibilità, tutte le porte. C'era sempre un'ora ideale per la felicità ed era sempre adesso. L'amore arriva solo quando smettiamo di essere perfetti».


«Silenzio, ché si comincia ad amare. Tutti gli amori cominciano così. Nel silenzio di uno sguardo, nel silenzio di una mano dipendente dall'altra, di un'altra mano vagant ch deambula per la città notturna del tuo corpo, nel silenzio delle labbra serrate, scambiate, massaggiate, abbracciate e riabbracciate. Tutti gli amori sono silenzio esteso. E tutti i silenzi meritano l'amore».

«Solo chi ha perso l'amore è in grado di dire la verità».

«L'amore ha tante cose ma non ha mai senso».

lunedì 6 settembre 2021

Recensione di "L'ultima lettera d'amore" di Jojo Moyes

Buonasera lettori, come state? Settembre porta con sé la voglia di ricominciare, ma anche tanta nostalgia verso l'estate. Con voi, però, vorrei condividere la recensione di un romanzo, uscito da poco, da cui è stato tratto un film Netflix, che ho trovato molto romantico: l'autrice è Jojo Moyes, ormai famosa per "Io prima di te".


Trama: Londra, oggi. Ellie, una giovane giornalista che lavora per The Nation ed è perdutamente innamorata di un uomo sposato con cui sta vivendo una relazione complicata, durante una ricerca negli archivi del giornale a caccia di una storia che le eviti il licenziamento si imbatte in una lettera degli anni Sessanta: è di un uomo che chiede alla sua amante di lasciare il marito e partire con lui. Incuriosita dalla storia dei due sconosciuti e nella speranza di trarne un buon articolo, Ellie decide di fare ulteriori ricerche per riuscire a sapere cosa ne è stato di quell'amore... Londra, 1960. La giovane e bella Jennifer si sveglia in un letto d'ospedale dopo un incidente d'auto in cui ha rischiato di morire. Non riesce a ricordare nulla: non sa più chi è, non riconosce l'uomo che dice di essere suo marito, il loro appartamento, gli amici comuni, la sua stessa vita. Un giorno però trova nella sua camera da letto una lettera nascosta in un libro, la lettera di un uomo che non è suo marito, e lentamente inizia a ricordare... "L'ultima lettera d'amore" è la storia di due donne di età ed epoche differenti che si ritrovano unite dallo stesso irresistibile sentimento d'amore, grazie al quale trovano il coraggio di essere davvero se stesse.

"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" diceva una nota canzone di Antonello Venditti. Ed è proprio questo che accade a Jennifer e Anthony (Boot), il cui amore nato apparentemente per caso è invece destinato a durare per sempre.
Le differenze sociali e le disgrazie che costellano le rispettive vite non affievoliranno mai quell'immenso sentimento. Jennifer è una donna dell'alta società, coniugata con Laurence, imprenditore nel settore dell'amianto; Anthony è un giornalista, un inviato in Congo. I due si conoscono in Riviera e da lì il sentimento si sviluppa spontaneamente, il più bello che mai si potrebbe desiderare: amicizia che è anche amore reciproco.


Nonostante la vita li abbia separati, i due non si sono mai dimenticati l'uno dell'altra ed Ellie Haworth, giornalista del Nation, si imbatte casualmente nelle loro lettere rimaste custodite per 40 anni nell'archivio del giornale. Ma come sono arrivate lì? E soprattutto quella corrispondenza sarà mai giunta a destinazione? È Ellie a far luce su una storia mai sopita, trovando cosa voglia dire amare davvero oltre lo spazio, il tempo e le circostanze.
"L'ultima lettera d'amore" è un romanzo romantico, nostalgico, pieno di "se fosse stato". Un romanzo che induce a cogliere l'attimo, ad assumersi il coraggio delle proprie azioni, a vivere la propria felicità. Perché la vita è una sola e trovare l'anima gemella è un privilegio riservato a pochi.


«Lei lo osserva. Da qualche parte ha letto che vediamo davvero l'aspetto di una persona nei primi minuti di conoscenza. Dopodiché resta solo un'impressione, condizionata dall'opinione che ce ne siamo fatti».

«La mia unica consolazione, in tutta questa vicenda, è sempre consistita nel sapere che c'era, da qualche parte, quest'uomo che mi amava, che in me vedeva sempre il meglio. Anche nel momento terribile del nostro ultimo incontro, sapevo che lui in me vedeva qualcosa, e questo qualcosa era ciò che più desiderava al mondo».

«Questa vicenda le ha dimostrato che l'età non basta a proteggerci dai rischi dell'amore».

domenica 29 agosto 2021

Recensione di "La voce nascosta delle pietre" di Chiara Parenti

Buonasera amici, come va? In una serata di fine agosto, che porta consé la consueta malinconia di fine estate, condivido con voi la mia recensione di un romanzo, letto ultimamente, che mi è piaciuto particolarmente: "La voce nascosta delle pietre" di Chiara Parenti.


Trama: «Segui le pietre, solo loro regalano la felicità». Luna è una bambina quando il nonno le dice queste parole speciali insegnandole che l'agata infonde coraggio, l'acquamarina dona gioia e la giada diffonde pace e saggezza. E lei è certa che quello sia il suo destino. Ma ora che ha ventinove anni, Luna non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Non riesce più a sentire la loro voce. Per lei sono solo sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia, mentre il nonno è in giro per il mondo a cercare gemme. Perché il suo cuore porta ancora i segni della delusione. Si è fidata delle pietre, di quello che nascondono, di quello che significano. Si è fidata di quel ragazzo di sedici anni che attraverso di loro le parlava di sentimenti. Dell'amicizia che cresceva ogni giorno e racchiudeva in sé la promessa di un amore indistruttibile. Leonardo era l'unico a credere come lei nel fascino dei minerali e dei cristalli. Leonardo che in una notte di molti anni prima l'ha abbandonata, senza una spiegazione, senza una parola. E da allora il mondo di Luna è crollato, pezzo dopo pezzo. A fatica lo ha ricostruito, non guardando mai più indietro. Fino a oggi. Fino al ritorno di Leonardo nella sua vita. È lì per darle tutte le risposte che non le ha mai dato. Risposte che Luna non vuole più ascoltare. Fidarsi nuovamente di lui le sembra impossibile. Ha costruito intorno al suo cuore un muro invalicabile per non soffrire più. Ma suo nonno è accanto a lei per ricordarle come trovare conforto: il quarzo rosa, la pietra del perdono, e il corallo che sconfigge la paura. Solo loro conoscono la strada. Bisogna guardarsi dentro e avere il coraggio di seguirle.


Luna e Leo, Leo e Luna: due realtà inseparabili da quando la vivace ragazzina ha incontrato Leonardo Landi, sconsolato, in cima a un albero, soprannominandolo così "bambino scoiattolo". E nonno Pietro, dai sinceri occhi di zaffiro, si è accorto fin dal primo momento che quei due "piccoli diamanti" sono destinati a stare insieme nonostante le difficoltà e lo scorrere del tempo.
Luna, Leonardo e Pietro trascorrono interminabili giornate a conoscere le pietre, a impararne le proprietà e a sognare avventure nei posti più magici del mondo. Proprio quando l'amore tra Luna e Leonardo sboccia, accade però un evento che cambierà ogni cosa: quel futuro sperato si allontana e tutto si trasforma in una pietra opaca.
Per fortuna, nonno Pietro ha afferrato i fili rossi del destino dei due ragazzi e non intende lasciarli perché l'amore vero è un miracolo che non si può far sfuggire per nessun motivo al mondo.


Chiara Parenti ha scritto una storia emozionante, ricca di sentimenti e sfumature, proprio come le pietre che guidano i nostri protagonisti lungo tutta la loro esistenza. Quello di Luna e Leo è un percorso di crescita fatto di sofferenze, di sbagli, di affetti e di ritorno a quei sogni che, in un cassetto, si erano assopiti. È la storia che ognuno di noi conosce, soprattutto quando le avversità della vita ci distanziano dai nostri desideri e dalla persona che amiamo.

«Stavo baciando il mio migliore amico, il compagno di tutta la mia vita, e non riuscivo a crederci perché era come se fossi sempre stata tra le sue braccia e conoscessi quelle labbra da sempre. Come se in un universo parallelo fossimo già stati insieme prima di allora, come se quel corpo mi appartenesse e io fossi venuta al mondo solo per lasciarmi avvolgere da lui».

«Il tempo, a volte, deve inchinarsi di fronte all'amore».

«Come l'amore, quello vero, i diamanti non hanno paura del tempo che passa, delle eruzioni vulcaniche, delle temperature elevatissime e delle enormi pressioni. Loro resistono. Loro aspettano. Sempre».


«Viaggiare è cambiare, tesoro... Non sarai più la stessa dopo aver sentito lo scricchiolio degli scarponi nella polvere e dopo aver visto la brillantezza della luna dall'altra parte del mondo».

«Anche il vero amore è così. Ha bisogno di forza, sacrificio, di una resistenza infinita. È un diamante che non ha paura del tempo che passa, delle tempeste, della furia degli elementi. L'amore resiste. Aspetta. E continua a vibrare per sempre».

giovedì 15 luglio 2021

Recensione di "La casa delle farfalle" di Silvia Montemurro

Buon pomeriggio, cari lettori, come state? Nel mezzo dell'estate, condivido con voi la recensione dell'ultimo romanzo che ho letto e terminato poco fa: "La casa delle farfalle" di Sivila Montemurro.


Trama: Quando la vita di Anita, trent’anni e una carriera accademica avviata, viene sconvolta da un tragico evento, decide di lasciare Hans, il suo compagno, per tornare sul lago di Como, dov’è cresciuta. Lì incontra Yoko, una bambina dai tratti giapponesi e dalla voce meravigliosa che, proprio come lei, è segnata da una ferita difficile da rimarginare. Presto Anita, leggendo il diario della nonna Lucrezia, scoprirà di essere legata a Yoko da una storia rimasta sepolta per anni che unisce le loro famiglie e risale al 1943, quando la casa di Lucrezia, la villa delle Farfalle, venne occupata da alcuni ufficiali tedeschi. Un romanzo intimo e corale, che attraversa tre generazioni di donne e che dagli anni della guerra arriva fino ai nostri giorni seguendo il volo leggero e delicato delle farfalle.

Anita, trentenne in carriera, ormai sconvolta da un episodio della sua vita che l'ha lasciata profondamente ferita (e di cui non ci è dato sapere se non verso la fine del romanzo), lascia la Germania e il fidanzato Hans per trasferirsi nella Villa delle Farfalle, sul lago di Como, dove anche sua madre, Margherita, si è ritirata da qualche tempo.
Madre e figlia non hanno mai avuto un rapporto particolarmente affettuoso e le cose tra loro sembrano procedere più per cortesia che per altri sentimenti, in una dimora in cui aleggiano segreti e misteri. In quel luogo è vissuta Lucrezia, nonna di Anita e madre di Margherita; una casa che, nel 1943, fu occupata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, una casa in cui le vite di tre persone in particolare si sono intrecciate, influendo sul presente e sul futuro.
Nei dintorni della villa, Anita incontra una bambina giapponese, Yoko, dalla meravigliosa voce. Le due legano immediatamente, come se si conoscessero da sempre, ma Margherita è scettica: non vuole che Anita e Yoko si frequentino. Eppure le due iniziano un rapporto di amicizia, saldato anche da Filippo, padre di Yoko e vedovo di Cho, che le condurrà a restaurare e riattivare il farfallario di Lucrezia.
Ci sono però ancora troppi misteri che avvolgono quel posto e, conseguentemente, il passato delle persone che lo frequentano. Anita si cimenta, perciò, nella lettura del diario di sua nonna Lucrezia, venendo a conoscenza di quel che fu e ricostruendo una catena di eventi. In poco tempo la percezione della sua stessa esistenza cambia, le sue certezze si modificano e molte domande hanno ora una risposta.
Proprio come le farfalle, dal volo leggiadro e delicato, così Anita si soffermerà sui ricordi e i sentimenti che hanno coinvolto Lucrezia, Margherita, Cho, ma anche Will, suo nonno mai conosciuto, e Yu Kari, madre di Cho. Sfogliando le pagine e analizzando le sofferenze della sua famiglia, anche Anita riuscirà, finalmente e con l'aiuto di chi le vuole realmente bene, ad esorcizzare le sue paure e a liberarsi di un enorme peso sulla coscienza che non le permetteva di spiccare il volo verso la sua seconda opportunità di felicità.


Silvia Montemurro ha creato un romanzo delicato, che affonda le radici in un recente passato intriso di sofferenza e di grandi sentimenti, oggi a volte dimenticati, sottolineando l'immenso valore dell'amore, ma anche dell'affetto famigliare, sostegno di cui ognuno ha bisogno. Il rapporto madre-figlia viene ripreso più volte come base, così come quel filo rosso del destino che lega, a volte non si sa perché, svariate persone nel corso della loro esistenza.
Sono una fan dei romanzi di Lucinda Riley e quello della Montemurro mi è piaciuto; tuttavia, avrei voluto, da lettrice curiosa e romantica quale sono, conoscere più dettagli dei protagonisti uomini che, a tratti, sembrano privi di sentimenti o incapaci di esprimerli. Sono certa che Will avrà avuto una tempesta dentro che si sarà portato fino all'ultimo giorno di vita; Filippo, sconvolto dal dolore, ha provato a rialzarsi, aprendo il suo cuore a un'altra persona che non è la madre di sua figlia; Alfonso, fratello di Lucrezia, ha amato incondizionatamente, pur non essendo ricambiato allo stesso modo. Forse una descrizione più dettagliata li avrebbe caratterizzati maggiormente, ma queste sono mie riflessioni e richieste da lettrice esigente.
In sintesi, romanzo consigliato, ma attenzione: quando vedrete una farfalla, sarete sicuramente curiose di conoscerne il nome e le caratteristiche, trovando forse qualche risposta nell'incipit di ogni capitolo.
Vi auguro una buona serata, lasciandovi con qualche frase che mi è praticolarmente piaciuta.

«Ci sono persone destinate a incontrarsi e ad amarsi, qualsiasi cosa succeda intorno a loro».

«Ci sono amori che sono come piante bellissime: crescono in mezzo al fango, inizialmente non visti. Ma poi sbocciano e tutti si rendono conto della meraviglia che si sono persi. E ne diventano quasi gelosi. Allora possono decidere: proteggere la bellezza o distruggerla. Il loro amore era così. Per quanto facessero, per quanto provassero, ci sarebbe stato sempre qualcun altro in mezzo a loro. Qualcuno poco sensibile ai fiori nati sul selciato».

«Non era una donna forte, era solo una ragazza innamorata. C'era una bella differenza. Una donna forte può sopportare tutto. Una ragazza innamorata è come una farfalla esposta al gelo dell'inverno. Le sue ali rinsecchiscono e lei muore».


«Forse non tutti possiamo avere l'amore che ci meriteremmo».

«Un segreto si può custodire fino a che non inizia a fare troppo male».

«Koi no yokan» affermò lui. [...] «È un'espressione giapponese, intraducibile nella lingua italiana. [...] È la sensazione che provi quando incontri qualcuno per la prima volta e sai che è scritto nel tuo destino. Sai che comunque andranno le cose, avrà una parte importante nella tua vita, perché ti farà innamorare».