sabato 28 novembre 2015

Il Gobbo di Notre-Dame Disney: elementi iconografici reali, architettura e invenzione

Sì, lo so non ci credo nemmeno io. Riesco a pubblicare due post di seguito. E' un miracolo.
Prima di tutto, come state? Qui a Roma finalmente vedo il sole, ma la temperatura è abbastanza gelida. Sui colli si vede la neve. Almeno il Natale si spera non sarà tropicale.
Arriviamo al punto principale del post. Ieri, ancora in preda agli ultimi sprazzi di influenza, mi sono messa a canticchiare sulle note Disneyane. Lo so... ho 28 anni, ma per me la Disney non passerà mai. Fa parte di me, della mia essenza, come di quella di tantissimi altri della mia età. Ci siamo cresciuti e sinceramente non ci trovo nulla di male ad essere appassionati di questi bellissimi film d'animazione che sono delle vere e proprie opere d'arte (insomma, se la casa di produzione riesce a vincersi sempre un premio per il film, un perché ci sarà no?).
Ieri quindi ero su Youtube e stavo cantando "Dio fa qualcosa", la magnifica canzone che Esmeralda intona all'interno della Cattedrale di Notre Dame di Parigi. La voce di Mietta è semplicemente divina e le parole sono poesia pura, ma... c'è sempre un ma. Ormai ho una deformazione professionale che non mi permette di osservare il mondo intorno a me senza soffermarmi sui particolari. Ed è esattamente ciò che è successo ieri mentre guardavo il video. Già tempo fa me ne ero accorta, ma mi sono soffermata a curiosare solo ieri sera e ho quindi applicato la mia vena iconografica (e pazza) alla mia passione Disneyana. Quando Esmeralda canta, effettua praticamente un giro di tutta la cattedrale, partendo dalla statua della Madonna, fino a percorrere le navate.
A un certo punto sappiamo che si trova davanti alla transenna di sinistra del coro ligneo (XIII-XIV sec.), la quale presenta rilievi policromi con storie Neotestamentarie. Con il fermo immagine si riescono chiaramente a distinguere tre scene, mentre altre due - per via della loro funzione, ovvero di sfondo della canzone - non sono definite in maniera ottimale (effettivamente a chi potrebbe interessare una cosa simile se non a qualcuno un po' "fissato" come me?).
Andiamo ad esaminarle:


La prima scena sulla sinistra presenta la strage degli innocenti, narrata solo dal Vangelo di Matteo 2, 1-16. Si vede chiaramente un uomo che porta dietro il capo una spada, per sferrare un colpo potente. A terra si vedono le gambe di una donna, ammantata in azzurro, e un corpicino nudo di un bambino che quasi "scivola" in avanti.

L'altra scena evidenziata nel primo fotogramma è purtroppo difficile da distinguere chiaramente. Sembra che ci siano due donne, in realtà la donna è una sola e si tratta di Maria, sulla sinistra, con la veste azzurra bordata in oro. Gesù Bambino è in piedi, su una specie di piedistallo. Indossa una tunica porpora e ha il nimbo crucisignato. La figura sulla sinistra, che sembra rivolgersi verso Gesù (ha infatti le mani velate che toccano o afferrano il braccio del Bambino), è in realtà un uomo e si tratta di Simeone, uno degli anziani del Tempio. Purtroppo nel fotogramma è tutto un po' sommario, ma se ne distingue nettamente la barba lunga nella transenna policroma originale. La scena si riferisce dunque alla presentazione di Gesù al Tempio, episodio narrato nel Vangelo di Luca 2, 22-39.


Nel secondo fotogramma ecco altre due scene. La prima sulla sinistra penso sia di facile comprensione. Si vede un asino, anzi, se vogliamo proprio essere precisi un mulo (si notino le orecchie piccole... il mulo è un incrocio tra asino e cavallo), che tiene in groppa una donna ammantata d'azzurro. I bordi della veste sono dorati. Si tratta di Maria che però non è sola. Si distingue infatti una piccola testolina davanti a lei. E' Gesù Bambino, mentre Giuseppe conduce il mulo. L'episodio quindi non può essere confuso con l'arrivo di Giuseppe e Maria a Betlemme, ma si dovrà interpretare come la fuga in Egitto, narrata ancora nel Vangelo di Matteo 2, 13-23 e si svolge immediatamente dopo la strage degli innocenti ordinata da Erode. Quella nicchia con qualcosa di abbastanza indistinto all'interno è invece la riproduzione della statua della Madonna all'interno della cattedrale di Notre Dame, ma anche questo particolare si vede meglio nella transenna, e funge un po' da "stacco" nella narrazione continuata.

L'altra scena evidenziata è poco distinguibile, ma con un piccolo sforzo si può comprendere. Sulla sinistra, in piedi, vi è ancora una donna ammantata. Se il colore non si riesce bene a identificare, si vedono però i bordi dorati. E' ancora Maria, con il capo chino verso una figuretta in basso che, in tunica purpurea, tende le braccia in avanti. E' Gesù Bambino che interagisce con una sagoma seduta sulla destra. Devo ammettere che la raffigurazione sommaria mi aveva un po' confusa. Potrebbe apparire come una donna con un fagotto in braccio... e nessun episodio potrebbe riferirsi a questa ipotesi di lettura, a meno che di non ipotizzare un episodio come Maria, Gesù, S. Giovannino ed Elisabetta che però fu inventato dagli artisti e non fu narrato né nei Vangeli canonici, né negli apocrifi (almeno per quanto ci è pervenuto).
Anche questa scena risulta invece più chiara nella transenna (una volta comprese le altre scene, identificare le due più difficili è stato automatico). Si tratta infatti di Gesù che discute con gli anziani nel Tempio o "Ritrovamento di  Gesù al Tempio", episodio narrato nel Vangelo di Luca 2, 41-50. La figura seduta è quindi uno degli anziani, così come quello che sembrava un "fagotto" è invece la testa di un altro degli anziani. 


L'ultimo fotogramma presenta una scena assolutamente distinguibile, quella del Battesimo di Gesù, narrata nei Vangeli di Marco (1, 9-11), Matteo (3, 13-17) e Luca (3, 21-22). Cristo, ormai adulto, crucisignato, è nudo e coperto da una massa acquatica, il fiume Giordano. Sulla sinistra, un uomo barbato posa la mano sul capo di Gesù. Si tratta ovviamente di Giovanni Battista, mentre l'altro sulla destra chi sarà? E' un po' in ombra, quindi di difficile comprensione, ma si riesce a distinguere un nimbo e una tunica color porpora che tiene sul braccio. E' un angelo che sorregge le vesti di Cristo e compare talvolta nell'iconografia medievale, come ad esempio nel rilievo di Collecchio.


La transenna policroma è questa qui, ma si vede più nitidamente direttamente su Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Notre-Dame#/media/File:1_Back_of_choir_stalls_with_reliefs,_iambulatory,_Notre_Dame,_Paris,_ZM.JPG): 


Ecco quindi come in un film Disney possano esserci elementi iconografici assolutamente attinenti al reale. Non è lo stesso ad esempio per l'esterno della cattedrale che si presenta con i gradini - quelli sui quali muore la madre di Quasimodo - che nella realtà non ci sono (nelle stampe si vede un basamento rialzato, ma non scale).



Per quanto riguarda i simpatici gargoyles... quelli ci sono e addirittura ce n'è uno identico a Laverne, ma forse non tutti sanno che i gargoyles non sono originali. Furono infatti aggiunti da Viollet-le-Duc (lo stesso che ricostruì Carcassone) nell'800.



Spero che il post sia stato di vostro interesse. Personalmente mi sono divertita parecchio ad applicare la mia specializzazione in maniera "alternativa". Dopo questo vi auguro un buon weekend e alla prossima!

venerdì 27 novembre 2015

Black Friday librario e nuove letture per me

Buongiorno a tutti amici! Ho avuto un periodo "leggermente" intenso... essenzialmente lo studio mi ha tenuta occupata, soprattutto per la preparazione alla conferenza di giovedì scorso, ma devo dire che gli sforzi ripagano sempre. Sono molto soddisfatta e ho trovato nuova energia per proseguire.
L'influenza però con me non è stata clemente. Martedì mi sono svegliata che il mondo girava all'impazzata... e mi sono presa la febbre. Oggi va un po' meglio, ma mi sento come se un camion mi avesse calpestata. Questi sono i lati negativi dell'inverno...
Ad ogni modo, oggi voglio ricordare che è il Black Friday! Sugli stores quindi ci sono tantissimi sconti, anche le spedizioni sono gratuite (ad esempio su Youcanprint).



Fatevi quindi un giretto sui vari siti librari se avete intenzione di leggere Sàkomar (io ne sarei felicissima), ma anche se volete acquistare altri libri.
Qui sotto vi lascio il link con alcuni dei numerosi stores dove trovare i tre volumi della mia saga fantasy (mi raccomando, guardate quelli aggiornati!). Ah, ricordatevi un piccolo favore: leggetene tutte le pagine (anche i ringraziamenti e le note!) e magari scrivete la recensione su Amazon, Goodreads o aNobii in modo che possa conoscere le vostre opinioni, migliorarmi e possa anche avere più visibilità. Solo voi lettori potete aiutare i self-publisher ad emergere dall'anonimato.


Ovviamente nei miei ritagli di tempo, riesco anche a leggere... beh, in verità solo prima di andare a dormire. Ho talmente tante cose da fare che è tutto più ridotto, però alcune abitudini è bene non abbandonarle. Ho iniziato un volume che era nella mia libreria da parecchio tempo. Gli storici devo alternarli con narrazioni diverse, altrimenti rischio davvero di annoiarmi. 
Dati i miei studi, ho deciso di estrarre dagli scaffali "Masada" di M. Grazia Siliato. Al momento posso dire che non è per tutti e non lo sostengo per presunzione, ma se non si conosce almeno un minimo la storia di Masada, di Erode, e delle Guerre Giudaiche alcuni capitoli non si capiscono.
E purtroppo, a parte alcuni rari momenti, non mi ha coinvolta più di tanto (strano perché è un tassello di storia che adoro). Ad ogni modo, ho letto solo 103 pagine su più di 350... non lascio mai i libri a metà e lo terminerò. Magari più avanti si farà sicuramente più travolgente. Di seguito lascio la trama. Qualcuno di voi lo ha letto?



Trama: Diciannove secoli prima di noi, una notte di primavera. Lassù, nella Fortezza di Masada stanno gli ultimi superstiti di una rivolta durata sette anni. Sono novecentosessanta. Giù, lungo l'ardente Mare di Sale, si stringe in armi la spietata Decima Legio Romana. Fino a ieri, per raggiungere la Fortezza esisteva solo il rischiosissimo "sentiero del Serpente". Era imprendibile, Masada. Ma i Romani hanno trovato una via. E all'alba sarà strage. Quali supplizi aspettano quei novecentosessanta, con le loro donne e i bambini? I ricordi vagano sulla libera vita d'un tempo, e poi l'invasione, Jerushalem distrutta, le crocifissioni a migliaia. È l'alba. Contro il cielo impallidito, emerge dalla muraglia l'elmo crestato di un centurione romano. L'uomo balza su, pronto alla strage. Ma non immagina ciò che i suoi occhi vedranno. Sulla fortezza nemmeno una voce. E oggi un altro uomo, che si chiama Michel, scruta le antiche rovine, decifra i fragili scritti. Chi erano veramente, quegli insorti? Perché una comunità di asceti, che noi chiamiamo Esseni, visse nel deserto di Qumran, e nascose in undici caverne migliaia di Rotuli in pergamena dove è scritta una storia di cui nessuno sapeva più niente? Perché su una Làmina di rame sono elencati sessantaquattro nascondigli dove ancor oggi sarebbe sepolto un enorme tesoro? Perché il popolo di Jerushalem aveva accolto con entusiasmo un Galileo chiamato Jeshu? E perché quello stesso Galileo fu condannato a una morte straziante?

In libreria, ormai due settimane fa, mi sono fatta tentare dall'acquisto di "L'isola delle farfalle" di Corinna Bomann. Lo avevo già visto tempo fa, poi mi convinsi che avevo troppi libri (effettivamente...) e infine me lo ritrovo attualmente sul comodino. Sono inguaribile. Sarà una delle mie prossime letture.


Trama: È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino...

Proprio oggi invece mi è arrivato un pacchetto e... era il libro vinto nel giveaway di Halloween organizzato da Ilenia del blog Libri di Cristallo. Si tratta di "Death Metal" di Tito Faraci. Ho già sbirciato la trama e mi sono venuti in mente ricordi cinematografici, in particolare di un vecchio film che mi fece vedere mio padre qualche anno fa... 


Trama: Immaginate di essere in viaggio con i vostri amici su un fantastico furgoncino Westfalia che perde olio ed è scomodo da morire. State andando al concerto del secolo: i mitici Tiamat suonano a un festival death metal, in un paesino disperso nella campagna dell'Oltrepò pavese, e voi siete stati chiamati per fargli da spalla... Be', non esageriamo: Lorenzo, Stefano, Matteo, Barbara e Walter, ovvero gli Snake God Hunters, sono solo capitati in scaletta prima dei loro idoli, ma saliranno comunque sullo stesso palco ed è il giorno migliore della loro vita. Sono partiti all'alba dalla Puglia e non ne possono più di viaggiare, ma il problema non è questo. Il problema è che si sono persi nella nebbia, lungo un fiumiciattolo che nemmeno è segnato sulle mappe, e c'è un camionista impazzito che li incalza e fa di tutto per buttarli fuori strada. È a questo punto che tutto comincia ad andare storto...

A questo punto vi auguro buon Black Friday "librario" e a presto!

venerdì 6 novembre 2015

Recensione di "La mia eccezione sei tu" di Patrisha Mar

Buon pomeriggio a tutti lettori! Sono più stanca del solito ultimamente, ma devo dire che la lettura è una via di fuga dai problemi, dai pensieri e da una realtà che a volte appare davvero molto pesante.
Un libro è un portale verso un nuovo mondo, quello dell'autore, che ha fissato le sue fantasie su carta, in modo che ogni persona potesse prendere parte della sua dimensione.
Eccomi quindi con una recensione che avrei voluto scrivere già tempo fa perché è da un po' che avrei voluto avere tempo per leggere il romanzo in questione.
Si tratta di "La mia eccezione sei tu" di Patrisha Mar. E' stato il regalo di mia zia per la mia nonnina e appena l'ho visto ho esclamato "Ma io so chi è Patrisha!". Era un'autrice self, come me, che è riuscita ad emergere per essere finalmente pubblicata dalla Newton Compton. Ricordo bene la copertina precedente, con il Colosseo sullo sfondo. L'ho vista più volte nei gruppi Facebook e sulla bacheca di molti contatti letterari. Mi piaceva davvero tanto, forse un po' più della nuova devo dire. Rappresentava proprio lo spirito del romanzo.



Faccio quindi tanti complimenti a Patrisha in primis!
Il romanzo se l'è quindi letto prima mia nonna, poi mia zia e infine è arrivato a me. Il commento di mia nonna sapete qual è stato?
"Sicuramente ti piacerà. Vuoi sempre sapere come andrà a finire. Te lo divorerai". Ed effettivamente aveva ragione. Scorgiamo un po' la trama...


Finalmente è arrivato il giorno del tanto atteso colloquio di lavoro e Sara deve fare bella figura. Sono già due anni che si è laureata, ma né in campo professionale né in quello sentimentale sembra che la sua vita abbia preso una piega accettabile. E adesso eccola, traballante su tacchi troppo alti, in ritardo cosmico - grazie alla simpatica sveglia che non suona quando dovrebbe e a un autobus che ha deciso di saltare una corsa - sotto la sede della rivista di moda e gossip più letta del momento. Sara deve avere quel lavoro... Ma la giornata a quanto pare è nata storta e può solo peggiorare. E infatti, come una ciliegina sulla torta, l'ascensore che è riuscita a prendere al volo pensa bene di bloccarsi. Uno scossone prima e un altro a breve distanza ed è chiaro che non ripartirà. Ma Sara lì dentro non è sola... Accanto a lei c'è qualcuno. Qualcuno che soffre di claustrofobia e che è sul punto di avere un attacco di panico. A meno che lei... non si faccia venire qualche idea geniale per impedirlo. Un'idea così geniale che lascerà il segno...

Premettendo che anche a me sarebbe preso un attacco di claustrofobia in un ascensore fermo (e io non ne soffro, ma il solo pensare di galleggiare nel vuoto sospesa con una corda mi infastidisce parecchio), Sara De Michele ha davvero un bel coraggio... o forse una buona dose d'incoscienza a baciare il tipo, mai visto prima, con cui si trova in ascensore. O meglio, il tipo lo ha già visto più volte, spesso nudo sulle riviste. Si tratta del più affascinante modello in circolazione: Daniel Gant.
Sara voleva solo distrarlo, farlo sentire meglio e l'unica idea che le balena per la testa è quella di baciarlo. Fosse capitato a me, avrei preso una pala e mi sarei sotterrata per la vergogna, ma nei libri ogni cosa può accedere. Da una giornata molto negativa, inizia invece una fantastica storia d'amore che ha tutte le caratteristiche di una fiaba moderna. Sara è un po' una Cenerentola, disoccupata, con bollette e affitto da pagare, disperatamente alla ricerca di un lavoro; lui è il bello e impossibile di turno, ricco, elegante, famoso.
Eppure quella ragazza è riuscita a fare breccia nel suo cuore. Daniel non vuole un'altra modella accanto, non una bella attrice con cui avere un'avventura. Sara è diversa. Lo ha visto in un momento di fragilità e lo prosegue a trattare come un uomo, poco importa che sia famoso.



Visto che in amore vince chi fugge... Sara prova a fuggire, ma Daniel si rivela, oltre che magnifico d'aspetto, anche con un grande cuore.
Solo quando la gelosia inizia a strisciare lentamente nel cuore della ragazza, Sara capirà di essere davvero innamorata persa di Daniel e di essere anche ricambiata. Un ragazzo non cambia mai... ma se decide di prendere decisioni drastiche solo per la donna che ama, allora è innamorato davvero.
Patrisha è riuscita a mescolare abilmente allegria, comicità (eh sì, perché alcune situazioni in cui Sara riesce a cacciarsi fanno davvero ridere), amore, romanticismo e passione senza mai cadere nel volgare. Lo sottolineo perché adesso vanno tanto di moda dei romance con scene di passione sfrenata alla "Cinquanta sfumature di grigio" che sinceramente mi hanno anche stancata. In "La mia eccezione sei tu" invece c'è la giusta dose di ogni cosa. E Daniel non ha nulla di meno rispetto al tanto decantato Christian Grey, anzi, direi che ha qualche marcia in più, somigliando incredibilmente al bel David Gandy (di cui porta anche le iniziali... mmm Patrisha, non è che hai un debole per quel fantastico modello?).



Sara è la tipica ragazza che non crede ai propri occhi, che si domanda se stia capitando proprio a lei. In realtà non mi sono mai domandata come potrei comportarmi se, dopo una bella dose di fortuna (che di solito si gira dalla parte opposta alla mia, ma tralasciamo...), riuscissi a conoscere l'uomo dei miei sogni. Penso che tutte le paure, i dubbi, le paranoie che già solitamente le ragazze possiedono per natura, aumenterebbero esponenzialmente perché si pensa ai viaggi che il tuo lui intraprende di continuo, alle bellissime ragazze che frequenta, ovvero persone che in confronto a te sembrano dee scese in terra, alle orde impazzite di ammiratrici tra le quali potevi esserci anche tu.
Ed effettivamente la vita di entrambi si rivoluzionerebbe parecchio... ambienti diversi, persone particolari, apparizioni in pubblico e paparazzi ovunque, quindi occhio ad essere sempre perfetta.
Chissà se una come me potrebbe reggere un colpo simile? Ma sono solo domande perché a meno che non faccia bloccare volutamente l'ascensore con Chris Evans dentro, sicuramente un evento romanticissimo e pazzesco come quello di Sara non capiterà mai.



Beata Sara direi, ma anche Daniel perché ha trovato una ragazza che lo amerà certamente, una persona sincera sulla quale potrà sempre contare e che avrà occhi solo e soltanto per lui (come biasimarla). 
Altro punto in più per Patrisha: il romanzo è ambientato in Italia e a Roma per la precisione. Ci sono quindi luoghi molto familiari e la mia adorata villa Borghese. Finalmente qualcuno che sceglie il proprio paese e non la tanto adorata America o la famosa Parigi per una storia d'amore!



In sunto, romanzo consigliato per sognare ad occhi aperti, per far battere il proprio cuore all'unisono con quello di Sara e Daniel e per provare a credere che "Se sogni e speri fermamente, dimentichi il presente e il sogno realtà diverrà".
Grazie Patrisha per la bella lettura!