lunedì 8 ottobre 2018

Recensione di "Cuore di Rondine" del Comandante Alfa

Buonasera a tutti, lettori! Dopo la "carrellata" di recensioni pubblicate, ho avuto un periodo di pausa. Il ritorno a Roma, la ripresa delle consuete attività di ricerca (non retribuite) e la ricerca di un lavoro (lo troverò mai?) mi hanno completamente assorbita.
Non che mi sia scordata della lettura. Questo mai! Mi mancavano pochi capitoli al termine del libro "Cuore di Rondine" quando è cominciato settembre e, mio malgrado, ho dovuto rallentare. Il volume del Comandante Alfa mi ha però fatto compagnia più a lungo, dandomi modo di apprezzarlo maggiormente, più di quanto già non lo amassi.


Trama: È una soleggiata mattina di primavera del 1977 quando il carabiniere paracadutista che tutti chiamano il Cigno, 26 anni, viene convocato nell’ufficio del suo colonnello. Qualcosa di molto importante sta per succedere, qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Il colonnello comunica a lui e ad altri quattro compagni che entreranno a far parte di un nuovo reparto di élite, il Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei Carabinieri. Un reparto, più conosciuto con l’acronimo GIS, circondato allora come oggi dalla più assoluta segretezza. A quasi trent’anni da quel momento indimenticabile e dopo innumerevoli missioni, nel 2004 il Cigno (nel frattempo ribattezzato dai suoi uomini Comandante Alfa) è di stanza in Iraq, dove ripercorre con la memoria i momenti cruciali della sua lunga carriera: l’intervento nel carcere di Trani, dove i detenuti in rivolta tenevano in ostaggio dieci agenti della polizia carceraria; la liberazione della piccola Patrizia Tacchella, rapita nel 1990 a soli 8 anni; l’attentato contro le forze italiane a Nassiriya nel 2003, dove persero la vita alcuni fra i suoi più cari amici e colleghi. Nel suo avvincente viaggio fra i ricordi, il Comandante Alfa non si limita a raccontare nei dettagli le tattiche di intervento, la preparazione militare e gli strenui allenamenti, ma lascia spazio anche all’uomo che si nasconde dietro il mefisto: il marito costretto a passare feste e ricorrenze lontano dalla moglie, il padre che vede da lontano crescere i propri figli. Nel suo continuo interrogarsi sui limiti delle proprie azioni, sulla paura di morire, non mette mai in dubbio la profonda convinzione di far parte di un tutto che trova nella difesa di valori come la libertà e la democrazia il suo senso più profondo.


Un mefisto sul volto che ancora indossa a distanza di anni; una divisa che ormai fa parte di lui, perché l'Arma dei Carabinieri si può solo amare; un insieme di ricordi, di emozioni, di viaggi e di paura che si mescolano nel cuore di un solo uomo. Così si presenta il Comandante Alfa, uno dei fondatori del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, un reparto d'élite usato nelle missioni più rischiose contro il terrorismo, la mafia, i commando armati. Loro sono gli "angeli silenziosi", quei Carabinieri che nessuno conosce e che, nonostante tutto, sono sempre presenti nell'opera di sorveglianza e di tutela della legalità, della sicurezza, della vita dei cittadini.


I GIS erano a Nassiriya. Tutti ricordiamo quella strage, anche se l'Italia era in missione di pace. E lì, in Iraq, c'era anche il Comandante Alfa. Attraverso i suoi occhi sono narrati gli orrori della guerra, l'attesa nel terrore, la paura che striscia silenziosa nei militari e soprattutto in quegli abitanti spaventati, costretti a difendersi come meglio possono. 


Ma il volume non è solo questo, è molto di più. Sono ricordi di un passato da bambino, nella bella Sicilia, trascorso ad arrampicarsi sugli alberi per guardare il volo della rondine, cercando di trovare il "coraggio"; di un amore comprensivo e forte, quello della moglie, che resiste a tutto; di un affetto e di una profonda stima, quella dei figli; di un'amicizia e di un cameratismo che si può creare solo tra i membri di un gruppo affiatato. 
E' la storia di un uomo dietro quella maschera, di una persona che ha trovato il coraggio oltre la paura, di un Carabiniere che si è trasformato in un eroe. 
A volte, si pensa che le Forze dell'Ordine siano indistruttibili, macchine insensibili (quante volte ho sentito definirle così? Troppe, veramente troppe...). Dietro quelle divise ci sono madri e padri di famiglia che combattono per la legalità, per la sicurezza, per la nostra tranquillità, sacrificando la propria vita, rischiando molto più di quel che pensiamo. E anche se loro, ad ogni "Grazie", rispondono "E' solo il nostro dovere", in fondo al cuore - almeno da parte mia - la gratitudine si rafforza, essendo perfettamente consapevole dell'immenso lavoro che compiono quotidianamente.


Personalmente, in quanto archeologa, seguo sempre con passione, interesse e stima l'opera del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, soprattutto da quando fui allieva del I corso di perfezionamento nell'ormai lontano 2013. Gestisco la pagina Facebook "La tutela del patrimonio culturale" dal 2015 e ogni notizia è per me fonte di ammirazione. 
Amo quella divisa, quella dell'Arma dei Carabinieri. Avrei voluto entrare in Accademia, chi mi conosce lo sa bene. A volte, però, la vita ti pone delle difficoltà che non puoi superare, in modo particolare quando hai solo 19 anni e sei una ragazza.
L'Arma, però, la porto nel cuore, così è stato e così sarà per sempre. Un sogno che, probabilmente, è rimasto nel cassetto e cui guardo con tanta malinconia. E il GIS... beh, ero un po' spericolata alla fine del liceo e avrei tanto voluto indossare quella maschera. Mi sono sempre chiesta se le donne fossero ammesse nel Gruppo Intervento Speciale... chissà, un giorno forse avrò la risposta.


Opinioni e ricordi personali a parte, consiglio il libro del Comandante Alfa a tutti, sostenitori delle Forze dell'Ordine e non. E' un volume emozionante, scorrevole... molto bello.
Mi ritengo particolarmente soddisfatta della scelta di averlo acquistato quest'estate in una piccola libreria di Anzio. Molto probabilmente, anche gli altri due volumi entreranno a far parte della mia "biblioteca".

Vi auguro una buona serata, lasciandovi con qualche citazione che ho particolarmente amato.

<<Sono in una terra lontana migliaia di chilometri dall'Italia e un gruppo di perfetti estranei che si calano dal cielo mi riporta con la mente a casa mia, alla mia famiglia. Sono un militare, questo continuo distacco, questa costante lontananza dalle persone più care fanno parte del gioco, ma il tormento resta sempre intatto. Non ci si abitua mai. [...] Essere un uomo del GIS non significa non avere un cuore>>.

<<No, non è facile essere la compagna di un uomo del GIS. Eppure alla fine lo è, e sai per quale motivo? Semplicemente perché amarsi è decidere ogni giorno del proprio destino restando al fianco della persona che abbiamo scelto, perché amarsi è camminare sullo stesso percorso per quanto impervio e difficile sia, perché amare è accettare ogni giorno l'altro esattamente per ciò che è. Come potrei amare te se non amassi e comprendessi anche la passione che ti lega al tuo lavoro e al tuo reparto? E come potresti amarmi se non accettassi tutte le mie passioni, le mie manie, la mia durezza e la mia curiosità? Credo che l'amore inizi proprio quando finiscono le farfalline nello stomaco, quando diventa automatico scegliere gli spaghetti n. 3 e scordi che hai cominciato a farlo perché piacevano a lui, quando scopri che lui ha organizzato una domenica al mare anche se è esausto e sognava solo di seguire le partite di calcio sul divano. Sono convinta che ci si ama davvero quando cala la calma, quando guardi la persona davanti a te nella quotidianità e senti di trovarti al centro del mondo perché sai che in fondo è la persona giusta per te>>.