sabato 29 marzo 2014

Recensioni: "I segreti del cuore" di K. Gibran e "Il ritorno del giovane principe" di Roemmers

Buonasera amici! Eccomi tornata durante un sabato sera. Sì lo so, il sabato sera si esce, ma per me non è mai stato così, o meglio, a volte è stato così, ma spesso no.
Non sono quel tipo di persona cui piace contornarsi di persone che si rivelano poco amiche e molto approfittatrici, detesto l'alcool e le discoteche... e non posso, nè voglio spendere e spandere inutilmente. In fondo stare a casa il sabato sera dopo una settimana estenuante e una bella passeggiata pomeridana direi che può anche starci.
Questa breve premessa introduce alle mie opinioni su due libri che mi sono letta in pochissimo tempo, assaporandoli e riflettendo.
Il primo è "I segreti del cuore" di Kahlil Gibran. Avevo letto "Il profeta" e "Il giardino del profeta". Com'è iniziata la lettura di opere di questo autore? Lessi un paio di frasi che rimasero nel mio cuore all'inizio di uno dei miei numerosi libri di iconografia cristiana. Erano queste:

"Quando siete tristi, scrutate il vostro cuore e vedrete che, in verità, state piangendo per ciò che è stata la vostra gioia"



"Credete nei sogni, poichè in essi è nascosta la porta per l'eternità"

Erano bellissime parole e mi incuriosirono gli scritti di Gibran, così entrai da Feltrinelli e acquistai "Il profeta" in un'edizione che aveva annesso "Il giardino del profeta". Dato che mi aveva trasmesso una certa tranquillità interiore, giorni fa sono entrata da Borri Books e vedendo "I segreti del cuore" l'ho subito preso.
E' essenzialmente una raccolta di brevi racconti e poesie, in cui la natura, in armonia con l'animo del poeta, fa da sfondo a varie situazioni, narrate in maniera non troppo elaborata. In fondo è il messaggio spirituale quello che più conta. Ci sono riferimenti Biblici e Neotestamentari, e riflessioni cui probabilmente ognuno di noi, e non bisogna essere necessariamente credenti, deve apprestarsi a fare. I personaggi sono generalmente semplici e i sentimenti sono certamente quelli più puri, racchiusi, e talvolta nascosti, nel loro cuore.
E' difficile scrivere qualcosa su questo libro. Non vi è una trama precisa, ma sono pensieri, parole che poeticamente descrivono una realtà invisibile agli occhi e che ogni lettore riesce a interpretare in maniera diversa. Lo consiglio.


Il secondo libro è "Il ritorno del giovane principe" di A. G. Roemmers. Ho visto la copertina in libreria e mi è andata all'occhio perchè il personaggio di spalle era incredibilmente simile a un piccolo principe che avevo visto su un mio libro che la mia insegnante di scuola elementare ci aveva fatto leggere in classe. Era infatti la sua "continuazione", il proseguo di "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint Exupery.
Le pagine erano poche, ma ricche di significati.
Anche qui non mancano le riflessioni che l'autore pone nelle parole che il nostro protagonista, in viaggio in Patagonia, lungo strade interminabili, rivolge al suo amico. Il principe ora è cresciuto, è un adolescente e viene ritrovato accovacciato e privo di sensi ai bordi di una stradona. Il protagonista lo prende con sè e lo porta in viaggio con lui. Il percorso si trasforma così in un iter spirituale. 
La trama di base c'è, ma è solo un filo conduttore tra i mille profondi pensieri che questo libro suscita.
Il principe, sottoforma di giovane uomo, rappresenta l'innocenza e la purezza del protagonista, quelle due qualità che ogni bambino possiede e che perde durante la sua crescita a contatto con il mondo che costringe a mutare comportamento per, in un certo senso, poter sopravvivere.
La bontà del principe commuove, e la sua curiosità anche verso i semplici significati delle parole riflette esattamente l'indole di un bimbo che viene a scoprire nuove realtà. E in tutto questo il ricordo del passato c'è: quello dell'amicizia con il "pilota del deserto" che purtroppo lo ha illuso, regalandogli una pecora dentro una scatola che in realtà non esiste. Solo un'erbaccia, simbolo della ragione che si sviluppa in ognuno di noi e che non fa più credere alla favole e alla magia, gli ha spiegato tutto ciò.
Lo consiglio vivamente. Non è un libro per bambini, ma per adulti che vogliono riflettere e ricordare i pregi della propria infanzia.


Infine per quanto mi riguarda, ho terminato la revisione del secondo libro di Sàkomar che, a questo punto, va solo autopubblicato per dare al primo volume una degna continuazione. Vedremo quando potrò farlo uscire.
Intanto le idee per il terzo vengono e vanno, si intrecciano e si ingarbugliano. Il lavoro è veramente difficile, ma spero valga la pena di leggere il mio grande e faticoso lavoro cui mi affeziono ogni volta di più. La copertina è stata, ancora un volta, rielaborata. Qui inserisco un piccolo assaggio di quella preparatoria. La definitiva è una sorpresa.





sabato 22 marzo 2014

"I regni di Nashira - Il Sacrificio" - Impressioni e opinioni

Buonasera! E' già da qualche giorno che avevo tanta voglia di scrivere, ma sono una vecchietta troppo stanca per continuare a pigiare i tasti del pc anche dopo aver studiato ore.
La mia intenzione era quella di parlare dell'ultimo romanzo di Licia Troisi, "I Regni di Nashira - Il sacrificio", che avevo sul comodino da un'eternità. Avevo atteso un momento libero e rilassante per poterlo leggere in santa pace, gustandomelo. Dato che tali attimi di libertà sono per me ormai un'utopia, ho pensato di fare come tante persone che incontro sui mezzi: ho portato il libro con me, a farmi compagnia in mezzo al traffico di Roma, in modo che potessi isolarmi e volarmene con la fantasia a dorso di drago verso Nashira.



Devo dire che non ricordavo un granchè gli ultimi eventi. Il secondo volume lo avevo divorato troppo tempo fa, ma prendendo tra le mani il nuovo libro ho ristabilito la connessione con Talitha, Saiph, Verba e il mio adorato Melkise.
Dunque, ormai a Nashira è la guerra che sta conducendo morte e disperazione. "Mors tua, vita mea" è una legge che regna sovrana ed è alleata sia dei Femtiti che dei Talariti, questi ultimi condotti da Megassa, padre di Talitha, bramoso di potere assoluto e della morte della figlia ribelle.
Saiph e Talitha, innamorati da sempre anche se era un amore che entrambi volevano nascondere in primis a loro stessi, sono separati: il primo si trova con Verba, l'immortale, cercando di salvare Nashira, poichè solo il misterioso proprietario della spada di Talitha conosce ciò che vi era prima della distruzione che precedette la venuta di Talariti e Femtiti; la seconda si trova invece con Melkise e Grif, fugge dai Talariti perchè è una traditrice, ma anche dai Femtiti perchè non ha continuato ad uccidere per la loro causa.
Le due fazioni infatti ora si equivalgono per crudeltà: l'una vuole il potere sull'altra. I Talariti non possono essere sottomessi dai loro stessi schiavi e i Femtiti, essendo stati schiavi per secoli, vogliono la libertà e rivoltare il lato della medaglia.
In tutto ciò si crea una nuova fazione, quella dei Beati, popolo veramente utopico, in cui Talariti e Femtiti vivono in sintonia, adottando la pace e la fratellanza.



Non farò un riassunto (se ne trovano 2000 sul web), come sempre, ma scriverò qualche opinione personale.
Prima di tutto, su aNobii avevo letto una breve recensione prima di iniziare a sfogliare le pagine del libro. Si diceva che Licia riprendesse molto il Vangelo e che fosse un rinnovamento del Cristianesimo. A me era sembrata la solita cavolata critica. Devo dire però che non era totalmente falsa.
Già il fatto di avere un Saiph che diventa Messia, fa capire quale sarà il suo destino. A ciò si unisce il fatto che ci fosse stata una profezia, fatta da Verba, in cui lo stesso Saiph sarebbe morto per lasciare un messaggio di pace e amore al popolo che lo avrebbe ucciso. Dopo la sua morte infatti, molti cominciano a pensare sul fatto che sia stato ucciso un innocente e spesso ricorrono frasi che hanno evidenti somiglianze evangeliche (e lo dico io che ho una modesta esperienza nella sua lettura perchè l'iconografia in particolare richiede la conoscenza degli episodi), del tipo "Allora lui era veramente il Messia". Si nota anche una certa confusione nei Talariti che dicono a Megassa perchè mai debbano uccidere i Beati che non fanno nulla di male (ho rivisto in questo la confusione di Plinio il Giovane nel rescritto a Traiano, fonte che si porta sempre come esempio riguardo il fatto che i Romani non avessero un evidente motivo per uccidere i Cristiani).
Inoltre uno dei due soldati che portano il corpo esanime di Saiph alla fossa comune si volta a osservare il cadavere e se ne dispiace, come se anche lui avesse iniziato a credere che il giovane Femtita era evidentemente il Messia (es. parallelo con Vangelo di Luca 23, 47 quando il centurione si accorge che Gesù era davvero il Messia). Le torture che subisce quest'ultimo sono simili a quelle che vengono inflitte a Gesù e la gente dice "che avrebbe potuto salvarsi da solo e non lo ha fatto". Infine Saiph non è morto, infatti riapre gli occhi.



Ecco, si nota decisamente l'influenza cristiana. Ora non so se Licia lo abbia fatto consapevolmente, oppure se il tutto è in funzione di ciò che accadrà in futuro, ma devo dire che nella recensione che avevo letto stavolta era scritta la verità. Non me la sento però di criticare. La costruzione degli eventi, i sentimenti che sono espressi e l'idea di fondo, quella di un popolo che seppur diverso prova a vivere in pace (ripeto, molto utopico), sono tutti elementi magistralmente incastrati e descritti nella trama fantasy.
In questo non manca l'amore fortissimo tra la protagonista Talitha e Saiph. I due sono personaggi con un carattere profondamente diverso. Saiph è gentile, servizievole, solitamente assennato, riflessivo, a volte appare (prima di rendersi conto che è il Messia) fin troppo prudente; Talitha ha lo spirito combattivo, disperato e violento, ma allo stesso tempo dolce e bisognoso d'amore che un po' tutte le eroine create da Licia Troisi possiedono. In Talitha rivive un po' anche Nihal, la sua voglia di vendetta, la disperazione con cui uccide, i fantasmi dei Mezzelfi che la tormentavano, il dolore che provava. Inoltre c'è una forte connessione con la propria spada che sembra essere un'estensione del proprio corpo, un'amica fedele.



E poi c'è Melkise. Figura complessa la sua, a metà tra la parte del buono e quella del cattivo di turno, ma l'amore verso Talitha, un sentimento impossibile (Talitha ama troppo Saiph e Melikise è troppo grande per lei... nonostante ciò i due sono fortemente attratti l'uno dall'altra), cambierà il suo cuore, facendolo passare dalla parte eroica.
Lo scenario è quello di un mondo scosso dall'ansia di un'imminente Apocalisse, debilitato dallo scempio della guerra, e ricco di paesaggi surreali, in cui si invertono anche i consueti ruoli (in alcuni posti le cavalcature non sono Draghi ma giganteschi insetti ad esempio).
E poi, mascherate dietro il fantasy, ci sono anche altre tematiche. Non è un caso, a mio avviso, che ci siano le Pietre dell'Aria, appese ai Talareth (alberi giganti), che fanno vivere gli abitanti di Talaria. E' qui ripresa la tematica dell'inquinamento ambientale che viviamo al giorno d'oggi.



Infine lo ripeto, la comunità di Beati può reggere solo nella fantasia. La storia dell'uomo parla da sè e purtroppo, a causa del rispetto reciproco che mancava e continua a mancare verso tradizioni, religione, etc. non sarà mai possibile far sì che tutti noi viviamo in armonia come provano a fare Femtiti e Talariti. Licia probabilmente ripone proprio in quella comunità una sua grande speranza.
Il terzo volume è quindi un libro che riunisce fantasy, religione e persino politica (argomento di cui non parlo proprio in generale). 
Lo stile è scorrevole, le descrizioni sono tante ma mai stancanti ed è questo che mi piace della Troisi. Con un linguaggio accessibile a tutti riesce a immergere il lettore nella sua fantasia, nel suo mondo, stimolando la sua curiosità. 
Attendiamo ora il quarto volume. Voglio proprio vedere cos'altro potrà accadere e quanti altri colpi di scena mi faranno stare incollata alle pagine.

Da pochi giorni ho invece iniziato un genere totalmente diverso. Sto leggendo un libro di Khalil Gibran "I segreti del cuore". Beh, non tratta di certo di avventura e di incantesimi, ma si rivolge dritto al cuore di ognuno (al mio sicuramente sì). Vedremo quanti e quali messaggi mi lascerà impressi.

martedì 11 marzo 2014

Il diario di Mr. Darcy di Amanda Grange: opinioni di una lettrice con la testa fra le nuvole

Quante volte durante la trascorsa settimana ho tentato invano di aprire questa pagina e scrivere sopra? Quante??? Non me lo ricordo nemmeno. Non ho avuto nemmeno un secondo per respirare!
In questo frangente ho terminato la lettura di "Il diario di Mr. Darcy" e dire che mi è piaciuto è riduttivo. L'ho adorato. Come sempre non farò un riassunto, ma fornirò solo le mie opinioni in merito.



Dunque... il diario di questo enigmatico e affascinante Mr. Darcy lo attendevano tutte le lettrici di Orgoglio e Pregiudizio. A chi tra noi non è mai capitato di domandarsi che cosa passasse per la testa del bel Fitzwilliam quando dava risposte tutt'altro che gentili, quando si dimostrava freddo e distaccato, nonostante i sentimenti che si agitavano nel cuore di Lizzie (e che si sa, una donna mostra inevitabilmente quand'è innamorata)?
Ecco, Amanda Grange ha provato ad immedesimarsi nel nostro Lord, leggendo accuratamente le pagine vergate dalla penna di Jane Austen, provando anche a fare un calcolo giornaliero (necessario per la stesura di un diario) e riuscendo a tirar fuori un degno libro complementare al capolavoro della stessa Austen.
Ero sulla metro o sul bus di Roma, mentre estraniandomi dalla realtà caotica di Roma, mi trovavo catapultata nella stanza di Darcy, nel suo studiolo, dove con penna d'oca e calamaio, con la sua bella scrittura elegante che tanto piaceva alla sorella del suo migliore amico Charles Bingley, ricamava con l'inchiostro quelle parole che davano libero sfogo a sentimenti che per orgoglio non avrebbe mai rivelato.



Eppure Darcy sorprende. Dietro il suo atteggiamento scorbutico e un molto snob, si rivela un gentiluomo sensibile, capace di amare con passione soprattutto chi è capace, come Lizzie, di affrontarlo e tenergli testa (della serie, le donne facili, troppo belle e stupide non mi piacciono) nelle sue discussioni. E quanta lunaticità caro Mr. Darcy! A volte mi è sembrato di leggere le MIE pagine di diario, chiedendomi se anche io stessa sia così orgogliosa e tanto snob come Darcy, eppure sensibile.



E' proprio quest'ultimo punto che mi ha fatto anche sorgere un dubbio. A volte sembra che l'autrice metta un po' troppa femminilità nei pensieri di Darcy. Mi spiego meglio: mentre un uomo potrebbe (e lo fanno!) ragionare in maniera più semplice e diretta senza farsi tanti problemi, Darcy invece se li pone, prende una decisione, poi subito dopo cambia idea, dice di amare Elizabeth e di volerla vedere all'istante, e immediatamente dopo non la vuole più vedere, la ragazza non fa per lui e sicuramente non se l'è mai filato.
Sono "paranoie" tipicamente femminili... Forse la Grange ha riflettuto un po' troppo il carattere femminile nelle pagine scritte da un uomo... oppure ha solo riflesso quello dei ragazzi odierni, sempre tanto indecisi riguardo i loro sentimenti e soprattutto nelle dichiarazioni (fanno perdere la pazienza anche ai santi!).



Infine il clou: il matrimonio tra Darcy e Lizzie. Il libro della Austen e l'abbastanza fedele film (mi riferisco a quello più recente) lasciano un po' l'amaro in bocca. Dopo tutta la vicenda, il trovarsi e perdersi continuo dei due protagonisti, non sappiamo nemmeno cosa accada durante il giorno più bello della loro vita! Amanda Grange ha pensato anche a questo.
E' stata una lettura piacevole e tanto attesa che certamente non mi ha delusa, ma che piuttosto mi ha tenuta incollata alle pagine, scavando nella psiche del bel Fitzwilliam.



Ora sto finalmente leggendo l'ultimo libro di Licia Troisi "I Regni di Nashira - Il sacrificio" che avevo atteso tanto, tornando nel mio adorato mondo fantasy. So che Licia non mi deluderà. Su di lei ho sentito e letto opinioni discordanti, ma ho la mia e voglio mantenerla. Tant'è che il suo libro mi affianca sulla scrivania.
Buona giornata e alla prossima!

p.s. ho quasi terminato la revisione del secondo volume di Sàkomar... quindi non credo attenderò molto per la pubblicazione.
p.p.s. tornerò con le mie opinioni su Saving Mr. Banks che ho visto la scorsa settimana! Sto recuperando pian piano la mia vita.