Buonasera amici e bentornati sul blog! Tra una tazza di té caldo e una copertina sulle gambe (non so voi, ma sento terribilmente freddo tra le mura domestiche), un buon libro è la giusta compagnia.
Cosa ho terminato di leggere? Un genere che non è propriamente il mio, eppure questo libro mi è piaciuto molto. Si tratta di "Morte di un cardinale" di Paolo Regina.
Trama: Un uomo cammina velocemente sulle sponde del Po. Ha le mani insanguinate. A un certo punto si ferma e lancia una rivoltella nel fiume, dove le acque sono più profonde. Poi si mette a correre. Poco più indietro, sotto i piloni del pontile, c’è un altro uomo con il foro di un proiettile sulla fronte. È il cardinale di Ferrara. Gaetano De Nittis, brillante capitano della Guardia di Finanza, il Corpo più “odiato” d’Italia, si trova a indagare su questa morte eccellente. Il caso lo trascina nelle sabbie mobili degli interessi dei notabili della città, tra intrighi di palazzo, giochi di potere e grossi accordi economici. De Nittis, con la colonna sonora del blues del suo idolo B.B. King, inizia così un’altra indagine “ufficiosa” nel tentativo di scagionare da un’accusa di omicidio un giornalista innocente. Il capitano dovrà fare anche i conti con un misterioso falsario di banconote e con un delitto irrisolto di venti anni prima. Il tutto mentre Rosa, la giovane donna che ama, si trova inaspettatamente faccia a faccia con il suo doloroso passato. Con il suo secondo romanzo Paolo Regina si conferma un giallista originale e ispirato, inventore di un protagonista indimenticabile che si muove in una città di provincia descritta magnificamente, con le sue contraddizioni, le invidie, le maldicenze, l’umanità e la cultura locale che resiste alle trasformazioni urbane.
La prima domanda è: come sono arrivata a questo libro. L'ho acquistato, insieme al romanzo di Nicholas Barreau, nell'ambito di una promozione La Feltrinelli. Mi aveva ispirato il busto reliquiario in copertina.
Ho iniziato a leggerlo in maniera un po' scettica, perché mi conosco e so che un certo genere di storie non mi appassiona più di tanto. E invece mi sono ricreduta. "Morte di un cardinale" scorre incredibilmente bene, con un ritmo incalzante e il capitano della Guardia di Finanza, Gaetano De Nittis, è un personaggio particolare: di origine pugliese, solitario, ma anche ironico, puntiglioso, a volte buffo (in sella alla sua Bianchi per le vie di Ferrara) e ficcanaso con un cuore gentile. In poche parole, mi è molto simpatico (non me ne vorranno gli amici dell'Arma).
Qual è l'oggetto dell'indagine di De Nittis? Ufficialmente una serie di banconote false che circolano improvvisamente tra alcuni commercianti di Ferrara; ufficiosamente, invece, l'omicidio del cardinal Previati sulle rive del Po che ha visto coinvolto il suo innocente amico giornalista, Bonfatti.
L'alto prelato è stato ucciso a sangue freddo, con un colpo di pistola esploso dal basso in alto. Caso ha voluto che il giornalista dovesse proprio incontrarsi con il cardinale, ma che non ci abbia mai parlato. Giunto lì, infatti, Bonfatti vede l'uomo in una pozza di sangue, tocca la pistola, poi la getta in acqua e si nasconde notando due soggetti poco raccomandabili accanto alla sua macchina. E Bonfatti, infine, si reca da De Nittis a confessare l'accaduto.
Foto di Steve Buissinne da Pixabay
Accadrà anche che Bonfatti, su consiglio di Gaetano, si rechi dai Carabinieri e che il capitano Cuviello (storico antagonista di De Nittis), senza svolgere approfondimenti particolari, lo arresti, considerandolo unico responsabile.
De Nittis è certo che il giornalista sia innocente e il solo modo per scagionarlo sembra essere quello di svolgere indagini parallele a quelle dell'Arma, fingendo che Finanza e Carabinieri stiano collaborando.
Dietro la morte di Previati, si cela una realtà complessa, che affonda le proprie radici in un segreto, custodito da un altro sacerdote, risalente a molti anni prima. Un segreto che, se fosse rivelato, getterebbe fango sulla Chiesa di Ferrara. Intanto, Rosa, la fidanzata di De Nittis, si è chiusa in un silenzio atipico... ma il capitano ancora non sa che è perseguitata dal suo precedente amore (sposato) che non ha intenzione di lasciarla libera.
Se amate le indagini, i gialli non troppo cruenti (direi per niente) e cercate un protagonista eccezionale, "Morte di un cardinale" fa al caso vostro. Assolutamente consigliato!
Piccola aggiunta finale: Paolo Regina ha scritto altri tre romanzi che riguardano le avventure del capitano De Nittis, ovvero "Morte di un antiquario", "Da quanto tempo non piangi, capitano De Nittis?" e "Promemoria per il diavolo".
Vi lascio con un breve estratto e vi aspetto al prossimo romanzo!
Foto di Walter Bichler da Pixabay
«Niente ha più senso. I giorni della settimana sul calendario, l'avvicendarsi delle stagioni, non hanno alcun significato. Scorrono come titoli di coda. Allora chiudi. Chiudi le porte a tutto. [...] Finché un giorno ti svegli e ti guardi allo specchio. L'immagine è cambiata, perché l'esistenza, in fondo, è prepotente, testarda, non sente ragioni. Devi continuare a vivere, perché fai parte di un progetto che non si ferma con te, povero, insignificante essere umano. E allora comprendi che devi rimetterti in cammino. Ma hai bisogno di un luogo protetto, un rifugio in cui ogni sera potrai toglierti i tuoi indumenti da palcoscenico e tutte le maschere che, andando per il mondo, indosserai. Un luogo lontano, dove non ci sono memorie, e dove forse, un giorno, potrai dimenticare chi eri e diventare chi sarai. Una tana dove rinascere e dare luce a quella promessa di vita che è rimasta nascosta dentro di te, nonostante tutto. Allora te ne vai. In altre città dello spazio e dello spirito, in cui potrai bastare a te stessa e curare con il balsamo del tempo tutte le tue ferite. Perché, in fondo, il cuore è saggio, molto più di te, e sa perfettamente quando tornare a pulsare. E tu, alla fine, potrai arrenderti. E concederti, forse, ancora un po' d'amore».





































