giovedì 17 settembre 2020

Recensione di "Prima regola: non innamorarsi" di Felicia Kingsley

Buonasera amici! Mentre l'autunno si avvicina, insieme ai suoi colori caldi intrappolati nelle foglie, continuo a postare recensioni dei romanzi che mi hanno fatto compagnia sulla spiaggia.


Trama: Silvye ha ventisette anni, una madre asfissiante e sogna solo una vita normale, con un lavoro normale. Ma la verità è che la sua vita è tutto meno che normale perché… è una truffatrice. Sì, una truffatrice, figlia di una truffatrice che l’ha istruita alla perfezione nell’arte del furto e dell’inganno. Ci sono solo due cose che Silvye non deve fare: mangiare carboidrati e innamorarsi. A lei, le regole proprio non piacciono: ok vivere senza innamorarsi, ma non senza carboidrati!C’è invece una persona a cui le regole piacciono moltissimo: Nick Montecristo, affascinante ladro-gentiluomo e astuto genio dell’arte. È un abile stratega, impermeabile ai sentimenti, e non ha mai fallito un solo incarico.
Nick e Silvye sono i prescelti da un ricco ed eccentrico collezionista, per mettere a segno un colpo sensazionale. Peccato che i due si detestino e abbiano qualche conto in sospeso da regolare. Lei è fuoco, lui è ghiaccio. Impensabile lavorare insieme, impossibile dire di no al colpo. Riusciranno Nick e Silvye a passare da rivali a complici, ed evitare che una fastidiosa quanto imprevista attrazione tra loro complichi le cose? Ma sì, in fondo sono due professionisti, basterà rispettare una sola regola…
Ecco un altro romanzo che mi ha fatto divertire e appassionare! Silvye e Nick si incontrano perché il destino ha voluto che le loro strade da truffatori e ladri si incrociassero. Entrambi, dopo una rocambolesca e a tratti imbarazzante "presentazione", vengono arruolati da un Lord scozzese per ritrovare un oggetto molto ricercato e importante, soprattutto per i collezionisti: il diario di Giacomo Casanova. 


Attraverso una missione che evoca i viaggi di Indiana Jones e quelli di Robert Langdon, protagonista del Codice da Vinci di Dan Brown, Nick e Silvye si dovranno confrontare, utilizzando ogni mezzo con persone capaci di uccidere per ottenere il prezioso manufatto… perché il diario di Casanova non è un semplice trattato di seduzione, bensì un enigma per arrivare a uno dei tesori più desiderati in assoluto. I nostri protagonisti viaggiano sull'Orient Express, arrivano a Parigi, fuggono tra le calli di Venezia effettuando inseguimenti in motoscafo, volano a Londra e Vienna, ma c'è una regola tra loro, la principale: non innamorarsi. Entrambi conducono una vita che non lascia spazio all'amore… ma riusciranno davvero a mantenere fede a questo proposito? 


Ho letto questo romanzo in 4 giorni: mi è piaciuto, mi sono divertita, ho viaggiato con la fantasia e mi sono innamorata di Nick Montecristo (inevitabile), il ladro che non ruba nei musei. L'autrice riesce ad usare la giusta dose di ironia mescolandola abilmente con situazioni ambigue e avventurose, introducendo inoltre descrizioni storico-artistiche e architettoniche che evocano spettacolari immagini dei monumenti e delle città in cui i nostri protagonisti si trovano ad agire. 


E poi… Felicia Kingsley mi ha conquistata quando ha nominato i Monuments Men, alludendo alle azioni di tutela verso il patrimonio culturale. Come potevo rimanere insensibile davanti a un romanzo che stava unendo tutto ciò che amavo, ovvero l'arte, la tutela della stessa, l'avventura, il mistero e un bellissimo ragazzo ironico dagli occhi azzurri e i capelli neri, che avrebbe voluto occuparsi di recuperare le opere d'arte perdute? 


A volte i romance non fanno per me. Li leggo, ma noto mille difetti, invece "Prima regola: non innamorarsi" contiene la giusta ricetta per far appassionare le lettrici, anche le più scettiche. Se uscisse un film, sarei la prima a correre al cinema. Complimenti Felicia! 


«Il mercato dell'arte si colloca al confine tra legalità e illegalità, tra bianco e nero. C'è tanto grigio entro cui muoversi. Il collezionismo è fluido, ci sono dei buchi normativi e nessuno fa domande […]». 


«Pensa all'arte come a un iceberg. Ciò che è esposto nei musei o nelle collezioni private è solo la punta, tutto il resto è sommerso. Le guerre, le razzie e gli smarrimenti hanno fatto scomparire la maggior parte delle opere che oggi sono proprio in quel cono d'ombra. Ed è lì che lavoro io: un'ombra tra le ombra», le spiego. «Hitler aveva requisito oltre seicentomila quadri, sculture e manoscritti che, ancora oggi, risultano dispersi. Solo una minima parte è stata ritrovata. Prima di lui, Napoleone ha depredato Europa ed Egitto dei loro patrimoni artistici e, anche se la maggior parte delle opere è stata ricollocata, ancora tante mancano all'appello. Il mercato dei furti d'arte produce un giro di affari da sei miliardi annui solo in Europa ed è praticamente impossibile da controllare». 


«I miei miti erano i Monuments Men». 
«Chi?» 
«Una task force di uomini incaricati di salvaguardare le opere d'arte durante la Seconda guerra mondiale. Tra il 1943 e il 1951 hanno recuperato oltre cinque milioni di pezzi che sarebbero andati perduti, come la Madonna di Bruges di Michelangelo o Ritratto di Adele Bloch.Bauer di Klimt. Io volevo diventare un recuperatore per il governo e riportare le opere perdute agli occhi delle persone». 


Con gli occhi rivolti verso l'alto, guardiamo il cuore rosa salire nel cielo grigio, diventando sempre più piccolo, finché non lo perdiamo di vista. 
«Non c'è più» mormora lei con voce tremula. 
«C'è ancora, solo che noi non lo vediamo. Anche quando ci saremo separati, non ci vedremo, ma nei miei pensieri tu ci sarai ancora. Ci sarai sempre». 


«Adesso ti sembra la fine del mondo perché è una cosa fresca, ma aspetta di vedere le cose in prospettiva. Non ci si può innamorare in otto giorni». 
«E se ne bastasse uno? Se bastasse un'ora?» 
«Al cuore basta anche un minuto», ribatte lei, «ma tu devi usare la testa».

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