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martedì 11 marzo 2014

Il diario di Mr. Darcy di Amanda Grange: opinioni di una lettrice con la testa fra le nuvole

Quante volte durante la trascorsa settimana ho tentato invano di aprire questa pagina e scrivere sopra? Quante??? Non me lo ricordo nemmeno. Non ho avuto nemmeno un secondo per respirare!
In questo frangente ho terminato la lettura di "Il diario di Mr. Darcy" e dire che mi è piaciuto è riduttivo. L'ho adorato. Come sempre non farò un riassunto, ma fornirò solo le mie opinioni in merito.



Dunque... il diario di questo enigmatico e affascinante Mr. Darcy lo attendevano tutte le lettrici di Orgoglio e Pregiudizio. A chi tra noi non è mai capitato di domandarsi che cosa passasse per la testa del bel Fitzwilliam quando dava risposte tutt'altro che gentili, quando si dimostrava freddo e distaccato, nonostante i sentimenti che si agitavano nel cuore di Lizzie (e che si sa, una donna mostra inevitabilmente quand'è innamorata)?
Ecco, Amanda Grange ha provato ad immedesimarsi nel nostro Lord, leggendo accuratamente le pagine vergate dalla penna di Jane Austen, provando anche a fare un calcolo giornaliero (necessario per la stesura di un diario) e riuscendo a tirar fuori un degno libro complementare al capolavoro della stessa Austen.
Ero sulla metro o sul bus di Roma, mentre estraniandomi dalla realtà caotica di Roma, mi trovavo catapultata nella stanza di Darcy, nel suo studiolo, dove con penna d'oca e calamaio, con la sua bella scrittura elegante che tanto piaceva alla sorella del suo migliore amico Charles Bingley, ricamava con l'inchiostro quelle parole che davano libero sfogo a sentimenti che per orgoglio non avrebbe mai rivelato.



Eppure Darcy sorprende. Dietro il suo atteggiamento scorbutico e un molto snob, si rivela un gentiluomo sensibile, capace di amare con passione soprattutto chi è capace, come Lizzie, di affrontarlo e tenergli testa (della serie, le donne facili, troppo belle e stupide non mi piacciono) nelle sue discussioni. E quanta lunaticità caro Mr. Darcy! A volte mi è sembrato di leggere le MIE pagine di diario, chiedendomi se anche io stessa sia così orgogliosa e tanto snob come Darcy, eppure sensibile.



E' proprio quest'ultimo punto che mi ha fatto anche sorgere un dubbio. A volte sembra che l'autrice metta un po' troppa femminilità nei pensieri di Darcy. Mi spiego meglio: mentre un uomo potrebbe (e lo fanno!) ragionare in maniera più semplice e diretta senza farsi tanti problemi, Darcy invece se li pone, prende una decisione, poi subito dopo cambia idea, dice di amare Elizabeth e di volerla vedere all'istante, e immediatamente dopo non la vuole più vedere, la ragazza non fa per lui e sicuramente non se l'è mai filato.
Sono "paranoie" tipicamente femminili... Forse la Grange ha riflettuto un po' troppo il carattere femminile nelle pagine scritte da un uomo... oppure ha solo riflesso quello dei ragazzi odierni, sempre tanto indecisi riguardo i loro sentimenti e soprattutto nelle dichiarazioni (fanno perdere la pazienza anche ai santi!).



Infine il clou: il matrimonio tra Darcy e Lizzie. Il libro della Austen e l'abbastanza fedele film (mi riferisco a quello più recente) lasciano un po' l'amaro in bocca. Dopo tutta la vicenda, il trovarsi e perdersi continuo dei due protagonisti, non sappiamo nemmeno cosa accada durante il giorno più bello della loro vita! Amanda Grange ha pensato anche a questo.
E' stata una lettura piacevole e tanto attesa che certamente non mi ha delusa, ma che piuttosto mi ha tenuta incollata alle pagine, scavando nella psiche del bel Fitzwilliam.



Ora sto finalmente leggendo l'ultimo libro di Licia Troisi "I Regni di Nashira - Il sacrificio" che avevo atteso tanto, tornando nel mio adorato mondo fantasy. So che Licia non mi deluderà. Su di lei ho sentito e letto opinioni discordanti, ma ho la mia e voglio mantenerla. Tant'è che il suo libro mi affianca sulla scrivania.
Buona giornata e alla prossima!

p.s. ho quasi terminato la revisione del secondo volume di Sàkomar... quindi non credo attenderò molto per la pubblicazione.
p.p.s. tornerò con le mie opinioni su Saving Mr. Banks che ho visto la scorsa settimana! Sto recuperando pian piano la mia vita.

lunedì 17 febbraio 2014

"Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen - Recensione e impressioni

Buonasera mondo! Non so perchè ma in questo momento, anche se è veramente un po' tardi per i miei desideri golosi, avrei una voglia matta di cioccolata calda con panna, mix che potrebbe uccidermi all'istante.
Mah vabbè, sono assurdità del mio stomaco scombussolato da un'influenza che mi sto portando dietro da due settimane. Forse questi vaneggiamenti sono segni di ripresa, chissà!
Ieri, tra un riassunto, una schedatura, uno studio iconografico e chi ne ha più ne metta, sono riuscita anche a terminare la lettura di "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen.
Come avevo anticipato in qualche post precedente, avevo fatto una cosa che mai sarebbe consigliabile: avevo visto il film (l'ultimo, quello del 2005) prima di leggere il libro (non l'ho mai fatto, è la prima volta per me). In questo caso il film si era rivelato per me così bello, da sentir nascere il desiderio di leggere le pagine che avevano dato vita alla trasposizione cinematografica della fantasia di questa fantastica autrice inglese.



Passiamo alle impressioni... perchè in realtà non faccio mai una recensione completa. Trovo che ci siano troppi spoiler. Ognuno deve gustarselo appieno, libro o film che sia. Gli anticipi sono per i curiosi.
Dunque, è un romanzo che non è per tutti, ma questo alla fine è abbastanza scontato. Chi si appresta alla lettura di "Orgoglio e pregiudizio" sa bene che l'ambientazione non è di certo contemporanea e di conseguenza anche lo stile narrativo sarà contestuale all'epoca di stesura (a tratti qualche capitolo può risultare pesante).
I primi capitoli sono sempre volti a far entrare il lettore all'interno dell'atmosfera inglese e rurale di fine Settecento. La famiglia in questione è quella dei coniugi Bennet che hanno ben cinque figlie femmine, ognuna con caratteri (fortunatamente) molto diversi: la maggiore si chiama Jane, è bella, affascinane e molto dolce, non vede mai il male in nessuno; la secondogenita e protagonista è Elizabeth (Lizzy) ironica, molto intelligente, colta, con un animo romantico che nasconde dietro una cortina di "pregiudizi"; la terza è Mary, che appare riservata e appassionata solo di studio e lettura, cui interessa poco la vita al di fuori della sua stanza e della biblioteca; la quarta è Lydia, ossessionata dagli uomini in divisa, motivata solo a sposarsi; la quinta è Kitty ancora immatura e condotta sulla "cattiva strada" da Lydia con cui ha più affinità caratteriali.
Diciamo che Jane e Lizzy sono molto in sintonia, così come Lydia e Kitty. L'unica che rimane davvero fuori è Mary. Il Signor Bennet è un uomo che non sembra interessarsi molto della sua famiglia (anche se la sua figlia preferita rimane Lizzy), soprattutto con una moglie pettegola e superficiale come la sua (insopportabile direi), che vive solamente per vedere accasate le sue figlie con ricchi signori.



Tutto inizia da un ballo in cui Bingley è interessato a Jane. Il loro amore si fa sempre più forte, verrà ostacolato anche, ma trionferà.



Nella stessa occasione abbiamo Elizabeth che conosce Mr. Darcy, affascinante e tenebroso, ricco proprietario terriero, nobile, con un caratteraccio. L'orgoglio del titolo è riferito proprio a lui. Tra i due non vi è proprio simpatia all'inizio, anzi, tutt'altro. Si detestano quasi.



Con il passare del tempo (parecchio!!!), Elizabeth inizia a conoscere particolari di Darcy che sono quasi invisibili ad occhi qualsiasi, capendo che dietro quella scorza dura si nasconde un uomo gentile e dall'animo nobile, un vero lord per il quale tutte le lettrici hanno sempre perso la testa. Tant'è che, terminata la lettura con gli occhi a cuoricino, gli uomini sembrano veramente banali e si va alla ricerca disperata di un Darcy, alquanto raro al giorno d'oggi!
E per Darcy è quasi lo stesso. Era prevenuto sulla famiglia di Elizabeth... le sorelle minori, grandi pettegole e civette insieme alla madre, avrebbero fatto scappare anche il ragazzo con le migliori intenzioni. E' il carattere di Lizzy a colpirlo. Lei non "cade ai suoi piedi", non è come le altre, non lo adora, anzi, lo disprezza, e con il suo acume lo umilia persino. Quando si dice che gli uomini adorano essere trattati male... ok sorvoliamo.



Ovviamente, come in ogni romanzo, intorno a Lizzy e Darcy ruota una cornice di personaggi secondari inseriti appositamente per complicare la trama: si trova quindi il cugino e pastore protestante Collins, il bel Wickham che ci prova un po' con tutte (e alla fine sposerà Lydia!) e che deve molto al padre di Darcy, gli zii di Lizzy, Lady Catherine De Bourgh, le sorelle di Bingley, il cugino di Darcy e infine la sorella di quest'ultimo Georgiana.
Inseriamo la storia in un'ambientazione spettacolare, con immensi prati, boschi, case con il tetto di ardesia e vestiboli, saloni, arredi brillanti e sontuosi.



E passeggiate nel mezzo della natura con Lizzy e Darcy che si innamorano un pizzico di più ogni volta (e ciò è dimostrato dalla crescente confusione che assale la protagonista),



fino alla dichiarazione d'amore del nostro amato cavaliere... che viene prontamente rifiutata da Lizzy un prima volta... e desiderata ardentemente una seconda, quando Darcy è ormai stato rivalutato e i loro cuori battono all'unisono.



"Orgoglio e Pregiudizio" è una delle migliori storie d'amore della letteratura che mi ha fatto sognare e fare un tuffo in un passato che non ho mai vissuto, ma di cui sento una scottante nostalgia.

E adesso, dopo aver esaurito un fumetto (leggo "Julia, le avventure di una criminologa" sin dal numero 60) e un manga che ho sul comodino, mi appresto alla lettura di questa bella storia d'amore dal punto di vista di un uomo, del caro Mr. Darcy, provando a capire che cosa passi davvero nella mente del tanto "misterioso" universo maschile, con "Il diario di Mr. Darcy" nel recente volume di Amanda Grange.



mercoledì 8 gennaio 2014

Recensione di "Ladra di sangue" e qualche altro piccolo... appunto

Ok, sono imperdonabile per non dire vergognosa. Tengo un blog ed è da Natale che non lo aggiorno, ma capitemi, le feste sono giorni di riposo e il pc avrei tanto voluto non usarlo affatto. Nella pratica poi ho avuto più da fare durante il periodo natalizio che durante il resto dell'anno, tanto che non sono nemmeno riuscita a vedermi "Frozen" (argh!) ma questi sono dettagli.

Nel frattempo ho terminato di leggere "Ladra di sangue" di Cherie Priest che dovrebbe essere il primo di una serie urban fantasy (sicuramente c'è il secondo volume, ma non so se ci sarà ancora un seguito).



Le mie impressioni? Allora, gli urban fantasy mi piacciono. Credo che siano libri appartenenti a un genere particolare, che mescola perfettamente una realtà contemporanea con la fantasia uscita dalla mente dell'autore. Forse si potrebbero definire "fantasy contemporanei".
"Ladra di sangue" ha uno stile molto scorrevole, come attualmente si usa. La protagonista narra in prima persona le sue avventure e le sue sensazioni. Nota a sfavore: non mi scandalizzo di certo per il loro uso, ma le parolacce nei libri non le tollero. E qui di espressioni, talvolta colorite, ce ne sono.
Almeno nei libri, vi prego, usate una lingua decente! Ci sono così tante sfumature da poter rendere anche senza le parole volgari.
Per quanto riguarda la storia, è un po' diversa da quelle dei soliti vampiri belloni, su modello Twilight, che si innamorano dell'umana/umano di turno il quale si ritrova a sua volta a dover venire a conoscenza di segreti che potrebbero sconvolgere l'intero universo.
"Ladra di sangue" è più un thriller, con lo scorrimento veloce di un film d'azione alla "Mission Impossible" per intenderci, con il solo fatto che qui le vittime del misfatto (non dirò quale altrimenti svelo la trama) sono i vampiri e che Raylene è essa stessa una vampira, indipendente, un po' lupo solitario se vogliamo, senza vincoli di alcun genere. Nonostante voglia fare comunque la dura, alla fine un briciolo d'amore nel suo cuore c'è e infatti sogna in un futuro di poter vivere con i due piccoletti orfanelli che ospita nel magazzino in disuso e con il vampiro Ian, suo cliente nel commissionarle una missione di fondamentale importanza.
I colpi di scena si susseguono e più volte mi è sembrato di trovarmi in uno dei migliori videogiochi alla Splinter Cell, con sparatorie, missioni segrete, e inseguimenti.
Di certo non è un libro per coloro che vanno cercando fantasy a sfondo vampiresco con quel tocco di erotico che ultimamente va tanto di moda. "Ladra di sangue" è un film d'azione messo per iscritto. Non è un genere che tutti adorano.
Pur essendo più una lettrice di fantasy classico, devo dire che è un libro che mi ha presa, soprattutto passati i primi capitoli che sono comunque d'ambientazione.
Questa è la mia recensione.

Per il resto, diciamo che ora sono sommersa di manga che avevo lasciato in sospeso da tempo quindi terminerò quelli e... inizierò "Orgoglio e pregiudizio" di cui avevo solo guardato il film con la Knightley (nota a mio sfavore adesso, ma l'importante è recuperare), per preparare la base e affrontare "Il diario di Mr. Darcy". Eh lo so, che volete farci? Anche io, come Raylene, ho l'animo romantico dietro questa bella corazza che mi nasconde.



Bene, buon anno nuovo e speriamo che questo 2014 si distingua per qualcosa di particolare in più rispetto al suo precedessore.
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