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martedì 6 gennaio 2015

Recensione di "Cronache del Mondo Emerso - Le storie perdute" di Licia Troisi

Cari amici lettori e bloggers, buonasera e buona Epifania! Come avete trascorso queste vacanze? Io mi sono riposata (cosa indispensabile, altrimenti sarei impazzita) e ho letto taaaaanto. Finalmente non ho più la pila di libri sul comodino che mi osservano minacciosi! Ho anche scritto qualcosina del mio terzo romanzo, nonostante questo sia davvero impegnativo.

Proprio oggi ho terminato di leggere l'ultimo libro di Licia Troisi dopo essermelo divorato. Desideravo il ritorno di Nihal, la mia migliore amica letteraria... e Licia ha fatto questa grande sorpresa a tutti i fan delle Cronache del Mondo Emerso. Non smetterò mai di ringraziarla per questo. Voi direte "è solo un personaggio di fantasia". No, per me Nihal è molto di più.



Lei ha combattuto nella mia mente, nel Mondo Emerso che ormai riesco a vedere proprio come fosse reale, lei riflette molto il mio carattere soprattutto di una parte importante e solitaria della mia vita (in cui devo dire di aver avuto istinti distruttivi e molto vendicativi). Nihal mi ha fatto compagnia durante interi pomeriggi, oppure prima di andare a dormire facendomi viaggiare in un mondo fantastico a dorso di drago, anzi, di Oarf.
Ed è proprio "Nihal della Terra del Vento" ad essersi classificata come la mia prima lettura fantasy di un'autrice italiana... quindi come posso non amarla? Prima di Licia, avevo letto Marion Zimmer Bradley e J.K Rowling, due colossi della letteratura straniera, ma sta di fatto che il fantasy da allora non l'ho mai mollato e sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che mi tenga incollata alla pagine.



Dunque, passo alla recensione di "Cronache del Mondo Emerso - Le storie perdute".
Inizia tutto con un misterioso viaggiatore, che ammantato e munito di maschera, entra in una locanda e qui inizia a raccontare storie di Nihal che nessuno conosce. Non ci è dato sapere chi sia in realtà il cantastorie sino alla fine del romanzo, ma circa tre sospetti si insinuano nel lettore con il trascorrere degli eventi. La curiosità di certo non manca.
Ad ogni modo, nonostante siano trascorsi anni e anni, la leggenda di Nihal continua ad echeggiare tra il Mondo Emerso e le terre degli Elfi al di là del fiume Saar. Ci sono state Dubhe, ladra, assassina e regina, e Adhara, la nuova Sheireen, ma Nihal la Mezzelfo è un vero e proprio mito.
Eppure tramite queste storie - tre per la precisione - Nihal acquista quel grado di umanità che durante i romanzi delle Cronache era stato celato da quella sua aura vendicativa.
La prima storia tratta di una neonata Nihal e dei suoi genitori, di quel che accadde all'inizio di ogni cosa, di quegli eventi su cui i fan certamente si saranno interrogati perchè sempre avvolti da una certa atmosfera misteriosa e dolorosa.
Nella seconda troviamo narrata l'esistenza di Nihal e Sennar al punto in cui li avevamo lasciati, alla loro vita insieme, finalmente in pace. E c'è anche il piccolo Tarik che nelle "Leggende del Mondo Emerso" appare in stretta connessione con il figlio San, il nuovo Marvash.



La terza... è un mistero. Come sempre non scriverò un riassunto, nè farò spoiler, ma i fan della Troisi non vedranno l'ora di leggere questa parte del romanzo.
Seguo Licia Troisi su Facebook e leggo il suo blog da quando sono diventata una sua fan e non ho potuto fare a meno di notare quanti suoi aspetti siano riflessi nel personaggio di Nihal, soprattutto nella seconda strofa, quella in cui si narra della sua vita con Sennar e il piccolo Tarik. L'esperienza della maternità per Licia ha fatto sì che alcune sensazioni, preoccupazioni, ansie di lei come madre siano state perfettamente descritte nelle gesta di una Nihal più matura, ormai cresciuta, che non ha dimenticato ciò che un tempo è stata (una macchina da guerra), ma che prova a mutare. Ed è proprio l'occuparsi di suo marito Sennar e di suoi figlio Tarik che fornirà a Nihal quel grado di amore necessario per placare la belva che la divora all'interno - quella della disperazione e la consapevolezza di non potersi opporre a un destino cui è stata consacrata sin dalla nascita - per lasciare spazio a un altruismo più umano.
In Nihal, Mezzelfo, razza nata dall'unione di umani ed Elfi, sono infatti proprio riflesse due caratteristiche fondamentali che guidano le gesta della nostra eroina: l'amore, la speranza, l'altruismo umano, e la crudeltà, la vendetta, la sete di sangue degli Elfi.
Nihal è un personaggio diviso in due parti opposte unite in un solo corpo.



Come dicevo però la Nihal che ritroviamo è cambiata. Si vedrà ancora come macchina da guerra, mossa solo dal piacere di uccidere, ma l'amore per Sennar e Tarik e per tutte le creature che l'hanno aiutata l'hanno certamente fatta mutare in bene. Nihal può ancora uccidere con la sua spada di cristallo nero (ah quanto l'adoro!), ma i suoi colpi sono differenti. Vi ho scorto un certo grado di pietas... ma per ovvi motivi non potrò essere più specifica, altrimenti rischierei di entrare troppo nella trama.



Certamente il lettore sarà felicissimo di ritrovarsi a contatto con personaggi che già da qualche anno aveva dovuto abbandonare nelle pagine dei romanzi e luoghi tanto familiari. La mescolanza del vecchio con il nuovo Mondo Emerso è l'ossatura del nuovo romanzo che chiarisce molti punti e apre nuovi interessanti capitoli. Si comprende anche la grandissima importanza di Oarf, che non è solo un drago, ma un amico, un'altra parte di Nihal, una costante, un pilastro.



Non posso fare anche a meno di notare elementi del pensiero politico dell'autrice che mi sembra siano stati in qualche modo riflessi nella condizione dei Mezzelfi, ma come dissi tempo addietro non voglio inoltrarmi in un campo che è troppo personale.
Per terminare: copertina bella, con una Nihal differente rispetto a quella di Paolo Barbieri (che per me rimarrà sempre quella originale), e uno stile più tendente al ritratto realistico, come avevo già notato per le nuove edizioni delle Cronache e delle Guerre. Ho una domanda però: perchè gli occhi di Nihal sono stati colorati di rosso? Il bagliore viola delle sue iridi è peculiare. Mi sono anche risposta che forse è per indicare la furia che anima la nostra eroina... però l'avrei preferita con il suo colore. Ovviamente questa è un'opinione strettamente personale.



Concludo ringraziando ancora Licia per aver fatto tornare Nihal, anche se per me lei ha sempre continuato a vivere nella mia immaginazione e nel mio cuore. Adesso attendo con ansia la continuazione dei Regni di Nashira e.... del secondo capitolo di queste "Storie perdute". Sarò come sempre una delle tue lettrici.

Buona serata a tutti!

sabato 22 dicembre 2012

Incontro con Licia Troisi :)

Buonasera a tutti! So di essere stata assente per un po' di tempo, ma gli impegni sono davvero molti e conciliare studio, scrittura, visite archeologiche e riposo è un po' complicato per il momento.
Ieri sono terminate le lezioni e quindi da oggi vacanzaaaaaa! Che belle le feste natalizie!
Questo pomeriggio però ho incontrato la mia scrittrice preferita in assoluto che merita un post tutto per sè: la grande Licia Troisi! 
L'ammiro moltissimo. Diciamo che avevo iniziato ad immergermi nella letteratura fantasy con Marion Zimmer Bradley e la saga del Giglio. Durante l'estate dei miei 18 anni, se non ricordo male, mia zia mi regalò un libro, in edizione economica, Oscar Mondadori, copertina scura e sfondo di una strana città, una ragazza con un vestito da combattimento rigorosamente nero in primo piano, un elmo con due ali di drago sulla testa e in mano una spada molto molto speciale (quella di cristallo nero). Le sue orecchie appuntite non si vedevano, ma spuntavano dei ciuffi blu e gli occhi erano viola. Era Nihal della Terra del Vento, la mia eroina, la mia amica che mi ha tenuto compagnia insieme a Sennar, Ido e al Tiranno durante quelle vacanze. 




E da quella saga trassi una frase che divenne la mia preferita, che leggevo sempre prima di ogni esame per infondermi coraggio. La disse Ido a Nihal: <<La paura è un'amica pericolosa: devi imparare a controllarla, ad ascoltare quello che ti dice. Se ci riesci, ti aiuterà a fare bene il tuo dovere. Se lasci che sia lei a dominarti ti porterà alla fossa>>.
Licia e i suoi personaggi rimasero sempre con me e continuai a seguire la mia autrice con Dubhe e Adhara, ma anche con Sofia la ragazza drago e Thuban, oppure con I dannati di Malva. Nel frattempo ammiravo tantissimo anche i disegni di Paolo Barbieri, un artista, che con la sua mano riesce a dar vita a personaggi che venivano descritti solo tramite parole.
Infine eccoci giunti ai regni di Nashira e alla sua protagonista Talitha insieme al fedele Saiph che mi portano a viaggiare in mondi paralleli e fantastici.
Oggi quando ho visto Licia a Parco Leonardo non sono riuscita a dire molto a parte un "Tantissimi complimenti cara Licia! e Tanti tanti auguri!". Avrei voluto dire che anche io sono una scrittrice esordiente, che adoro il fantasy e che è gran parte merito suo se sono diventata così appassionata di questo genere, ma la timidezza e l'emozione mi hanno bloccata.



In ogni caso, sono riuscita a farmi una foto con lei e ho un libro autografato che rientrerà tra i miei tesori.
Ecco, oggi sono davvero felice. Grazie Licia.
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