domenica 14 febbraio 2016

Per i lettori della trilogia di Sàkomar, una sorpresa da parte mia per augurarvi buon San Valentino!

Buongiorno amici e buon San Valentino, "festa degli innamorati"!
Esatto "degli innamorati"... quindi mi chiedo perché non debbano festeggiare un po' tutti. Non bisogna mica stare insieme o essere sposati per forza per sentirsi i "destinatari" di una festività simile, non vi pare?
Per quanto mi riguarda, è l'onomastico della mia sorellina, Valentina Angela, e quindi è già festa così per me. Poi... va bene, insomma, ho un cuore di ghiaccio, ma ogni tanto si scioglie pure il mio.
Tutti abbiamo quella persona che ci fa battere il cuore in maniera anomala, tutti abbiamo quella persona a cui pensiamo prima di andare a dormire...
Per questo San Valentino, vi ricordo sempre la promozione #WhatIsLove dei SelfDreamers, in cui troverete il mio primo romanzo "Il Regno dell'Acqua" a 0,99 centesimi in formato Kindle.


Non pensate che si tratti solo di fantasy... se si trova in una promozione di San Valentino, un motivo ci sarà. L'amore non manca di certo, l'amicizia è un filo rosso e conduttore e poi c'è tanta avventura.
Vi aspetto tra i miei lettori e voglio sapere cosa ne pensate ovviamente! Quindi improvvisatevi scrittori e regalatemi una recensione (che a me le sorprese piacciono tanto).
Una sorpresa la faccio anche io a voi... ma contiene SPOILER, quindi non è indicata la lettura del post a coloro che intendono leggere la trilogia dal principio o a chi ancora non l'ha terminata.
Avevo pensato di inserire questa lettera all'interno del romanzo finale, ma era già lunghissimo e non mi pareva il caso. Forse però Sàkomar tornerà in un futuro... chi può dirlo. Ecco che vi lascio quindi alla lettera che Stephenyl scrive alla sua Principessa, proprio quando si separano. Eh sì, il loro amore non può essere distrutto da nulla, nemmeno dallo spazio-tempo.
Buona lettura e buon San Valentino ancora!

Attenzione SPOILER!!!




Floryen, Regno dell'Acqua , Sàkomar
34° giorno del Principato di Lùs


Mia adorata Christine,
è trascorso così poco tempo qui a Sàkomar da quando tu, i tuoi fratelli e le tue sorelle avete varcato il portale… forse appena un mese, ma sono certo che nella tua dimensione saranno fluiti via molti più giorni. Ogni mattina, all'alba, quando il castello di Floryen è ancora immerso nei sogni, mi alzo, scendo le scalinate in marmo che incorniciano la fontana dedicata al nostro Guardiano, Poseidone, e mi dirigo verso le stalle. So già che tu non sarai con me mentre accarezzi Furia, il frisone che tanto ami, e che ora è cavalcato da mio padre.
Fulmine è lì, come sempre, ad attendermi scalpitante. Lo sello e insieme corriamo via da quel palazzo che per me è solo un covo di ricordi, così vividi, così reali che a tratti mi pare quasi di poter toccare. Mi sembra ieri che, insicura e timorosa, salivi in groppa a quel fiero Ippogrifo che denominasti Rainbow. Mi sembrano trascorsi solo pochi minuti da quando afferravi la spada per allenarti insieme a me e, dolorante, ma sempre sorridente, uscivi dal campo di addestramento per recarti subito dopo da Cleo. E quando d'un tratto ti ho vista acquisire sicurezza, quando il tuo coraggio è finalmente emerso, risplendevi esattamente come l'Elemento di cui era padrona.
Sei stata un'amica per me, quella che non ho mai avuto. Una spalla su cui contare sempre, perché anche se questa dimensione non ti apparteneva, l'hai presa a cuore. Hai voluto cambiarla insieme agli altri Principi e per questo io e tutti gli abitanti di Sàkomar ve ne saremo sempre grati.
Tu e la tua famiglia siete riusciti dove tutti noi avevamo fallito. Curioso, non è vero? Mi hai narrato della tua dimensione. I fatti che la sconvolgono sono a tratti più grotteschi di quelli che si svolgevano nelle prigioni di Termophilia, eppure il vostro animo è riuscito a sopportare, trovare la forza e riversarla positivamente su ogni essere vivente della nostra dimensione.
Io e Fulmine ci rechiamo sempre accanto a Dafne. Lì attendiamo che il sole sfiori con i suoi caldi raggi le acque cristalline dell'Oceano. Porto ancora con me il flauto. Non voglio incantare nessuno. I Draghi sono tornati nel Regno dell'Acqua, ma nuotano al largo, verso Altamarea. Suono perché la musica mi riporta alla mente ricordi lontani. Sono notti che sogno mia madre, la Principessa Eleonore. Non l'ho mai vista come ben sai, o meglio, ero troppo piccolo per ricordarla quando mi stringeva a sé, tra le sue rassicuranti braccia. L'ho osservata nel riflesso, a lungo. Era dolce, buona, con un gran cuore, lo stesso che è riuscito ad amare una creatura disprezzata da tutti come mio padre. Me ne ha parlato, sai? Gli brillano ancora gli occhi quando la nomina. L'amore per lei non è mai svanito, è sempre vivo nel suo cuore spezzato e martoriato. Vorrei poter fare qualcosa per lui. Ha sofferto e prosegue a soffrire così tanto che… beh, vorrei riuscire a manipolare il tempo, come fa Niko, anzi Crono, e restituirgli la vita che gli è stata sottratta. Nonostante tutto, Feshyl è in pace adesso. Ha me con lui e si sente al sicuro, si sente a casa finalmente. Ho sognato per tanti anni di incontrare il mio vero padre… mai avrei immaginato che fosse il Cavaliere dal Cuore Nero. Eppure, adesso che è qui, vicino a me, nella mia vita, mi sembra come se i pezzi della mia esistenza avessero trovato un senso, ricomponendosi.
Christine, so che puoi capirmi. Sei l'unica che ci è sempre riuscita… o forse, quasi sempre. Ti ho fatta arrabbiare numerose volte. Me ne accorgevo, anche se evitavo di leggerti nel pensiero. Notavo i lampi d'odio che mi lanciavi quando avevo quegli apparenti cambi di comportamento nei tuoi confronti. Mia amata, sai però che non ti avrei mai voluto far soffrire. Era per via del Patto. Avevo timore che Glalèn potesse ucciderti e questo non me lo sarei mai perdonato.
Ti avevo giurato che avrei dato la vita per proteggerti e non mi sono mai pentito di essermi frapposto tra te e mio padre. Ricordo il dolore lancinante della spada che mi ha attraversato il petto e le fiamme che hanno avvolto la mia realtà. Ricordo il tuo volto triste, il tuo sguardo disperato e disperso, prigioniero dell'Elemento. Ricordo di aver lasciato la mia esistenza paradossalmente felice, perché ti avevo salvata, perché tu – mio unico amore – avresti proseguito a vivere e avresti vinto una guerra per cui eri stata chiamata.
Osservo l'Oceano, l'azzurro e lo scintillio del sole, e mi tornano in mente gli istanti accanto a te, durante la Notte Lucente. Eri magnifica in quell'abito azzurro. So che eri in imbarazzo. Ti si leggeva sul volto. Avevi le guance leggermente imporporate. Ma non dimenticherò mai lo sguardo che mi rivolgesti quando Minhalconian mi lasciò danzare con te. Le stelle si erano trasferite nelle tue iridi sfumate, ogni lineamento volto a incorniciare il tuo splendido sorriso. E le tue mani salde nelle mie, che non ti avrei mai lasciata. Se avessi potuto tenerti abbracciata a me per sempre, credimi, lo avrei fatto.
So che lo ricordi, il nostro primo bacio. Pensavo che il cuore potesse scoppiarmi nel petto quando hai posato le tue labbra vellutate sulle mie. Christine, vorrei dartene altri mille di baci se solo fossi qui, accanto a me… come quando sei venuta a cercarmi, preoccupata perché ero voluto andare in riva al mare, solo, a riflettere sul mio triste passato. Hai illuminato quella notte che appariva tanto buia, tu, la mia Principessa.
Ogni singolo istante trascorso con te è vivido nella mia memoria. I ricordi sono ciò che di più prezioso possiedo al mondo. E sì, ti sto scrivendo una lettera, consapevole del fatto che non la leggerai mai. I Portali sono sigillati e nessuno più potrà aprirli. Il destino è stato crudele. Ha unito due dimensioni, ci ha fatti incontrare, innamorare e infine separare per l'eternità.
Tuo fratello Fabio non ha mai creduto nel destino. Un giorno mi disse che era convinto di poterlo forgiare da sé, che nessuno avesse stabilito le nostre azioni. Eppure, da quando non sei più con me, non ci credo… Penso che, chiunque sia il proprietario di questa dimensione – o di questo animo – che è Sàkomar, dev'essere una persona egoista. Per il suo bene, ha fatto sì che noi due, come mio padre e mia madre prima ancora, fossimo separati per sempre. E a nulla è valso l'amore! "Amor che move il sole e l'altre stelle!", citando quell'Umano, Dante, di cui tu mi hai parlato. L'amore è una forza potentissima in grado di rivoluzionare il cosmo, questo ho sempre creduto… ma tu non sei qui con me.
Chissà se nella tua dimensione mi pensi ancora, o se sei stata più coraggiosa di me a porre fine a un sentimento così potente come quello che ci legava. Non credo sopporterei il dolore di vederti tra le braccia di un altro uomo che non sia io… perché Christine, sappi che non ho mai amato nessun'altra persona al mondo come te, mai. E se tu non puoi essere al mio fianco, scelgo la solitudine. No, non riesco a darmi pace e vivrò per cercare un modo di cambiare il nostro crudele destino. Il mio cuore ti appartiene, ora e per l'eternità.
Ti amo, mia Principessa.
Tuo, per sempre


Stephenyl


Vi ricordo che, essendo questo testo una mia creazione, ne detengo tutti i diritti.

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