Buongiorno a tutti amici e buon ultimo giorno di agosto! L'estate non è ancora terminata, ma certamente il 31 del mese, che tra l'altro cade di lunedì, suggerisce la ripresa delle attività.
La lettura, però, non è una passione che si arresta e, quindi, vi porto a conoscere "Amore e altri equivoci in libreria" di Moira MacDonald. Lo conoscete?
Trama: April, una trentenne single, ha la tendenza a rifugiarsi nei libri per evitare la solitudine. I protagonisti dei romanzi, infatti, le danno sempre l’illusione di essere in ottima compagnia, a differenza sua che, lavorando da casa, non ha modo di conoscere nuove persone. E poi c’è Westley, l’affascinante libraio in carne e ossa che presiede il reparto libri usati della libreria di quartiere Leggere tra le Righe: timido ma affabile, un sorriso gentile, l’aria da intellettuale e una serie di adorabili camicie di flanella. Una sera, in uno slancio di vitalità, April decide di scrivergli una lettera anonima e di lasciargliela tra le pagine di un libro: la speranza ovviamente è quella di attirare la sua attenzione. Peccato che il biglietto, complice il destino, finisca tra le mani di Laura, vedova ormai da cinque anni e madre indaffaratissima della piccola Olivia. Laura ha rinunciato da tempo all’amore, ma quando nel libro che ha appena comprato trova il biglietto anonimo pensa che Westley l’abbia lasciato per lei; e la possibilità che un uomo così attraente le faccia la corte è una sorpresa stravolgente. Dal canto suo Westley, che non è certo il più brillante quando si tratta di donne, non si è accorto di nulla, e a distrarlo ulteriormente si sono aggiunte le riprese del nuovo film della famosa regista Donna Wolfe, che ha scelto proprio Leggere tra le Righe come location. Quando i messaggi tra April e Laura diventano una vera e propria corrispondenza amorosa, le cose si fanno complicate. Come nei migliori romanzi, arriverà il lieto fine per qualcuno di loro? Una romantica commedia degli equivoci, per ricordarci che tra le pagine di un libro è possibile trovare la forza di ricominciare.
Ho acquistato questo libro parecchi mesi fa, ma dato il formato non proprio comodo da portare in borsa, me l'ero riservato per l'estate, momento in cui non avrei preso i mezzi nel traffico romano. Cosa mi aveva ispirato? Il fatto che fosse un libro in cui si parlava di libri e di un romantico approccio tramite biglietti. Perché se è vero che siamo nell'epoca in cui WhatsApp e altre app di messaggistica istantanea hanno letteralmente soppiantato ogni altro mezzo di comunicazione, ci sono ancora persone come me che amano la carta, l'inchiostro e la calligrafia, tramite cui le emozioni si percepiscono molto più distintamente, al contrario degli innumerevoli equivoci che mi sono capitati in chat nonostante le fastidiosissime emoticons (stendiamo un velo pietoso).
Ebbene, questa è la storia di April, trentenne single, impiegata presso un'agenzia immobiliare, il cui lavoro si svolge esclusivamente da remoto e, quindi, tra le quattro mura di casa. April, perciò, non ha modo di fare amicizia o di intraprendere relazioni sentimentali, se non tramite incontri fallimentari organizzati dalla sua unica conoscente (ormai impegnata con la famiglia). Alla ragazza, però, piace leggere e nella libreria "Leggere tra le righe" lavora un bel ragazzo, Westley, che si occupa di volumi usati. Ad April viene in mente di scrivergli un biglietto e di lasciarlo in uno dei libri, con l'idea che lui l'avrebbe trovato e, se tutto fosse andato per il verso giusto, le avrebbe risposto.
Ed effettivamente la risposta arriva: April e il misterioso libraio si scambiano apparentemente alcuni messaggi, giungendo a darsi appuntamento... peccato che l'altra persona non sia Westley, bensì Laura, quasi quarantenne, lettrice, impiegata presso un negozio di abiti, vedova, con una meravigliosa bimba e che anche lei abbia messo gli occhi addosso a Westley, credendo di scambiarsi biglietti con lui.
Westley è all'ignaro di tutto. Mentre la libreria diventa un set cinematografico per un film di una nota regista, la corrispondenza prosegue. Dove porterà?
Ho apprezzato molto l'idea di questo enorme "miseunderstanding" che si è creato tra i vari personaggi e la suspense generata dall'attesa del prossimo biglietto.
La storia ha un lieto fine, ma non quello che il lettore inizialmente si sarebbe aspettato. I libri, infatti, hanno un magico potere: quello di intessere relazioni tra persone che sfogliano le stesse pagine, che amano gli stessi generi, o ancora tra coloro che si scambiano opinioni su argomenti totalmente diversi, finendo per scoprire nuove letture su cui mai avrebbero posato gli occhi.
Posso anticipare solo una cosa: la libreria "Leggere tra le righe" di Seattle sarà teatro di nuove opportunità lavorative, di nuovi amori e di nuove bellissime amicizie.
Consiglio "Amore e altri equivoci in libreria" a chiunque, come me, ami le storie ambientate in libreria e quel sottile romanticismo che nasce tra penne e fogli di carta.
Moira MacDonald, inoltre, dà voce anche alla difficoltà della nostra epoca: in seguito alla pandemia, in particolare, è diventato sempre più complicato rapportarsi con gli altri.
Unica pecca: ci sono state delle parti che avrei volentieri evitato, a mio avviso ripetitive, come le lunghe parentesi sul set cinematografico, oppure l'approfondimento su alcuni personaggi secondari. Probabilmente, l'intenzione dell'autrice era quella di presentare il libro come un copione di un film, alternando i punti di vista e dando spazio anche a chi non avrebbe avuto un ruolo principale.
Vi lascio con qualche piccolo estratto e vi aspetto sempre qui, tra le pagine virtuali di Sàkomar World!
Foto di Andrys Stienstra da Pixabay
«Tanto tempo prima April era convinta che trentatré anni fossero un'età ragguardevole, e che quando l'avesse raggiunta sarebbe stata felicemente sistemata, con un'esistenza ricca e piena. Nella vita di April non c'era nulla che non andasse, eppure aveva sempre la sensazione di essere in attesa di qualcosa - dell'amore, di un lavoro che le desse più soddisfazione, di tempo trascorso in compagnia di un gruppo di amici, di qualcosa di inaspettato».
«Dopo averlo fatto durare il più a lungo possibile, April bevve un ultimo sorso del suo caffè. Bere qualcosa seduta al tavolo di un locale pubblico era davvero diverso dal farlo a casa: lì si era parte di un mondo. Era come se il profumo dei libri sugli scaffali - quell'odore polveroso di storie che ricordava vagamente quello del lievito - in qualche modo impregnasse anche il liquido. Dopo l'assurdo aperitivo di Picket Fence, lì si sentiva più a suo agio: quello era un posto in cui lei stessa era il personaggio di una storia, in cui non si sentiva un'estranea e in cui presto ci sarebbe stato un finale. Magari addirittura un lieto fine».
«Era convinto che nella vita non occorresse altro che un numero sufficiente di libri».
«È per questo che leggiamo, no? Per sparire all'interno di altri mondi».
«I due si sedettero e bevvero senza parlare, ma era come se non fosse necessario. Forse l'amore era semplicemente questo: stare seduti a bere caffè con qualcuno e non avere bisogno di parole».






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