giovedì 21 maggio 2015

Recensione di "La nuova dinastia" di Silvana De Mari

Buonasera, sono di nuovo a scrivere qui dopo una giornata davvero faticosa. Trovo tempo solo ora di occuparmi del blog... meglio tardi che mai, giusto?
Dunque, vorrei proseguire con la recensione di uno dei volumetti facenti parte della collana "Scrittori di classe" promossa dalla catena di supermercati Conad. Si tratta di "La nuova dinastia" di Silvana De Mari, ispirata a una storia inventata dalla Classe 2C della Scuola secondaria di I grado Luigi Varoli di Cotignola (RA).



Trama: Solo i Divinatori possono vedere i folletti e ascoltare le loro funeste previsioni sul futuro, accolte con odio dalla gente di Kaan. Quando Artrid scopre di avere lo stesso dono del padre e sceglie di dar fuoco al ponte della città per salvare i suoi abitanti da un’epidemia, viene perciò additato come un bandito e costretto a nascondersi nei Boschi della Luna. Dopo quattro anni di duro addestramento tornerà a Kaan, deciso a sconfiggere l’Ombra, a salvare sua madre e ricongiungersi con la principessa, destinata a diventare la sua sposa. Ma la battaglia non sarà facile…

Il fantasy sembra aver colpito nel segno con una storia che ha ancora per protagonista un bambino, Artrid, costretto a crescere troppo presto a causa della morte del padre e di un'importante eredità che grava sulle sue giovani spalle: quella di vedere i Folletti, ovvero di essere un Divinatore.
Chi sono questi Folletti? Sono spiriti dell'aria e solo chi possiede una particolare capacità può vederli, sentirli e parlarci. I Folletti possono rivelare il futuro... e come sempre, in ogni storia che si rispetti, quando qualcuno prova a far ragionare la massa viene preso per pazzo, talvolta giustiziato. E' quello che capita al padre di Artrid, il quale aveva tentato di avvertire la popolazione delle disgrazie che sarebbero avvenute di lì a breve, ma i cittadini erano troppo ciechi e sordi alle sue parole, per questo lo uccisero.



Stessa sorte sarebbe toccata al ragazzino il quale, prevedendo l'entrata della peste nella sua cittadella, pensa di infiammare il ponte e tagliare i contatti con il villaggio con il quale si intrattenevano commerci e che sicuramente avrebbe condotto il contagio.
Un classico: Artrid scappa. E' un fuorilegge e non rimane che nascondersi nel bosco, dove verrà allenato da una vecchia coppia per tornare vincitore e riprendersi il suo destino.



Non posso svelare null'altro. Questa storia mi è piaciuta molto. Ho un debole per i fantasy, ma in particolare per i racconti di questo tipo.
Intorno alla figura dei Folletti ruotano tanti messaggi e significati. In primis viene effettuata una distinzione: i Folletti "anziani" e quelli "bambini". I primi conoscono il futuro, hanno un certo grado di saggezza e imparano è vero, ma solo dopo "essersi convinti", un po' come a voler rappresentare l'animo degli adulti, così forgiato dall'esperienza passata da essere talvolta cieco, prima di apprendere.
I Folletti bambini sono curiosi, un po' incoscienti, ma ereditano il sapere dei Folletti adulti e imparano molto presto. Sono anime nuove, da forgiare, da plasmare verso la giusta direzione.



Artrid è il tipico eroe che incarna la crescita di un bambino il quale si trova a dover fronteggiare un lutto importante, a prendersi le sue responsabilità, ad imparare con umiltà e infine a mettere in pratica quanto appreso con saggezza e intelligenza affrontando le proprie paure. Artrid combatte prevalentemente con ciò che gli dona la foresta, ovvero i ricci delle castagne, e impara a vivere armoniosamente con essa tanto da scoprire le proprietà di alcune piante e bacche che gli saranno utili.
Artrid è l'eroe bambino, un po' mago e un po' guerriero, che siamo stati abituati a conoscere sin da quando sognavamo con Bastian o Atreyu in groppa a Falcor per salvare Fantasia dal Nulla nel celebre romanzo di M. Ende "La storia infinita".



E poi... ho avuto un debole per la provenienza dei Folletti. Mi hanno ricordato così tanto i miei Elgwish e la mia cara e tanto vicina Sàkomar che non posso fare a meno di inserire una citazione:

<<"Nulla nasce dal nulla, giovane Divinatore!" risposero le piccole voci. "Ogni cosa ha un'origine e una creazione. Siamo nuovi a questo mondo, veniamo da altri.">> 

Infine un'altra citazione che mi è piaciuta particolarmente perché, come insegnano i film Disney, l'amore è la più grande forma di magia e, come disse Megara nel film d'animazione "Hercules" <<Le persone fanno sempre cose pazze quando sono innamorate>>... come rischiare la vita per salvare quella della persona amata:



<<Io amo è la chiave che fa aprire la porta. Noi dobbiamo amare la vita, amare noi stessi, amare il mondo perché amiamo chi lo ha creato. A volte dobbiamo anche prendere le armi e combattere, perché quando il mondo scivola verso la barbarie e la giustizia viene calpestata può essere necessario, ma anche se combatteremo lo faremo con la luce nel cuore. Quindi io amo è la formula magica, il più potente degli incantesimi. E il secondo incantesimo è batterti per coloro che ami, per coloro che non vuoi che muoiano. Io ti amo vuol dire semplicemente non voglio che tu muoia. Il secondo incantesimo, quindi, è rischiare la tua vita, versare il tuo sangue per coloro che ami. (...)>>



Come ogni fiaba che si rispetti, anche Artrid trova l'amore... eh già, era scritto nel suo destino.
Buona notte e sognate sulle ali della fantasia. Fa bene... anche a voi "grandi"!

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