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domenica 5 aprile 2015

Recensione di "Into the Woods", targato Disney

Buonasera! Wow, starete dicendo! Due post nella stessa giornata!
Beh ragazzi, la gente può sorprendere a volte.
E' una vigilia di Pasqua buia e tempestosa, proprio la "tipica" giornata di primavera, non c'è che dire... ed essendo tale, a Roma la metà della popolazione ha deciso di rinchiudersi in centri commerciali e cinema. Io sono rientrata nella seconda categoria, quella cinematografica.
Che cosa si va a vedere? Cenerentola? Tutti dicono sì, e mio fratello bastian contrario (anzi, semplicemente uomo poco romantico) dice no. L'ultimo lupo? Dico sì solo io, gli altri non sono convinti.
Into the Woods? E vada per questo. Avevo visto il trailer, gli altri no quindi a mio favore ha giocato il fattore "suspense". Di seguito quindi riporterò la mia recensione. E' probabile che vi sia qualche spoiler, quindi prendetene atto.



Prima di tutto, la Disney per me equivale a una garanzia di qualità. Non dico che tutto ciò che abbia prodotto la Disney sia stato grandiosamente da Oscar, ma il 99% sì, per cui mi fido. Senza dimenticare il mio sogno nel cassetto di lavorare come disegnatrice... ma ahimè, alcuni sono solo desideri senza sbocco.
Desideri... "Vorrei, vorrei..." "I Wish..."
Quante volte abbiamo sentito questo condizionale nelle fiabe? Tantissime non è vero?
Lo faceva Aladdin strofinando la lampada del Genio, lo faceva Tiana osservando sognante la stella Evangeline, lo faceva Quasimodo guardando dall'alto di Notre-Dame la gente che passava nelle strade, lo cantava Belle desiderando una vita piena di avventure, Ariel pensando ad Eric e agli umani sulla terraferma... ogni film d'animazione Disney ha parlato di "desideri".



E le fiabe della Disney (specifico perchè, come forse molti sapranno, le versioni originali sono molto diverse, spesso cruente e senza lieto fine) ci hanno insegnato a credere nei sogni, a sperare, a desiderare, perchè "Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà".
Era Cenerentola che dava voce ai pensieri di ogni protagonista disneyano che si rispetti e di ogni sognatore. Ed è proprio la ragazza, poi divenuta principessa, che compare in "Into the Woods" tra i protagonisti.
Insieme ci sono Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo, interpretato da un magnifico e inquietante Johnny Depp; una coppia di fornai che non possono avere un figlio a causa di una maledizione; Jack, sua madre, una mucca bianca (o mucco, come dice il ragazzino) e i fagioli magici; infine la strega, interpretata da una Meryl Streep superlativa, che tiene prigioniera Rapunzel in una torre, venendosi a configurare come Madre Gothel.

Scaturisce tutto dalla maledizione cui sono soggetti i due fornai. La strega aveva maledetto il padre del fornaio che aveva rubato alcune verdure e i fagioli magici dal suo giardino; in cambio, lei aveva preso con sè la piccola Rapunzel (che è quindi sorella del fornaio) rinchiudendola in una torre senza porte. A sua volta la strega era stata maledetta da sua madre che le aveva raccomandato di non perdere per nessuna ragione al mondo i fagioli magici. Quando il padre del fornaio glieli porta via, la strega viene trasformata in una vecchia orribile, perdendo tutta la sua bellezza.



Decisa a riconquistarla, si approfitta dei desideri altrui per esaudire il proprio. Il fornaio e sua moglie non riuscivano ad avere figli e lei si propone di esaudire il loro più grande desiderio in cambio di quattro "ingredienti" da trovare entro la mezzanotte del terzo giorno in cui sarebbe sorta una luna piena e blu. La caccia al tesoro inizia e il fornaio e sua moglie si mettono alla ricerca di una mucca bianca come il latte, un mantello rosso come il sangue, dei capelli biondi come il grano e di una scarpetta pura come l'oro.
Ovviamente si comprende a chi appartengano tutti questi oggetti... ma recuperarli all'interno del bosco magico non è così semplice, soprattutto quando l'egoismo, il voler "fare tutto da soli" predomina sulla collaborazione.
La trama si infittisce, proprio come i meandri di questa foresta. Ogni personaggio ha un desiderio per il quale sarebbe disposto a fare quasi ogni cosa.
Cenerentola, che ha sempre vissuto come una sguattera, non desidera l'amore, ma un castello lussuoso visto perennemente da lontano. Tant'è che la ragazza fugge davanti al principe, per ben tre volte, arrendendosi alla fine, provando a fidarsi... ma nemmeno il principe è quel che sembra. Lui pensava di voler sposare Cenerentola, ma in realtà voleva solo collezionare una delle tante ragazze, la più difficile, colei che fuggiva. La loro storia è davvero significativa perchè rappresenta, purtroppo, una realtà sempre più diffusa.



Cappuccetto Rosso è una ragazzina impertinente. Fa sempre come vuole e non ascolta i consigli altrui. Ruba i dolci mentendo che siano per la nonna e si fa facilmente abbindolare dal lupo, venendo mangiata e fortunatamente liberata dal fornaio (che qui si sovrappone con la figura del cacciatore).



Jack è un po' scemotto... o almeno così sembra. Ha come migliore amica una mucca che non produce latte. Lui e sua madre vivono in una catapecchia al limitare del bosco e hanno un disperato bisogno di denaro. La madre del ragazzo, pur di avere qualche soldo, decide di sacrificare l'amicizia del figlio obbligandolo a vendere l'animale, attraversando la foresta e andando al villaggio.



Jack è un po' ingenuo all'inizio e si fida della moglie del fornaio che gli regala alcuni fagioli - trovati nella vecchia giacca del padre del marito - in cambio della mucca. Dai fagioli crescerà un'enorme pianta su cui viveva una coppia di giganti estremamente ricchi. Jack, come accade nella fiaba, ruba del denaro e poi l'uovo dorato della gallina, uccidendo il gigante.
Jack, si diceva, potrebbe sembrare un ragazzo stupido, invece non lo è affatto. Risulta scaltro, ma con un cuore grande. Per lui l'amicizia conta eccome e uno dei suoi desideri era compiacere sua madre, facendola vivere meglio come avevano sempre sognato.



Complessa è la figura dei fornai. Potrebbero sembrare una coppia che vanno d'amore e d'accordo e che per un triste scherzo del destino non riescono ad avere figli; in realtà c'è dell'altro nei loro comportamenti che scopriranno solo affrontando insieme le difficoltà del bosco, metafora della vita reale. Mentre il fornaio è realmente innamorato di sua moglie e fa di tutto per esaudire il desiderio della sua consorte, la moglie invece vuole solo un bambino. Poco le importa del marito. Si vedrà infatti come manchi un ingrediente fondamentale nel loro rapporto: l'amore.



Con Rapunzel e sua madre, la strega, vediamo ciò che già sapevamo dal cartone e dalla fiaba: una madre, seppur finta, troppo protettiva che rinchiude la figlia in una torre per impedirle di venire a contatto con il mondo che è "brutto e cattivo". La metafora è qui quella della crescita e, si sa, i genitori non vogliono mai fare i conti con il proprio bambino che diventa un adulto, limitando le sue scelte e diventando anche invadenti.



Ma Rapunzel accetta tutto, ormai quasi con rassegnazione finchè arriva il principe - nel film fratello di quello di Cenerentola - che la porta via. Rapunzel non ha un attimo di esitazione: vuole la libertà e visto che ha trovato anche l'amore, appena ne ha l'occasione fugge. Il principe desiderava trovare l'amore e direi che è l'unico ad aver mantenuto i suoi propositi senza nessun secondo fine, tant'è che la coppia Rapunzel-Principe/Flynn è l'unica che non verrà colpita in seguito. Loro sono gli unici a non essere preda del supremo egoismo.



La strega desiderava solo riappropriarsi della propria bellezza cui teneva moltissimo. L'apparenza per lei era tutto e quando esaudisce il suo desiderio capisce che invece non serviva più a nulla perchè la figlia "adottiva" non faceva caso al suo aspetto, bensì al suo cuore. E Rapunzel aveva visto solo una madre oppressiva, che aveva quasi ucciso il suo amato.



"Into the Woods" è un insieme delle più grandi fiabe dalle quali si può trarre insegnamenti. La Disney ci ha abituati al lieto fine, tant'è che stavolta riesce a spiazzarci. Il lieto fine è infatti temporaneo... dietro si cela molto di più, ma dovrete andarlo a vedere e osservare con i vostri occhi che cosa sono riusciti a creare quei geniacci disneyani.

Dal punto di vista della valutazione, grandiosa la sceneggiatura che si ispira un po' alle atmosfere dark di Tim Burton. Trama complicata e bella, ma direi che è più per "grandi" che per piccini. C'erano molti bambini al cinema oggi, ma molti di loro perdevano la pazienza dopo un po'.
Il film è metaforico e i messaggi sono comprensibili solo per gli adulti. Ai bambini serve la fantasia lineare. E forse non è nemmeno tanto questo... ma proprio il fatto principale: il suo essere un musical con bellissime canzoni che ho davvero adorato. Purtroppo però i bambini non leggono i sottotitoli. Alcuni ancora non sanno farlo bene, mentre i più grandicelli vanno piano, e altri non ci impiegano proprio tempo a farlo. Segue che non capiscono.
Paradossalmente, "Into the Woods" è una fiaba in cui sono proprio le parole a giocare il ruolo principale, quelle stesse contenute nelle canzoni... al cuore dei più piccoli si arriva sì con le parole, ma le immagini hanno un ruolo decisivo. La soluzione sarebbe stata doppiare le canzoni, ma comprendo anche la Disney che voleva mantenere l'originalità delle voci.
Tra gli attori, fantastica Meryl Streep nei panni della strega... bravissima, non c'è che dire.
Johnny Depp si è visto poco nei panni del lupo che però non avrei trasposto come un umano, seppur lui reciti - come sempre - benissimo. Avrei mantenuto la versione originale del lupo animale... invece così a volte sembra davvero un maniaco che si aggira per boschi, la cui canzone può apparire ambigua a mio avviso.



Mi è piaciuta invece l'attrice che ha interpretato Cenerentola, Anna Kendrick, che ha rivestito molto bene il ruolo della ragazza odierna, con i suoi desideri e le sue numerose paure.
Voto 4/5 stelline a "Into the Woods".
Termino con una frase che mi ha fatto riflettere molto:

"Attento a ciò che desideri, i desideri sono figli. Attento alla strada che prendono, i desideri si avverano ma a caro prezzo..."

Eh sì ragazzi, i desideri possono essere pericolosi. Potrebbero avverarsi... e anche ritorcersi contro.

P.S. Forse sarò un po' matta (anzi, leviamo il forse) ma da iconografa non ho potuto sottrarmi dall'osservazione minuziosa... e sono certa che la Disney abbia voluto fare un netto richiamo all'episodio di Davide e Golia quando Jack uccide la Gigantessa con la fionda. Chi di voi lo ha notato? E per chi ancora dovesse vederlo al cinema, fateci caso, poi mi direte.



4 commenti:

  1. È piaciuto moltissimo anche a me! Anche io ho dato 4 su 5!

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    1. Infatti era molto bello, solo che vista la fascia d'età cui è rivolto, ci sono troppe canzoni e soprattutto se non tradotte, possono risultare noiose per i bambini...

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  2. Ciao, ho scoperto il tuo blog grazie al link party de "Il rifugio degli elfi" e mi sono iscritta ai lettori fissi. ;)
    So che questo commento non c'entra con il post ma visto che il regolamento del link pary prevede un commento, ho pensato di scrivertelo nell'ultimo post pubblicato.

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    1. Ti ringrazio molto Ilaria! Spero che i post nel mio blog siano di tuo gradimento :)

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