domenica 12 aprile 2015

Recensione "Immagini della Vergine - Dipinti dal territorio della Diocesi di Viterbo" a cura di Giannino Tiziani

Oggi vi introduco nel mondo della storia dell'arte, vicina all'archeologia quanto lontana da essa nel tempo. Non ho mai riportato alcuna recensione di libri archeologici o storico artistici sul mio blog, ma questa volta ho voluto fare un'eccezione. Si tratta anche di un libro che ho piacevolmente vinto a un quiz organizzato da Archeoares sulla pagina Facebook.



Il volume in questione è un piccolo catalogo relativo a una mostra che è stata organizzata dall'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Viterbo, allestita nel Palazzo Papale nel periodo dal 17 dicembre 2014 - 1 febbraio 2015.



I dipinti provenivano tutti dal territorio della diocesi e la mostra è stata anche una bella occasione per catalogare e valorizzare opere delle quali si era persa la memoria, addirittura inedite.
L'esposizione, che ha seguito la successione storica delle vicende mariane e non la cronologia di esecuzione dei dipinti, si rivela molto interessante dal punto di vista iconografico.
Con L'immacolata Concezione di A. M. Panico, che apre la rassegna, non abbiamo solo un magnifico dipinto, ma anche un manifesto storico riguardante la famiglia Farnese. Come l'arte Cinquecentesca e Seicentesca insegna i particolari non sono certo meno importanti del contesto scenografico e dei personaggi che lo popolano, ma costituiscono elementi fondamentali di simbologia, talvolta per l'interpretazione dell'opera stessa.



Si prosegue con l'Annunciazione di L. Mazzanti, rappresentativa del clima relativo al Concilio di Trento, e subito dopo lo Sposalizio della Vergine di N. Berrettoni che introduce in un contesto a metà tra il passato storico biblico - e apocrifo - e quello della Controriforma, dai toni scuri e vellutati con sprazzi di luce volti a richiamare un chiaroscuro barocco.



Nella Natività, opera di Trofi oppure di Corso, si ha un'interessante riflessione iconografica: ancora non c'è quell'evoluzione che vedrà una capanna affollata di pastori e magi, di angeli e di mille altri particolari, ma il clima appare come quello medievale e semplice che, paesaggio a parte, riprende il suo passato iconografico tardoantico, in cui si sviluppa la scena della Natività specie sulla fronte dei sarcofagi.
Non intendo elencare tutte le 10 magnifiche opere che vale la pena di osservare e ammirare, sia nel catalogo, ma anche soprattutto dal vivo. Il volume si configura come una breve rassegna che incuriosisce il lettore, costituendosi come un volume assolutamente ben equilibrato nel contenuto "mai affollato" di inutili notizie.

La Madonna con il Bambino ed i Santi Giovanni Battista e Sebastiano - Palma il Giovane

Una piccola critica: nel testo sono molti i confronti con altre opere simili o appartenenti allo stesso autore, comprensibili però quasi esclusivamente agli "addetti ai lavori", a quegli storici dell'arte molto competenti. Io stessa, che non sono digiuna di storia dell'arte pur essendo archeologa, talvolta ho trovato qualche difficoltà di comprensione perchè non ricordo a memoria tutte le opere di un determinato artista con il quale vengono effettuati i confronti.
Personalmente avrei invece esteso maggiormente la descrizione dell'opera, sottolineando particolari simbolici e iconografici, riducendo i molti confronti - da porre magari in nota - per far sì che anche un pubblico meno esperto d'arte avesse potuto capire meglio la complessità e il simbolismo artistico della fascia cronologica considerata.

Dopo questo, buona serata amici! Tornerò con due miei nuovi acquisti e prossimamente con la recensione di un romanzo di fantascienza! Stay tuned!


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