giovedì 18 luglio 2013

Due anni dalla laurea magistrale...

Due anni fa come oggi avevo dei sogni. Due anni fa sorridevo come non mai, mi tremavano le mani e la voce, ma ero fiera del mio lavoro, con la tesi stretta in mano e due mazzi di fiori nell'altra. Mi ritrovai anche una corona d'alloro sui capelli. Portavo gli occhiali e le lenti a contatto non le avevo. Indossavo un vestito magnifico, blu, e delle scarpe argentate con un tacco alto (inimmaginabili per me!).
Facevo la mia figura ecco.
La mia tesi era stupenda, su un argomento che semplicemente avevo adorato sin dal primo momento in cui lo andai a proporre al mio professore. La rilegai in blu con scritte oro. Ci lavorai mesi, traducendo latino, greco e anche ebraico con moltissime difficoltà connesse. Tutto per capire un po' di più riguardo a Balaam, il profeta maledetto. Non mi accontentai della sola parte iconografica, volli andare più a fondo, arrivando alla Transgiordania e alle confuse indagini archeologiche, esaminando i Padri della Chiesa e i loro scritti, rileggendo le interpretazioni iconografiche di studiosi passati.
Ero giunta alla discussione della tesi dopo gli esami sostenuti senza nemmeno fermarmi. Due anni di magistrale li ridussi in uno soltanto. L'ultimo esame fu quello di Storia dell'Architettura su Borromini, Bernini ed artisti che al corso di archeologia normalmente non si studiano (fanno parte di storia dell'arte), il 30 giugno, coronato da un bel 30 e lode.
E poi... è volato tutto in un soffio. Mi sono seduta nell'aula di discussione, con i professori davanti a guardarmi. Qualcuno di loro non aveva mai sentito parlare di certe cose che stavo svolgendo su quel power point. Infine "la dichiaro dottoressa magistrale in Scienze dell'archeologia e Metodologia della ricerca storico - archeologica" con votazione di 110 e lode. Ero emozionata. Ripensavo alla fatica e alla soddisfazione, alle belle parole che i miei relatori avevano speso per me. E ci credevo al mio sogno, ci speravo.
Ero anche contornata da amici, o almeno, da persone che credevo amiche. Adesso ne è rimasto qualcuno, altri hanno preferito diverse vie (chiamiamole così). Incredibile come cambino le cose in soli due anni.
La mia università, Roma Tre, mi è rimasta nel cuore. I ricordi belli e brutti rimangono. Ci ho trascorso quattro anni e per lo studio ho tralasciato la pallavolo e qualsiasi altra cosa, solo per rincorrere un sogno.
Che dire? A distanza di due anni sono ancora io, più matura, uso le lenti a contatto molto spesso, i tacchi quasi più (li ho sempre odiati), ho proseguito il mio cammino, ma una cosa è mutata: la speranza è scomparsa. Sono accadute tante e troppe cose di cui non si può parlare su un blog, ma che purtroppo lasciano dei segni indelebili nell'animo.
Chissà che la Cristina di due anni fa non sia soltanto addormentata in quella di adesso. Proverò a risvegliarla, sempre che non crolli nuovamente in un sonno profondo.
In ogni caso, auguri a me! Da due anni sono dottoressa magistrale in archeologia! Yupee!



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