sabato 9 settembre 2017

Recensione di "La ragazza Italiana" di Lucinda Riley

Lucinda Riley rappresenta ormai per me una certezza: le sue storie mi coinvolgono, mi appassionano, i personaggi sono amici cari da cui è difficile separarmi quando terminano le pagine.
"La ragazza italiana" si presenta con una copertina che richiama l'opera e il teatro: una giovane donna mora dà le spalle al lettore, mentre si mostra con un ricchissimo vestito rosa sulla scena di un teatro. La lirica è il tema dominante in questo romanzo, in cui si intrecceranno le storie di Rosanna Menici e di Roberto Rossini, destinate a cambiare la vita di tantissime altre persone intorno a loro.


Trama: Napoli, 1966. E' una splendida giornata estiva e la casa dei Menici ferve di preparativi per la festa che si terrà quella sera. Rosanna ha solo undici anni e sogna di diventare bella e corteggiata come la sorella maggiore Carlotta, che con la sua pelle di velluto e i lunghi capelli scuri attira su di sé tutti gli sguardi.
Ma Rosanna ha un altro dono, che la rende davvero speciale: una voce straordinaria in grado di incantare chiunque la ascolti.
Soprattutto il giovane Roberto Rossini, brillante studente della Scala di Milano, che dopo l'esibizione di Rosanna propone a suo padre di farla studiare con uno dei più grandi maestri della lirica. Un incontro fatale, quello tra Roberto e Rosanna, che segnerà per sempre il loro destino.

Milano, 1973. Ormai una giovane donna sensibile e appassionata, Rosanna ha finalmente realizzato il desiderio di essere ammessa alla Scala. Inizia per lei un periodo inebriante: il ritmo della metropoli, le estenuanti prove di canto, i primi gloriosi passi sul palcoscenico.
E sarà proprio qui che le strade di Rosanna e Roberto si incroceranno di nuovo. Affascinata e intimorita da quell'uomo carismatico e sfuggente, sempre circondato da donne bellissime e acclamato nei teatri di tutto il mondo, Rosanna finisce per essere travolta da un sentimento potente e inarrestabile.
Ma un segreto nascosto nel passato di Roberto e le oscure trame di una donna senza scrupoli minacciano di infrangere tutti i suoi sogni...

Prima di tutto, l'ambientazione: stavolta siamo in Italia, nella magnifica e colorata Napoli, che ci avvolge con tradizioni, sapori e odori, vicoletti che si inoltrano nella città barocca, fino a sfociare sull'azzurro golfo dominato dall'imponente Vesuvio. 


È in via Piedigrotta che inizia la storia di Rosanna, terza figlia di Marco e Antonia, sorella della bellissima Carlotta e del mite Luca. La sua giornata si svolge nel bar/pizzeria del padre dove immagina, forse già in preda a una giovane rassegnazione, il suo futuro. Osserva con occhi di ammirazione e un pizzico d'invidia la sorella maggiore, così bella e spigliata, ma soprattutto libera. I genitori la prediligono in tutto, mentre Rosanna è solo la piccola di casa, un po' bruttina a detta loro, che deve ancora trovare il suo talento migliore. Quest'ultimo non tarderà ad emergere perché, in occasione dell'anniversario di alcuni amici di famiglia, Rosanna viene invitata a cantare l'Ave Maria. È emozionata, tutti gli occhi sono puntati su di lei quando sale su quello sgabello e inizia a dar voce a parole e melodia, ma si lascia andare e il canto irrompe dolce e potente in quella stanza. 


Roberto Rossini, promessa dell'opera e studente alla Scala di Milano, ne rimane estasiato: quella ragazzina undicenne ha talento e un dono come il suo non può essere ignorato. Le suggerisce quindi di studiare dal suo primo maestro, Luigi Vincenzi, che saprà allenare quella voce per farla diventare una stella. Ma nel cuore di Rosanna è appena germogliato qualcosa di molto forte: è la prima volta che incrocia lo sguardo di Roberto, eppure il suo stomaco è andato in subbuglio e sul diario segreto, quando la sera torna in camera sua, esprime il desiderio di sposarlo.
Quella stessa notte Carlotta torna molto tardi in camera. È stata con un uomo, anzi, con Roberto, e sembra felice, ma non sa cosa il futuro ha in serbo per lei.


Rosanna, ancora giovane per soffrire veramente d'amore, viene rapita invece da quello che è il suo vero sogno, la sua vocazione: cantare. Eppure i suoi genitori non hanno soldi per pagarle le lezioni e non le permetterebbero comunque di provare. Il suo destino è il bar. Luca, suo fratello, non può sopportare di vedere così triste la sorellina e fa di tutto per far sì che possa realizzarsi, almeno lei. È lui a condurla segretamente da Luigi Vincenzi, lui che le paga le lezioni con i risparmi di una vita chiuso in quel bar a impastare pizza. È sicuro che Rosanna avrebbe potuto coronare il suo sogno. Trascorrono così gli anni e Rosanna impara a domare la propria voce, allenarla, ad ascoltarla. Arriva anche la prima esibizione che le aprirà le porte alla scuola della Scala di Milano.


Lo scenario si sposta quindi dalla ridente e solare Napoli, alla elegante Milano (non mi piace definirla grigia, perché per me non lo è affatto) dove si recheranno lei e suo fratello, con il permesso del padre che, sentendo Rosanna cantare, ha capito quale fosse il suo vero destino. Ed è a Milano che si intrecciano le vite, che si segnano le storie, che sbocciano gli amori più passionali destinati a non spegnersi mai.


Rosanna incontra nuovamente Roberto, il quale ha fama di essere uno "sciupa femmine", un dongiovanni, eppure lui è il migliore, il suo talento eccezionale e insieme le loro voci fanno faville. Allo stesso tempo Luca, dal cuore buono e gentile, inizia a riflettere sul suo futuro, confuso tra l'amore divino e quello terreno. E poi ci sono gli intrighi (che non mancano mai), trame tessute da uomini e donne potenti ai quali sottrarsi è difficile, soprattutto quando la fama ti ha ormai investito. 


L'amore tra Rosanna e Roberto è talmente grande e passionale che non ci impiegherà molto prima di sbocciare, ma sarà veramente quello di cui entrambi avevano bisogno? È giusto annullare la propria vita, il proprio essere, la propria personalità, per amore?

Lucinda Riley trasporta il lettore in un vortice di emozioni, tra l'Italia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti, tra segreti e passione, in una cornice che è quella del mondo della musica.


Adesso i miei commenti. Ovviamente mi è piaciuto, molto, anzi, tantissimo. Ho terminato di leggerlo in tre giorni e mezzo (e solo perché a casa non ci sono stata, altrimenti avrei raggiunto il record di due giorni). C'è un "ma": i romanzi precedenti erano ricchi di minuziose descrizioni dei luoghi, cosa che invece e purtroppo non ho riscontrato qui. È un romanzo in cui prevalgono i dialoghi, come se il lettore stesse guardando un film. Intendiamoci, mi è piaciuto e, anzi, lo consiglio, ma apprezzo la Riley anche per quelle descrizioni così belle, così dettagliate che mi permettono di entrare all'interno dell'ambientazione. Conosco Napoli, così come Milano e non mi è stato difficile immaginare i luoghi; conosco Londra dai libri e dalle foto, così come New York e avrei voluto che mi aiutasse lei con le sue parole.


Per il resto, Rosanna è un personaggio straordinario: ha una forza spaventosa che la pervade, ma è allo stesso tempo tanto fragile. Proprio questa sua ultima caratteristica farà sì che, di fronte a una personalità egoista e invadente come quella di Roberto, lei perda se stessa, annullandosi, abbandonando sogni e aspirazioni, vivendo in funzione di lui. Ed è ciò che di più sbagliato possa esistere in un rapporto.
Allo stesso tempo, quella di Rosanna è la storia di come i sogni possano diventare realtà, perseguendoli anche nelle difficoltà… e magari con un po' di aiuto. È stata fortunata ad avere un fratello umile e generoso che ha fatto di tutto per lei; tre Maestri (Luigi, Paolo e Riccardo) con la M maiuscola non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano; e una vera amica, Abi (Abigail) che le è stata sempre e comunque vicina.

Eppure, Rosanna cara, purtroppo sono al fianco di chi era contrario ad ogni rapporto con Roberto. Non dico che non me ne sarei innamorata perché l'amore è imprevedibile, ma non me lo sarei sposato conoscendo il vizio di cui soffriva. Il personaggio di Roberto Rossini mi ha ricordato – e qui forse qualcuno riderà – un uomo a metà tra Matthew McConaughey nel film "La rivolta delle ex" e Gabriel Garko in praticamente tutte le parti che interpreta: una persona egoista, accecata da se stesso, dalla passione che prova per OGNI donna, un bugiardo cronico che parla d'amore senza sapere cosa sia veramente.

Ho amato invece Stephen, il moro inglese con gli occhi azzurri, il vero bravo ragazzo (ovvero una chimera)… e mi è dispiaciuto nel profondo per il trattamento che gli è stato riservato.

Per terminare, Luca, pur essendo una persona dal cuore d'oro, è eternamente confuso… e io detesto la gente confusa, ma ho amato la storia che l'ha coinvolto, sperando che fosse infine veramente felice perché era questo quel che si meritava dopo tutte le buone azioni compiute, senza mai chiedere nulla in cambio.

Come definirei questo libro? Passionale e travolgente, come sappiamo essere noi Italiani quando rispolveriamo le nostre vere radici e il nostro essere più profondo.


«Col senno di poi mi sono resa conto che possiamo amare qualcuno con tutto il cuore, ma questo non significa che quella sia la persona giusta per noi».

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