venerdì 10 febbraio 2017

Recensione di "I nostri cuori chimici" di Krystal Sutherland

Buonasera amici! Vi scrivo da un blog che ha cambiato, già da qualche giorno, aspetto. Vi piace? Mi mancava troppo il richiamo all'acqua, alla sua trasparenza, alle placide onde che si infrangono sugli scogli o al sussurrare del ruscello nel bosco. Ho perciò optato per un "ritorno" alle origini, meno Sàkomariano, meno vintage (com'era il secondo template che avevo scelto), ma più riflettente la mia personalità.
Stasera vi presenterò la recensione di un romanzo pubblicato di recente: "I nostri cuori chimici" di Krystal Sutherland. Lo avete letto? Intanto procediamo con copertina e trama.


Trama: Henry Page, 17 anni, è l'ultimo dei romantici, da sempre all'inseguimento del grande amore. E forse proprio per questo, non si è mai innamorato. Ma un giorno in classe arriva Grace Town, e tutto cambia. Grace cammina aiutandosi con un bastone, porta vestiti troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Henry se la ritrova accanto nella redazione del giornale della scuola, e presto ne rimane incantato. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato, ma questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima era una sua quotidiana compagnia. Ma forse ciò che è spezzato non sempre si può riparare, e il grande amore è più amaro di quanto i romantici credano.


La storia di Henry e di Grace comincia come ogni storia adolescenziale (o almeno, come la maggior parte di esse): tra i banchi di scuola.
Henry Page è un ragazzo sensibile, si vorrebbe dedicare alla redazione del giornale della scuola ed è romantico, forse troppo per il giorno d'oggi. Cerca l'amore perfetto, quella relazione idilliaca alla Romeo e Giulietta, convinto che i suoi genitori siano il prototipo di quel che significa "amare".


A 17 anni perciò non ha ancora avuto una ragazza accanto a sé e non si è mai innamorato, finché non incrocia lo sguardo spento di Grace Town, una stranissima creatura. Grace indossa abiti da ragazzo, ha i capelli biondi che non lava da giorni, zoppica appoggiandosi a una stampella ed è scostante.
Attratto dal mistero che la circonda, Henry inizia a parlare con lei, cercando di conoscere ogni suo aspetto, ogni sua debolezza, fino a innamorarsene. Grace però è ferita. Ha l'animo incredibilmente lacerato da un recente passato da cui non riesce a staccarsi e da sensi di colpa per i quali si impone la punizione del ricordo quotidiano.
Nonostante le ferite che Grace infligge costantemente, Henry non si arrende. Vuole aggiustare i cocci di Grace, rimetterli al proprio posto, incollarli e saldarli proprio come fanno i giapponesi con il Kintsugi valorizzando gli oggetti rotti con venature dorate. Ma riuscirà Henry a farsi amare davvero da Grace?


Prima di tutto si tratta di un contemporary romance YA (Young Adult), quindi destinato essenzialmente a un pubblico adolescente, ma io sono convinta che non ci sia età per leggere i libri. Un adulto può leggere libri da bambini e da ragazzi in qualsiasi momento della sua vita. E devo dire che complessivamente mi è piaciuto abbastanza. Ho effettuato un salto indietro nel tempo, fino a giungere al liceo (epoca che non ricordo con piacere per svariati motivi) e a pensare con il cervello di una diciassettenne romantica, a volte ingenua, esattamente come capita ad Henry. Ma "I nostri cuori chimici" non è un romanzo melenso, anzi, mostra i sentimenti in tutta la loro cruda realtà. Sono sensazioni che derivano da processi chimici, nient'altro che biologia, meccanismi che si attivano per motivi misteriosi e ci coinvolgono fino a farci stare male.
Grace è un personaggio complesso. La sua psiche è rimasta intrappolata in un trauma molto grave e la realtà sembra scorrerle attorno priva di senso, finché sono i sentimenti a risvegliarle l'animo... anche se il passato, che sembra sempre legarla indissolubilmente a sé, la spinge a ferire.


Henry è un ragazzo ironico, amante di Harry Potter (punto a suo favore), romantico, sognatore, illuso che l'amore si presenterà ai suoi occhi in maniera perfetta, che riuscirà a riconoscere la sua anima gemella perché è così che le "fiabe" hanno tramandato. La realtà, invece, insegna che l'amore non si riconosce. E' imprevedibile, imperfetto, pieno di errori, persino brutto, ma sono proprio quei difetti a rendere qualcosa unico e perciò amabile nella sua essenza. Ma l'amore spesso ti riduce in pezzi scomposti, straziandoti l'anima anche quando sei così giovane. E quando questo capita, bisogna avere il coraggio di lasciare andare le persone. Il tempo curerà i tagli.


"I nostri cuori chimici" è un romanzo in cui i personaggi protagonisti maturano, crescendo insieme, imparando e cambiando.
La mia opinione personale? Il romanzo non è un capolavoro, ma scorre velocemente e si legge bene. Credevo riuscisse a coinvolgermi maggiormente come ha fatto solo in alcune sue parti.
L'adattamento della narrazione al punto di vista di un ragazzo ha fatto sì che l'autrice usasse espressioni che, personalmente, detesto, con intercalare di parole volgari e modi di dire tutt'altro che poetici. Come ho già detto in altri casi, non vi è nulla di sconvolgente, ma i romanzi dovrebbero essere un trampolino di lancio, un esempio da cui partire. Se ai nostri ragazzi proponiamo libri in cui si scrive come si parla tutti i giorni, non lamentiamoci del risultato, ovvero di persone essenzialmente cafone che non si rendono nemmeno conto di non riuscire ad esprimersi in italiano e in maniera educata.
Ho apprezzato alcuni pensieri, forse troppo poetici e maturi per essere verosimilmente attribuiti a ragazzi di diciassette anni che, nonostante tutto, ho segnato perché fanno breccia nel cuore del lettore.
Alla fine, consiglio il romanzo che, tuttavia, potrà non piacere a tutte le tipologie di lettore.


<<Potrei dirti che quando ti innamori di qualcuno le parti del cervello si attivano come quando hai fame e sete. E potrei dirti che quando la persona che ami ti lascia, tu muori di fame, la agogni, soffri di astinenza, come un tossico con la droga. E so che tutto questo sembra molto poetico, o esagerato, o drammatico, ma non lo è. Lo strazio che senti nel cuore è scienza, come l’amore.>>


<<L’amore non deve durare una vita per essere reale. Non puoi giudicare la qualità di un amore dal tempo che dura. Tutto muore, incluso l’amore. A volte muore con una persona, a volte muore in se stesso. La più grande storia d’amore mai raccontata non deve riguardare due persone che hanno passato tutta la vita insieme. Potrebbe essere un amore che è durato due settimane, due mesi o due anni, ma è bruciato più luminoso e caldo e sfavillante di qualunque altro amore precedente o futuro. Non piangere per un amore fallito: non esiste un concetto simile. Ogni amore si equivale nel cervello.>>


<<Grace Town è stata una esplosione chimica nel mio cuore. È stata una stella che si è trasformata in supernova. Per qualche fugace attimo ci sono stati luce e calore e dolore, più luminosi di una galassia, e nella sua scia lei non ha lasciato altro che oscurità. Ma la morte delle stelle fornisce i mattoni della vita Tutti noi siamo fatti di materia stellare. Tutti noi siamo fatti di Grace Town.>>


La mia prossima lettura sarà "Giovane carina molla tutto e cambia vita" di Lisa Owens. Direi che è sincronizzato con la mia attuale situazione. Chissà come cambierà la vita della protagonista (e come la mia)?

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