sabato 28 gennaio 2017

Recensione di "The Siren" di Kiera Cass

Buonasera a tutti amici! Sono state giornate abbastanza piene, tra riprese di "idee" lasciate in fase embrionale e festeggiamenti per la laurea di mia sorella.
Intanto ho terminato di leggere "The Siren" di Kiera Cass.



Trama: L'amore è un rischio che vale la pena correre. Kahlen è una sirena, una meravigliosa e pericolosa creatura al servizio dell'Oceano. Ma non è sempre stato così. C'è stato un tempo in cui Kahlen era soltanto una ragazza come tutte le altre. Poi, un giorno, mentre stava annegando, l'Oceano l'ha salvata e le ha regalato una seconda possibilità. Anche se a un prezzo terribile. Per ripagare il suo debito, Kahlen infatti ha dovuto rinunciare a una vita normale e ai suoi sogni, primo fra tutti quello di amare ed essere amata, per attirare in acque mortali, con il suo canto letale e ammaliatore, altri esseri umani. Per cento anni. Solo allo scadere di questo tempo, potrà finalmente tornare a parlare, ridere e vivere liberamente. Fino ad allora una sua parola sarà sufficiente a uccidere un uomo. Così, quando un giorno incontra Akinli, Kahlen sa bene che legarsi a lui è l'errore peggiore che possa fare. Innamorarsi di un essere umano infrange tutte le regole dell'Oceano. Ma Akinli, gentile, premuroso e bellissimo, è il ragazzo che ha sempre sognato. Quanto sarà disposta a rischiare per seguire il suo cuore?

Attenzione: la recensione contiene SPOILER.

Avevo notato questo romanzo più volte durante le mie mille visite alle varie librerie di Roma. La copertina mi aveva attratta, proprio come il canto delle sirene fa con i marinai. Tuttavia, devo ammettere di essere rimasta un po' delusa dalla storia narrata da Kiera Cass.
Prima di tutto, Kahlen è diventata una sirena in circostanze inizialmente abbastanza misteriose, che diverranno più chiare con lo svolgersi del racconto. Sappiamo che iniziò la sua nuova vita nel 1933 ed era su una nave con il padre, la madre e il fratello minore. Sono pochissimi i dettagli, eppure Kahlen sembrava non avere particolari problemi con la propria famiglia. Delle altre sirene viene narrato il passato, talvolta in maniera troppo frettolosa e soffermandosi solo su Padma, la ragazza proveniente dall'India che ha un retroscena traumatico dovuto purtroppo a schemi culturali retrogradi.
Ciò che mi ha meravigliato è che, mentre Elizabeth, Padma e Miaka non ricordano con piacere i piccoli frammenti della passata vita umana e sono perciò felici di essersi lasciate tutto alle spalle divenendo immortali per 100 anni, Kahlen aveva una famiglia normale, per cui non aveva motivo di provare rancore. Kahlen però non parla dei suoi genitori, né di suo fratello. Sembra quasi che non le importi della sua umanità perduta, che Oceano sia più madre della sua vera madre, che voglia più bene a questa "entità" che in teoria dovrebbe odiare, che delle sconosciute siano più sorelle del suo vero fratello e che viva con nonchalance un susseguirsi di giorni privi di senso, se non quello di nutrire Oceano con nuovi naufragi quando le viene ordinato. E questo costituisce il primo degli elementi surreali e a me incomprensibili (forse sarò troppo sensibile io? Mah).


Secondo elemento: le sirene, da che mondo è mondo, sono esseri mitologici. Nell'antichità avevano un aspetto molto simile a quello delle Arpie (metà donne e metà uccelli), poi divennero metà donne e metà pesce. Le sirene della Cass hanno un aspetto umano, persino quando entrano nell'Oceano, ma il loro corpo viene rivestito di magnifici vestiti da sera composti di sale marino. Ora, la cosa in sé potrebbe pure essere considerata originale, se non fosse che la figura della sirena che nuota con l'abito da sera non regge minimamente.


Terzo elemento: l'utilizzo del maiuscolo per indicare l'entità "Oceano", come se ci si rivolgesse a una divinità. A mio avviso, è davvero eccessivo dover leggere ogni volta quelle maiuscole. La superiorità dell'Oceano e il rispetto che le sirene portano alla loro "culla vivente" si comprende benissimo nell'arco della narrazione, senza il bisogno di inserire queste accortezze abbastanza inutili.


Quarto elemento: Akinli. Mi ha incuriosita il nome che, sinceramente, non sapevo nemmeno esistesse. In pratica la storia ruota tutta intorno alla sua presenza e, fin qui, potrebbe pure andar bene se l'obiettivo dell'autrice fosse stato quello di creare una storia d'amore. Ma è una storia d'amore surreale! Kahlen e Akinli si conoscono minimamente e, tra le altre cose, lei non ha neppure mai parlato sul serio con lui (essendo muta, ma questo si esaminerà dopo). Come possono provare un amore così grande l'uno per l'altra da stravolgere le leggi dell'Oceano?! Sembra più paradossale delle storie Disney in cui principe e principessa si conoscono in qualche ora e si giurano amore eterno.


Quinto elemento: le sirene dispongono di denaro illimitato che permette loro di affittare o possedere case in ogni parte del mondo. Incredibile per esseri che sono muti e sembrano non lavorare (Kahlen finge di studiare all'università). Vivono sulla terraferma e si confondono con gli umani... mi è sembrato di avere a che fare con i vampiri di Twilight, solo che la storia della Meyer era almeno plausibile. Una sirena che non vive in mare, che sirena è?


Sesto elemento: ho trovato la ripresa di molti elementi tratti da film d'animazione e cartoni animati. Queste quattro sirene - se si esclude Aisling che terminerà i suoi anni di legame all'Oceano nel corso della storia - sembrano le protagoniste di Mermaid Melody che cantano e indossano vestiti particolari. 


Inoltre, la scena iniziale del naufragio mi ha ricordato tantissimo alcuni fotogrammi del film d'animazione "Anastasia", quando la protagonista è vittima di un incantesimo lanciato da Rasputin durante il quale sogna di stare con la sua famiglia. Lei, incantata dal contesto e completamente sonnambula, si lascia trasportare, fin quasi a cadere dalla nave  su cui viaggiava nel mare in tempesta (poi viene salvata all'ultimo dal bel Dimitri). 


Infine, come non riuscire a notare assonanze con "La Sirenetta"? Le ragazze non possono infatti parlare essendo la loro voce letale per gli umani e trascorrono la loro vita completamente mute.
La canzone infatti recita nelle prime strofe:
"Arrenditi e getta il tuo cuore in quest'onda... La tua anima sarà salva anche se affonda".
Ricordate quando Ariel dona la sua voce a Medusa in cambio di un paio di gambe? Ma soprattutto quando Eric e Ariel si innamorano nonostante lei sia completamente muta? Ecco, ho rivisto le stesse scene nella storia di Kahlen e Akinli.


Ora, è possibile che, nella stesura di un romanzo, l'autore inserisca elementi già visti in alcuni film o letti in alcuni romanzi, magari in maniera anche inconsapevole. In questo caso però il mix di elementi che personalmente ho trovato abbastanza surreali e la ripresa di dettagli non troppo originali ha fatto sì che questo romanzo fosse, a mio avviso, un po' banale. Anche lo stesso sentimento che lega Kahlen e Akinli e che avrebbe potuto essere il filo rosso di base del racconto romantico, non mi ha travolta affatto, perché mancavano semplicemente i passi fondamentali per far sì che il lettore provasse le medesime emozioni dei protagonisti. Per dirla in maniera più "poetica", anche il lettore conosce pochissimo Akinli per potersene innamorare.
"The Siren" è una lettura leggera, da poter terminare in poche ore (io ho mille cose da fare e ci ho impiegato qualche giorno), ma non mi ha convinta affatto. Dato il successo che ha avuto nel web e che ha condotto il libro autopubblicato alla pubblicazione da parte di una casa editrice, credo che la gran parte dei lettori non abbia avuto le mie stesse impressioni. In fondo, de gustibus...
Mi scuso per alcuni spoiler, ma sinceramente non ho potuto evitarli.
La mia prossima lettura sarà "I nostri cuori chimici". Ho letto opinioni contrastanti, Vedremo cosa ne penserò sfogliando l'ultima pagina.
Da Sàkomar è tutto. Buona serata!

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