mercoledì 22 ottobre 2014

Recensione "Il linguaggio segreto dei fiori" di Vanessa Diffenbaugh

Buonasera lettori, come state? Ho incredibilmente voglia di pioggia stasera, di un bel temporale, con la pioggia che ticchetta sui vetri e sul tetto facendomi compagnia, mentre leggo un bel libro e sorseggio una tazza di tè/cappuccino/caffè (ci sono delle varianti).
Voglio stare un po' in pace, questa è la verità. Il mio animo è così in subbuglio che vorrei veramente trovare un po' di serenità dopo tutti questi mesi in cui dentro di me imperversa una tempesta.
Anyway, arriviamo al romanzo di cui vorrei parlarvi stasera: "Il linguaggio segreto dei fiori" di Vanessa Diffenbaugh. Qualcuno di voi l'ha letto?



La protagonista di questa bella storia è Victoria, una ragazza che sembra avere numerosi problemi, soprattutto nei rapporti con il prossimo. La sua paura è radicata nel profondo del suo cuore, tanto che detesta quasi ogni cosa, arrivando talvolta ad avere reazioni esagerate, direi violente. E' come un riccio, con gli aculei pronti a pungere, ma con l'animo fragile. Il silenzio è il suo compagno preferito e la solitudine la sua migliore amica. 



La sua situazione deriva certamente dal fatto che fu abbandonata alla nascita. Costretta a vivere in un orfanotrofio, è stata affidata a varie famiglie, che l'hanno rispedita indietro come un giocattolo difettoso. Nessuno ha mai avuto la forza di insegnarle ad amare... eccetto Elizabeth. Si dice che le anime simili si cerchino e alla fine si trovino. E' il caso di Elizabeth e Victoria, entrambe ferite, con poca fiducia verso il prossimo, disperatamente bisognose di amare ed essere amate.
Le due non vivranno però insieme. Sarà un incendio a separarle (per non spoilerare non dico altro, perchè è bello leggere ogni cosa).



Victoria, dopo aver compiuto 18 anni, vive quindi in una casa di accoglienza per poco tempo, finchè si trasferisce come barbona nel Parco di Portero Hill (San Francisco), dove creerà il suo angolo fiorito. L'amore per i fiori e per quel linguaggio che si nutre del loro significato (usato in epoca vittoriana) le fu trasmesso proprio da Elizabeth e per Victoria diventa una vera e propria passione, una ragione di vita.
Sono i fiori che la salvano. Riesce infatti a diventare assistente di una fioraia e in poco tempo acquisterà una certa fama per la sua abilità nel creare composizioni, indovinando lo stato d'animo altrui. E anche i fiori le permetteranno di tornare ad amare e ad essere amata perchè è proprio al mercato che un giovane fioraio parlerà il suo stesso linguaggio. Si chiama Grant e le loro strade si erano già incrociate in passato.

L'autrice tratta dei meravigliosi temi, tre dei quali costituiscono l'ossatura del romanzo:

- il rapporto madre-figlia: Elizabeth e Victoria non sono biologicamente imparentate, ma l'affetto che lega due persone va ben oltre i legami di sangue. Victoria poi lo proverà con sua figlia, Hazel, comprendendo l'importanza di prendersi cura di una piccola creatura indifesa, imparando ad amarla.



- la paura: un sentimento che fa sembrare Victoria un'egoista convinta, quando invece è paralizzata dal timore di essere ferita ancora. Come gli animali quando hanno paura, l'essere umano reagisce alla stessa maniera, attaccando. Victoria non è quel che sembra, dietro quel guscio che si è costruita.



- la simbologia dei fiori: forse è quasi ovvio dato che il romanzo si fonda proprio su questo bel linguaggio. Non è comunque superfluo focalizzarsi su ciò. Un fiore è soltanto tale se non ci conosce la sua chiave di lettura. Ho apprezzato molto questo elemento e imparato altrettanto dal dizionario in appendice. Essendo iconografa, questi sono dettagli che personalmente adoro. 



In conclusione: consiglio il romanzo perchè è davvero particolare. Forse solo una nota "negativa" se così si può chiamare. In alcuni punti è un po' lento, ma credo che anche questo sia fondamentale per comprendere a fondo la psiche di Victoria e dei personaggi di contorno, che costituiscono parte integrante della sua vita e del suo carattere.
Ho apprezzato infine un'altra cosa: le copertine del libro sono tutte diverse. A volte la ragazza (che rappresenta Victoria) ha in mano una scheda, quella del suo dizionario, con un tulipano (la copertina che ho io), altre volte con una margherita, una rosa e così via. E' un elemento originale che nell'insieme riassume l'animo del romanzo.

Bello anche il progetto di creare un sito apposito in cui inserire il dizionario di Victoria, scaricabile in pdf, il teaser trailer, e tanti altri contenuti interattivi. Fantastico.




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