lunedì 19 maggio 2014

Recensione "Pompei" e "Il Segreto"

Cari lettori, ritorno sempre saltuariamente sul mio blog. Non è che sia una cosa semplice gestirlo. Servono pazienza e soprattutto tempo, che nella mia vita scarseggia. Vorrei che una giornata fosse composta non da 24 ore, ma da qualcosa in più, in modo da poter fare tutto quello che dovrei... invece, nonostante sia abbastanza rapida, mi trovo sempre indietro in qualche modo.
Ultimamente ho terminato di leggere due libri, oltre a quelli archeologici (urka che traguardo!).
Il primo, iniziato prima della partenza per Spagna e Portogallo (sigh, voglio tornarciiii!), era "Pompei" di Robert Harris, libro di qualche tempo fa che era rimasto in uno dei miei scaffali della mia affollatissima libreria, non perchè non mi piacesse, ma per il motivo che preferisco immergermi in letture diverse, che non trattino di Roma antica o di storia. Dopo ore e ore sui libri che parlano solo ed esclusivamente di quello, per quanto io possa amare la materia, quando leggo la sera o sui mezzi devo rilassarmi. Sono riuscita a leggere qualche capitolo persino in aereo (l'ho detto, i miracoli accadono ogni tanto!).



Inizia tutto con una cocente settimana di agosto. La realtà romana è quella nobiliare, delle ricche ville in cui lavorano degli schiavi che sono sottoposti a ingiustizie. E' proprio dall'episodio che coinvolge uno degli schiavi che entra in azione l'ingegnere Marco Attilio, responsabile dell'Aqua Augusta, fatto costruire da Ottaviano, che procura rifornimento idrico a nove città del golfo di Napoli. Il predecessore di Attilio è scomparso misteriosamente e, dopo varie vicende, si scopre che le sorgenti si stanno esaurendo. Eccetto che a Pompei, l'acqua scarseggia. Attilio si reca quindi in questa città che è un vero e proprio centro del lusso sfrenato, in cui Ampliato, liberto molto arricchito, è ormai il boss. Ovviamente il protagonista non può e non vuole avere una vita semplice, quindi decide bene di innamorarsi della figlia di Ampliato, Corelia. La storia d'amore rimane però sempre marginale, sebbene il finale sia degno degli episodi più romantici narrati da film hollywoodiani. Certamente, la causa di tutti gli sconvolgimenti è il Vesuvio che sta per eruttare, ma ognuno fa finta di niente, anzi, sembra quasi che nemmeno si accorgano di avere un vulcano attivo sulle proprie teste, finchè Attilio con lo zelo di un detective non si mette alla ricerca di quel qualcosa che era già stato scoperto dal suo predecessore, Esomnio.



Nello scenario si inserisce anche e soprattutto Plinio il Vecchio (e qui devo dire che me lo sono sempre immaginato come un arzillo signore, abbastanza magro... mentre Harris lo vede proprio come un uomo sovrappeso, anche abbastanza pigro), l'ammiraglio, che ha la nave ormeggiata a Miseno e che a causa della sua insaziabile curiosità per il fenomeno naturale che si sta verificando, finisce, come la storia ci tramanda, per morire.
Un breve riassunto di preambolo per dire che questo libro mi è piaciuto per il carattere narrativo, scorrevole, con una suddivisione ben congegnata come fosse una cronaca, e la suspence introdotta da un "conto alla rovescia" all'incipit di ogni capitolo. Tuttavia, per i miei gusti, è più interessante verso la fine, quando la catastrofe si sta svolgendo e le azioni si fanno più movimentate. 
L'autore si è soffermato su una minuziosa descrizione dei costumi romani, sul funzionamento dell'acquedotto, sulla vita sregolata e lussuriosa dei ricconi, talvolta tralasciando un po' la storia a mio avviso.
Nel complesso però è un libro che mi è piaciuto. Sono stata consigliata a riprenderlo da una mia amica e se non fosse per lei ancora giacerebbe sullo scaffale, sorpassato dai miei preferiti fantasy.




Il secondo libro che ho terminato in un soffio è stato "Il Segreto" di Alejandra Balsa, prequel letterario della celebre fiction televisiva, che semplicemente adoro "El Secreto de PuenteViejo" (in Italia "Il Segreto").
E' narrata la storia di Francisca Montenegro, la nobile cattiva del film, e di Raimundo Ulloa, l'attuale taverniere che si distingue per la sua onestà. Devo dire che dopo la lettura del libro, le mie simpatie per Francisca si sono acuite. Ancora prima di conoscere i vari eventi, quindi parlo di poco dopo l'inizio della serie tv, ero strasicura che donna Montenegro Castro non fosse cattiva perchè era una persona acida di natura. Così cattivi ci si diventa solo dopo tanta sofferenza, e molto spesso è l'amore che provoca questi bruschi cambiamenti. E infatti non mi sbagliavo. D'altra parte, Raimundo non è colpevole, anche se Francisca continua, dopo anni e anni, a ritenerlo la sua rovina. Quando in una storia tra due persone ci si inserisce la gelosia altrui e affari economici macchinati dai genitori, ecco che il sentimento viene stressato, fino ad essere occultato.



"Il Segreto" è un libro travolgente, per persone romantiche, che hanno voglia di vivere in quelle atmosfere spagnole di fine '800 in cui i colori dei campi di grano si mescolano a quelli pastello delle sale da thè nelle ricche dimore, e il profumo della libertà che si respira cavalcando si fa tangibile, emergendo dalle pagine bianche.
E se siete fan della serie, di sicuro non potete perdervelo per conoscere i retroscena della coppia più misteriosa di Puente Viejo intorno alla quale ruota questo grande "segreto".
  

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