domenica 30 ottobre 2016

La terra trema ancora...

Buongiorno amici, non sono scomparsa. Sono sempre stata china sulle correzioni effettuate sul catalogo della mia tesi. Mancano quelle al volume di testo che spero vivamente di terminare a breve. Ormai la stanchezza inizia a farsi sentire e sinceramente anche la necessità di provare a trovare un lavoro, meglio se attinente al mio campo di studi, nonostante non sia molto fiduciosa.
Oggi però scrivo sul mio blog... scrivo perché il tremore che mi ha pervaso le ossa non mi è ancora passato. Erano le 06:30 circa quando mi sono svegliata di soprassalto, non so nemmeno io perché. I gabbiani avevano iniziato a lamentarsi sopra il tetto, ma per la strada regnava il silenzio. In fondo, è entrata in vigore l'ora solare e tutti si stavano godendo un po' di sonno in più. Eppure il mio sonno non riusciva a tornare, ad avvolgermi di nuovo nelle sue spire. Avvertivo una strana agitazione addosso. Mi sono girata e rigirata nel letto, finché i primi raggi di sole non hanno iniziato a penetrare dalle serrande della mia cameretta. Avevo chiuso gli occhi da poco, quando alle 07:40 sono stata letteralmente sballottata contro il muro da una fortissima scossa di terremoto ondulatoria.
I ricordi, legati a quella notte del 2009 quando la mia adorata L'Aquila è stata rasa al suolo, si sono immediatamente risvegliati. Roma non è territorio sismico, ma anche qui avvertiamo le conseguenze di quel che accade nel centro Italia. Sono giunte da poco alcune notizie relative a danni nella basilica di San Paolo fuori le mura e di San Lorenzo fuori le mura, così come di un ascensore crollato in zona Marconi.
La diretta di Rainews 24 - accesa fino a un'ora fa - è stata agghiacciante. Per fortuna stavolta non ci sono state vittime (era stato tutto evacuato il 27 ottobre), ma il nostro patrimonio culturale si sta lentamente sgretolando. Quel poco che rimaneva in piedi ad Accumoli, Arquata del Tronto e Amatrice è venuto giù definitivamente, come un castello di carte.


E poi Norcia... la basilica di San Benedetto, un'opera d'arte di immenso valore, un polo culturale e religioso fondamentale, non c'è quasi più. Aveva resistito al sisma del 24 agosto, quella scossa che fortunatamente non avevo avvertito non essendo a Roma.


Da archeologa, mi si spezza il cuore. Ho pianto quando ho visto nel 2009 la basilica di Collemaggio franare e quella delle Anime Sante collassare... ho tremato quando solo l'anno scorso sono passata in macchina attraverso alcune strade dell'Aquila... ho osservato con immensa tristezza case sventrate nei paesetti delle frazioni, altre puntellate e disabitate a distanza di anni... un Abruzzo ferito e spesso abbandonato.



Non riesco a pensare a quanto abbiamo perso e perderemo. Sì, perché non è finita qui, come in ogni terremoto, come in ogni paese soggetto a rischio sismico. E mi chiedo ancora una volta come possiamo permettere tutto questo. 
In Giappone i terremoti sono all'ordine del giorno, eppure gli abitanti hanno reagito, hanno costruito in maniera antisismica, hanno adattato le loro costruzioni. Mi chiedo perché l'Italia non possa effettuare la dovuta prevenzione.


Purtroppo si ritorna sempre al punto di partenza: poco personale, non ci sono assunzioni, mancano i fondi (che fine faranno mai?) e noi perdiamo tasselli della nostra storia insieme a vite umane.
Il lavoro da svolgere sarà così tanto e di portata così ampia che non credo si potrà recuperare tutto (si pensi solo agli affreschi della basilica di Assisi... alcuni frammenti sono ancora nei cassetti in attesa di essere riassemblati e si parla del sisma del 1997), ma possiamo prevenirlo, questo sì.
E' costoso? Con tutte le tasse che gli Italiani pagano sono certa che il denaro per tutelarli si possa e si debba trovare. I nuovi edifici dovranno (è un must, non un'opzione) essere costruiti in maniera antisismica e il nostro patrimonio artistico - almeno i monumenti maggiori - dovrà essere monitorato e protetto. I danni probabilmente ci saranno comunque, ma un conto sarà fronteggiare un danno, un conto sarà trovarsi davanti all'ennesimo caso di distruzione e morte.
In fondo, lo sappiamo da sempre, l'Italia è un paese a forte rischio sismico. La storia parla e i dati geologici anche. E' perciò nostro dovere tutelarci, ora più che mai, effettuando controlli serrati sulle nuove costruzioni (per evitare le varie furberie alle quali siamo abituati), così come su quelle più antiche.


In questa giornata, non posso far altro che dedicare un pensiero e una preghiera a quelle persone che hanno ormai perso tutto, sperando vivamente che il governo e l'Europa si mettano in moto immediatamente per far sì che il loro futuro possa essere ricostruito. In fin dei conti, ora è l'Italia ad essere in difficoltà... terremoto ed emergenza immigrazioni (non dimentichiamola, visto che siamo praticamente rimasti soli in mezzo al Mediterraneo) ci stanno mettendo in ginocchio.
Le persone dell'Aquila sono ancora alloggiate nelle case prefabbricate; gli abitanti dell'Irpinia proseguono da decenni ad essere sfollati; i terremotati del 24 agosto e di questi giorni sono nelle tende e nei camper. Se nessuno si muove, forse ad emigrare saranno (di nuovo) gli Italiani, lasciando alle spalle un paese che si sta sgretolando sotto ogni punto di vista.
Stavolta non nego di avere paura... E' in momenti come questi che si percepisce quanto sia piccolo e insignificante l'uomo rispetto a tutto quel che lo circonda...


Nessun commento:

Posta un commento