lunedì 3 novembre 2014

Recensione di "Dieci piccoli respiri" di K. A. Tucker

Buonasera amici! Dopo il successo di "Halloween on Read" promossa da noi Self Dreamers, posso riprendere a scrivere qualcosa sul mio blogguccio.
E' la volta della recensione di "Dieci piccoli respiri" dell'autrice K. A. Tucker, pubblicata in Italia dalla Newton & Compton.



Trama: Kacey Cleary ha solo vent’anni quando la sua vita va in pezzi. Un terribile incidente automobilistico le porta via i genitori, il fidanzato e la sua migliore amica. Dopo quattro anni trascorsi a casa degli zii nel Michigan, Kacey decide di fuggire via per sempre. Una notte lei e sua sorella Livie prendono un autobus per Miami e lì, nonostante le difficoltà economiche, possono finalmente ricominciare a progettare una nuova vita. Kacey però non è ancora pronta a lasciarsi alle spalle il passato e stringere nuove amicizie, neppure se a chiederglielo è l’affascinante vicino, Trent Emerson, un enigmatico ragazzo dagli ipnotici occhi blu. Eppure Trent è deciso a far breccia nel suo cuore, e presto Kacey dovrà smettere di chiudersi a riccio e arrendersi al suo amore…

Il mantra che davanti ad ogni difficoltà Kacey si ripete è: 

“Respira… dieci piccoli respiri… afferrali. Sentili. Amali.”

E' qualcosa che le disse sua madre e che non capì mai fino in fondo... ma soprattutto Kacey non è mai riuscita a farli questi dieci piccoli respiri. E' troppo disperata. La sua vita non ha più senso dopo l'incidente d'auto in cui perse i suoi genitori, la sua migliore amica e il suo ragazzo. Ogni notte è tormentata da incubi e la sua personalità ne risente. Diventa aggressiva, persa in un mondo di violenza, cercando di rifugiarsi prima nell'alcool, nella droga, infine nel sesso. 



Altro suo sfogo è la kickboxing. Kacey è sarcastica perchè ormai il suo animo è protetta da un ostrato di ghiaccio. Odia tutti, odia il mondo intero e, come se non bastasse, lei e sua sorella sono quasi costrette a fuggire di casa perchè lo zio, che le aveva in affidamento, ha dilapidato la loro eredità nel gioco d'azzardo e ha tentato di abusare di Livie.
Così, le due sorelle Cleary si ritrovano a Miami, in un condominio popolato da strani personaggi che avranno però tutti un ruolo fondamentale nell'intera vicenda. 



E uno di questi è proprio Trent Emerson, l'inquilino del 1D, affascinante, muscoloso, occhi azzurri e capelli castano chiaro (io credo che esistano ormai solo nei libri perchè, almeno in Italia, sono fuori produzione!).
Scatta da subito un'attrazione irresistibile che condurrà Kacey ad innamorarsi di lui. Ma Trent nasconde anche un segreto, chiave del romanzo.



Il libro è suddiviso in 9 parti: piacevole torpore, negazione, resistenza, accettazione, dipendenza, sindrome da astinenza, crollo, guarigione, perdono. E non è un caso. Tutto è collegato al passato di Kacey e al segreto del bel Trent.
Non dirò di più altrimenti non c'è gusto, ma mi sento in dovere di dare due valutazioni differenti per questo romanzo. 3/5 alla prima parte e 4/5 alla seconda, più seria, che affronta temi che devono far riflettere.
Il 3 è dovuto all'uso di parolacce. Le detesto nei libri, soprattutto ripetute.
Inoltre Kacey mi sembra un personaggio molto "leggero", per la quale l'amore non è amore nel vero senso della parola, ma è appunto solo attrazione e inevitabilmente sesso. Quando vede Trent, sembra che voglia saltargli addosso da un momento all'altro... insomma, ho trovato elementi che sono propri di un romanzo erotico, cosa che poi l'intera storia non si rivela essere.
Anzi, nella seconda parte, la cui valutazione è 4/5 per me, Kacey sembra più matura, il dolore che ha dentro la dilania e molte cose che apparivano volgari nella prima parte, diventano improvvisamente comprensibili perchè esito di sofferenza.
L'autrice, anche nelle note di ringraziamento (da autrice vi dico, leggetele!!! Sono anch'esse parte del libro perchè vi fanno conoscere l'artefice del romanzo!), ha un preciso intento: quello di trasmettere un messaggio, ovvero di essere prudenti alla guida, di non intraprenderla in stato di ebrezza poichè il pericolo è per se stessi, per i propri cari e per gli altri automobilisti.
Nella seconda parte del romanzo la Tucker riesce a centrare in pieno questo obiettivo.
Concludendo, il romanzo è stato piacevole e, ripeto, ho apprezzato più la fine dell'inizio che non avevo trovato particolarmente brillante.

Ora cosa mi leggerò? Stasera farò un giretto nella mia libreria alla ricerca di romanzi dimenticati da una distrattissima sognatrice.
Buona serata a tutti!

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