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sabato 7 settembre 2019

Recensione di "Non amarmi" di Lori Foster

Buongiorno a tutti lettori! Come state? Siete tornati dalle vacanze? Le mie sono durate troppo poco a dire il vero... e un periodo che avrebbe dovuto essere rilassante si è trasformato in un concentrato di impegni e stress. Per fortuna, però, i libri riescono sempre ad assolvere la loro "magica" trasportando fuori dal tempo e dallo spazio anche per poche ore.
Non sono riuscita a leggere tutti i romanzi che avrei voluto e che avevo portato con me... ma recupererò (spero).
Ecco perciò la prima delle mie letture, già iniziata a luglio.


Trama: Pepper Yates, coinvolta suo malgrado in una losca faccenda di malavita, vive in clandestinità da due anni, nascondendosi in un condominio fatiscente sotto il nome di Sue Meeks. Ha cambiato il proprio aspetto, prediligendo abiti informi, ed è molto riservata. Quasi troppo. Quando però si ritrova come vicino di casa l'affascinante Logan, si lascia stuzzicare dall'attrazione che prova per lui. Non è prudente uscire dal guscio che per anni l'ha tenuta in vita, ma la passione è irresistibile e lei non può che lasciarsene travolgere. Con delle regole, però: rimanere al buio, non spogliarsi e non lasciarsi toccare. Ma Logan non è chi dice di essere, e Pepper rischia di veder crollare il velo di anonimato dietro cui si nasconde... e il proprio cuore ridursi in frantumi.

"Non amarmi" è stato un regalo, non una scelta. Devo dire che la trama non mi aveva eccessivamente entusiasmata, troppo generica, con termini che lasciavano intendere solo una storia di passione nascosta da qualche segretuccio e nulla più. Non mi sarei aspettata di trovarmi davanti un romanzo sensuale, con elementi investigativi che echeggiavano 007. 


Sue Meeks è una ragazza strana, sempre vestita in modo non appariscente, che tende a camuffarsi con l'ambiente circostante, quasi a voler sparire… intento che però non riesce completamente, almeno agli occhi di Logan Riske, un agente sotto copertura, residente in un palazzetto e vicino di casa di Sue. Logan sta dando la caccia a Rowdy Yates, testimone dell'omicidio di un suo caro amico in una discoteca, e sa bene che l'insignificante Sue è in realtà Pepper Yates, sorella del ricercato. 


L'uomo è deciso a usarla pur di arrivare al suo scopo, eppure dopo una serie di sguardi e di approcci che si spingono sempre più verso picchi di passionalità in netto contrasto con l'apparenza della donna, i due finiscono per legarsi l'uno all'altro: Logan scopre aspetti inusuali, dolci e al contempo sensuali di Pepper e Pepper si ritrova a fidarsi suo malgrado di Logan… finché un blitz non incasterà Rowdy spegnendo per sempre quella magia che si era creata. 


Pepper Yates scappa perché ora tocca a lei entrare in scena, liberandosi da una maschera indossata per troppo tempo, ricercata da un pericoloso trafficante di essere umani, da poliziotti corrotti e da un agente innamorato e deciso a proteggerla ad ogni costo.

Non rivelerò di più. Devo dire che il romanzo è andato ben oltre le mie aspettative. Pensavo di trovarmi, come anticipato, davanti alla classica storiella sentimentale con risvolti piccanti, a volte immotivati; invece ho sfogliato le pagine di una storia non eccessivamente impegnativa, in cui si accostano sentimenti, passione, omicidi e indagini. Sarebbe forse più opportuno definirla un poliziesco romantico.
In tutto ciò, bisogna aggiungere che l'autrice abbia dato sicuramente rilievo al rapporto fratello-sorella tra Rowdy e Pepper che, sin dall'infanzia, si sostengono a vicenda, nonostante le varie vicessitudini, costruendo così due personaggi dal passato complicato che riescono però a procedere nella tempesta della vita.

Logan è il classico investigatore sexy, che ha forse visto troppi film di James Bond senza riuscire ad imitarlo realmente e Dash, suo fratello, è la spalla che gli fornisce una copertura idonea. Reese Barenden, collega di Logan, invece, con il suo comportamento ambiguo, riesce a ricoprire un ruolo di tutto rispetto: quello del bravo poliziotto, sospettoso di tutto, ma dal cuore tenero… soprattutto quando si tratta di adottare un cucciolo di cane abbandonato e di riuscire a vedere oltre l'apparenza di Alice, una timida e alquanto strana vicina di casa che sarà una pedina importante specie nella fase di risoluzione del caso.

"Non amarmi" non è di certo un best seller, ma una lettura piacevole, un romanzo da sfogliare sotto l'ombrellone.

martedì 23 luglio 2019

Recensione di "Detective dell'arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura" di Roberto Riccardi

Buongiorno a tutti amici! In un ritaglio di tempo volevo condividere con voi la mia recensione di "Detective dell'arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura" di Roberto Riccardi.


Trama: Un film nel 2014 li ha resi famosi. Erano i Monuments Men, 350 uomini di tredici Paesi che salvarono i capolavori dell'arte dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale. Di militare avevano ben poco, erano in prevalenza esperti di arti figurative, archivisti e restauratori. Nello stesso periodo Rodolfo Siviero, agente segreto e critico d'arte, riportava in Italia con operazioni degne di un romanzo d'avventura i capolavori sottratti dal "Kunstschutz" voluto da Hermann Göring. Era figlio di un carabiniere. Prima di lui c'era stato lo scultore Antonio Canova, nominato ambasciatore dal papa per recuperare le opere portate via da Napoleone in forza del trattato di Tolentino. Nel 1969 l'Arma dei Carabinieri ha creato una struttura dedicata alla salvaguardia dell'arte, composta da squadre abituate a lavorare sui grandi scenari internazionali utilizzando tecniche professionali e innovative. È il nucleo (ora comando) Tutela patrimonio culturale. I suoi uomini hanno rimesso al loro posto La Muta di Raffaello, Il giardiniere di Van Gogh, il Cratere di Eufronio, la Triade capitolina. I risultati vanno ben al di là delle cronache giudiziarie: viaggiano fra il passato e l'eterno. Nel cinquantenario della fondazione del Tpc, a cui sono dedicati eventi e mostre in tutto il mondo, questo libro racconta le indagini, i successi e i casi su cui non è stata ancora scritta la parola fine. Dalla riapertura delle domus di Pompei al giallo del Caravaggio rubato e ai falsi Modigliani, dal salvataggio delle opere d'arte dopo il terremoto in Umbria del 2016 all'impegno in Iraq per la protezione e il recupero dei beni archeologici dopo la Seconda guerra del Golfo, è una carrellata di storie avvincenti e colpi di scena. Che non solo svelano il mondo sommerso dei tombaroli, dei furti su commissione e dei falsari di mestiere, ma rivelano anche le emozioni, i ricordi, gli aneddoti dei detective dell'arte, che hanno fatto del loro lavoro una passione senza confini.

Piove a Palermo. E' una notte di ottobre del 1969. Il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri è stato fondato da solo qualche mese e già un caso importante si presenta davanti ai suoi occhi: dall'Oratorio di San Lorenzo è scomparsa "La Natività" del Caravaggio. Ancora oggi quel dipinto è nella lista delle opere d'arte più ricercate di tutti i tempi, il simbolo del traffico d'arte internazionale.


E' così che il Gen. Roberto Riccardi, attualmente Capo Ufficio Stampa dell'Arma dei Carabinieri, comincia la sua narrazione, illustrando in modo scorrevole e a volte "poetico" il mestiere dei Detective dell'arte, degli 007 Italiani che si occupano di recuperare le opere illecitamente sottratte, di restituirle, ma anche e soprattutto di contrastare ogni azione criminale rivolta verso il patrimonio culturale e paesaggistico.


Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha compiuto 50 anni il 3 maggio scorso ed è proprio grazie a questo reparto speciale dell'Arma, fiore all'occhiello tutto Italiano, che l'umanità è in grado di recuperare frammenti della propria storia.
E' quando i tombaroli si aggirano furtivamente nelle campagne che i Carabinieri del TPC indagano e contrastano i trafficanti d'arte internazionali. La Triade Capitolina, magnifico gruppo scultoreo, è stata recuperata così.


E' quando i ladri, frequentemente aiutati da una talpa interna, decidono di recarsi a un museo per rubare opere importanti, magari su commissione, che i Carabinieri del TPC devono essere immediatamente reperibili e correre sul luogo del "delitto" per raccogliere le prove e iniziare le indagini. "Il giardiniere" di Van Gogh, o i dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio a Verona hanno richiesto complesse operazioni investigative prima di portare a casa un risultato positivo, restituendo alla collettività le opere d'arte. 


Ma tutto ciò non riguarda esclusivamente le opere già note: tra i "ricercati" dai Carabinieri vi sono anche manufatti di arte sacra, piccoli oggetti, quadri di artisti sconosciuti che avevano un valore affettivo, sacro, religioso "bisognosi" di essere recuperati per colmare un vuoto tangibile nelle comunità.
Poi ci sono i falsari, sempre pronti a immettere sul mercato manufatti contemporanei spacciati per originali, uomini senza scrupoli che, pur di guadagnare sulla buona fede degli acquirenti, sarebbero disposti a qualsiasi cosa. E' così che sorgono casi come quello dei falsi Modigliani per citarne solo uno dei più famosi.
Infine ci sono le missioni "speciali": i Caschi Blu della Cultura, Unite4Heritage, sono in prima linea quando si tratta di dare man forte in situazioni tragiche, quali calamità naturali (terremoti, alluvioni, incendi, etc.) e guerre, che minacciano il patrimonio culturale.


Tutto questo riguarda le attività del Comando Carabinieri TPC, che può fare costante affidamento sulla "Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti", il più grande e completo database al mondo contenente informazioni e fotografie relative alle opere d'arte trafugate.


Roberto Riccardi, oltre a narrare le imprese, nomina anche le persone che indossano quella divisa: donne e uomini impegnati costantemente per far sì che la memoria e la storia, nazionale e internazionale, non si disperda, ma continui a raccontare dettagli di un passato tremendamente attuale. Donne e uomini infaticabili, che sacrificano spesso gli affetti per adempiere al proprio dovere e rimanere al servizio di ogni cittadino.
I Monuments Men hanno indubbiamente scritto una pagina importante di storia; i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale camminano accanto al cittadino ormai da 50 anni, senza mai lasciarlo solo, impedendo prima di ogni altra cosa che la deliquenza possa in qualche modo compromettere la memoria di ognuno di noi. 


E' ormai dal 2013 che ho personalmente iniziato il cammino della tutela del patrimonio, studiando i casi specifici, occupandomi della comunicazione e informando ogni cittadino degli eventi "delittuosi" riguardanti i beni culturali. E' solo puntando sulla consapevolezza del singolo che si potrà (forse) educare al rispetto verso la storia e le testimonianze di un passato collettivo.

domenica 30 giugno 2019

Recensione di "Sono sempre io" di Jojo Moyes

Buongiorno e buona domenica a tutti, cari lettori! Compaio e scompaio saltuariamente, tra un impegno e l'altro... ormai mi occorrerebbero giornate molto più lunghe di sole 24 ore!
E finalmente, dopo qualche mese in cui l'orario per andare a dormire si era spostato per me alle 02.00 di notte, sono riuscita a terminare la lettura di "Sono sempre io" di Jojo Moyes, terzo libro riguardante la storia della cara Louisa Clark.


Trama: Lou Clark sa tante cose... Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell'Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra. Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L'ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora. Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato... Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

Louisa Clark è rimasta nel cuore delle lettrici per la sua generosità, il coraggio, il dolore che ha sopportato e che è riuscita, bene o male, a superare. Louisa Clark è una ragazza che rispecchia un po' tutte noi: sbadata, spesso confusa, con tanta voglia di fare e a volte poca fortuna. Eppure è una persona che non si è mai arresa, almeno dopo aver conosciuto Will Traynor, il suo grande amore purtroppo perduto. Proprio Will le ha consigliato di essere sempre se stessa, di non accontentarsi mai, di vivere la vita fino in fondo. 


In cuor suo, Louisa sa bene che quelle parole, dettate da un uomo che prima dell'incidente aveva assaporato ogni singolo istante della sua esistenza, sono vere e che dovrebbe seguirle, ricordarle e ripetersele appena sveglia al mattino, ma le difficoltà sono tante e trovare se stessi nel mondo di oggi non è così semplice.
Dopo aver ricevuto una proposta di lavoro dall'altra parte dell'Oceano, Louisa parte alla volta di New York, ritrovandosi a dover fare da dama di compagnia ad Agnes, seconda moglie del ricco Mr. Gopnik, inquilino di uno dei palazzi più altolocati della Grande Mela. Non è facile abituarsi ai ritmi della "moderna" nobiltà: incontri, riunioni, cene di beneficienza con annessa tanta ipocrisia, corse mattutine, sedute dall'estetista, ore di attesa in macchina ad aspettare che Agnes termini le proprie cose. Lou, però, è molto paziente e comprensiva, così tanto da riuscire ad entrare in sintonia con Agnes che la reputa una sua amica in tutto e per tutto. Quella donna polacca, sempre impeccabile, è in realtà una persona molto fragile, che non riesce ad ambientarsi in un mondo in cui si è ritrovata catapultata e che tollera esclusivamente per amore di suo marito.


La vita scorre in maniera frenetica per Lou, mentre pensa ancora che in Inghilterra la sua famiglia va avanti, sua sorella ha forse trovato l'amore (che ancora nessuno conosce), Lily, la figlia di Will, è riuscita a ricrearsi una vita tessendo un ottimo rapporto con la nonna e poi c'è Sam, l'uomo che l'ha salvata dalla caduta dal terrazzo, quell'uomo dalle spalle larghe che si è lentamente e gentilmente insinuato nel cuore ferito di Louisa Clark. Una relazione a distanza è complicata: emerge la gelosia, seguita dal dubbio e da futili discussioni che sfilacciano i sentimenti. E come se non bastasse, durante una cena di gala, Louisa incontra un tale Josh, che sembra la fotocopia americana di Will.
Ci sono mille e più difficoltà nella vita di Lou, eppure abituata a un'esistenza in un paesino sperduto del Norfolk, la ragazza adora la nuova avventura da newyorkese, in una città che non dorme mai e in cui ogni sogno ha una buona probabilità di diventare realtà... forse anche il suo, racchiuso in un cassetto polveroso e pieno di abiti vintage dal gusto stravagante.


Rivelare qualcosa in più significherebbe togliere il gusto di assaporare il romanzo fino in fondo, ma chiunque abbia seguito la storia di Louisa Clark non potrà fare a meno di continuare a conoscerla pagina dopo pagina. Lou è uno dei personaggi che più ho amato e sentito vicino. In quest'ultimo episodio, si può dire che subisca una presa di coscienza: dopo l'ennesima delusione e, al contempo, una nuova possibilità di migliorare se stessa e la condizione delle persone a lei prossime, Lou riesce finalmente a capire chi voglia essere, intercettando la strada per tracciare il futuro che ha sempre sognato. L'esperienza di Lou fa comprendere bene al lettore quanto siano indubbiamente importanti gli affetti e l'amore, ma anche quanto sia fondamentale realizzarsi dal punto di vista lavorativo. Senza quest'ultimo aspetto, una persona si sente completa a metà.

Vi lascio con qualche piccola citazione che ho amato. Buona domenica!

«I libri ti insegnano la vita. I libri ti insegnano l'empatia. Ma non puoi comprarli, se con quello che guadagni riesci a malapena a sbarcare il lunario. Ecco perché quella biblioteca è una risorsa vitale! Se chiudi una biblioteca, Louisa, non cancelli soltanto un edificio, cancelli la speranza.»  


«Presi la metropolitana fino a Washington Heights e scesi a qualche minuto a piedi dalla biblioteca. Finalmente, dopo giorni, ebbi l'impressione di trovarmi in un luogo familiare, pronto ad accogliermi. Questo sarebbe stato il mio rifugio, il trampolino di lancio per un nuovo futuro. [...] Sentii parte della tensione accumulata sciogliersi e scivolare via dalle mie spalle, e con le conversazioni sussurrate della gente in sottofondo mi lasciai fluttuare in un mondo lontano dal caos e dall'affanno che imperversavano fuori.»


«Cosa mi aveva detto Will? Dovevo vivere l'attimo. Dovevo cogliere le opportunità quando si presentavano. Dovevo essere il tipo di persona che diceva sì.»


«Oh, Louisa, puoi restare aggrappata al tuo dolore sulla base di un orgoglio malriposto, oppure puoi semplicemente lasciar perdere e goderti il tempo prezioso che ti rimane.»


«C'era una volta una fanciullia che viveva in una piccola città di un piccolo mondo. Era molto felice, o almeno si convinceva di esserlo. Come tante ragazze, amava sperimentare diversi look e apparire come qualcuno che non era. Ma, come troppe ragazze, era stata minata dalla vita, finché, invece di trovare ciò che era adatto lei, si era camuffata, nascondendo le parti di sé che la rendevano diversa. Per un po' aveva lasciato che il mondo la ferisse, e infine aveva concluso che era più sicuro non essere affatto se stessa. Esistono tantissime versioni di noi stessi, e tra queste possiamo decidere quale fare nostra. [...] Io avevo una scelta. Potevo essere Louisa Clark di New York o Louisa Clark di Stortfold, oppure una Louisa completamente diversa che non avevo ancora conosciuto. L'importante era fare in modo che nessuno fra coloro a cui permettevi di camminare al tuo fianco potesse decidere quale di queste versioni tu fossi e ti inchiodasse come una farfalla in una teca. L'importante era sapere che potevi sempre trovare il modo di reinventarti.»



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