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sabato 1 agosto 2026

Recensione di "Molte vite, un solo amore" di Brian Weiss

Buongiorno a tutti, bentornati sul blog e buon 1° agosto! In attesa di rinfrescarmi al mare (spero...), vi parlo dell'ultimo libro che ho letto: "Molte vite, un solo amore. L'eterno incontro delle anime gemelle" di Brian Weiss.


Trama: Elizabeth è reduce da un amore sbagliato e avviata sulla strada della depressione. Pedro è un ricco giovanotto messicano segnato prima dalla morte del fratello e poi da un'indecisa relazione con una donna sposata. Elizabeth e Pedro non si conoscono, ma il dottor Weiss ha ascoltato da entrambi, durante la terapia di regressione, il racconto dello stesso episodio doloroso risalente a centinaia di anni prima. Dopo essersi amati in una vita precedente, sembrano destinati a ricongiungersi: e l'amore, che dissolve la rabbia e guarisce l'afflizione, rappresenta per entrambi l'unica possibilità di guarigione.

Il titolo potrebbe sembrare quello di una romantica storia d'amore. Per certi versi lo è, ma il libro di Weiss non è solo questo. Brian Weiss è uno psichiatra e psicoterapeuta americano, autore di altri libri, noto per la pratica dell'ipnosi regressiva.
Questo, dunque, non è un romanzo, ma un libro ispirato a fatti che sono accaduti nella carriera di Weiss, ovvero nel corso delle sue sedute di ipnosi regressiva con vari pazienti. Attraverso la pratica dell'ipnosi, Weiss è riuscito a indagare l'anima dei pazienti in profondità, facendo sì che potessero ricordare eventi appartenenti anche a vite passate. Com'è possibile tutto ciò? Vi è un unico principio in realtà: l'anima è immortale. La sua esistenza non finirà con la morte che coinvolge unicamente il corpo.
Se state pensando alla reincarnazione, è esattamente così. Secondo Weiss, le persone che hanno usufruito delle sedute di ipnosi regressiva hanno ricordato vite precedenti, vissute in altri corpi, in altre epoche. Questo ha consentito di spiegare alcune paure, traumi e persino dolori che proseguivano inspiegabilmente ad avere nella vita attuale.
Tra i pazienti di Weiss, ce n'erano due particolarmente interessanti: Elizabeth e Pedro, entrambi accomunati da un senso di "vuoto sentimentale". Dopo molte sedute di ipnosi, sarà proprio Weiss a capire che, in realtà, Elizabeth e Pedro si erano già incontrati in vite precedenti ed erano anime gemelle, molto legate tra loro, che in questa vita non erano ancora riuscite a ritrovarsi. Era come se girassero a vuoto, alla ricerca di qualcosa.
Dopo un primo contatto visivo avvenuto nello studio di Weiss, i due si incontreranno in aeroporto e non si lasceranno più.
Qual è il messaggio che Weiss vuole inviare? In primis, quello delle anime: non finisce tutto con la morte. La strada prosegue, le anime si possono incontrare di nuovo, vivere nuove vite. E la cosa più importante è imparare dalle esperienze precedenti, soprattutto ad amare il prossimo.

Foto di Usu37 da Pixabay

Detto ciò, so bene che qualcuno, come la sottoscritta, rimarrà scettico. Lo studio della mente è complesso, il funzionamento del cervello pure e mi risulta complicato credere a una regressione fino ad esperienze che risalgono addirittura ai tempi dell'Antico Egitto. Mi chiedo, da profana, quanto ci sia di vero e quanto, invece, possa essere stato creato dalla mente dei pazienti. Non sono una psichiatra e non tocca a me fornire delle risposte, ma è certo che il libro di Weiss susciti numerose riflessioni, facendo sorgere anche tanti complessi dubbi. Sicuramente merita di essere letto e non preoccupatevi del linguaggio: non ci sono tecnicismi ed è tutto molto scorrevole.
Vi lascio con qualche piccolo estratto e vi aspetto alla prossima recensione!

«L'amore può svilupparsi e sbocciare anche sul suolo più ingrato, nelle condizioni più dure. Esiste ovunque e sempre. L'amore è un fiore che sboccia in tutte le stagioni».

«Quando le tue intuizioni, le tue sensazioni istintive, il tuo cuore ti parlano al di là di ogni dubbio, non farti sviare dalle argomentazioni altrui dettate dalla paura. Che siano o no animati da buone intenzioni, gli altri potrebbero condurti molto lontano dal raggiungimento della gioia».
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