Buongiorno a tutti e rieccoci tra le pagine virtuali del blog! Lo sapete, sono incostante con le letture, ma non è colpa mia. Leggo troppe pubblicazioni scientifiche e poi mi ritrovo stanchissima, ma in fin dei conti i risultati a casa bisogna portarli. Ho dovuto sacrificare un po' le letture che faccio per diletto perché c'è un libro a mia firma in lavorazione e un contributo archeologico molto sostanzioso che è in dirittura d'arrivo, cui si aggiungono altri articoli su rivista. Insomma, non mi sono fermata un attimo.
Ma basta con le chiacchiere e arriviamo al dunque. Vi porto a conoscere "Quando meno te lo aspetti" di Chiara Moscardelli, autrice divenuta famosa per "Volevo essere una gattamorta" (che è tra le mie prossime letture).
Trama: Penelope Stregatti, barese, con una nonna cartomante, ha trentasei anni, una laurea, due master in giornalismo e parla cinque lingue. Dei sogni che aveva però non ne ha realizzato neanche uno. Lavora come addetta stampa in una multinazionale di pannolini, la Pimpax Spa, e nel tempo libero scrive test e oroscopi sessuali per «Girl Power», un settimanale femminile. Sogna il grande amore, quello con la A maiuscola, ma incrocia solo uomini in cerca di sesso con la esse minuscola. Con i suoi amici Federico, lo sceneggiatore, Letizia, l’avvocato, e Bianca, l’antiquaria, trascorre le giornate sperando che prima o poi qualcosa di speciale possa accadere. E quando investe con la bicicletta Alberto Ristori, rompendogli una gamba, capisce che questo qualcosa è arrivato. Un mese dopo alla Pimpax Spa si presenta un consulente incaricato della ristrutturazione: Riccardo Galanti. Ma lei lo riconosce, è Alberto Ristori. Perché si fa chiamare in un altro modo? Perché dice di non averla mai incontrata prima? Penelope ha paura di lui ma ne è attratta, e quando arriva il momento di decidere se buttarsi o no, lei non si tira indietro, perché nella vita tutto può succedere, quando meno te lo aspetti.
Acquistato in una delle librerie Giunti che più amo in assoluto (Centro Commerciale Casetta Mattei) durante un pomeriggio di shopping con le mie sorelle, si è rivelato il libro leggero di cui avevo bisogno. Eh sì, ogni tanto devo riprendermi dalla fila di "disagi" davanti ai quali mi pone la vita (e ai quali forse mi sono arresa), per sognare un po', perché quando meno te lo aspetti, tutto può accadere.
E può accadere anche di investire con la bicicletta, per le strade di Milano, un uomo bellissimo, di nome Alberto Ristori che somiglia incredibilmente al conte Fabrizio Ristori di Elisa di Rivombrosa (alias Alessandro Preziosi).
Penelope, che quella sera ha bevuto un po' troppo, non riesce a crederci. Lo aiuta, lo accompagna in ospedale e finisce per pensarlo costantemente, finché qualche mattino dopo se lo ritrova in ufficio a rivestire il ruolo di "capo del suo capo" di cui lei è stata nominata segretaria. Ma Ristori, il cui scopo è probabilmente quello di far crollare la Pimpax, si fa chiamare Riccardo Galanti. Penelope è certa sia la stessa persona di quella sera, eppure lui nega e gli amici la prendono per matta quando, dopo una strana serie di eventi che si verificano e un viaggio a Parigi con Ristori/Galanti, giunge a ipotizzare che sia una specie di agente segreto o comunque che si tratti di una persona coinvolta in traffici internazionali non troppo cristallini.
Nonostante tutto, Penelope è assolutamente cotta di lui e Galanti, con le sue ambigue attenzioni nei suoi confronti, non fa altro che rafforzare il sentimento. In più c'è la nonna cartomante che prosegue a dire alla nipote che arriveranno non uno, ma due uomini per lei!
Penelope non ci capisce più nulla e, tra figuracce e incidenti vari (è alquanto sbadata, ma la comprendo perfettamente), si impegnerà per capire sia chi si nasconde davvero dietro il suo conte Ristori, sia per dare una svolta alla sua vita seguendo finalmente i suoi sogni.
Non posso rivelare di più, altrimenti svelerei l'intera trama, ma è un romanzo veramente carino e divertente, scorrevole, poco impegnativo e Penelope è una protagonista davvero simpatica che riflette, ironicamente, anche una contemporanea (e ben poco confortante) realtà: quella della donna, ormai più che trentenne, preparatissima, che ha studiato tanto, che conosce cinque lingue e sogna di fare la giornalista, eppure si ritrova bloccata nel ruolo di impiegata presso una ditta che produce pannolini e assorbenti, senza uno straccio di uomo accanto perché tutti quelli che ha incontrato non avevano la minima voglia di impegnarsi. Ci ridiamo e ci scherziamo su giustamente, ma la realtà è proprio questa.
Vi consiglio questo romanzo? Assolutamente sì, non vi annoierete. Vedrete che Penelope diventerà la vostra migliore amica per qualche giorno e sognerete anche voi l'incontro con un Ristori da qualche parte (speriamo si materializzi!). Vi lascio con qualche piccolo estratto e vi aspetto alla prossima recensione!
Foto di Jean-Philippe Fourier da Pixabay
«Qualcuno una volta mi aveva detto che il percorso della vita era come scalare una montagna. Si trascorreva la maggior parte del tempo a mettere un piede davanti all'altro, a volte ci si perdeva, si cadeva e spesso si rischiava di tornare indietro. Poi all'improvviso si riusciva a trovare la strada giusta e a quel punto si faceva un bel respiro, si alzava lo sguardo e ci si rendeva conto di quanto si era arrivati lontano. Sempre questo qualcuno, maledetto lui, aveva continuato a regalarmi perle di saggezza e mi aveva detto che la vita poteva cambiare in un attimo. Bella scoperta. Un po' come il famoso "Quando meno te lo aspetti" della nonna».
«Mentre mi preparavo per andare direttamente a letto sentii che forse la felicità e il rispetto per noi stesse non potevano derivare solo dal rincorrere un conte Ristori o dall'avere un uomo accanto a ricordarci quanto eravamo fantastiche. Anche se, per capità, sarebbe stato un aiuto».
«Bisogna avere paura di ciò che si desidera, perché può realizzarsi».












