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domenica 27 novembre 2016

Un salto indietro nel mondo della magia: "Le fiabe di Beda il bardo", di J.K. Rowling

Buonasera a tutti, amici lettori! Vedo che, dall'ultima volta in cui ho scritto qui su Blogger, qualcosa nella grafica è cambiata... Nulla di rilevante però.
Una settimana fa sono andata a vedere al cinema (con tosse, influenza e quant'altro) "Animali fantastici e dove trovarli" con Newt Scamander protagonista di questo primo capitolo della saga che mi ha riportato nel mondo della magia.


Il film mi è piaciuto molto, ma quell'incanto che suscitò il primo Harry Potter non penso sia paragonabile a nulla di tutto ciò. Hogwarts e i suoi angoli usciti dalle fantasie di ogni bambino e di ogni ragazzo, bacchette e incantesimi, foreste e castelli, scope volanti e quella lettera che, in fondo, ognuno ha sempre desiderato di ricevere (anche in ritardo), avevano un fascino diverso.


La storia di Newt ha però ridestato le scintille magiche, assopite sotto uno strato di polvere. Terminai di leggere la saga di Harry Potter quando frequentavo il liceo. Non ero quindi proprio una bambina, ma il fantasy io l'ho sempre amato. All'epoca però mi ero fermata lì, nonostante in seguito fossero usciti anche tre piccoli volumi: "Gli animali fantastici: dove trovarli"; "Le fiabe di Beda il bardo"; "Il Quidditch attraverso i secoli".
Dicevo quindi, il nuovo film ha ridestato in me la voglia di rifugiarmi tra le pagine magiche del mondo di Harry, di impugnare una bacchetta con crine di unicorno, cavalcare un Ippogrifo e volare via verso Hogwarts... magari facendo tappa a Hogsmeade per assaggiare la burrobirra che mi ha sempre incuriosita.


Sono andata perciò sul sito di InMondadori e ho cercato i tre libriccini mancanti sui miei scaffali, ordinando "Le fiabe di Beda il bardo" e "Il Quidditch attraverso i secoli". Purtroppo "Gli animali fantastici" è stato ritirato dal commercio in occasione dell'uscita del film, perché dovrà essere edita la nuova versione aggiornata, disponibile soltanto a partire dal 2017.
Il primo volumetto ad essere stato divorato è stato quello delle fiabe. Leggere "Hermione Granger" ed "Albus Silente", proprio sulla prima pagina, mi ha fatto scattare un sorriso. E' stato come aver ritrovato due vecchi amici.


Le fiabe narrate sono 5, tutte corredate dal commento del Preside di Hogwarts (per me rimarrà sempre lui, nonostante Piton e la McGranitt siano stati i successori): il mago e il pentolone salterino; la fonte della buona sorte; lo stregone dal cuore peloso; Baba Raba e il ceppo ghignante; la storia dei tre fratelli.
Non è possibile scrivere una recensione dettagliata del libro poiché è composto da pochissime pagine e si finirebbe inevitabilmente per fare spoiler, ma lo consiglio a ogni fan di Harry. Queste fiabe sono state nominate nel corso della saga e la curiosità rimane nel lettore finché non si aprono le pagine, immergendosi in un mondo metaforico, che riprende la struttura delle favole di Esopo, con una morale spiegata da Silente.
Ovviamente la storia più famosa è l'ultima, quella dei tre fratelli, che interessa da vicino la saga di Harry, in quanto i tre doni della morte sono presenti nell'ultimo volume di J.K. Rowling: la bacchetta di sambuco, la pietra dell'immortalità e il mantello dell'invisibilità.


E attenzione, attenzione: avete fatto caso a un particolare nel film sugli animali fantastici?
Credence Barebone indossa proprio un ciondolo con il simbolo dei tre doni della morte, affidatogli da Percival Graves.


Cosa ci aspetterà nel secondo capitolo della nuova saga cinematografica? Sono curiosissima.
Stasera inizierò il libro sul Quidditich, per sorvolare un campo verdissimo su una Firebolt 2000, alla ricerca del Boccino d'oro!

lunedì 20 aprile 2015

Recensione di "Naran e Oyuna" di Roberto Piumini... e prossima lettura

Buonasera a tutti! Sono tornata anche oggi. Stranamente in un periodo in cui faccio 2000 cose insieme (tesi, articoli, romanzo, recensioni, vivo la mia vita, etc.), riesco a trovare tempo per tutto. Secondo me è proprio il fatto di essere sempre attiva a riuscire a non farmi rilassare troppo il cervello, cosa assolutamente positiva.
Dunque, dunque... durante questi giorni oltre alle consuete letture archeologiche delle quali risparmio i dettagli almeno qui, mi sono dedicata a un "libriccino".
Nei supermercati Conad sono in promozione, con una raccolta punti, alcuni piccoli volumi di racconti, scritti da autori conosciuti, i quali si sono ispirati a storie inventate da varie classi scolastiche. Trovo che queste iniziative siano molto produttive, in primis per i ragazzi, che vengono messi alla prova e si appassionano alla scrittura e alla lettura (imparando a parlare l'italiano correttamente!). Quindi, ben vengano i progetti culturali!
Il primo libro scelto - della collana "Scrittori di classe" formata da otto volumi - che è ora qui accanto a me sulla scrivania, si intitola "Naran e Oyuna" ed è stato scritto da Roberto Piumini. Il racconto è ispirato a una storia prodotto delle penne della Classe 4B della Scuola Primaria Canale di Castelnuovo Magra (SP).



Trama: Il giovane Naran è in fuga dalla corte di Gengis Kahn. Allevato e istruito alle discipline guerresche, dopo essere stato rapito dal piccolo regno di Mathukar quando aveva due anni, Naran ha appena scoperto le sue vere origini e sa che la sua patria sta per essere attaccata. Il suo destino è legato a quello di un medaglione magico sottratto anni prima da regno di Mathukar. Con l'aiuto di Oyuna, dotata di poteri, Naran è deciso a riportarlo indietro e a salvare la sua gente.

Non fornirò anticipazioni. Il racconto è molto breve - appena 30 capitoli di due pagine circa ciascuno - e si legge velocemente. Il pubblico cui è rivolto è certamente giovane, così come quello che ha ideato la storia. Ho trovato molto bella l'idea di inserire all'inizio di ogni capitolo, un piccolo componimento in versi che in qualche modo fornisca l'idea di ciò che si andrà a scoprire nelle righe successive, una sorta di "profezia". 
Il racconto di Naran e Oyuna si inserisce, a mio avviso, in quella categoria di testi che potrebbero benissimo far parte delle "Mille e una notte". I luoghi però sono differenti: si parla della steppa, di laghi ghiacciati, ma anche di praterie, immense distese d'erba verde dove lasciarsi andare in sella al proprio cavallo, accarezzati dal vento, e vedere il mondo dall'alto, sulle ali di Aki, la gazza fedele compagna di Oyuna, una maga davvero speciale.



Carina l'idea di inserire nel racconto l'esercito di pietra che ricorda molto - e secondo me l'allusione è proprio evidente - quello di terracotta dell'imperatore Qin Shi Huang Di, associandolo a una leggenda e automaticamente a un "incantesimo".



I disegni, opera dell'illustratore Cecco Mariniello, mi ricordano molto sia alcune opere indiane, sia le raffigurazioni presenti sulle antiche ceramiche cinesi. Il risultato è un mondo a metà tra la leggenda e il sogno con un finale degno di una fiaba.



 


Sono forse un po' di parte tentando di diventare un'autrice per ragazzi, ma ritengo, ancora una volta, che questo genere di letteratura faccia tanto bene anche a chi è "un po' più grande". Leggere le fiabe con gli occhi di un bambino e leggerle poi con quelli di un adulto non è la stessa cosa. Ci sono insegnamenti stupendi e concetti che dovrebbero essere tenuti presenti più spesso. Ovviamente quando si è piccoli non si comprende tutto. Le cose appaiono fatate e la fantasia regna sovrana. Quando si è cresciuti, si scoprono dei significati più profondi.

La prossima lettura sarà qualcosa di leggero e assolutamente differente, frutto di un incontro casuale tra il mio sguardo indagatore di scaffali e il titolo un po' bizzarro... misto anche al romanticismo nascosto nel profondo del mio animo. Qualcuno di voi l'ha letto? E quante probabilità può avere il leggendario "amore a prima vista" di riuscire in una storia seria?


 

domenica 5 aprile 2015

Recensione di "Into the Woods", targato Disney

Buonasera! Wow, starete dicendo! Due post nella stessa giornata!
Beh ragazzi, la gente può sorprendere a volte.
E' una vigilia di Pasqua buia e tempestosa, proprio la "tipica" giornata di primavera, non c'è che dire... ed essendo tale, a Roma la metà della popolazione ha deciso di rinchiudersi in centri commerciali e cinema. Io sono rientrata nella seconda categoria, quella cinematografica.
Che cosa si va a vedere? Cenerentola? Tutti dicono sì, e mio fratello bastian contrario (anzi, semplicemente uomo poco romantico) dice no. L'ultimo lupo? Dico sì solo io, gli altri non sono convinti.
Into the Woods? E vada per questo. Avevo visto il trailer, gli altri no quindi a mio favore ha giocato il fattore "suspense". Di seguito quindi riporterò la mia recensione. E' probabile che vi sia qualche spoiler, quindi prendetene atto.



Prima di tutto, la Disney per me equivale a una garanzia di qualità. Non dico che tutto ciò che abbia prodotto la Disney sia stato grandiosamente da Oscar, ma il 99% sì, per cui mi fido. Senza dimenticare il mio sogno nel cassetto di lavorare come disegnatrice... ma ahimè, alcuni sono solo desideri senza sbocco.
Desideri... "Vorrei, vorrei..." "I Wish..."
Quante volte abbiamo sentito questo condizionale nelle fiabe? Tantissime non è vero?
Lo faceva Aladdin strofinando la lampada del Genio, lo faceva Tiana osservando sognante la stella Evangeline, lo faceva Quasimodo guardando dall'alto di Notre-Dame la gente che passava nelle strade, lo cantava Belle desiderando una vita piena di avventure, Ariel pensando ad Eric e agli umani sulla terraferma... ogni film d'animazione Disney ha parlato di "desideri".



E le fiabe della Disney (specifico perchè, come forse molti sapranno, le versioni originali sono molto diverse, spesso cruente e senza lieto fine) ci hanno insegnato a credere nei sogni, a sperare, a desiderare, perchè "Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà".
Era Cenerentola che dava voce ai pensieri di ogni protagonista disneyano che si rispetti e di ogni sognatore. Ed è proprio la ragazza, poi divenuta principessa, che compare in "Into the Woods" tra i protagonisti.
Insieme ci sono Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo, interpretato da un magnifico e inquietante Johnny Depp; una coppia di fornai che non possono avere un figlio a causa di una maledizione; Jack, sua madre, una mucca bianca (o mucco, come dice il ragazzino) e i fagioli magici; infine la strega, interpretata da una Meryl Streep superlativa, che tiene prigioniera Rapunzel in una torre, venendosi a configurare come Madre Gothel.

Scaturisce tutto dalla maledizione cui sono soggetti i due fornai. La strega aveva maledetto il padre del fornaio che aveva rubato alcune verdure e i fagioli magici dal suo giardino; in cambio, lei aveva preso con sè la piccola Rapunzel (che è quindi sorella del fornaio) rinchiudendola in una torre senza porte. A sua volta la strega era stata maledetta da sua madre che le aveva raccomandato di non perdere per nessuna ragione al mondo i fagioli magici. Quando il padre del fornaio glieli porta via, la strega viene trasformata in una vecchia orribile, perdendo tutta la sua bellezza.



Decisa a riconquistarla, si approfitta dei desideri altrui per esaudire il proprio. Il fornaio e sua moglie non riuscivano ad avere figli e lei si propone di esaudire il loro più grande desiderio in cambio di quattro "ingredienti" da trovare entro la mezzanotte del terzo giorno in cui sarebbe sorta una luna piena e blu. La caccia al tesoro inizia e il fornaio e sua moglie si mettono alla ricerca di una mucca bianca come il latte, un mantello rosso come il sangue, dei capelli biondi come il grano e di una scarpetta pura come l'oro.
Ovviamente si comprende a chi appartengano tutti questi oggetti... ma recuperarli all'interno del bosco magico non è così semplice, soprattutto quando l'egoismo, il voler "fare tutto da soli" predomina sulla collaborazione.
La trama si infittisce, proprio come i meandri di questa foresta. Ogni personaggio ha un desiderio per il quale sarebbe disposto a fare quasi ogni cosa.
Cenerentola, che ha sempre vissuto come una sguattera, non desidera l'amore, ma un castello lussuoso visto perennemente da lontano. Tant'è che la ragazza fugge davanti al principe, per ben tre volte, arrendendosi alla fine, provando a fidarsi... ma nemmeno il principe è quel che sembra. Lui pensava di voler sposare Cenerentola, ma in realtà voleva solo collezionare una delle tante ragazze, la più difficile, colei che fuggiva. La loro storia è davvero significativa perchè rappresenta, purtroppo, una realtà sempre più diffusa.



Cappuccetto Rosso è una ragazzina impertinente. Fa sempre come vuole e non ascolta i consigli altrui. Ruba i dolci mentendo che siano per la nonna e si fa facilmente abbindolare dal lupo, venendo mangiata e fortunatamente liberata dal fornaio (che qui si sovrappone con la figura del cacciatore).



Jack è un po' scemotto... o almeno così sembra. Ha come migliore amica una mucca che non produce latte. Lui e sua madre vivono in una catapecchia al limitare del bosco e hanno un disperato bisogno di denaro. La madre del ragazzo, pur di avere qualche soldo, decide di sacrificare l'amicizia del figlio obbligandolo a vendere l'animale, attraversando la foresta e andando al villaggio.



Jack è un po' ingenuo all'inizio e si fida della moglie del fornaio che gli regala alcuni fagioli - trovati nella vecchia giacca del padre del marito - in cambio della mucca. Dai fagioli crescerà un'enorme pianta su cui viveva una coppia di giganti estremamente ricchi. Jack, come accade nella fiaba, ruba del denaro e poi l'uovo dorato della gallina, uccidendo il gigante.
Jack, si diceva, potrebbe sembrare un ragazzo stupido, invece non lo è affatto. Risulta scaltro, ma con un cuore grande. Per lui l'amicizia conta eccome e uno dei suoi desideri era compiacere sua madre, facendola vivere meglio come avevano sempre sognato.



Complessa è la figura dei fornai. Potrebbero sembrare una coppia che vanno d'amore e d'accordo e che per un triste scherzo del destino non riescono ad avere figli; in realtà c'è dell'altro nei loro comportamenti che scopriranno solo affrontando insieme le difficoltà del bosco, metafora della vita reale. Mentre il fornaio è realmente innamorato di sua moglie e fa di tutto per esaudire il desiderio della sua consorte, la moglie invece vuole solo un bambino. Poco le importa del marito. Si vedrà infatti come manchi un ingrediente fondamentale nel loro rapporto: l'amore.



Con Rapunzel e sua madre, la strega, vediamo ciò che già sapevamo dal cartone e dalla fiaba: una madre, seppur finta, troppo protettiva che rinchiude la figlia in una torre per impedirle di venire a contatto con il mondo che è "brutto e cattivo". La metafora è qui quella della crescita e, si sa, i genitori non vogliono mai fare i conti con il proprio bambino che diventa un adulto, limitando le sue scelte e diventando anche invadenti.



Ma Rapunzel accetta tutto, ormai quasi con rassegnazione finchè arriva il principe - nel film fratello di quello di Cenerentola - che la porta via. Rapunzel non ha un attimo di esitazione: vuole la libertà e visto che ha trovato anche l'amore, appena ne ha l'occasione fugge. Il principe desiderava trovare l'amore e direi che è l'unico ad aver mantenuto i suoi propositi senza nessun secondo fine, tant'è che la coppia Rapunzel-Principe/Flynn è l'unica che non verrà colpita in seguito. Loro sono gli unici a non essere preda del supremo egoismo.



La strega desiderava solo riappropriarsi della propria bellezza cui teneva moltissimo. L'apparenza per lei era tutto e quando esaudisce il suo desiderio capisce che invece non serviva più a nulla perchè la figlia "adottiva" non faceva caso al suo aspetto, bensì al suo cuore. E Rapunzel aveva visto solo una madre oppressiva, che aveva quasi ucciso il suo amato.



"Into the Woods" è un insieme delle più grandi fiabe dalle quali si può trarre insegnamenti. La Disney ci ha abituati al lieto fine, tant'è che stavolta riesce a spiazzarci. Il lieto fine è infatti temporaneo... dietro si cela molto di più, ma dovrete andarlo a vedere e osservare con i vostri occhi che cosa sono riusciti a creare quei geniacci disneyani.

Dal punto di vista della valutazione, grandiosa la sceneggiatura che si ispira un po' alle atmosfere dark di Tim Burton. Trama complicata e bella, ma direi che è più per "grandi" che per piccini. C'erano molti bambini al cinema oggi, ma molti di loro perdevano la pazienza dopo un po'.
Il film è metaforico e i messaggi sono comprensibili solo per gli adulti. Ai bambini serve la fantasia lineare. E forse non è nemmeno tanto questo... ma proprio il fatto principale: il suo essere un musical con bellissime canzoni che ho davvero adorato. Purtroppo però i bambini non leggono i sottotitoli. Alcuni ancora non sanno farlo bene, mentre i più grandicelli vanno piano, e altri non ci impiegano proprio tempo a farlo. Segue che non capiscono.
Paradossalmente, "Into the Woods" è una fiaba in cui sono proprio le parole a giocare il ruolo principale, quelle stesse contenute nelle canzoni... al cuore dei più piccoli si arriva sì con le parole, ma le immagini hanno un ruolo decisivo. La soluzione sarebbe stata doppiare le canzoni, ma comprendo anche la Disney che voleva mantenere l'originalità delle voci.
Tra gli attori, fantastica Meryl Streep nei panni della strega... bravissima, non c'è che dire.
Johnny Depp si è visto poco nei panni del lupo che però non avrei trasposto come un umano, seppur lui reciti - come sempre - benissimo. Avrei mantenuto la versione originale del lupo animale... invece così a volte sembra davvero un maniaco che si aggira per boschi, la cui canzone può apparire ambigua a mio avviso.



Mi è piaciuta invece l'attrice che ha interpretato Cenerentola, Anna Kendrick, che ha rivestito molto bene il ruolo della ragazza odierna, con i suoi desideri e le sue numerose paure.
Voto 4/5 stelline a "Into the Woods".
Termino con una frase che mi ha fatto riflettere molto:

"Attento a ciò che desideri, i desideri sono figli. Attento alla strada che prendono, i desideri si avverano ma a caro prezzo..."

Eh sì ragazzi, i desideri possono essere pericolosi. Potrebbero avverarsi... e anche ritorcersi contro.

P.S. Forse sarò un po' matta (anzi, leviamo il forse) ma da iconografa non ho potuto sottrarmi dall'osservazione minuziosa... e sono certa che la Disney abbia voluto fare un netto richiamo all'episodio di Davide e Golia quando Jack uccide la Gigantessa con la fionda. Chi di voi lo ha notato? E per chi ancora dovesse vederlo al cinema, fateci caso, poi mi direte.



lunedì 28 luglio 2014

Dove reperire i miei romanzi: dalla saga di Sàkomar a Chiaro di Luna

ATTENZIONE: La lista relativa alla disponibilità della versione cartacea ed ebook è in continuo aggiornamento. Si prega di controllare bene sui rispettivi stores e di fare attenzione alle versioni più recenti. Grazie!


Tutti i volumi della saga di Sàkomar sono ordinabili in LIBRERIE FISICHE in tutta Italia. Consultate il seguente link per trovare la libreria più vicina a voi:

http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

Le librerie IBS riportate al seguente link ordineranno per voi i miei romanzi in formato cartaceo:

http://blogs.youcanprint.it/una-nuova-grande-opportunita-i-libri-di-youcanprint-ordinabili-nelle-librerie-di-ibs-it



Titolo: I Quattro Principi di Sàkomar - Il Regno dell'Acqua
Genere: Fantasy classico per ragazzi
Editore: autopubblicato con Youcanprint
Numero di pagine: 400
ISBN: 9788891150301

Trama: Durante un'estiva serata scozzese, quattro fratelli, Christine, Fabio, Roby e Valenthine, si trovano catapultati in una dimensione parallela. Possono comandare i quattro Elementi e un vecchio Fauno, che tutti chiamano Oracolo, annuncia loro di essere i Principi di Sàkomar. In una terra, sconvolta da una sanguinosa guerra guidata da un quinto Elemento e dal Cavaliere dal Cuore Nero, e dominata da esseri mitologici, i quattro sono incaricati di riportare la pace. La Principessa Christine del Regno dell'Acqua dovrà affrontare le sue paure e diventare una guerriera, tenendo testa a un pericoloso amore nascente per il suo Portavoce, che si rivela più forte di quanto non vorrebbe.

Disponibile in formato CARTACEO su:


Disponibile in formato ebook su:




Titolo: I Quattro Principi di Sàkomar - Il Risveglio
Genere: Fantasy classico per ragazzi
Editore: autopubblicato con Youcanprint
Numero di pagine: 328
ISBN: 9788891150318

Trama: Mentre Sàkomar prosegue ad essere sconvolta dalla distruzione condotta dal Principe Alessandro, Fabio, Roby e Valenthine si allenano per provare a vincere la guerra e tornare nella propria dimensione. I pericoli sono però in agguato. Riuscirà Roby a dominare l'irruenza dell'Aria? E Fabio a fronteggiare il pericoloso Minotauro? Infine Valenthine sarà in grado di mantenere un segreto capace di ribaltare le sorti di un mondo che sembra destinato alla catastrofe? Intanto l'Oracolo è sempre più debole e non può nulla contro gli Elgwish, i Custodi del Tempo e delle Dimensioni, che vogliono chiudere i Portali per sempre, confinando i Principi a Sàkomar.

Disponibile in formato CARTACEO su:


Disponibile in formato ebook su:

Titolo: I Quattro Principi di Sàkomar - Il Quinto Elemento
Genere: Fantasy classico per ragazzi
Editore: autopubblicato
Numero di pagine: 494
ISBN: 9788893213660

Trama: La conquista di Sàkomar da parte del Cavaliere dal Cuore Nero e del Principe Alessandro, suo sottomesso, sembra proseguire inarrestabile. Intanto i quattro Principi – Christine, Fabio, Roby e Valenthine – sono partiti per compiere le proprie missioni e tentare di ristabilire l'ordine nei Regni intermedi, liberando i Reggenti imprigionati. I rispettivi Elementi sono però sempre più forti, tanto da confinare la loro coscienza e prendere il sopravvento sui loro corpi. Ogni Elemento brama il potere assoluto sull'altro. Poco importa che Sàkomar sia distrutta. Una sola è la speranza in una dimensione destinata alla catastrofe: Excalibur, la spada del Principe Alessandro della Regione di Tempesta, che richiede un enorme prezzo da pagare... Riusciranno i cinque fratelli a sopravvivere e a tornare nella dimensione Umana?

Disponibile in formato cartaceo:




Disponibile in formato ebook:



Titolo: Chiaro di Luna
Genere: Gothic fantasy - Urban - Paranormal
Editore: autopubblicato
Numero di pagine: 383
ASIN: B01DUNJ89C

Trama:
Rockenfield, 1315 d.C.: un'orda malefica di mercenari provenienti dall'Est, si abbatte sul piccolo villaggio ai confini con la Foresta Nera. Dei mostri, metà uomini e metà lupi, li combattono per proteggere le proprie terre. Karl, il misterioso eremita, viene ucciso, ma la maledizione della luna viene trasmessa a una bambina, Livvy.
Roma, 2008: Luna è una ragazza come tante, forse un po' scontrosa e asociale, ma il suo carattere è stato forgiato a causa del bullismo imperante nel suo liceo. A volte vorrebbe fuggire e scappare da quella realtà, ma un giorno, in preda a un tremendo attacco di rabbia, il suo corpo inizia a mutare. Lei è l'erede della maledizione che è scritta nel suo DNA, ma Luna non vuole arrendersi al destino. Inizia un viaggio, volto a scoprire la verità, cavalcando le ali del tempo e ripercorrendo una leggenda, fino ad arrivare a Friburgo, dove un segreto, nascosto da secoli di storia, è in attesa di essere svelato...

Disponibile in formato cartaceo:


Disponibile in formato ebook:



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