book

Visualizzazione post con etichetta Nicolas Barreau. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nicolas Barreau. Mostra tutti i post

lunedì 29 dicembre 2025

Recensione di "Mille luci sulla Senna" di Nicolas Barreau

Buonasera amici lettori, e bentornati sul blog! Ho chiuso questo dicembre con un romanzo natalizio. Era da anni che avevo intenzione di immergermi in un'atmosfera tutta lucine e biscotti di pan di zenzero a Natale ma poi, tra libri cominciati e impegni vari, non mi ero applicata abbastanza da trovare un romanzo che mi ispirasse. Caso ha voluto che "Mille luci sulla Senna" di Nicolas Barreau, acquistato quest'estate insieme a un altro libro, fosse proprio a tema natalizio e che la protagonista, Joséphine, mi somigli incredibilmente. Anch'io vorrei una houseboat ereditata con annesso un inquilino niente male, ma per questo devo ancora attendere che il destino mi sia favorevole!


Trama: Quando, in una grigia giornata autunnale, Joséphine Beauregard esce dal suo monolocale sul canal Saint-Martin, a Parigi, trova due lettere nella casella della posta. Una è dell’editore con cui collabora come traduttrice e l’altra di un notaio sconosciuto.E così, in pochi minuti, Joséphine scopre di aver perso il lavoro, ma anche di aver ereditato una casa, per quanto atipica e un po’ fatiscente: l’amato zio Albert le ha lasciato la sua vecchia houseboat, ormeggiata lungo il quai accanto al pont de la Concorde.
Per sbarcare il lunario, Joséphine decide a malincuore di vendere la barca, nonostante i ricordi di una gita spensierata lungo la Senna con l’eccentrico zio, da sempre il suo preferito in una famiglia fin troppo convenzionale e severa.
Ma la sorpresa è grande quando, una volta a bordo, si trova di fronte un uomo che sostiene di essere il legittimo inquilino della Princesse de la Loire e che non ha nessuna intenzione di lasciarla.
È l’inizio di una brillante commedia degli equivoci in cui, tra ripetuti boicottaggi dei programmi di Joséphine, succederà di tutto. E a complicare le cose, la temuta réunion natalizia dei Beauregard si avvicina…
Dosando sapientemente sorprese e contrattempi, Nicolas Barreau – il maestro della commedia sentimentale – accompagna i lettori proprio nel cuore della città dell’amore, illuminata dalle mille luci di un Natale davvero speciale.


Come anticipavo, la protagonista, Joséphine Beauregard, è una ragazza poco più che trentenne. Abita a Parigi, in una mansarda in affitto, e lavora come traduttrice di libri in finlandese. Purtroppo, però, gli imprevisti capitano tutti assieme: la sua casa editrice, a malincuore, chiude e suo zio, Albert, malato da tempo, muore. Due lettere in una sola giornata, entrambe portatrici di terribili notizie.

Eppure, quando tutto sembra crollare, la ragazza si abbatte, si lamenta, piange e si dispera, poi si rimbocca le maniche e tenta di ricostruire la propria vita. Grazie al suo più caro amico, durante una serata, conosce persone che le commissionano lavori e lo zio Albert la sorprende, lasciandole in eredità una houseboat sulla Senna. Joséphine, decide di venderla... Peccato che la barca sia abitata da un affittuario per niente intenzionato a lasciarla. A ciò si aggiungono una delusione amorosa (ahimé, un rapporto clandestino con un uomo sposato e molto più grande di lei) e una famiglia per niente comprensiva che non vede l'ora che Joséphine sia "sistemata".

Foto di Dan Novac da Pixabay

A questo punto, è Joséphine a dover decidere di andare avanti con quel che ha, effettuando dei tagli netti con il proprio passato e con legami famigliari piuttosto ingombranti. La houseboat, che sembrava un peso di cui sbarazzarsi, diventa improvvisamente un mezzo per la libertà e per un amore alle porte del Natale.

Tutto si conclude bene, come nelle classiche fiabe natalizie. Ma anche questo genere di libri serve a ristorare il cuore di lettori che, come me, cercano un po' di positività e un angolo di mondo che, seppur immaginario, conceda loro una pausa e un sorso di aria pura. A volte, anche alle persone classicamente sfortunate, accadono cose belle e la storia di Joséphine ne è un esempio.

Per ultima, non per minor importanza, nominerò Parigi, un perfetto sfondo per le storie d'amore e per i sogni da realizzare. L'ho visitata rapidamente nel 2010 durante un viaggio di studi con l'università... c'era ancora così tanto da vedere! E da allora sogno di tornarci. Chissà...

Vi aspetto sempre qui, durante il nuovo anno, con le prossime letture!




«Tuttavia, mentre percorrevo rue des Canettes sfavillante di addobbi, ripensai alle parole di Monsieur Lassalle. Le cose non finivano mai davvero, cambiavano e basta. [...] Dovevo riprendere in mano la mia vita, dovevo uscire dalla torre in cui me ne stavo rinchiusa, invece di aspettare che altri decidessero per me.»

«Quando si aspetta qualcosa di importante troppo a lungo e con troppa intensità, a volte capita che nell'istante in cui quella cosa finalmente accade ci si ritrovi sopraffatti da un'immensa spossatezza. Forse è una reazione fisica, una forma di autodifesa. Come se all'improvviso il corpo volesse rimandare in maniera artificiale ciò che gli crea tensione.»

venerdì 27 settembre 2024

Recensione di "Parigi è sempre una buona idea" di Nicolas Barreau

Buonasera amici lettori! Ben ritrovati tra i meandri del mio piccolo blog letterario!
Qualcuno di voi avrà probabilmente già cenato, qualcun altro starà aspettando ancora una manciata di minuti. Io invece vi parlo dell'ultimo libro che ho letto, anche questo iniziato quando ero ancora in modalità estiva. Si tratta di "Parigi è sempre una buona idea" di Nicolas Barreau.


Trama: Parigi è sempre una buona idea, si sa. Innamorati o no, vale sempre la pena di fare una passeggiata per le vie della Ville Lumière. Lì, in rue du Dragon, una deliziosa stradina nel cuore di Saint-Germain, ci si può imbattere in un piccolo negozio con una vecchia insegna di legno, un campanello d’argento démodé sulla porta e, dentro, mensole straripanti di carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, una fetta di tarte au citron nelle giornate storte, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura della papeterie. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, La tigre azzurra ottiene premi e riconoscimenti e si aggiudica il posto d’onore in vetrina. Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, Rosalie pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima ancora che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della Tigre azzurra sia sua…


Sono stata a Parigi ormai tanti anni fa. Era il 2010, in viaggio di studi con la mia università e la capitale francese fu l'ultima tappa di un itinerario interessante, ma abbastanza faticoso. Ricordo che piovigginava, il cielo era grigio, il pullman ci lasciò davanti al Louvre, ma io non fui con il gruppo che entrò nel museo (lo avreste mai detto?). Decisi di dedicare la mia unica giornata a Parigi a conoscere la città, percorrendo le sue strade e osservando i suoi monumenti, qualcuno solo da lontano. Vidi dall'esterno la cattedrale di Notre-Dame dove, sono certa, mi sarei persa al suo interno, incantandomi sulle vetrate e rievocando il celebre romanzo di Victor Hugo, così come il bellissimo cartone animato Disney. Avrei persino cantato la canzone di Esmeralda.
Quando io e il mio gruppetto arrivammo sotto la Tour Eiffel, stavamo cercando disperatamente un posto economico in cui mangiare (una rarità praticamente!). Avevamo optato per Mc Donald's, ma pur avendo chiesto a ben 3 signori, tutti quanti ci avevano dirottato altrove. Simpatici i francesi... infine, chiedemmo a un signore che vendeva braccialetti di corda. Ci disse che dall'Africa era passato in Italia per raggiungere la Francia e parlava italiano. Ci indicò finalmente la direzione giusta. 
Nel pomeriggio, dopo aver ripreso un po' di energie, salimmo a Montmartre, visitando la Basilica del Sacro Cuore. Ricordo poco della serata. Ero stanca, ma certamente le foto avranno immortalato anche quei momenti.
Questa fu la mia unica volta a Parigi. Ci sarei voluta tornare, ma non nego che sia una meta piuttosto costosa e che, in questi anni, non me lo sia potuto permettere. Una mia amica, una volta, mi disse: "Ci tornerai per il tuo viaggio di nozze, che dici?". All'epoca mi misi a ridere, già disillusa su quell'opportunità futura che classificavo tra le cose "impossibili". E infatti, a Parigi non ci sono tornata, né da sola, né accompagnata... ma mai dire mai.


Detto ciò, passiamo alla storia vera e propria. Rosalie è un po' come me: mentre a tutte le bambine (o quasi) piaceva il rosa, a me affascinava l'azzurro, il colore del cielo e, di conseguenza, del mare. Anche gli occhi di Rosalie sono azzurri e si abbinano perfettamente a una lunga treccia castana. La nostra protagonista è un'artista, osteggiata dalla sua mamma (tipico) che avrebbe voluto per lei un futuro diverso. Ma Rosalie, una volta terminati gli studi, è felice così e riesce ad aprirsi una cartoleria "Luna Luna", dove vende deliziosi bigliettini che dipinge lei stessa, penne, matite, colori e tutti quegli oggetti bellissimi che si trovavano nelle cartolerie di qualche anno fa (a Roma, questo tipo di negozi sono quasi scomparsi).
Al suo negozio, un giorno, si presenta un tale Max Marchais che, molto goffamente, fa cadere un espositore. L'uomo, dai profondi occhi azzurri e dalla gentilezza di altri tempi, le chiede di illustrare il suo nuovo libro di fiabe, "La tigre azzurra". Rosalie rimane stupefatta: Max Marchais, l'autore di cui aveva letto tanti libri da bambina, le chiedeva una cosa del genere? La ragazza è al settimo cielo e inizia a lavorare per questo progetto, finché il libretto non va in stampa.
Ma la felicità non dura per sempre... perché un pomeriggio, mentre Rosalie è in negozio, un bellissimo uomo, biondo con occhi azzurri in cui perdersi, si è bloccato davanti alla vetrina e fissa "La tigre azzurra". Poi varca la soglia, ma sembra fuori di sé: è un professore americano di letteratura, si chiama Robert Sherman e ritiene che la storia della tigre sia sua. Vuole denunciare sia Rosalie che Marchais! Come finirà?

Vi posso anticipare che, tanto per citare il titolo, "Parigi è sempre una buona idea", che è una città romantica e che ci saranno altri colpi di scena. Sicuramente l'autrice - eh sì, perché Nicolas Barreau, in realtà, è Daniela Thele - è riuscita a farmi venire ancora più voglia di tornare nella ville lumière, descrivendo stradine, ristorantini, librerie e cieli sfumati che avvolgono la Torre.
E poi è una bella storia. Il sentimento c'è e si percepisce, nasce in maniera talmente spontanea da sembrare una fiaba o una storia d'altri tempi. Insomma, per animi romantici e sensibili come il mio, questo libro è un toccasana.
Certamente, alcuni elementi sono abbastanza prevedibili, ma c'è un dettaglio importante: alla fine vince sempre il cuore.

Foto di Dan Novac da Pixabay

Un romanzo leggero, tutto azzurro e consigliato a chi possiede la capacità di sognare e un cuore che, nonostante le delusioni, riesce ancora a battere forte.

Vi lascio con qualche citazione e vi aspetto alla prossima recensione!

«Fosse stato per Rosalie, si sarebbero spedite molte più lettere e cartoline. La piccola - e a volte anche grande - felicità che una lettera scritta a mano riesce a dare sia a chi la manda sia a chi la riceva non è paragonabile all'effetto di un'email o di un sms, che perdono subito importanza e vengono dimenticati in fretta. La piacevole sorpresa di trovare una lettera nella posta, la gioiosa attesa di voltare una cartolina, aprire con cura una busta o strapparla con impazienza. L'occasione di tenere tra le mani una parte della persona che ha pensato a noi, di studiarne la grafia, indovinarne l'umore, magari intuire perfino una traccia di tabacco o di profumo. È una cosa incredibilmente viva. E anche se ormai si scrive sempre meno perché a quanto pare non se ne ha più il tempo, Rosalie non conosceva nessuno che non ricevesse volentieri una lettera o una cartolina».

«Le macchie di colore sono la cosa più importante. Non bisogna mai smettere di sognare. E non bisogna mai smettere di credere ai propri desideri».

«Era così facile la vita da bambini. Come poteva quella vita così facile diventare tanto complicata? Sono le mezze verità, le frasi non dette, i sentimenti nascosti e tutte le cose che ognuno tiene per sé a offuscare la magnifica chiarezza dell'infanzia, a disorientarci perché un bel giorno abbiamo capito che nella vita non esiste un'unica verità?».

«In quel luogo nessuno sentiva il bisogno di stare al passo con i tempi: la piacevole calma che si respirava nella libreria si trasmetteva anche ai visitatori che, notò Robert sorridendo, sembravano muoversi con delicatezza e attenzione».

martedì 15 settembre 2020

Recensione di "La donna dei miei sogni" di Nicolas Barreau

Buonasera amici, come state? Approfitto di un momento di relax per condividere con voi la recensione di un altro romanzo divorato durante l'estate.


Trama: "Oggi ho incontrato la donna dei miei sogni. Era seduta al Café de Flore, al mio tavolo preferito. E mi sorrideva. Purtroppo non era sola. Un uomo piuttosto attraente le stava accanto e le stringeva la mano. Sono un libraio e, se hai a che fare con i libri tutti i giorni, se vivi immerso nei romanzi, a un certo punto inizi a credere che siano possibili molte più cose di quanto comunemente si creda. Forse sono un inguaribile romantico, ma chi dice che quello che capita in un libro non possa succedere anche nella realtà? Ed ecco infatti che qualcosa è successo davvero. La donna dei miei sogni si è alzata e ha lasciato un biglietto sul mio tavolo. Un nome, un numero di telefono. Nient'altro. Il mio cuore ha fatto un salto. E così sono iniziate le ventiquattro ore più eccitariti della mia vita." Ma quel che promette di essere un romantico rendez-vous si trasforma ben presto in una cocente delusione: il numero di telefono non si legge bene e Antoine, l'intraprendente proprietario della Librairie du Soleil a Saint-Germain-des-Prés, deve buttarsi in una rocambolesca avventura per ritrovare la donna con l'ombrello rosso che lo ha stregato.

Finalmente una storia d'amore carina, né banale, né impegnativa, né talmente spinta da far invidia alle note "Cinquanta Sfumature"! 

Antoine è un libraio (moro con occhi azzurri) nella romantica Parigi. Ha sempre letto romanzi d'amore senza mai trovare riscontro nella realtà. Un giorno, entrando nel Café per la pausa pranzo, trova il suo tavolo preferito occupato da una donna sulla trentina, capelli lunghi biondo miele e occhi con pagliuzze dorate. Basta uno sguardo e Antoine sa di trovarsi davanti la donna della sua vita, quella che ha sempre sognato. Il colpo di fulmine scatta anche per lei che, uscendo dal locale con un uomo (dalle sembianze di Piton, il personaggio di Harry Potter), lascerà un biglietto ad Antoine con su scritto il nome Isabelle e un numero di telefono. 


Antoine vuole vederla, è convinto che la storia con Isabelle andrà a buon fine perché si è già innamorato. Peccato che il biglietto sarà rovinato da un escremento rilasciato da un uccellino di passaggio e che l'ultima cifra sia così scomparsa. Comincia quindi l'avventura di Antoine, che effettua mille chiamate cercando la combinazione telefonica corretta, mettendo in linea vari indizi e paranoie, finendo per inseguire la bella Isabelle per tutta Parigi. 


Una storia a lieto fine, con tanto umorismo e tenerezza, alla ricerca dell'amore a prima vista che si rivela non essere un semplice sogno, ma la stupenda realtà. 
Consigliato per ridere e sperare che anche le cose più impossibili,a volte, possano avverarsi con l'aiuto di tanta fortuna e di molta perseveranza. Terminato in 1 giorno, questo romanzo di Barreau tiene letteralmente incollati alle pagine, incuriosendo il lettore sulla sorte del goffo e innamorato Antoine. 


«In fin dei conti, l'unica cosa che resta sono i ricordi. Ma i ricordi di ciò che non sarebbe mai potuto accadere portano inevitabilmente con sé il lieve rimpianto dei desideri non realizzati. Come se la vita non avesse mantenuto le sue promesse».

sabato 24 settembre 2016

Recensione di "La ricetta del vero amore" di Nicolas Barreau

Buonasera amici, dopo aver terminato (o quasi) di effettuare le correzioni alla mia tesi, posso dedicami un po' al mio blog e alle recensioni lasciate in sospeso.
Come avrete capito, adoro entrare in libreria e di solito ne esco sempre con qualche libretto nello zaino, acquistato dopo aver vagato tra gli scaffali e aver effettuato una difficilissima selezione.
Qualche settimana fa, dopo una lunghissima passeggiata, mi sono ritrovata dentro la libreria La Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi e ho di nuovo approfittato della promozione "due libri a 9,90 euro". Uno di questi due fortunati è stato "La ricetta del vero amore" di Nicolas Barreau.


Trama: È perennemente in ritardo. È bella come il sole. È socievole, estroversa e… irraggiungibile. L’amore di Henri Bredin – timido studente della Sorbonne, un po’ goffo e sempre puntuale – sembra del tutto senza speranza. Lui e Valérie Castel condividono la passione per gli stessi libri. Ma per Valérie, Henri è solo un compagno di studi e un buon amico, mentre per lui la ragazza con gli occhi acquamarina e il sorriso impertinente è la donna più charmante del mondo.
Quando Valérie trascorre le vacanze estive sulla Riviera ligure e perde la testa per un italiano, a Henri crolla il mondo addosso. Non ha nessuna possibilità contro quell’uomo affascinante, ricco e di dieci anni più grande di lui. O forse sì? Un giorno, curiosando tra le bancarelle di libri usati lungo la Senna, Henri si imbatte in un libricino rilegato in pelle bordeaux. Si tratta di un manuale del xvi secolo che contiene pozioni e strani infusi e promette di svelare niente meno che la ricetta dell’amore eterno, L’élixir d’amour éternel. Contrariamente a ogni logica, Henri decide di invitare a cena Valérie e di cucinare per lei un perfetto “Menu dell’amore”. Ma, tra tutte le sere possibili, quella è proprio la volta in cui la ritardataria Valérie decide di presentarsi nel piccolo appartamento di Henri in rue Mouffetard con largo anticipo... Un’incantevole e deliziosa storia sulle gioie e i dolori del primo amore e sui momenti magici della vita. Con otto “Menu dell’amore” dal libro personale di ricette di Nicolas Barreau.

Ogni tanto sono romantica anche io e questo libriccino mi ha proprio ispirata. "La ricetta del vero amore" si configura come il prequel di "Gli ingredienti segreti dell'amore".
E' la tipica storia d'amore tra il timido e quasi invisibile Henri e la bella Valérie che, agli occhi innamorati del ragazzo, sembra assolutamente perfetta con tutte le sue numerose imperfezioni.


Valérie frequenta già un altro, ma Henri le ha ormai affidato il suo cuore.
Spera che l'amicizia possa condurlo finalmente ad essere ricambiato e decide di utilizzare la sua arma migliore: la cucina. Henri è un ottimo cuoco e si applica per organizzare una cenetta creativa e di tutto rispetto, ma non crede troppo in se stesso, tanto da farsi convincere che un elisir d'amore, opportunamente preparato, possa avere un effetto magico. Non tutto procede come previsto, ma chissà se la magnifica Parigi e un cuore innamorato potranno ugualmente creare quell'incantesimo che Henri desidera tanto.


E' un libro di poche pagine, che si legge tutto d'un fiato... soffermandosi magari a provare le ricette che si trovano in fondo. Nicolas Barreau ha creato una storia delicata e molto dolce, presentando semplicemente una situazione che ognuno di noi si è trovato a vivere almeno una volta nella vita.
La lettura del prequel causerà la lettura del sequel, penso si sia capito. "Gli ingredienti segreti dell'amore" entra nella mia lista di prossimi libri da divorare.
Vi lascio con una citazione, dolce e molto carina... e non ho potuto fare a meno di immedesimarmi nell'impacciato Henri:

<<Chiunque abbia amato almeno una volta nella vita senza essere corrisposto sa che siamo pronti a fare le cose più insensate nella speranza di raggiungere il nostro scopo. C'è chi mangia la foto della persona amata e chi in una notte di luna piena sotterra a un incrocio una ciocca di capelli tagliata di nascosto. In confronto la mia idea di provare con un Menu d'amour non era poi così strampalata>>.


sito