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mercoledì 30 dicembre 2015

Addio 2015... spazio al nuovo! Auguri per il 2016!

Cari lettori, anche stavolta siamo arrivati alla fine dell'anno.
Cosa ha portato questo 2015? Per quanto mi riguarda è stato solo una degna continuazione del 2014 che non era terminato così fantasticamente.
A marzo quella frattura alla spalla mi ha sconvolto ogni piano, occupando le mie giornate con visite mediche, accertamenti, dolorosa fisioterapia senza contare i postumi fisici e psicologici.
Quante volte mi sono ripetuta di non arrendermi, eppure non lo so nemmeno io quante lacrime abbia versato per questo mio povero braccio martoriato.
Ho proseguito a scrivere la mia tesi e a studiare, andando in biblioteca e prendendo i volumi, a volte troppo pesanti, per poter procedere con la ricerca. E quest'ultima ora è a buon punto. Manca poco per terminarla, tirare le somme e poter analizzare i risultati. Per tutto ciò dico solo grazie a me stessa, alla mia testa dura, alla decisione di voler andare avanti nonostante tutto, e ovviamente grazie ai miei che mi hanno accompagnata ovunque pur di risolvere questa situazione infelice che mi è capitata in maniera del tutto improvvisa.
Quando ancora non mi ero ripresa, è arrivata un'altra batosta, una discussione furiosa che mai mi sarei aspettata, che ha fatto più male della frattura... di nuovo tantissime lacrime, scoraggiamento e voglia di mollare tutto tenendo conto dei precedenti, ma sono ancora qui, forse più diffidente di prima, forse più distaccata e ho imparato a capire di non potermi aspettare niente da nessuno. Gli altri non si comportano come tu fai con loro. Lo sapevo prima, lo so adesso, lo terrò presente per il futuro. Nonostante tutto, ho imparato a perdonare. Rimanere con l'animo in tempesta fa male solo a me e non risolve un bel niente. Perdonare non significa però dimenticare. Vuol dire imparare dagli errori passati e provare a migliorare, consci del fatto che gli errori ci saranno sempre e comunque, ma forse di minore entità.
E' stato un anno pesante, carico di emozioni, non troppo positive, e di battaglie, un periodo da assimilare e di cui fare tesoro, perché anche la sofferenza serve a questo mondo per crescere. E ovviamente evito di elencare tutti i fatti internazionali che hanno sconvolto la vita di ognuno di noi.


Tra i miei "eventi belli" inserisco il viaggio nella meravigliosa Venezia, il concertone del mio adorato Max Pezzali al Palalottomatica (grazie ancora alle mie sorelle e a mio fratello!) e la conferenza sulla mia ricerca di tesi dottorale presentata all'ITAR che non mi sarei mai aspettata. E' stata una sorpresa pure per me e quel pomeriggio mi ha di nuovo restituito un filo di speranza. 
Ho stretto i denti e affrontato la situazione, riuscendo anche a pubblicare due articoli scientifici cui si aggiunge un terzo che uscirà nel 2016. Solamente contando su me stessa, su quella persona che è stata umiliata e abbandonata, ma che da sola riesce a procedere comunque come un carro armato traendo forza dalle invidie altrui.



Infine, dal punto di vista letterario ho terminato la trilogia di Sàkomar, iniziata nel 2007, con la pubblicazione di "Il Quinto Elemento". A Sàkomar c'è parte del mio cuore, ci sono sogni e fantasie che i lettori, dandomi fiducia, hanno voluto condividere con me. Non posso far altro che ringraziarli infinitamente e ricordare che per tutte le festività gli ebook saranno in offerta a 0,99 centesimi.



Ieri il postino mi ha recapitato un romanzo, che ho vinto a un nuovo giveaway e diventerà una delle mie prossime letture. Una bella sorpresa e un nuovo mondo in cui immergermi nei momenti liberi.




Com'è stato il vostro 2015? Ogni volta ci si augura che il nuovo anno sia migliore del precedente, quindi... 2016 confidiamo in te. Non ci deludere! 
Auguri a tutti voi di buon anno nuovo!   


giovedì 24 dicembre 2015

Natale 2015... auguri e riflessioni

Siamo di nuovo al 24 dicembre. Su Facebook e sui social tutti si scambiano gli auguri, anche persone che non si sono più viste da un millennio e che si risvegliano solo nelle festività perché "bisogna essere tutti più buoni".
A me il Natale è sempre piaciuto: la città che si riveste di colori e di lucine, il freddo, i cappotti caldi, la cioccolata al bar, i biscotti a forma di fiocco di neve, le persone che girano cariche di regali nei negozi luminosi nei quali ogni oggetto è stato disposto con cura. E poi ci sono i presepi nelle chiese, le piazze adorne di alberi giganteschi, l'odore delle castagne, i bimbi liberi dalle scuole che si aggirano contenti per le strade per mano ai loro genitori, saltellando ed emozionandosi per ogni cosa.
Le case si riempiono di addobbi, l'albero di Natale splende dietro le finestre e dalle strade si notano lucine soffuse dietro le tende, il presepe occupa uno spazio più o meno ampio su un mobile, compaiono candele a forma di Babbo Natale, di stelle, di regali impacchettati. In televisione trasmettono i film che si vedranno ogni anno, da sempre (es. Natale sulla ventiquattresima strada; Mamma ho perso l'aereo), e i classici Disney che apprezzo tanto.
Si sta tutti insieme, amici e parenti, si ride e si scherza, si gioca a tombola e a carte, mentre Michael Bublè canta in sottofondo.


Eppure ogni anno che passa ho sempre l'impressione che dietro tutta questa allegria ci sia qualcosa di estremamente falso. Gli auguri fatti a gente che non senti per 11 mesi l'anno, le promesse di vedersi con l'anno nuovo e che ovviamente non verranno mantenute, le riunioni con parenti che non sanno più nemmeno come ti chiami tanto è il tempo intercorso dall'ultima volta in cui ci si è visti, regali scambiati anche tra i migliori amici che fanno il discorso "un pensierino che costa poco perché non ci voglio spendere più del dovuto". E gli auguri solo tramite social network.
Mi sono adattata anche io, dico la verità... adattata però. E' un clima che non mi piace più. 
Il Natale lo si vive magicamente quando si è bambini, quando si è ingenui, quando si pensa a un mondo roseo e buono, brillante proprio come la porporina delle palline dell'albero, quando si crede a un vecchietto così altruista da fare il giro del mondo portando regali a tutti, senza pretendere nulla in cambio. Poi cresci, inizi a conoscere le persone per quel che sono veramente, a quante maschere indossino, a quanta poca sia in realtà la bontà nascosta dietro i loro sorrisi, a quanto invece immensi sia invidie e rancori tanto da spingere le persone a farsi la guerra (sia in termini interpersonali, che in termini internazionali e basti riflettere sulla situazione che si consuma attualmente in tutto il mondo) e quella fiammella, che a Natale ardeva di più, comincia ad affievolirsi, fin quasi a spegnersi.
Viviamo un Natale commerciale, una corsa all'ultimo secondo per aggiudicarsi i regali da distribuire secondo il grado di simpatia, cercando di spendere il meno possibile perché "non ne vale la pena" oppure perché realmente i soldi non bastano in quest'Italia sommersa dalle tasse e dalla precarietà.
Si cade in una specie di apatia, di sindrome del Grinch. Forse io ci sono immersa e rimango fuori a stento solo con la testa perché sono sempre stata un po' sognatrice, ma non riesco più ad avvertire quell'atmosfera che un tempo mi scaldava il cuore. Ci provo, ma niente di niente. E so di non essere sola.
Cosa vorresti come regalo? Vorrei rispondere con sincerità: "qualcosa che non si può comprare e si chiama FUTURO, qualcosa che mi dia un terreno stabile per costruire la mia vita" e invece tutte le speranze e i sogni vorticano così, senza meta, dispersi in una specie di nulla.
Auguro quindi un Buon Natale a tutti coloro che come me non riescono quasi più a sentirlo perché con il calore delle persone cui vogliono veramente bene riprendano a sognare; auguro un Buon Natale a tutte le persone che combattono contro la falsità ogni giorno, che hanno le spalle così grandi da riuscire a passare indifferenti davanti alle offese e alle umiliazioni; auguro un Buon Natale a noi giovani perché rimboccandoci le mani, ancora una volta, stringeremo i denti e proveremo a cambiare un paese che non ci vuole più; auguro un Buon Natale a tutte quelle coppie che stanno davvero insieme per amore, quello vero, e non perché "devono avere qualcuno accanto per le feste che altrimenti sfigurano davanti agli amici e ai parenti"; auguro un Buon Natale a chi mi ha fatto del male, in un passato lontano e in quello più recente, perché rifletta sul proprio operato e si impegni a rimediare, ricucendo gli strappi provocati nell'animo; auguro un Buon Natale agli amici sinceri, che si sentono e stanno insieme per stima, rispetto e simpatia reciproca, non per convenienza; auguro un Buon Natale a voi lettori e vi ringrazio perché mi seguite sempre, supportando il mio sogno letterario, che forse non andrà da nessuna parte come quello di tanti "colleghi", ma che avrà almeno una fiammella di speranza ad illuminarlo. 



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